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Camino Olvidado

4° tappa Espinosa de los Monteros - Santelices 26 km

Lasciamo Espinosa e i suoi bei palazzi blasonati in una tersa e silente mattinata (dopo il temporale di ieri sera) e ben presto ci inoltriamo tra i boschi. Il sentiero, su erbosi ed umidi sentieri si snoda in continui saliscendi tra querceti per aggirare i numerosi ruscelli e la ferrovia, per poi continuare su più ampie piste forestali. Si oltrepassano agglomerati di fattorie in sasso fra mucche al pascolo su mulattiere incuneate in ombrosi canaloni che ricordano la Galizia, con belle chiesette, parecchie intitolate a Santiago a testimoniare il passaggio del Cammino. Il primo bar utile e anche ben fornito (vasto e gustoso assortimento di pinchos....) a Quisicedo (80 abitanti) dopo 12km, nei borghi precedenti ne abbiamo incontrato diversi, ma aperti ad orari saltuari. Al caffè incontriamo il primo e forse unico pellegrino, Andres, spagnolo di Cordoba! Tutta la tappa è ben segnalata e coincide con un sentiero escursionistico (giallo-bianco), vediamo per la prima volta, oltre alla classica freccia gialla l'indicazione Camino Olvidado. Nella seconda sosta l'oste ci consiglia di non seguire la via alta alla successiva biforcazione,....sarà anche la strada più breve, ma impegneremo lo stesso tempo.... Il canalone da seguire è un pantano fangoso, scivoloso a volte impraticabile, tanto da dover cercare un varco tra felci e rovi e attraversare rii su ponti improvvisati (ci diranno poi di aver sistemato il ponte appena un'ora dopo il nostro passaggio). Finalmente alle 15.00, con le scarpe inzuppate e i calzoni lerci arriviamo all'albergue di Santelices, dove Nerea e Chuci, i simpatici e disponibili hospitaleri, "ci fanno" la lavatrice, ci offrono il caffè e stasera ci hanno pure invitato a cenare con loro!

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Foto
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Da questi diari mi sembra di capire che è un cammino oltre che solitario anche avventuroso. Grazie della condivisione e delle belle foto.
 
Che è quella sassaia?? Mi fanno male i piedi solo a guardare la foto.
Buen Camino amici avventurosi, continuate a raccontare, bevo le vostre giornate.
Pat
 
5° tappa Santelices - Arija 26 km

In questo cammino dimenticato (=0lvidado), dopo i primi giorni solitari e in hotel finalmente si inizia a respirare aria di Cammino...il primo pellegrino e il primo albergue con tanto di cena comunitaria in cui condividere esperienze. Cena in piacevole compagnia fino alle ultime luci del giorno. (22.30 ) sotto al portico dell'albergue, mentre all'interno banchettano oltre 30 speleologi, (gli unici ammessi in ostello oltre ai pellegrini). La grande struttura era una ex-stazione mai entrata in funzione come l'ardito progetto della ferrovia Santander -Mediterraneo (ora via Verde), che negli anni '40-50, diede lustro alla cittadina di Pedrosa Valdeporres ora "ridotta" a 200ab.
La bruma mattutina ben presto lascia il posto al sole che, come ieri, si alternera' alle nuvole rendendo piacevole l'andare. Dopo un semplice tratto lungo la ex-strada ferrata e il viadotto, ci inoltriamo su per i boschi fra umide e alti felci, dove bisogna prestare molta attenzione alla più rada segnaletica....ne sa qualcosa il rapido Andres, che persosi tra i monti sarà costretto a telefonare agli hospitaleri (manutentori della segnaletica che ci avevano detto di averla anche migliorata in seguito agli sbagli di molti pellegrini) e arriverà alla meta stanco e ben dopo noi! Il percorso continua su strade secondarie su di un vasto altopiano (800-900 mt) in vista degli innevati Picos de Europa, tra pascoli e brughiera senza più alberatura, con isolate ermite e paesi di poche anime, ma con bar aperti dove possiamo rifocillarci e riposare. Andres, onde evitare altri errori, "indosserà" gli auricolari e con la musica a palla seguirà la lunga statale (9 km) fino ad Arija. Cittadina in parte sommersa per la costruzione dell'ampio bacino artificiale creato all'inizio del secolo, con tanto di spiaggia balneabile su di un istmo dove si trova anche il campeggio e il bungalow che ci ospiterà per la notte. Doccia, bucato e alle 16.00 siamo al ristorante in perfetto orario per la partita della Spagna, Andres è così contento di aver terminato questa tappa ed averci ritrovato, che ci offre pure il pranzo!



