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Cammino Comunitario

23° tappa A Gudina - Campobecerros. 21 km

...e un altro negozio- bar - ristorante. In quest'ultimo si dovrebbe mangiare bene, ma l'impatto non è dei migliori...in vetrina seduta vicino alla stufa accesa (ci sono 25°!) l'anziana nonna che ritroviamo lì anche dopo sei ore...

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ancora li è ???:-o
mi ero fermata per un panino, era talmente grosso che l'ho finito per cena :rofl:
bellissimo seguirvi
:-*
Cetty
 
Foto
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Chi è di lor signori che si è azzottato il mio zaino?:D:D
Vedete di riportarmelo velocemente che tra qualche giorno mi serve.
Lino
 
Leggo con divertimento le vostre avventure . Successive al mio abbandono del Cammino comunitario, per cause di forza maggiore. ( leggi lavoro)...

Avete seminato gli altri pellegrini: fatima? Chevonne? Il simpatico Michael?

Fa strano leggere racconti su pellegrini che si è conosciuti davvero. Ma Cristoforo è lo spagnolo che indicava a tutti la scorciatoia per saltare Granja de Moreruela?

Che dire dei pps con cui ho condiviso 7 giorni? Da Salamanca a Zamora devo dire che ci siamo proprio divertiti.. le tappe corte ci hanno permesso di goderci al massimo il Cammino. E il pomeriggio potevano comodamente visitare i paesi.. anche quando da visitare c era ben poco. Ora possiami dire di conoscere bene Calzada de Valduciel. Con la sua fonte di origine romana e la sua acqua "cristallina" e i suoi miliari (o sassi spacciati per tali).

Tullio..incrociato a Salamanca.. ha abbandonato troppo presto.. sono sicuro che avremmo riso tanto.

Rikk sempre primo ad arrivare e sempre pronto a offrire aiuto (anche se a volte ci siamo divertiti a prenderlo in giro perché sceglieva albergue non ottimali come la stalla di Calzada o il freddo albergue privato di Villanova).

Rubon- Bruno.. capace di camminare lunghe tappe nel nulla senza battere ciglio..ma non provate a dargli un piatto che contenga cipolla. Non se lo mangerà mai!

Maurizio-splash detto er principe. Romano doc con la battuta sempre pronta. Sempre pronto a raccontarti un aneddoto o un buon consiglio..

E che dire di Marina e Fabrizio? Sempre nelle retrovie con me a sfruttare tutto il tempo che il Cammino offre... quante risate ci siamo fatti.

Che dire poi delle hospitalere? La graziosa Sofia, l elegante Maria (quanto abbiamo riso sul suo intercalare mhm?), la buona Mercedes e la.gentilissima Eugenia?

Da Zamora in poi la musica è un po cambiata. Tappe lunghe sotto un sole cocente. Io con Marina e Fabrizio arrivavamo tardi (ah le pause per mangiare le provviste nella zaino...) letteralmente arrostiti.. quanto abbiamo pensato ai pellegrini che hanno fatto la Plata in estate.. ma come hanno fatto?

Per fortuna siamo riusciti a superare brillantemente a questa prova. Messi pero a dura prova da accoglienze un po carenti. Che dire dell hospitalera dell albergue di Riego del camino? Che ti continua a riempire di parole anche quando il tuo solo desiderio è farti una doccia e buttarti a letto? E che dire del bar piu sucio y cutre di tutto il cammino? Con la barista che ti urla nell orecchio e decide i prezzi (disonesti) sul momento? Per non parlare dell ospitalità a Zamora. L hospitalero che mangia anziché aiutarti a fare colazione... tanto che io vado da solo a cercare il latte e finisco per rubarlo a un pellegrino tedesco. Le malelingue dicono che ero invidioso della sua dispensa piu fornita della mia...

Episodi che ora sembrano piccoli contrattempi.. ma sul Cammino fanno la differenza...

Grazie a Marina e Fabrizio che hanno organizzato questo Cammino comunitario... e grazie a tutti i pps che vi hanno o vi stanno partecipando...
 
