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Camino Olvidado

15° tappa Pandorado - Fasgar 25 km
Splendidi alba e tramonto dalle ampie vetrate dell'hotel, dove lo sguardo spazia su montagne incontaminate. A colazione Carlos, il simpatico gestore, al quale Fabrizio chiede "...ma tutto questo è tuo?" risponde " no, non sono mica matto...." ci racconta la storia di questo superbo luogo, come dice lui, nato da un capriccio..... Venti anni fa un ricco signore di Leon, si innamora di questo luogo ameno, compra un vasto terreno, affida la costruzione del complesso ad un noto architetto e si ritira a vivere con la sua giovane donna, in questo immenso castello moderno (un'ardita e innovativa architettura in pietra e legno, ampie vetrate, terrazze, una Spa e dependance per gli ospiti...), solo loro due, le guardie del corpo, un cuoco, una cameriera e un maggiordomo.... solo per un anno. Poi il declino....il denaro finisce...la bella lo lascia e il maniero diventa proprietà di una società che gestisce locali e viene trasformato in hotel ...
Ci incamminiamo in una fresca (siamo a 1.100m ), ma già soleggiata mattinata, scendendo lungo un piacevole sentiero erboso che costeggia il rio Omana, in un folto bosco di querce ammantate di muschio, tra verdi pascoli. Dopo un paio d'ore si sentono riecheggiare tuoni in lontananza mentre sopraggiungono dense nubi, facciamo appena in tempo a ripararci nel bar che scoppia un violento temporale, nel frattempo ci telefona Carlos preoccupato, prima di partire ci aveva assicurato un bel giorno... comunque per qualsiasi cosa è a disposizione. Anche il curato che è nel bar dice che più tardi dovrebbe migliorare, ma se abbiamo bisogno di un passaggio fra un po' c'è un funerale...... Ma i pellegrini non temono le intemperie.....aspettiamo un po', poi via, tenuta anti pioggia e di nuovo in marcia, improponibile seguire il sentiero lungo il fiume, continuiamo lungo la strada per i rimanenti 17 km! In fila indiana e a capo chino procediamo spediti a dispetto della fitta pioggia che ci infradicia le scarpe, verso le 13.00 arriviamo a Barrio del Punte (28 ab) mentre inizia a schiarire, arriva anche lo strombettante furgoncino della alimentazione ambulante e piacevole sorpresa .... un bar aperto (saltuariamente)! Ci dicono che nonostante abbiano messo tavole in legno lungo il sentiero fluviale c'è l'acqua alta e non è percorribile, occorre proseguire per la strada. Attraversiamo piccoli borghi ben tenuti di 20-30 abitanti, dalle case in sasso col tetto d'ardesia e belle chiesette dal campanile a vela con cicogne, che si animano all'arrivo dell' ambulante....a saperlo ci saremmo risparmiati di portarci dietro i viveri..... Ed eccoci nell' accogliente ostello di Fasgar, la vecchia scuola appena ristrutturata tutta in caldo legno, odora ancora di nuovo, dieci posti, due bagni, una bella cucina, la stufa a pellet (siamo a 1350 m.), tutto per noi tre!

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Che meraviglia di cammino !!!!
Forse troppo per me che vado sola .?
Ma quanti siete a cena ?? C'è un sacco di cibarie sul quel tavolo ...
Buon appetito e buona serata .
Cetty

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Che bel Cammino, che belle descrizioni e foto.
Vi leggo ogni giorno ma mi riprometto di rileggere tutto in una volta, tutto di seguito.
Grazie amici, è davvero come essere lì con voi e guardare con i vostri occhi.
Vi voglio bene!
Patrizia
 
Io da sola non ci andrei mai però adesso sono con voi e mi gusto questo cammino senza fare fatica. Grazie!
 
bellissima la tavola piena di cose deliziose... che in cammino sono ancora più buone.... ciao Sandro
 
