TAPPA 1 Ponferrada - Villavjeca
Titolo : SILENZIO
E NESSUNA CAZZATA
Dopo una notte in bianco per un volo alle 5:00, 8-10 km in mezzo a Madrid e altre cinque ore di bus interminabili francamente avevo pensato di giocarmi subito il jolly con una bella camera di albergo ma poi volevo troppo assaggiare l'ambiente dei Pellegrini che arrivano da Saint jean pied de port, lungo quel mio desiderato Cammino, passando appunto da Ponferrada e così sono andato dritto all'albergo municipale.
Ora a parte che non ho assaggiato nulla perché eravamo in 16 (il giorno prima erano 54)però da una parte è andata benissimo così, perché avevo una camera con quattro posti letto tutta per me, quindi ho dormito molto ma molto ma molto bene senza timore dei roncadores O di essere io stesso un roncadores
E poi è stato molto utile perché per villavjeca non mi avevano risposto né alla email né alla telefonata, così i due ospitaleros si sono prodigati per me e han trovato il numero esatto da chiamare.
Ho adorato il loro modo di vivere uno dei lavori più abneganti che ci sia , se vuoi farlo bene.
Ieri sera era una super festa qua a Ponferrada, da una parte avrei voluta godermela anziché obbligatoriamente girare Madrid, perché qua siamo in piena terra dei templari e c'è l'imponente Castello Templare che ospitò per un secolo e mezzo i monaci guerrieri dell'Ordine di San Giacomo (protettori del Cammino di Santiago)
Dall'altra , uscendo la sera per mangiare qualcosa (che ero a digiuno dalla mattina) e acquistare provviste per il giorno dopo, la tanta folla mi quasi soffocava, io che già pregustavo l'idea di silenzio e solitudine del giorno dopo



Sveglia con calma per salutare e abbracciare gli ospitaleros


Parto alle 8
Li zaino con le provviste pesa drammaticamente più di 15kg ma oggi solo 16km (non ho tenuto conto di una salitona però )
La prima cosa che mi affascina è il silenzio , se poi penso al caos di ieri il pensiero di quintuplica, ma come è bello il silenzio?
Non nego che la ricerca dei primi segnali e frecce mettono sempre un po' di timore ma piano piano si completa la bellezza del sentirsi coccolato da queste frecce
Ho girato per mezz'ora a Ponferrada continuando a seguire le frecce del Francese .... ovviamente aggiungerei
A mia discolpa posso dire che hanno messo delle frecce di francese anche 200 metri dopo i primi segnali del cammino da inverno portandomi a tornare indietro
Ed esattamente su un segnale ho incontrato due borracci che dicevano hai sbagliato strada e di là il cammino e io grazieeeee. Grazie assai un caiser
Io che adoro guardare le frecce e non la guida questa volta devo dire è soltanto con la guida che non puoi sbagliare
Mi sono guadagnato una salita di troppo e un chilometro di troppo
I primi "pensieri degli occhi" giungono :
Passo sotto la famosa conduttura idrica e devo dire che io una cosa così enorme e fuori terra non l'ho mai vista è enorme questo tubo gigante
Un contadino con un appezzamento di orto molto più grande del mio che annaffia con un innaffiatoio molto più piccolo del mio
Il mio cervello e i primi pensieri si combattono tra
A) il silenzio rotto solo dal cinguettio degli uccellini e
B) il prestare attenzione a cosa mi dicono gambe spalle già nei primi 4km avendo 6 kg di cibare in più nello zaino e si aggiungono hai già 9 kg di zaino
Forse, come l'albero disordinato che ho visto tagliuzzato malamente e con crescite di rami sparsi, il mio cervello si alimenta a cazzum
Proseguono i miei iniziali dubbi sul cammino perché la guida dice : superata una salumeria il cammino va sullo sterrato.... Così trovandomi di fronte a un villaggio grande come Figino Serenza ho pensato di aver sbagliato, in realtà ..... Era la salumeria!!!!
E posso dire che l'avere come riferimento il fiume a destra e il monte pajariel a sinistra è un grosso supporto alla serenita mentale
Anche perché di frecce non ce ne sono, sono ben poche quelle su sassi muri pali, ci si affida solo ai rari mojon
I primi chilometri e sono già fuori dal mondo, già lontano dal mondo
Ci sono una marea di pietre a forma di cuore ma non ne posso prendere neanche uno perché sono all'inizio e già lo zaino pesa
Gatti che mi fanno gli agguati
Ed io allora faccio gli agguati a loro
Perri che scodinzolano
dei piccoli pueblo silenziosissimi ma con la gente che saluta seduta sui gradini di casa propria, ma quanto è bello questo essere naturalgentili?
Passo per credo uno dei tratti più belli del cammino di invierno in una strada scavata nel bosco con pareti alte 4/5metri
Bellissimo tratto in aperta campagna tra i vigneti con una splendida esplosione di fiori bianchi uguali al mio ciliegio.
Un bombone che se ne ciba
Una donna usa la mia stessa tecnica dei dischi CD anti uccelli, mi fermo a guardare lo sbrilluccicare che fanno
Qua il silenzio è completamente incontaminato solo vento e uccellini è veramente una cosa bella
Adoro questo piccolo pueblo, incastonato in mezzo alla campagna e al bosco con tutti i tetti di colore uguale e gli faccio una foto, poi guardo oltre, sulle montagne dietro e penso Santiago è di la
Il gesto lento rallentato di una vecchietta a dare da bere o meglio a versare l'acqua del catino a una pianta, quel gesto lento dovuto alla vecchiaia o magari quel gesto lento per assaporare ogni piccola cosa che si fa in questa sua ormai sempre più breve vita, i gesti lenti li abbiamo persi tolto il pannolino , voglio rimetterlo senza aspettare il pannolone.
i piccoli Pueblo qua sono uno spettacolo.
Gesti lenti ma costanti, non c'è una grossa agricoltura eppure gli abitanti coltivano una piantina alla volta in un enorme campo, una piantina e un secchio per dare la prima acqua, ogni persona che incontro saluta, così mi fermo a parlare con questo uomo che sta piantando letuga.
Percepisco un altro mondo oppure è lo stesso mondo ma lontano da quei canoni frenetici ormai impostici
A volte veramente basta un fazzoletto di terra per essere felici che non vuol dire zero sacrificio anzi