24° tappa Campobecerros - Albergueria 27km

Ieri sera la cena, nonostante avessero detto alle 20.00 è iniziata alle 21.30, sempre tempi elastici questi spagnoli...., al mattino invece troviamo il bar aperto alle 7.00 come promesso! Partiamo in una fredda, ma serena mattinata, mentre da dietro il monte il sole illumina lentamente la valle brinata con le mucche già al pascolo. Lasciamo in lontananza i mastodontici lavori per la costruzione della nuova ferrovia e ci inoltriamo in un piacevole percorso tra pinete che scende dolcemente di quasi 500mt, fino alla cittadina di Laza. Lungo il percorso, in un self-service- punto d'appoggio per pellegrini (offerta libera per bibite, biscotti ...) ritroviamo il pellegrino coreano e il gruppo di turigrinos spagnoli....di questi solo pochissimi proseguiranno per la seconda parte dell'arduo percorso. Si riparte dopo la sosta al bar, un primo tratto tranquillo, tra pascoli e piccoli appezzamenti attraversando borghi, in uno di questi, Soutelo Verde, una deliziosa "oasi- bar" per pellegrini, nuova sosta in vista dei 6 km di dura salita che ci aspettano! I pini diventano sempre più radi, il paesaggio più roccioso, ma sempre ammantato di colorati arbusti che spuntano anche tra i sassi, il caldo sempre più intenso, la salita sempre piu irta ed interminabile, ma il paesaggio ripaga la fatica! Alle 15.00 arriviamo alla meta, mentre nell'aria risuona una canzone degli Alunni del Sole (1978!)!! Albergueria, 900 mt, pochi abitanti, due chiesette, un'antica colonna della gogna e il singolare bar- albergue El Ricon del Peregrino (dal 2004), letteralmente ricoperto di conchiglie autografate dai pellegrini in Cammino. Il grazioso borgo montano deve il nome ad un antico hospital gestito dai templari, tradizione continuata oggi dal singolare Luis Sande, in una tipica casa in sasso con balconi e spioventi soffiti in legno, ha ricavato un delizioso albergue a misura di pellegrino con tanto di cucina e piccolo market .... dove stasera organizzeremo una cena comunitaria!
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25° tappa Albergueria - Xunqueira de Ambia 22 km

Ieri sera il nostro bravo cocineros, Rikk ha preparato la pasta per tutti i pellegrini....il nostro gruppo più Manolo e Jesus due madrileni, il primo sta completando la Plata, mentre l'amico è al suo primo Cammino. Con la tappa dell'altro giorno abbiamo "perso" i pellegrini con cui camminavamo da giorni, Micheal, il simpatico e tranquillo tedesco, e la coppia con Cristoforo hanno allungato, mentre Fatima è tornata in Danimarca. Dopo vari tentativi lo spagnolo ci fa capire che el patriarca (?), il più vecchio, dovrebbe fare un discorso per rigraziare del pasto ..... Maurizio è perplesso nella vita ha fatto tante cose strane....ma di benedire non gli era mai capitato! Notte tranquilla a parte i continui cigolii dei letti, dopo una frugale colazione in cucina (il bar aprirà solo alle 8.00), in una credenza sono a disposizione alcuni prodotti alimentari prezzati il cui importo va depositato in una cassetta, come il donativo per l'albergue. Donativo che ovviamente non significa gratuito, ma purtroppo spesso viene fraiteso...l'amico Paolo ci ha raccontato che spesso le offerte sono così insufficienti che qualche ostello ha dovuto chiudere.... Un' altra bella giornata fresca al mattino poi calda e assolata, piacevole e variegata la tappa, si alternano stradine asfaltate e sterrate, in un paesaggio diverso, dalle assolate e aspre distese di arbusti, ai campi delle vallate ed infine i tipici ombrosi sentieri galiziani incuneati tra muretti a secco e vecchie querce. Si attraversano paesi con possibilità di ristoro a Bobadela, un singolare bar dove al momento del conto ci viene indicata una cassettina sopra cui è scritto "Donativo" ! Camminando tra i vasti prati, Gigi viene scambiato per un fiore e preso di mira da un'ape, ne scaturisce una lotta, ma lei riesce a colpirlo sul naso e in fronte prima di attaccare Fabrizio tra i capelli, preoccupati chiediamo "allergici?" ... vista l'impossibilità di raggiungere in breve un ospedale, almeno salviamo documenti e denaro.... Ben presto siamo già in vista dell'albergue in perfetto stile
"municipale della giunta galiziana" , essenziale, ma funzionale (con tanto di cucina attrezzata), che si trova un po' isolato presso il centro sportivo, 500 mt prima del paese, doccia, bucato e alle 15.30 siamo perfettamente in tempo per il pranzo in orario spagnolo.