16° tappa Fasgar - Igüeña 20 km
Il bel paese di Fasgar, è collocato a 1.350 mt. al termine della valle e della strada, conta 6 persone d'inverno, fra cui 3 della famiglia di Rosy, l'hospitalera (lei, il marito e la bimba....) Sia lei che il barista del minimale bar aperto solo nel tardo pomeriggio di luglio e agosto (quando la gente ritorna per le vacanza) ci raccontano dello spopolamento della valle, ma della passione e volontà per preservare un'identita', si vede anche dal buono stato di conservazione dell'abitato. Ci dicono che non dovrebbe piovere, al mattino, nel qual caso sarebbe sconsigliato perché impervio e scivoloso e.....con la possibilità di incontrare persino gli orsi ! Ed allora Andres punta la sveglia alle 6.00, colazione in ostello e alle prime luci dell'alba, col sole che stenta a salire da dietro ai monti e l'aria fredda, si parte subito per una lunga salita fino a 1.650 mt., con una fonte "miracolosa" bevendo dalla quale non ci si ammala per un anno. Da qui la vista spazia su un superbo panorama, siamo circondati da una cornice di vette che superano i 2000 mt con caprioli che saltellano e rapaci che volteggiano e sotto di noi l'ampia e verde vallata solcata da rivoli d'acqua e mucche al pascolo con una scenografica e solitaria casa. Scendiamo nel vasto pianoro di Campo Santiago, una cappella commemora la sconfitta dei Mori da parte dell'esigua popolazione grazie alla comparsa di Santiago Matamores sul suo cavallo bianco. Ed inizia la lunga discesa di oltre 15 km dove non si intravede l'uscita, su di un sentiero impervio e pietroso (micidiale per i piedi di Andres...) a volte esposto con rivoli d'acqua che corrono tra i piedi, a tratti lungo ombrosi tunnel di fitta vegetazione tra felci e cascatelle, costeggiando e riattraversando più volte il fiume fino a Colinas del Campo Martin Moro ( il paese spagnolo col nome più lungo). Bellissimo e solitario villaggio attraversato dal fiume, ponti, molini, caratteristiche case in sasso con finiture lignee e neri tetti d'ardesia e l'agognato bar ..... aperto solo sabato e domenica! Dopo una sosta dove diamo fondo alla dispensa ci aspettano gli ultimi 7 km, in un falso piano sterrato leggermente in discesa, che costeggia il fiume e le continue cascatelle, sotto un bel sole, fino al paesello di Igüeña, con un'attrezzata spiaggia fluviale e di fronte il nuovo ostello ancora una volta solo per noi! Senza dubbio la tappa regina del Cammino Olvidado, splendidi paesaggi, molto verde grazie alla primavera ed estate piovosa (negli anni precedente molto più secco dovuto ad un triennio siccitoso) ed una bellissima giornata e non poteva essere diversamente ... illuminata dalla bella notizia che ieri sera ci ha comunicato una carissima amica!
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bel cammino... anche io penso sia non facile da fare soli... comunque molto interessante. buon cammino Sandro
 
