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Cammino in coppia

Jackie

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Ciao a tutti, sono tornata la settimana scorsa dal cammino francese: Logrono-Leon.
Mi sono chiesta almeno un miliardo di volte perchè il Cammino mi richiamasse così
prepotentemente.
Sono partita piena dei ricordi di un Cammino fatto in "stato di grazia" come io lo definivo,
ma km dopo km questa volta non è accaduto niente, speravo si rivelasse in qualche modo,
un segno, una sensazione, un odore, un particolare.
E' stato come se il Cammino mi dicesse:"Ora sei qui, ora sei una di noi, tu stessa fai parte
del Cammino ma il Cammino, attenta, non è lo stato di grazia in cui eri entrata la volta
scorsa, il Cammino e' la quotidianità non è l'eccezionalità."!!
Questa volta ho camminato con mio marito, sono stati giorni meravigliosi...
camminare fianco a fianco, mano nella mano, abbiamo condiviso i disagi che inevitabilmente
c'erano, è stato bello....ma non ero sola...
Non penso sia lui la causa, intendiamoci, ma mi sono sentita limitata,
non ero più da sola a prendere decisioni, a prendermi le responsabilità
e questo un pò mi ha riportato a casa, dove giustamente le decisioni vengono semp
re prese
insieme.
Non sono riuscita a staccarmi, appunto, dalla quotidianità!!! Un' altra cosa penso....
ed è molto importante: il Cammino ha voluto che io ritornassi per guarire da quella che
era diventata quasi un' ossessione, il ritornare là dove avevo interrotto, mi stava facendo perdere il contatto con la mia realtà
quotidiana.
Ora sono qui, sono tranquilla e penso con serenità al Cammino...
Scusate, dovevo parlare con qualcuno che conosce bene l'argomento!!!
Grazie per la pazienza. :-) :-* :-* :flecha:
 
Ci ho riflettuto anche io: il cammino non può diventare una droga (passatemi il termine un po forte)
E ben per te che lo hai ben ripesato ed ora sei più serena.
Ciao

Inviato dal mio GT-N7100 usando Tapatalk 4
 
Jackie ha scritto:
Non sono riuscita a staccarmi, appunto, dalla quotidianità!!! Un' altra cosa penso....
ed è molto importante: il Cammino ha voluto che io ritornassi per guarire da quella che
era diventata quasi un' ossessione, il ritornare là dove avevo interrotto, mi stava facendo perdere il contatto con la mia realtà quotidiana.

io penso, e non sono il solo, che il cammino vero sia solo il primo, e che sia meglio farlo da soli.
certo il tuo è un caso particolare perché l'hai già "frazionato" in un "piano triennale" (immagino), quindi il tuo tornarci non è lo stesso di chi fa il secondo cammino. mi sembra comunque che se sei guarita da un pensiero ossessivo il cammino, come giustamente dici, ti ha dato anche questa volta ciò di cui avevi bisogno. ora mi auguro che tu torni ancora per arrivare a santiago e che tu lo faccia con la mente sgombra, senza la pretesa di ripetere l'irripetibile, senza aspettative. se sei in cammino davvero un passo non è mai uguale all'altro. non si ripete niente, si continua a camminare, la meta si costruisce in ogni passo. torna e pensa che c'è una conclusione "naturale" del cammino che è santiago, e che questa meta è anche l'origine. giacomo ti aspetta ancora, a braccia aperte :-)
 
Grazie delle vostre belle parole, ne avevo bisogno.
Sono serena e in pace e penso con dolcezza al Cammino.
 
Cara Jackie :-)
penso che noi due potremo parlare per ore delle nostre esperienze, opposte, ma simili.
Tu partita inizialmente sola, io in coppia, poi io sola e tu in coppia ... ti ho pensata spesso.
Io sono tornata completamente pacificata, ma sto lottando con Ryanair per ripartire, in coppia :doh:

Altur, io non credo che il primo sia il vero cammino, i miei due sono stati diversi ed ugualmente importanti, per motivi completamente diversi. Il primo inebriante, il secondo pacificatore, più a contatto con la natura, ma entrambi importanti.
 