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26° tappa Xunqueira de Ambia - Ourense 22 km

Ieri sera, in ostello abbiamo scelto la camerata sbagliata...davanti ai bagni, porte a persiana (quindi non isolate..) e apertura scorrevole rumorosa. E' quasi mezzanotte quando comincia un gran via vai, rumori di sciacquone e altro...poi iniziano anche le docce! Un forte "a li mortacci..." di Maurizio non li zittisce...si alza Fabrizio e in mutande va nel bagno a reguardirli, sono quattro giovani ciclisti portoghesi che hanno svegliato quasi tutto l'ostello a parte Silvia e Rikk!!! E stamane già alle 5.00 è iniziato il movimento, volevamo alzarci presto, ma non così....alle 7.00 siamo già al bar, è ancora buio, ma le giornate si stanno allungando, dopo 20' ci sarà già luce suffiente per camminare. Si prospetta un'altra bella e calda giornata (ieri abbiamo avuto le temperature più alte della Spagna...30°!) ed è in vista di questa calura che siamo partiti presto, considerando anche che la tappa sarà praticamente tutta su asfalto. C'è ben poco da dire su un tracciato che segue la strada, dapprima, su vie secondarie con poco traffico, poi sul marciapiede della statale passando la zona industriale e la lunga perferia di Ourense (110.000 ab.) che ci appare avvolta da una coltre di foschia e smog...ci dicono essere i fumi di incendi sui boschi circostanti. Uniche cose positive sono: partendo presto non abbiamo sofferto il caldo, i numerosi paesi con qualche graziosa chiesa, ma spprattutto la possibilità di frequenti ristori (vedi bar..).Anche oggi siamo raggiunti dal gruppone di turigrinos con bus d'appoggio che ci "perseguita", ma non infastidisce, da diversi giorni. Dalle tappe montane (900m) oggi siamo scesi ai180m di Ourense, grande città, famosa per le terme (fontana con acqua che sgorga a 65° ) con un piacevole centro storico, una bella cattedrale gotica sorta su imitazione di quella di Santiago, con tanto di Portico del Paradiso e un bell'albergue municipal ubicato in un'ala del convento di S.Francesco che oggi ospita una ventina.di pellegrini.
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tanti ricordi, la cosa buffa è che le vostre foto sono identiche alle mie:)
sarà l'occhio pellegrino ;)
vi abbraccio
buon cammino
Cetty
 
27° Ourense - Cea. 22 km

Come per l'arrivo, Ourense ha una lunga periferia, dopo aver attraversato il bel ponte vecchio sul Minhio seguiamo l'antico Cammino Real (alternativa più lunga, ma immersa nella natura) che, in costante salita, si inerpica sui colli (200-500 mt) per poi proseguire "para la costa", in quota. Bello il paesaggio tra silenziosi borghi in sasso dalle solitarie ermite coi tipici cruzeiros, isolate ville, pascoli, boschetti di querce, pinetine, ed anche eucalipti, un bel quadro bucolico tra sterrati e stradine secondarie. Diversi i bar, locali vecchio stile dove il tempo sembra essersi fermato agli anni '50-'60, presenti anche numerose scritte e foto di squadre di calcio portoghesi a testimoniare la vicinanza con questa nazione. Mattinata calda, partiamo da Ourense con una temperatura di 13° che durante la giornata salirà di poco, il cielo coperto non permetterà al sole di filtrare e "cuocerci" come ieri, un vantaggio per percorrere più agevolmente le numerose salitelle. Rikk sempre più gasato delle congratulazioni sul suo spagnolo (non c'è Paolo a smentirlo...) tanto che, quando preleva al bancomat, gli sembra sentire dire "cumplimientos para tuo idioma" .... Cea, la città del pane, per la presenza di oltre 20 forni a legna (la maggior parte privati) è una gradevole località dalle belle e ben tenute case in sasso, una piazza con torre d'orologio, una chiesetta e un bel albergue municipale in un edificio antico con tanto di horreo, di recente ristrutturazione, con finiture lignee su muri in sasso....peccato sia mal tenuto da un singolre e non proprio "a posto" hospitalero!

