05/09 Chinchilla – La Gineta
Hostal con bar per camionisti. Aperto, colazione con Colacao.
Se l’altro ieri avevo incontrato tanti conigli, adesso ne incontro di più.
Ci sono delle collinette di terra che sono tutte un buco. Un via vai da ore di punta. Tutti indaffaratissimi che corrono da una parte all’altra.
Sono dietro a una zona industriale. Uno dei primi capannoni è strapieno di casse di cipolle e intorno è ancora più pieno di conigli. Ho la sensazione che saranno cipolle un po’ sgranocchiate.
Passo in mezzo ad altri capannoni. Cambia il tipo, più recenti, più moderni. Molti vuoti. Alcuni hanno l’aria di non essere mai stati usati. Non ci sono neanche più i conigli. Un po’ aria di abbandono.
Di nuovo campi e inizio a vedere Albacete laggiù.
Quando si inizia a vedere qualcosa da così lontano significa che non arriva più.
E così è. La Nueva York de La Mancha è sempre laggiù.
Mi viene in mente il bisenso “ventosa” scoperto ieri e per passare il tempo ci costruisco un piccolo enigma. Lo limo per bene e faccio anche in modo che i 4 versi abbiano lo stesso numero di sillabe.
Poi me lo dimentico.
Ma intanto sono alla periferia di Albacete.
Ho letto e sentito che attraversarla seguendo le frecce non è facile. Infatti le perdo subito. Allora fuori la tecnologia, vado di gps. Che ogni tanto mi serva a qualcosa.
Sono in centro.
Piazza con giardinetto e panchine. Statua del venditore di coltelli, almeno così mi sembra
Devo fare una cosa. Cerco una panchina all’ombra e non troppo rumorosa.
Mi siedo. Estraggo foglietto, pagina della guida, biro.
Arrivano 2 pensionati da giardinetto. La panchina è lunga faccio cenno che si siedano pure. Anche se preferirei non avere testimoni.
Un attimo e arriva un terzo pensionato da giardinetto. Sposto lo zaino per terra e faccio posto anche a lui.
Ormai ho preparato tutto l’occorrente.
Ecco il quarto, in piedi a parlare con gli altri 3. Recupero tutto mi alzo e gli lascio il posto.
Vado a cercare un altro giardinetto.
Intanto un’occhiata alla cattedrale e scopro che c’è un Museo de la Cuchilleria. Era proprio un venditore di coltelli allora.
Plaza de Toros. Stanno preparando per la Feria. Montano giostre, stand.
Ci sarebbe un altro giardino, ma non mi soddisfa. Troppo rumoroso.
Lo attraverso tutto.
Qui non c’è più molta gente. Una panchina vicino a una fontana. Muoviti e fai quello che devi fare, prima che sia troppo tardi.
Telefono all’ayuntamiento de La Gineta.
Mi dicono che l’albergue è vicino alla Guardia Civil e a un campo di calcio. Mi danno un numero da chiamare quando sono lì per avere le chiavi, loro il pomeriggio sono chiusi.
Fatto! Posso mangiarmi una empanadilla e ripartire.
L’uscita da Albacete è calda.
Campi di cipolle. Ecco da dove arrivano quelle che ho visto stamattina.
La stradina punta una casetta bianca laggiù in fondo.
No devia, saluto la casetta che si allontana.
La strada cambia di nuovo idea: direzione casetta.
No, era una finta.
Sono davanti alla casetta, ma non ci sono arrivata proprio in linea retta.
Mi supera una macchina alzando una nuvola di polvere. E’ una rarità, al massimo qualche trattore.
Poco più avanti si ferma, scende un tipo e controlla delle casse. Solo quando mi avvicino di più vedo alcuni ragazzi chini a raccogliere cipolle. Il tipo fuma appoggiato alla macchina e li guarda.
Non mi piace questa scena.
Io cammino, sotto il sole, ma perché mi va di farlo.
Dopo un po’ sento la macchina ripartire.
Caldo, arrivo alla periferia de La Gineta un po’ cotta.
Sedie. A La Gineta si costruiscono sedie. Capannoni con insegne di sedie. Vecchi e nuovi. Con davanti sedie della dimensione giusta per il Gulliver di Valencia. Sedie.
Indicazione “Policia Local” la seguo, periferia del paese, c’è anche un campo di calcio. Ci sono.
Telefono. La chiave devo andarla a recuperare all'Ayuntamiento, mi aspetta lì. Inutile venire direttamente qui. Riparto.
All’ayuntamiento non c’è nessuno. Aspetto un po’. Provo a ritelefonare, non risponde.
Ho caldo. Non passa anima viva.
Inizio a pensare che passerò la notte su questa panchina.
Invece arriva.
Mi dà la chiave, mi racconta che 2gg fa è passato uno spagnolo, mi dà una cartina per farmi vedere dov’è l’albergue. Sto per dire che arrivo di lì ma noto che la direzione non è proprio quella.
No, che tonta! Ho confuso “Policia Local” con “Guardia Civil”. Ho la sensazione che se lo sapessero non apprezzerebbero. Per fregarmi hanno anche messo un campo di calcio vicino ad entrambe.
L’albergue è negli spogliatoi del campo non più usato (già, adesso c’è quello vicino alla “Policia Local”).
Ho lo spogliatoio centrale, quello dell’arbitro?
Materasso per terra e bagno con doccia nuovo e pulitissimo.
Un intero campo dove posizionare il mio ormai brevettato stendino a sedie.
L’unico problema è che probabilmente adesso il campo è usato per portare a spasso i cani, è pieno di cacche.
Mi faccio un giro per il paese.
Mi organizzo una soddisfacente cena davanti agli spogliatoi.
Mi guardo i cani che vengono a correre e a fare i loro bisogni.
Saluto la luna.
Mi faccio una gran bella dormita.
Uscendo da Chinchilla
Laggiù in fondo si inizia a vedere Albacete
Skyline della Nueva York de La Mancha
Cuchillero
Museo de la Cuchilleria
Casa dello stesso colore della terra
Cipolle
Stendino in campo