Innanzitutto (visto che non ho potuto di persona) voglio darvi il benvenuto (virtuale ed in differita) nella mia città.
Poi volevo aggiungere qualcosa.
Il centro storico di Assisi è piccolo: il comune fa circa 25.000 abitanti, ma dentro le mura siamo meno di un quinto.
Ogni anno visitano le nostre strade oltre due milioni di persone.
Per molti assisani è innegabile una ricaduta economica positiva ma vorrei far suonare l'altra campana: Assisi non è un museo a cielo aperto: è una cittadina.
E' viva: ci sono abitanti, ci sono bambini, ci sono vecchi.
A volte i visitatori (visto anche l'alto numero) diventano perfino invadenti.
Assisi conserva ancora, custodito in uno scrigno di roccia rosa, il tesoro di spiritualità che da prima di Cristo ne ha fatto una città di culto.
Per questo, però, ci dovete venire a gennaio o a febbraio: quanto il vento gelido che scende dal monte Subasio soffia per i vicoli che hanno visto passare san Francesco ed i suoi compagni già in odore di santità in cerca di un tozzo di pane o, ancora giovani, far gazzarra sotto le finestre delle giovani madonne.
E' vero anche che la primavera è la stagione dell'Umbria, pertanto la scelta di venirci in cammino adesso è azzeccatissima per quanto riguarda la strada (anche se, purtroppo, penso che abbiate preso fin troppa acqua).
Ultima nota: siete entrati in Assisi dalla porta di san Giacomo: a 50 metri da casa mia!
La prossima volta suonate!
Spero abbiate visto la chiesa di san Giacomo de Muro Rupto e l'Oratorio dei Pellegrini.