Akentos ha scritto:
Altur, io non credo che il primo sia il vero cammino, i miei due sono stati diversi ed ugualmente importanti, per motivi completamente diversi. Il primo inebriante, il secondo pacificatore, più a contatto con la natura, ma entrambi importanti.
ogni esperienza ha il suo valore. anche per te vale l'osservazione fatta per la nostra amica. io per "primo cammino" intendo il primo arrivo a santiago. poi è vero che ogni cammino è importante, anche per me lo è stato il secondo fatto quest'anno, per quanto breve.
:flecha: :flecha: :flecha:
 
Cara Akentos, bentornata.
E' vero potremmo parlare per ore delle nostre esperienze, Anch'io ti ho pensata spesso, e sarebbe stato
molto bello incontrarci sul cammino. ma probabilmente hai fatto altre tappe diverse dalle mie.
Tu hai ripreso da Roncisvalle, mi sembra, io da logrono.
Hai trovato gli aggettivi giusti e validi anche per me: il primo inebriante, il secondo pacificatore ma tutti e due ugualmente belli.
E dunque stai di nuovo pensando di partire?
Ciao
(Anch'io mi chiamo Laura)
 
caro Altur, io non sono ancora arrivata a Santiago, come avrai capito lo sto frazionando, sicuramenre
ci arriverò il prossimo anno....e..nel frattempo....sai, ho "passato" il mio "preziosissimo" bardone (trovato in un bosco poco
dopo logrono da mio marito) ad un carissimo ragazzo spagnolo che proprio ieri è arrivato a Santiago e mi ha mandato una foto.
Mi sono commossa, era come se a Santiago, un pò, ci fossi arrivata anch'io!
:'-) :???: :flecha: Ciao
 
Jackie ha scritto:
caro Altur, io non sono ancora arrivata a Santiago, come avrai capito lo sto frazionando, sicuramenre
ci arriverò il prossimo anno....e..nel frattempo....sai, ho "passato" il mio "preziosissimo" bardone (trovato in un bosco poco dopo logrono da mio marito) ad un carissimo ragazzo spagnolo che proprio ieri è arrivato a Santiago e mi ha mandato una foto.
Mi sono commossa, era come se a Santiago, un pò, ci fossi arrivata anch'io!
:'-) :???: :flecha: Ciao

splendido, il bordone testimone! questa creatività commuove sempre anche me. mi piace quando sul cammino nascono spontaneamente gesti così. condivisione e compresenza, amicizia spirituale. sì, una parte di te è già a santiago. ultreia! :flecha:
 
Forse esco un po' dal seminato...scusatemi ma il bordone come testimone mi ha fatto tornare in mente un pellegrino arrivato a San Nicolas che stava facendo il Cammino solamente perchè un ragazzo incontrato, mi pare a Irun, gli ha affidato il bordone perchè lo riportasse a Santiago! Mi è sembrata una bella storia di un bordone pellegrino.... :-)
 
Zena ha scritto:
Mi è sembrata una bella storia di un bordone pellegrino.... :-)
sì, lo è... ed è anche in argomento. non direi proprio che sei uscita dal seminato.
e che ne dici di una che porta appesi allo zaino i sandali di un'amica suora entrata da poco in clausura? ho sentito anche questa :-)
 
altur ha scritto:
Zena ha scritto:
.
e che ne dici di una che porta appesi allo zaino i sandali di un'amica suora entrata da poco in clausura? ho sentito anche questa :-)
O di quello il cui fratello si è buttato sotto un treno e si fa il cammino da casa (Germania) portandosi una delle pietre della massicciata sporche del sangue per lasciarla alla Cruz?

Il cammino è pieno di storie comequeste


Mandato con iPod touch usando Tapatalk - adesso anche agGrattis
 
Ciao Jackie,sto riflettendo su quello che hai scritto....A maggio di quest'anno ,dopo mesi che il cammino mi "chiamava",diventando quasi un'ossessione,sono partita. Sola,da Oviedo. (Cammino Primitivo) Ho camminato per cinque giorni completamente sola ,(ho incontrato solo due pellegrini in quei giorni )piangendo...
camminando....piangendo.. camminando . Poi ho conosciuto un pellegrino con il quale ho camminato ogni giorno,ogni tappa, fino ad arrivare a Compostela ,ma "durante" ci siamo innamorati fino a sconvolgere le nostre vite. Ora conviviamo ,e abbiamo pensato di ripercorrere quel cammino ,quasi per suggellare il nostro incontro ,il prossimo maggio,ma....io sento di doverlo fare sola,quasi lo avessi lasciato incompiuto o forse,come dici tu,il cammino è da fare soli..
Buon fine settimana
Anna :-)


