Dopo aver scritto le mie righe ( se non si capisse sono in ferie fino a domani) ho letto il post sui pellegrini e l'affollamento del francese.. ho rimestato il tutto con le note di Lia e il suo grande ritorno.
Il cammino è un percorso da un punto all'altro, quali essi siano.
E' un percorso a piedi.
Le motivazioni sono scritte nel corpo e nell'anima. Il primo chiede spazi liberi , aria pulita; cerca istintivamente ambienti naturali che non facciano male alla seconda.
La seconda , come ha scritto Donato, sovrintende: cerca il silenzio; il ritmo cadenzato del passo e del respiro; la ricerca del luogo dove posare i piedi; riceve le immagini, gli odori, i rumori , li elabora.
Mi offre la forza di andare avanti, nei momenti difficili.
Non so se si chiami pellegrinaggio; forse no. Non c'è gran fede , intesa come attaccamento ad una religione in quello che sfaccio quando cammino. Non sto andando a Santiago solo perchè là c'è il corpo dell'apostolo Giacomo. Non sono andata a Roma perchè là c'è Pietro. Anche perchè là ci sono Pietro e Giacomo, ma non solo per questo.
Vado perchè nell'andare ritrovo una dimensione che perdo nella quotidianità, nell'affannarsi di fatiche, pensieri , difficoltà e gioie spesso superficiali: quella della mia intimità , quella del mio essere fatta di anima e corpo. Perdo la capacità di guardare con gli occhi della meraviglia la bellezza che ho attorno. Per questo cammino a lungo, portando con me l'indispensabile.
Un aspetto che mi ha colpito di questo cammino è stato proprio il rappporto con la fede.
Non avevo mai fatto percorsi lunghi in un paese protestante. Impossibile non accorgersi dell'assenza di segni di cristianità nella campagna. Italia, Francia, Austria: Spagna. Ovunque nei campi cappelle, croci, piccole Madonne. Nulla nella protestante Inghilterra.
I villaggi inglesi hanno una chiesa ma è sempre ai margini delle case; devi cercarla apposta. Talvolta è riformata inglese; talaltra metodista, altre volte cattolica.
Ho dormito dai Quaccheri, andando a leggermi qualcosa perchè di loro non sapevo proprio nulla.
Ma quelle chiese sono sempre aperte; vi trovi l'onnipresente bollitore (oltre ad una zona gioco per i bambini) e generi di conforto. Circondate dai loro silenziosi cimiteri, puoi sederti su una panchina tra le lapidi e sorseggiare il tè offerto da reverendi e reverende mai incontrati.
Nelle brughiere solitarie, sui pascoli battuti dal vento, mi sono domandata come i pastori di un tempo tenessero a bada la loro paura , senza Santi e Madonne a cui rivolgere la richiesta di protezione.
Forse qualcuno me lo sa spiegare...
Io un pensiero al mio Angelo Custode talvolta l'ho mandato.