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a piedi dai faggi agli ulivi, vicino a Francesco...

Hey....tutto preso da me stesso, mi ero perso questo Cammino: imparero' mai a non guardare solo il mio ombelico? :espulso:

Non ho potuto augurarvi "Buon Cammino", ma il mio "Bentornate" sale dritto dal cuore.
Fede mi e' stata vicina e mi soffiava sulle vele: quello che posso fare e' stringerla idealmente in un abbraccio poderoso.

Bentornate, fanciulle. Aspettiamo i vostri racconti.

PS: se foste ancora da queste parti,il lupetto abita a pochi km dai sentieri del Poverello. Meno di 30 dalla Verna,per intenderci...mi pare che una volta è uscito un discorso su qualcosa che ha a che fare con Castel San Niccolo'....ma forse mi sbaglio...???

F.
 
una piccola finestra sul nostro Cammino, per ora...
(caro Fly se io vivessi a 30 km da Quel luogo...mmmh, non so quanto spesso ci andrei! la prossima volta che ci passiamo magari sarai anche tu da quelli parti :-)


La danza delle luci e delle ombre

Sole.
Filtra timidamente tra gli altissimi faggi e abeti bianchi, nelle fresche foreste del Casentino.
Buca le nuvole, mentre saliamo tra le colline, verso Pietralunga.
Gioca con le nebbie, che a tratti avvolgono la Rupe, lassù in quel posto che sembra appeso al cielo, più che poggiato sulla terra.
E’ intenso, nel lungo e stancante tratto di asfalto, per raggiungere il miraggio di Gubbio.
E’ bianco, quasi accecante, quando emergiamo dal bosco di Francesco, attraverso le mura, direttamente a pochi passi dalla Basilica. Pietra bianco-rosata inondata di luce.
E’ fratello, come sorella è la Luna.
Luna, piccolissima falce appesa al cielo nella notte dalla torre antica, nell’alto di Gubbio.
Luna, crescente sempre, nel cielo che sovrasta la Basilica, quando il Barbagianni mi appare, a pochi passi, sul muro di pietre antiche.
Luna, le stelle ti fanno corona.

Ombra.
Freschissima, i primi giorni immerse nelle Foreste. Boschi immensi, di daini, caprioli, lupi, cinghiali. Qualcuno nascosto, devi indovinarlo. Qualcuno che ti attende invece all’angolo dell’antico muro di cinta, all’Eremo, di primo mattino, quando solo i monaci, oltre a te, sono forse svegli.
Impressa, nel muschio verdissimo che copre i grandi massi sotto la Verna; sassi che sembrano dotati di parola, come ogni albero di qui.
Ombra del crepuscolo, che avvolge la Rocca, ormai silenziosa e in pace.
Ombra delle nuvole, che rivestono le terre fattesi più dolci, tra toscana e umbria.
Ombra delle grandi querce, accogliente ristoro per il viandante stanco e accaldato.
Ombra, la malinconia struggente che mi prende, quando tutto è compiuto e ormai sola rimango nella città del Santo a comporre gli ultimi fili della tessitura; tessuta di lacrime dorate, che sgorgano senza argine alcuno, sciogliendo nel profondo qualche piccolo pezzo di ghiaccio che giaceva nascosto in qualche piega del cuore.

Notte e Giorno.
Luna e Sole.
Ombra e Luce.
Danza infinita.
 
Grazie Fede, non delle parole, non delle immagini che sai rappresentare così bene, ma delle emozioni che riesci a liberare in me con le tue pennellate leggere.
Quanta bellezza ci circonda e a volte basterebbe così poco per esserne parte.
:angel pilgrim
 
la natura che ci ha preso per mano...
 

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e luoghi nel cuore
:stella:
 

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Bello il tuo scritto e belle le foto!
Hai il dono di non essere mai banale.

:bacibaci:

PS: io sono SEMPRE da quelle parti: basta che fai un fischio ed il lupetto esce dalla tana.....

Fly
 
Bentornata Fede,
ero fuori alla tua partenza e non ti ho potuto augurare Buon Cammino, ma da quello che ho letto, lo è stato.

:abbraccio:


free
 
Bentornate pellegrine.... bei paesaggi :-) .... ci rimandano piacevolmente al Cammino di Assisi che abbiamo percorso lo scorso anno proprio in questo periodo
Marina e Fabrizio
 
Bentornate Federica e Irene, sono felice che il vostro sia stato un buon cammino e grazie per le meravigliose riflessioni e fotografie che ci avete regalato.
Spero di poter condividere presto con voi di persona le gioie di questa esperienza, magari in un prossimo incontro piemontese !
Vi abbraccio forte
Graziella
 
Complimenti Fede, per le foto... per il tuo racconto... per il tuo cammino... per tutto!

Un abbraccione

Edo
 
grazie carissimi per il vostro ascolto :-)
scriverò anche qualcosa di più sulle tappe e ospitalità, con calma...ma arriveranno
info utili, spero :-)

un abbraccione
Federica
 

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e spero di vedervi presto, Graziella Vittoria Lia Angelo e banda torinese.
Magari vicino al prossimo we?
provo a pensare a qualcosa :sun:
 
Belle! Foto e parole.
Riconosco anche qualche luogo e il panorama da Poggio Scali (se non è da Poggio Scali, va bene lo stesso, mi ha fatto ricordare la mia sosta lì a guardarmi intorno :-) ).
Grazie
 
Molti di voi, come Soy ha fatto proprio poco fa, hanno scritto quello che sento anche io, cioè che tradurre in parole queste esperienze non solo è difficile, forse è impossibile, per lo meno in quella che è l'essenza più sottile e personale di ciascuno.