17° tappa (venerdì 13 luglio) Igüeña- Losada 24 km
I ragazzi del bar-ristorante la Playa, che gestiscono l'ostello, gentilmente ci preparano la colazione per le 7.00 così in breve siamo già in marcia. Bella mattinata da subito calda quando iniziamo ad inerpicarci su sentieri che si snodano attraversano prati e recinti tra il bestiame al pascolo. Lasciamo alle spalle le montagne del Leon mentre davanti a noi si aprono le colline e la vasta piana del Bierzo su un percorso sempre più assolato. Ed eccoci in un importante crocevia (Via Nova per Astorga, Cammino delle Asturie e Cammino Olvidado), qui i pellegrini deponevano un sasso a testimonianza del loro passaggio che simbolicamente era anche un lasciare pene e dolori, ciò ha fatto si che in questo luogo nascesse un ancestrale simbolo jacobeo, la Cruz Cercenada (troncata). Spezzata, perché fu più volte distrutta dagli invasori, il simbolo della Via Vieja (vecchia) fu poi recuperato e trasferito sul Cammino Francese, col nome di Cruz de Hierro. Grazie al ripristino del Cammino Olvidado, la croce è ora nel suo luogo originale e poiché ha cessato di essere "spezzata" si spera che anche la Via Vecchia cesserà di essere la strada dimenticata..... In breve siamo a Quintana de Fuseros, un tempo importate centro minerario (carbone), oggi conta 200 abitanti e ben due bar... aperti solo dalle 12.00...troppo presto, ma nello zaino c'è sempre un po' di dispensa.... Un lungo sterrato sale sui colli dapprima tra querce e abeti che poi poi lasciano il posto ad arbusti e cespugli, mentre la pista diventa sempre più ampia, una sorta di strada taglia fuoco. Una lunga e impervia discesa, nell'ultimo tratto infestata da alte erbacce ci porta a Labaniego, un paesino di 15 anime, con belle casette le solite fonti e tanti ciliegi selvatici. La tappa finirebbe qui, ma non ci sono servizi, ci dicono si potrebbe dormire nella vecchia scuola....ma poi non ci sarebbe di che mangiare....quindi proseguiamo per altri 5 km fino a Losada. Arriviamo spossati dal caldo (30°) e dal sole, in questo villaggio di soli 100 ab, con la chiesetta di Santiago, una bella piazza, ma soprattutto, presso il centro sportivo un hotel- ristorante con tanto di piscina!
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Sto cammino mi sta piacendo sempre di più....
 
bellissimo....solitario...avventuroso...buono per dimagrire:)....ma solo a immaginarmi la fatica per tutti quei dislivelli mi viene l'orticaria:(
 
18° tappa Losada - Ponferrada 27 km
La tappa di ieri era giusta, 24 km, un paese dove c'è un hotel al prezzo pellegrino di 15€ a persona, la possibilità di mangiare al bar-ristorante e i disponibili gestori che ci aprono il bar alle 7.00 (anziché alle 10.00) per la colazione. Invece il Cammino farebbe fermare 4 km prima, con tanto di pannellistica, in un luogo dove si dorme al suolo e non c'è né un alimentari né un ristorante e appesantendo, come km, anche le tappe successive, lo faremo presente all'associazione che si occupa del Camino Olvidado! Il temporale pomeridiano ci ha precluso l'uso della piscina, ma ci ha "coinvolto" nella festa di compleanno, per il maltempo svoltasi all'interno del bar, di 20 bambini scatenati, e relativi parenti....animando il piccolo pueblo.
Un'altra bella mattina per l'ultimo giorno dell'Olvidado, un bel percorso che si affianca anche ad una sentieristica locale (camino natural), di recente realizzazione, con una cartellonistica molto particolareggiata. Saliamo per stradelli sterrati tra brughiera nella rossa terra,
attraversiamo boschi di querce da sughero, castagni e ciliegi, in leggero saliscendi, passando per paesini addormentati con l'eventuale bar logicamente chiuso anche per l'orario troppo mattiniero. Si sale per un lungo tratto con belle viste sul bacino di Barcena, la piana e i monti circostanti, in alto la chiesa della Virgen de la Pena e in basso il paesino di Congosto.
Solitario, ma sorprendente e spettacolare questo Cammino Olvidado, tempo splendido, un solo giorno di pioggia, ma soprattutto abbiamo avuto la fortuna di condividere 15 giorni (su 18) con Andres! Andres una bella persona, discreta, ma sempre presente,sensibile, profonda, determinata (a volte pretende perfino troppo da se stesso...), ci uniscono molte affinità, ci ha uniti molto il Cammino ! L'arrivo a Ponferrada è disorientare, il "caos" di una grande città a cui non eravamo più abituati, il pullulare di gente, turisti e pellegrini ci crea un po' di disagio....quasi a confermare che questo Cammino è concluso, le nostre Vie continueranno su strade diverse, più ricche di ricordi ed emozioni....





