Questa sera il mio pensiero và su quel Cammino...sul mio cammino: una febbrile nostalgia.
Nel tratto San Bol a Hontanas, nell'Agosto 2004, in una giornata torrida (una delle poche..) quasi vicina ad un colpo di calore, riusci a mettermi sotto un arbusto e prendere la bottiglia d'acqua per riprendermi.
Lì a poco passò un ciclista che "ablava" solo in spagnolo. Morale della favola, lui sosteneva che le notizie meteo prevedevano che sarebbe arrivata una "tormienta" lì a pochi giorni. Io trasalì pensando cosa volesse dire "tormienta" e pensai che il caldo mi stesse facendo avere qualche disturbo di percezione. Io e il mio fidanzato a quel punto, cominciammo
( dopo averlo salutato) a ridere vedendo come il sole e il cielo sereno, ci guardavano dall'alto.
Camminammo fino a Carrion de los Condes, e successivemente ci spostammo in pulman fino a Leon. Ci scordammo quasi di quel ciclista; il nostro cammino iniziò di nuovo a piedi per le vie spagnole assolate. Quando cominciammo a salire per O'Cebreiro, la nebbiolina e un poco di nuvolo si fecero avanti ma noi ringraziammo per il bel regalo ...questa salita non finiva mai!!!
Arrivati in cima ci fermammo felici davvero e molto affamati; mi ricordo come fosse ora che ordinammo due caldi galliego...una squisitezza!!
Le gambe e pancia piena chiamavano riposo...ma la vocina interiore diceva "non è ancora tempo"...così tolta la nostra mantella dallo zaino via di nuovo sul cammino. Cominciò una pioggerellina lieve, lieve, ma a breve tempo tutto cambiò. Il vento cominciò a diventare sempre più insistente, la pioggerellina divenne forte e infine fortissima.
Non ricordo quanto tutto questo è durato quello che so che ad un certo punto, per poterci sentire l'un l'altro, urlavamo, ma era davvero un impresa capirsi...vedevamo a stento i fari delle macchine che in quel tratto, costeggiano il cammino e la pioggia era in orizzontale e il vento faceva un rumore incredibile.
Ad un certo punto, camminando fianco a fianco, vidi una sagoma alta, una statua di uno che come noi in quel momento,si teneva il cappello .... pensai allora che da queste parti, non è poi così strano una "tormienta" ( seppi solo dopo che era S.Rocco). Passammo oltre, e fradici fino a non si dice dove arrivammo un piccolo paesino che mi sembra si chiami "Hospital". Una cosa da pelle d'oca quando ci pensiamo; appena arrivati trovammo un delizioso posto dove rifocillarci e dormire....non avremmo mai pensato di trovare alloggio qui.
Non scorderemo mai l'urlo del vento che non si placò per due giorni.
La Stanza quella sera, era un autentico appendi abiti, fili che attraversavano da ogni lato...tutto quello che avevo ( a parte un paio di calzini BIANCHI salvati nella busta di plastica) era zuppo d'acqua.
Ma il mattino, invece di essere un po' demoralizzati perchè gli abiti non erano asciugati, chiedemmo ai propietari del posto, se potevano darci 2 sacchi della pastorina...tagliammo i sacchi per mettervi le braccia e ..voilà, almeno un po' di riparo dell'aria c'era!!!!
Il mio abbigliamento aveva un non so che da far scompisciare....pastorina, calzini BIANCHI, sandali ....cominciammo davvero a ridere dopo aver visto che il sentiero, era disseminato di torte fresche sul percorso, lasciate dalle mucche ...pensando al colore dei calzini bianchi : perfetti per l'occasione!!!
Attraversammo questo tratto di Galizia, sentendoci sereni e ricchi e grati come ho provato poche volte.
Io e il mio fidanzato quell'estate non prendemmo nemmeno un raffreddore....e per chi c'è stato, nel 2004, sà che la pioggia è stata molto abbondante (almeno in Galizia).