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Purtroppo con la sconfitta della Spagna, mi dispiace.
Voi continuate con il vostro bel racconto.
Grazie! :ciao:
 
Mi piace questo cammino.
Mi piace anche questo cammino:)
Continuate che vi seguo. Per ora qui, sognando di seguirvi prima o poi anche lì.
:flecha:
 
Bello ! ! ! Mi piace sto cammino che mi chiama ormai da anni...
 
6° tappa Arija - Olea (Matamorosa) 26 km

Sveglia presto stamattina, alle 7.00 siamo già in centro (il camping è situato 1km fuori dal paese....), dobbiamo assolutamente trovare un bar aperto, sapendo che nella lunga tappa odierna c'è carenza di servizi e molto asfalto. Una buona colazione ci darà la carica per procedere agevolmente, i primi 23 km sono lungo la strada, fortunatamente poco trafficata e allietati dalla bella vista sul lago, come il campanile sommerso in seguito all' allagamento del paese per la costruzione del bacino, belle chiese, le cicogne e diversi paesi, ma coi bar chiusi.... Ben presto entriamo in Cantabria e il percorso si snoda sulla nuovissima e non ancora terminata, ciclopedonale, siamo anche accompagnati da un piacevole vento che mitiga l'assolata giornata. Rapidamente veniamo raggiunti e superati da Andres, che nel paesino di Arroyo (13 km dalla partenza), dopo l'ennesimo bar chiuso, intravede il cortile di una Posada, chiede ed ottiene che ci preparino almeno un toast....Dopo un lungo e noioso tratto distante dal fiume Ebro, saliamo per stradine secondarie che ripercorrono antichi tracciati romani, fino all'interessante sito archeologico di Juliobriga (29-19 a.C), importante capoluogo della Cantabria romana e alla bella chiesa di S.Maria. Ricompattiamo il gruppo, ci fermiamo a fare il punto della situazione...un altro bar chiuso (lunedì?) i piedi provati da 23 km di asfalto, il dubbio che a fine tappa Olea, borgo di 40 anime a 1000m, ci sia di che sfamarci (l'unico ristorante risulterà chiuso al lunedì, ci sarebbe la possibilità di uso cucina, ma non abbiamo cibarie...). Dopo un complesso giro di telefonate ci dicono di portarci a Matamorosa, 3 km fuori dal Cammino, così attraversiamo un prato con cavalli al pascolo, facciamo altri due km di statale e. ...ci fermiamo a mangiare in un autogrill! E prima delle 16.00 siamo nella bella casa rural in cui alloggeremo stanotte, recuperati da Miguel il proprietario, sempre disponibile ad aiutare i pellegrini e consapevole dell' impegnativa tappa odierna, almeno 35 km quasi senza servizi e gli ultimi tra i monti non ben segnalati!


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Bravi pellegrini. Io non ce la farei a fare tanti km in una tappa. Però che bei posti!
 
Bellissimi posti e bellissime foto...grazie amici!
Ivana e Renzo
 
Intrepidi come sempre, che bei posti.
Buon cammino
Cetty

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7° tappa Olea - Aguliar de Campoo 25 km

Ieri sera eravamo alloggiati in un bel appartamento di una delle tipiche casa in sasso che compongono il piccolo, ma curato abitato agreste di Olea. La nebbia mattutina ci accompagnerà fino alle 11.00 conferendo al bucolico paesaggio un fascino antico. Camminiamo su stradine e sentieri solitari che a tratti ricalcano la calzada romana, con resti di ponti e migliarini, attraversando paesi dall' illustre passato oggi dormienti con belle chiese romaniche (come al solito chiuse) e palazzi blasonati. In uno di questi, La Quintana, veniamo chiamati dai vecchi custodi seduti davanti alla residenza che orgogliosi e felici di raccontare storie, corrono in casa a prendere le chiavi per mostrarci una pregevole cappella affrescata. Ci invitano poi nel cortile interno, indicandoci una pietra con incisioni latine, e dicendoci che il complesso è stato acquistato da un avvocato di Santander per farne una Posada di lusso....se ci interessa lì vicino ne vendono un altro. Proseguiamo nel vasto e bellissimo altopiano delle mesetas (900- 1000 m ), tra vasti pascoli di mucche e cavalli alternati a coltivazioni di cereali, con diverse colonie di cicogne appoliate sugli alberi, in una cornice collinare in cui si inoltrano lunghi e sinuosi sentieri. Piccole le comunità attraversate e senza servizi, ma non abbandonate, anzi piuttosto ben tenute, cosi proseguiamo speditamente mentre il sole incalza e spazza via nebbia e nubi. Alle 14.00 arriviamo alla meta, Aguilar de Campoo, una bella cittadina di 7.000 abitanti, con industrie (produce il 90% delle gallette consumate in Spagna...), ma conserva anche un prezioso nucleo storico con vie porticate, palazzi e chiese di pregio e un'animata movida, che però a noi pellegrini non tocca....in particolare il nostro compagno Andres che ha i piedi molto acciati......

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