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Bellissimo, questo Cammino: ti fa proprio venir voglia di andare.
Grazie per le belle descrizioni e le belle foto!
Dai che d'ora in poi è "tutta discesa" ...
Certo che dopo quei paesaggi così solitari, adesso dovrete allargare i gomiti per farvi spazio tra la folla! :rofl:
 
19° tappa (1° tappa Cammino d'Inverno)
Ponferrada - Las Medulas 28 km
Lasciamo Ponferrada prima delle 7.00, in una calda mattinata (20°), nel senso opposto rispetto ai numerosi pellegrini che stanno percorrendo il Cammino "classico" , noi dobbiamo retrocedere fino all'antico ponte all'inizio della città (e son già 2 km da dove eravamo alloggiati.....), per il ben segnalato Camino de Invierno, un'alternativa al massificato Cammino Francese. Considerato l'entrata naturale in Galizia, fu creato per agevolare i pellegrini nell'attraversamento, nei mesi invernali, della vetta di O'Cebreiro, correndo un po' più a sud ad un'altitudine più bassa. Per un bel tratto si procede paralleli al profondo e ampio letto del fiume Sil, mentre dalla parte opposta ci accompagnano le vedute sulla vasta periferia di Ponferrada. Dopo 4km si intravedono dei pellegrini intenti a confabulare.....sono tre giovani inglesi che ci chiedono se ormai siamo a Cacabelos.......ma è dall'altra parte sul Cammino Francese...purtroppo hanno seguito la freccia sbagliata e devono tornare indietro! Ora il sentiero si snoda su sterrati in una vasta e collinare zona di bassi vigneti, mandorli, noci e tanti ciliegi, attraversiamo diversi paesi assopiti, neanche un anziano in giro.... Verso le 10.00, dopo il panoramico balcone sulla Valle del Bierzo, incontriamo qualche mattiniero e quando chiediamo del bar ci rispondono che alla domenica prima delle 13.00 non troveremo niente di aperto...ma gentilmente ci chiedono se ci serve acqua o altro....allora ci sostentiamo con una scorpacciata di ciliegie! Ad un bivio è possibile scegliere una variante, più lunga di 3km, ma paesaggisticamente più bella, così la seguiamo per un irto sentiero che si inerpica in una stretta gola con belle viste sul castello abbarbicato sul monte opposto. Arriviamo ad un solitario e pittoresco borgo, Villavieja, quattro case, la chiesa, un albergue del pellegrino e nient'altro (troppo presto per fermarci.....) in un fitto bosco di centenari castagni. Chiudiamo la stretta gola girando di quasi 180° costeggiando l'altro versante che porta al castello del Cornatel per poi scendere ripidamente nella vallata. E finalmente dopo 20 km, a Borrenes un grazioso villaggio fiorito, dove si sta riposando una solitaria coppia di pellegrini (tedeschi?), troviamo il 1° bar aperto e che accoglienza....l'oste ci vuol timbrare la credenziale, si offre di cercarci un alloggio per fine tappa e ci fotografa per l'associazione del Cammino d'Inverno! Il sole comincia a far sentire il suo calore (31°) soprattutto quando il sentiero corre nella valle, tra siepi di rovi e neanche un'ombra, sfioriamo il paese Carucedo e il suo lago (raggiungibili con una deviazione di 600m) poi in leggera, ma costante salita ci aspettano gli ultimi 4km, con viste sulle rosse formazioni rocciose di Las Medulas. Oggi sito Unesco, sono le miniere d'oro più importanti dell'impero romano, il prezioso minerale veniva estratto con una particolare tecnica ad acqua (ben descritta da Plinio il Vecchio) dando vita ai pittoreschi paesaggi che vediamo oggi!

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