TAPPA 8
MONFORTE diomondi- CHANTADA
La sveglia è alle 5:15 e questa volta è lei che accende me anziché io spegnere lei prima che suona, stavo litigando
in un sogno stranissimo, nel quale il mio ginocchio destro faceva malissimo come quando ti si addormenta il braccio dormendoci sopra e non facendo più passare di sangue, ecco stessa sensazione ma la cosa assai strana è che il proprietario
del mio ginocchio e con cui parlavo (stava incazzato a bestia) era un essere mitologico.
Faccio con calma colazione con una bella scodellona grande
, cappuccino, con caffè macchiato e con cioccolato
tutto assieme perché nell'armadio trovo i corn flakes
Aspetto questa volta che la combo mattutina latte e caffè faccia il suo effetto perché non ho voglia di ritrovarmi ancora con l'immagine del serpente
che mi morde la chiappa e parto verso le ore 6.
La prima parte di questa lunga tappa è una lunga statale in asfalto inghiottita nel buio, e anche se la prima variante alternativa che incontro mi attrae, in quanto sulla riva del fiume nel bosco, opto per rimanere sulla carreggiata perché tanto visibilità zero.
Qui i galli sono molto più allineati all'orario rispetto al gallo delle 2,29 spanato, ora sono le 7:20 e suonano la sveglia per tutti
Piano piano si fa luce anche in questa giornata e il cielo è molto nuvoloso, non capisco se sono nuvole grigie e tranquille o se pensa di piovere oggi però la cosa non mi dispiace a confronto del caldo anomalo che c'è qua, 30gradi sono atomici per i piedi. Passo molto tranquillamente e costantemente i primi paesini imboccandoli in queste lunghe gallerie di alberi che si incontrano in un abbraccio. Ci sono cose della Galizia che non smetteranno mai di sorprendermi e piacermi come se fosse la prima volta che le vedo.
Passo davanti al
Il Pazo de O Reguengo che è un magnifico esempio di architettura medioevale signorile galiziana del XV secolo, noto per la sua struttura a U, i muri in pietra granitica e una cappella del 1772. (ora penserete quanto sono forbito ed edulcorato,
in realtà ho chiesto a IA)
Ps e so che vi chiederete anche delle due parole forbito ed edulcorato che non c'entrano assolutamente niente ma mi piacevano e volevo tenervi attenti)
Adesso dopo i primi 9 km di asfalto un po' di sano boschetto gnomico Galiziano.
Giungo a Pineiro dove una bella panchina in pietra mi attende , con tanto di vasca dell'acqua accanto.
Mi viene la tentazione di metterci dentro i piedi ma francamente c'è un arietta gelida che non promette bene e preferisco invece coprirmi.
Piedi nudi comunque a respirare e capire se le nuove calze funzionano.
Direi che vasellina e nuove calze è una buona combo , ma credo che il problema siano proprio le scarpe (a conferma di ciò, nel silenzio di questo paesino, parte una luuuunga ragliata di asino ioooooo Daniele iooooo)
I km fin qua sono un po' discordanti
I mojon dicono 10
Gronze dice 11,5
La guida terre di mezzo dice 12
I miei calcoli 11
I miei piedi gia 35









MONFORTE diomondi- CHANTADA
La sveglia è alle 5:15 e questa volta è lei che accende me anziché io spegnere lei prima che suona, stavo litigando
in un sogno stranissimo, nel quale il mio ginocchio destro faceva malissimo come quando ti si addormenta il braccio dormendoci sopra e non facendo più passare di sangue, ecco stessa sensazione ma la cosa assai strana è che il proprietario
del mio ginocchio e con cui parlavo (stava incazzato a bestia) era un essere mitologico.Faccio con calma colazione con una bella scodellona grande
, cappuccino, con caffè macchiato e con cioccolato
tutto assieme perché nell'armadio trovo i corn flakes
Aspetto questa volta che la combo mattutina latte e caffè faccia il suo effetto perché non ho voglia di ritrovarmi ancora con l'immagine del serpente
che mi morde la chiappa e parto verso le ore 6.La prima parte di questa lunga tappa è una lunga statale in asfalto inghiottita nel buio, e anche se la prima variante alternativa che incontro mi attrae, in quanto sulla riva del fiume nel bosco, opto per rimanere sulla carreggiata perché tanto visibilità zero.
Qui i galli sono molto più allineati all'orario rispetto al gallo delle 2,29 spanato, ora sono le 7:20 e suonano la sveglia per tutti
Piano piano si fa luce anche in questa giornata e il cielo è molto nuvoloso, non capisco se sono nuvole grigie e tranquille o se pensa di piovere oggi però la cosa non mi dispiace a confronto del caldo anomalo che c'è qua, 30gradi sono atomici per i piedi. Passo molto tranquillamente e costantemente i primi paesini imboccandoli in queste lunghe gallerie di alberi che si incontrano in un abbraccio. Ci sono cose della Galizia che non smetteranno mai di sorprendermi e piacermi come se fosse la prima volta che le vedo.
Passo davanti al
Il Pazo de O Reguengo che è un magnifico esempio di architettura medioevale signorile galiziana del XV secolo, noto per la sua struttura a U, i muri in pietra granitica e una cappella del 1772. (ora penserete quanto sono forbito ed edulcorato,
in realtà ho chiesto a IA)Ps e so che vi chiederete anche delle due parole forbito ed edulcorato che non c'entrano assolutamente niente ma mi piacevano e volevo tenervi attenti)
Adesso dopo i primi 9 km di asfalto un po' di sano boschetto gnomico Galiziano.
Giungo a Pineiro dove una bella panchina in pietra mi attende , con tanto di vasca dell'acqua accanto.
Mi viene la tentazione di metterci dentro i piedi ma francamente c'è un arietta gelida che non promette bene e preferisco invece coprirmi.
Piedi nudi comunque a respirare e capire se le nuove calze funzionano.
Direi che vasellina e nuove calze è una buona combo , ma credo che il problema siano proprio le scarpe (a conferma di ciò, nel silenzio di questo paesino, parte una luuuunga ragliata di asino ioooooo Daniele iooooo)
I km fin qua sono un po' discordanti
I mojon dicono 10
Gronze dice 11,5
La guida terre di mezzo dice 12
I miei calcoli 11
I miei piedi gia 35











... una cassettina tutta arrugginita con dentro il sello, un rubinetto e due panchine sotto una tettoia che mi permettono di togliermi le scarpe perché sento i piedi già cotti. E mi sono confermato che LE CALZE non vanno bene, dopo soli 7-8 chilometri avevo i piedi già zuppi bagnati e non è sicuro la pioggia.
col culetto bianco, e un sacco di cani grossi come orsi senza guinzaglio quindi sempre sul chi va là attento alle loro partenze, invece sembrano abbastanza tranquilli, però a differenza degli altri animali, con cui parlo e dò da mangiare ed una coccola, coi cani non mi fido.





















perché la salita taglia i tornanti della strada tramite vecchie mulattiere che a volte si confondono con le strade della campagna. Ma ormai mi ci sto abituando a finire tra i prati o campi coltivati altrui.

















TAPPA 9 














































