Infatti ancora non so bene dove si trovi la mia mente...in un luogo non ben definito tra la terra ed il cielo. E' normale dopo un mese di "lievitazione" trovare difficoltà nell'atterraggio (questo non vale per il Fly

) però a questo siamo chiamati:camminare nella vita. Per cui Forza e Coraggio. Animo, come sta scritto ovunque sul Cammino. E più l'andare sarà stato intenso più fruttifero sarà il raccolto nella quotidianità.
Il corpo invece è già al lavoro da lunedì purtroppo con solo sei kg in meno di prima della partenza. Ho lasciato sulla strada un pò di ciccia ma nei due giorni e mezzo che ho passato fermo a Santiago ho mangiato da Manolo come un maialino recuperando subito il perduto. E per non farmi mancare nulla, insieme a Vincenzo proveniente dal Portoghese (contvin) che il 18 ho rincontrato dai francescani, siamo andati a "scroccare" cena al parador dei Reali Cattolici perchè noi ai rituali ci teniamo :lol: e qualcuno deve pur sacrificarsi per perpetuarli. Contrariamente a quanto pensavo non c'erano kilometriche code di affamati pellegrini. Forse perchè le 19 per gli spagnoli è l'ora della merenda! (per chi non lo sa, per tradizione, dato che anticamente era l’ospitale dei pellegrini, il parador dei Reali Cattolici, quello a sx della Cattedrale in plaza Obradorio, offre un pasto (colazione, pranzo e cena) ai primi 10 pellegrini che si presentano muniti di Compostela. Questo vale per tutti e tre i giorni successivi alla data del rilascio della Compostela). Ma mi raccomando, non basta la credenziale con tutti i selli…serve proprio la Compostela perché non ci sarà Vincenzo che con la sua favella e la conoscenza delle lingue riuscirà ad impietosire e blandire l’addetto ed a far ammettere 5 pellegrini stranieri ed imprevidenti!
Del mio Cammino che dire a caldo?
Se potete non camminate in Spagna l’ultima settimana di luglio e la prima quindicina di agosto. Se sul francese c’era il mondo, come si suol dire, sul Norte ed il Primitivo c’erano tutti quelli che avanzavano, ed erano tanti. Troppi. Troppi per la capacità ricettiva degli albergue per pellegrini. I primi 10 gg sulla costa l’azione di disturbo la fanno quei giovani che utilizzano gli albergue per una vacanza marittima. Al di fuori della rete di albergue i prezzi degli H sono quelli del mercato turistico (minimo 35 euro per dormire) e non facili da trovare. Poi 2 giorni di meritata solitudine sul raccordo Norte-Primitivo con la perla dell’albergue di Pola de Serio (eccezionale). Da Oviedo inizia il fiume di spagnoli che, non amando il mare ma la montagna, si fanno dodici giorni di trekking attraverso la Cordigliera Cantarbica. Ho faticato a trovarne di motivati spiritualmente, ma c’erano ed erano quelli che non si facevano prendere dalla frenesia del “sitio” e finivano a dormire al polideportivo dopo che l’albergue aveva esaurito i posti dieci minuti dopo l’apertura. Ho stimato che sul tratto Oviedo-Lugo da me percorso ci fossero in marcia quotidianamente circa 100 pellegrini mentre la capacità ricettiva degli albergue va dai 25 ai 40 posti (compreso a terra). Per gli altri: polideportivo, privati dove ci sono o…fuori. Una notte, ad Escamplero è toccata pure a me. Il giorno successivo a Villapanada ho passato il pomeriggio a far asciugare tutto in compagnia dell’ottimo e, secondo me, miglior hospitalero del Primitivo, Domingo!
Poi altri due giorni di parziale solitudine verso Friol e Sobrado seguendo le frecce verdi di un tracciato non ufficiale che un volenteroso ragazzo (Manuel) ha “pintado” di sua iniziativa e …senza contributi. Sobrado è fascinoso e vale la deviazione.
A seguire trasferimento a Ferrol per il Cammino Inglese. Qui tutto cambia. Sembra di essere tornati ai Cammini precedenti quando anche per 500 km non trovavo pellegrini. La prima sera a Neda sono solo nello splendido albergue sulla ria. Mi viene da sorridere pensando alle ammucchiate dei giorni passati. La successiva a Pontedeume con caparbietà scopro dove è l’albergue (non segnalizzato) e trovo una struttura ricavata nella darsena del porto talmente nuova (e stupenda) che ancora odora di legno. E trovo anche 3 (dicasi tre, una coppia spagnola ed un’italiano) pellegrini con i quali arriverò a Santiago. A Betanzos, al polideportivo, si aggiungono due insegnanti portoghesi con cui ci si accompagna a Bruma nell’albergue completamente isolato ma gestito dall’organizzatissimo Benigno (cena comunitaria su ordinazione). Ormai il gruppetto c’è e il giorno seguente si va tutti alla ricerca di un fantomatico Hotel fuori dal Cammino dove tutti abbiamo prenotato perché essendo ferragosto non c’era la certezza dell’apertura del polideportivo a Seguerio. Perdersi nei boschi tutti insieme e ricercare la corretta via seppur in un pomeriggio di calura asfissiante è quanto di più esilarante possa esserci. L’ultimo giorno partenza di buon’ora per la Messa delle 12 in cattedrale. Risata finale quando una turista ha voluto farsi fotografare al centro del gruppetto appena arrivato al centro della piazza.
Non so se si è capito ma l’Inglese ha rivalutato un’intero Cammino bellissimo per paesaggi ed alcuni incontri ma troppo “distraente” per i miei gusti.
Un piccolo rimpianto??: se da Campiello facevo la ruta dell’Hospitales guadagnavo un giorno (e rimanevo con Stefano e Matteo, una coppia di ragazzi italiani molto interessante) che sommato ai due di fermo in Santiago (che però ancora non sapevo di recuperare) mi avrebbero permesso di camminare ulteriormente verso Fisterre o Muxia. Certo, non avrei incontrato Lucia (Olivina) (e adesso non avrei un nasino da clown) e neppure Vincenzo (una volta o l’altra lo dobbiamo fare un Cammino insieme… a patto che non mi fai tirare il tuo carrello) per cui dato che il Cammino da ciò di cui abbiamo bisogno, va bene così.
Accidenti, non vi ho raccontato quella delle due gemelle francesi…sarà per un’altra volta.
Ermanno
PS: ho recuperato le scarpe dal fondo del sacco perchè mi servono ancora domenica 25 settembre per la Perugia -Assisi. Qualcuno c'è? Sarebbe bello tentare un rende-vouz. (l'ho scritto giusto?