Però qui proverò a dirvi qualcosa, tra le righe potrete carpire anche altro, penso che sarà sopratutto un resoconto di luoghi fatti persone, non riesco molto a esprimere le emozioni più profonde, che rimangono esperienze per me molto intime.

:stella: prima parte :-)

Questo è solo un piccolo frammento di quello che è stato il mosaico del mio cammino.

Un cammino molto intenso per le energie che richiede, per l’impegno e l’attenzione che occorre prestare, per trovare di volta in volta dove dormire, per non restare senza acqua o con la pancia vuota.
Perché il Paradiso del pellegrino è poter assaporare i passi nella natura e a sera trovare cibo acqua una doccia calda e un letto per dormire, null’altro serve. La pura felicità nelle cose semplici, assaporate con presenza e consapevolezza.
In effetti ancora una cosa fa del pellegrino una persona felice o completa: la condivisione.
E ringrazio di aver deciso di camminare con Irene, l’amica cara dono del Cammino francese.
Altrimenti sarebbe successo come immaginavo (una volta letti i racconti di Lia ed Ermetismo): non avrei parlato con nessuno non solo tutto il giorno, ma anche alla sera, escludendo le persone che ospitavano per la notte. Sarebbe mancato quel momento conviviale dove si ride, si racconta, ci si scambia delle impressioni, ci si trasmette qualcosa e si sta insieme.
Di pellegrini per i primi 3 giorni neanche l’ombra (tratto del Cammino di Assisi, dal Passo la Calla – La Verna).
Ma comunque di incontri interessanti ce ne sono stati:
abbiamo cenato in refettorio con i monaci, all’Eremo di Camaldoli; porto nel cuore la loro delicatezza e gentilezza nell’accoglierci, l’aver potuto gustare la pace e il silenzio nell’Eremo, di sera, aver goduto dello spazio di un piccolo giardino raccolto accanto alla cella di Romualdo, con le amiche, prima della cena.
A Badia Prataglia abbiamo intravisto due persone con zaini, ma eravamo distanti e ci sono sfuggite, non sapremo mai se fossero pellegrini. Ci siamo poi fermate a Rimbocchi, nell’Ospitale Valle Santa, dove Romano Conti ci ha dato 2 dritte per i sentieri del giorno dopo, con una variante per salire alla Verna, rispetto a quella indicata dal Cammino di Assisi, molto valida bella e piacevole.
All’eremo della Verna infine abbiamo sentito lo spirito pellegrino vedendo in camerata finalmente i nostri primi pellegrini: Ingrid, una donna austriaca sui 70, forte energica ma bagnata dal temporale, a cui abbiamo indicato che poteva chiedere e fermarsi a dormire lì, senza scendere a Chiusi per forza. Udo, un altro austriaco sui 50, con il quale ho ricevuto al mattino successivo la mia benedizione pellegrina, con cui abbiamo condiviso il tavolo a cena e colazione, e che ho mancato di salutare come si deve, nella presunzione di rivederlo lungo il cammino; non sapevo che non l’avremmo più incontrato…aveva con sé anche la tenda e forse è riuscito a compiere tappe ancora più lunghe, e noi stesse abbiamo fatto alcune varianti molto personali al percorso.
Una coppia di francesi, con cui avremmo poi chiacchierato meglio nelle tappe successive, ritrovandoli anche all’improvviso e felicemente all’Eremo di Montecasale (sono i doni luminosi del cammino, quando inaspettatamente incontri persone già viste e con cui ti senti in sintonia).
Ecco, a questi pellegrini possiamo poi aggiungere la tedesca Martine (sui 50) con il suo fedele e dolce Amigo, un cagnone di 10 anni (qui potrei aprire un capitolo a parte, dove discorrerne con Fly :-) ; magari lo farò), ed è tutto. Una manciata di pellegrini, sublime. Pochi incontri, ma pieni di gioia e calore.
E tutti stranieri. Noi non abbiamo conosciuto italiani, anche se dagli “ospitaleri” (passatemi il termine, per accomunarli tutti, anche se con ruoli molto, molto diversi tra loro), sapevamo che ne avevamo alcuni davanti a noi, o comunque secondo loro ne passavano…sarà, ma sicuramente gli austriaci la fanno da padrone. Vengono erroneamente accomunati ai tedeschi, ma secondo me sono loro il numero forte di questo cammino. E io devo dire che mi sono sempre trovata benissimo nei miei rapporti tra pellegrini con loro. Avendone conosciuti sulla Francigena e su questo cammino nel tratto “Di qui passò Francesco”, mi danno quasi l’idea di un popolo in cammino…in fondo l’Austria quanti abitanti fa? Che percentuale si mette in cammino?
Sicuramente sono amanti dei cammini italiani. Vuoi per la vicinanza, comodità, basso costo; vuoi per le bellezze del nostro paese e per i significati intrinsechi ai cammini. Begli incontri, si.
 

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