Volevo condividere con voi....un abbraccio
...Gemma
Nel tratto San Bol a Hontanas, nell'Agosto 2004, in una giornata torrida (una delle poche..) quasi vicina ad un colpo di calore, riusci a mettermi sotto un arbusto e prendere la bottiglia d'acqua per riprendermi.
Lì a poco passò un ciclista che "ablava" solo in spagnolo. Morale della favola, lui sosteneva che le notizie meteo prevedevano che sarebbe arrivata una "tormienta" lì a pochi giorni. Io trasalì pensando cosa volesse dire "tormienta" e pensai che il caldo mi stesse facendo avere qualche disturbo di percezione. Io e il mio fidanzato a quel punto, cominciammo
( dopo averlo salutato) a ridere vedendo come il sole e il cielo sereno, ci guardavano dall'alto.
Camminammo fino a Carrion de los Condes, e successivemente ci spostammo in pulman fino a Leon. Ci scordammo quasi di quel ciclista; il nostro cammino iniziò di nuovo a piedi per le vie spagnole assolate. Quando cominciammo a salire per O'Cebreiro, la nebbiolina e un poco di nuvolo si fecero avanti ma noi ringraziammo per il bel regalo ...questa salita non finiva mai!!!
Arrivati in cima ci fermammo felici davvero e molto affamati; mi ricordo come fosse ora che ordinammo due caldi galliego...una squisitezza!!
Le gambe e pancia piena chiamavano riposo...ma la vocina interiore diceva "non è ancora tempo"...così tolta la nostra mantella dallo zaino via di nuovo sul cammino. Cominciò una pioggerellina lieve, lieve, ma a breve tempo tutto cambiò. Il vento cominciò a diventare sempre più insistente, la pioggerellina divenne forte e infine fortissima.
Non ricordo quanto tutto questo è durato quello che so che ad un certo punto, per poterci sentire l'un l'altro, urlavamo, ma era davvero un impresa capirsi...vedevamo a stento i fari delle macchine che in quel tratto, costeggiano il cammino e la pioggia era in orizzontale e il vento faceva un rumore incredibile.
Ad un certo punto, camminando fianco a fianco, vidi una sagoma alta, una statua di uno che come noi in quel momento,si teneva il cappello .... pensai allora che da queste parti, non è poi così strano una "tormienta" ( seppi solo dopo che era S.Rocco). Passammo oltre, e fradici fino a non si dice dove arrivammo un piccolo paesino che mi sembra si chiami "Hospital". Una cosa da pelle d'oca quando ci pensiamo; appena arrivati trovammo un delizioso posto dove rifocillarci e dormire....non avremmo mai pensato di trovare alloggio qui.
Non scorderemo mai l'urlo del vento che non si placò per due giorni.
La Stanza quella sera, era un autentico appendi abiti, fili che attraversavano da ogni lato...tutto quello che avevo ( a parte un paio di calzini BIANCHI salvati nella busta di plastica) era zuppo d'acqua.
Ma il mattino, invece di essere un po' demoralizzati perchè gli abiti non erano asciugati, chiedemmo ai propietari del posto, se potevano darci 2 sacchi della pastorina...tagliammo i sacchi per mettervi le braccia e ..voilà, almeno un po' di riparo dell'aria c'era!!!!
Il mio abbigliamento aveva un non so che da far scompisciare....pastorina, calzini BIANCHI, sandali ....cominciammo davvero a ridere dopo aver visto che il sentiero, era disseminato di torte fresche sul percorso, lasciate dalle mucche ...pensando al colore dei calzini bianchi : perfetti per l'occasione!!!
Attraversammo questo tratto di Galizia, sentendoci sereni e ricchi e grati come ho provato poche volte.
Io e il mio fidanzato quell'estate non prendemmo nemmeno un raffreddore....e per chi c'è stato, nel 2004, sà che la pioggia è stata molto abbondante (almeno in Galizia).
Volevo condividere con voi....un abbraccio
...Gemma