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28° tappa Cea - Castro Dozon 22 km

Ieri sera dopo un tempo minaccioso, finalmente si scatena un forte tempolare...così possiamo indossare, per la prima volta in questo Cammino, la mantella, giusto il tempo di andare a cena e smette già di piovere! Mangiamo alla pulperia e nonostante il singolare ed inespressivo ristoratore (sarà un parente dello strano hospitalero....) il menù proposto (caldo gallego, pulpo, dolce e vino) sarà di nostro gradimento, polipo tenerissimo e finalmente un buon creme-caramel, a volte portano il budino ancora confezionato e capisci chiaramente che non è "casero" ! Prima di andarsene l'hospitalero ci dice tranquilli alle 22.30 le luci si spegneranno automaticamente.... ma le porte....rimarranno aperte!
Oggi il Cammino Comunitario lo continuiamo solo noi, tutti gli altri si sono presi due giornata libere ... in qualche maniera ci ricompatteremo domani sera, noi, come da programma, allunghiamo il percorso per passare dal bel monastero di Oseira. Quindi sveglia al mattino presto, colazione al bar Sol y Luna, come consigliato da amici pellegrini, gestito da un italiano, ma stamattina c'è la moglie, non buono l'impatto ...alla domanda di Fabrizio "dove è il bagno?" risponde "ma in ostello non c'erano i servizi?" .... si addolcisce alla fine chiedendoci di fare una foto e a Marina e Silvia regala una pietra di buon auspicio. Partiamo prima delle 8.00, in una fredda e ventosa mattinata con le nubi che corrono velocemente lasciando il cielo sempre più terso e azzurro, iniziando a salire per mulattiere pietrose in uno splendido paesaggio agreste. Per tutto il giorno sarà un continuo su e giù per vallate e colline non particolarmente alte (massimo 800 mt), ma con sensibili salite e discese, con un costante forte vento mitigato solo lungo i tipici fossati, ombreggiati da querce o alti cespugli di more, in cui si incanala il sentiero. Sempre incantati da un bel paesaggio galiziano, viuzze che si dipanano tra verdi pascoli con frequenti i rivoli d'acqua che attraversano gli sterrati, muretti a secco per confine, paesini dalla grigia pietra, con le vaste stalle e onnipresente l'intenso odore di Galizia! A metà tappa, l'interessante e suggestivo Monastero di Oseira, detto per la sua vastità l'Escorial di Galizia, oggi abitato da soli 11 benedettini. Ricco di storia ed arte e a fine visita abbiamo avuto, grazie alla richiesta del pellegrino Pedro (siamo stati gli unici 3 partecipanti alla prima visita guidata della mattina), l'opportunità di essere accompagnati, tra i meandri della clausura, in una piccola capella ad assistere alle laudi che i monaci cantano in latino. All'arrivo in ostello a Castro Dozan troviamo i soliti...Manolo (Jesus, causa la grossa vescica, è ritornato a casa), il rumeno che dorme sempre, il coreano e Pedro. Ma nel tardo pomeriggio arrivano..... una decina tra spagnoli e francesi, attempati e sudati personaggi (ma quanto corrono, per grondare con questo freddo!), che "gareggiano" su lunghe tappe, confrontano tempi e km, i fanatici del Cammino!
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Potremmo aprire un post dal titolo pellegrini baristi e hospitaleri strani incontrati sul cammino...

Forza ragazzi che siete a 2 passi da Santiago.

Edo
 

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