A chi mi chiederà del Cammino di Santiago non risponderò descrivendo le varie tappe,gli albergues,i monumenti,cosa mettere nello zaino o incoraggiamenti.
Io non dirò nulla perché questo viaggio non inizia a Oviedo,a Saint Jean de Port o a Pamplona,ma da molto prima e in un luogo che è dentro noi stessi.
A chi mi chiederà non so rispondere,non so ancora cosa mi abbia spinto e cosa spinge tanti e tanti altri a fare questo cammino,dove il tempo è scandito solo dal ritmo dei tuoi passi.
Una sola cosa potrei consigliare:partire e percorrere soli questo cammino,è necessario viverlo,respirarlo nella sua interezza.
Il Cammino,come già sappiamo,è una metafora della vita:giorni facili dove sembra che qualcuno o qualcosa ti sollevi lo zaino dalla schiena; giorni in cui riesci a macinare 32 km e pensi che sia stata la strada stessa a darti la forza e l’energia per percorrerli; giorni in cui,riarsa dalla sete appare magicamente una fontana.
La vita….giorni difficili,in cui tutto sembra non avere risposte e la strada non avere mai fine,oppure quando pensi di essere arrivato ed invece …ancora salita dove le gambe ed il fiato ti stanno abbandonando e poi discesa dove devi mettere ulteriormente alla prova le tue gambe che devono avere la forza per frenare.
Giorni di sola pioggia che ti fanno cadere nello sconforto e pensi di “mollare” e tornare a casa.
Giorni in cui la tua vita ti passa davanti come la proiezione di un film e tu la guardi e la accogli con lacrime e rimpianti e “senti”accanto a te persone che non ci sono più.
Giorni,invece,dove cominci a fare progetti per il tuo futuro e ti senti così carica da svalicare le Asturias con la leggerezza di un cerbiatto.
Giorni di incontri con altri pellegrini e altri di totale solitudine in cui devi,comunque andare avanti perché si è sempre soli..si nasce e si muore da soli,gli altri sono solo compagni di strada..te lo insegna il Cammino.
A chi mi chiederà del cammino parlerò del silenzio delle Asturias,dei suoi verdi pascoli,del silenzio che aleggia in questi posti,dove potrebbe succedere che,mentre cammini,piano piano cominci a scendere ,con gioia o con dolore,dentro di te ed in quel momento capisci che il silenzio è davvero ciò che di più bello sia stato creato da DIO e,se il vento lo spezza,sei certa che quella sia la Sua voce.
A chi mi chiederà del cammino parlerò del ritorno dove ciò che ti circonda,ora,appare opaco e privo di colori e che le gambe non vogliono più saperne di stare ferme,che camminare diventa una necessità,che l’aria di casa è come se avesse perduto il suo profumo e che quando cammini ti guardi intorno cercando gli altri con i loro zaini e i loro bastoni….ma non vedi nessuno.
A chi mi chiederà del cammino dirò dell’arrivo alla Cattedrale di Santiago de Compostela,
dell’abbraccio con altri pellegrini e alla statua di San Jacopo,dei colori del cielo di quel giorno,dell’avere affrontato da sola decisioni e fatiche che mi fanno sentire forte come non pensavo di essere.
A chi mi chiederà del cammino parlerò dell’emozione del momento del Butafumeiro,evento che si ripete da secoli;che ondeggia da un lato all’altro del transetto diffondendo effluvi di incenso e del silenzio e raccoglimento da parte di tutti e della sensazione che qualcosa sfugge alla ragione,qualcosa di antico che arriva al cuore e ……le lacrime iniziano a scendere.
A chi mi chiederà del cammino racconterò di avere incontrato un pellegrino che ha riacceso nel mio cuore la fiamma dell’amore spenta da tempo,che mi ha avvolta tra le sue braccia con la tenerezza di un buon padre,che mi ha accarezzata come solo un uomo innamorato può fare.
A chi mi chiederà del cammino racconterò che il mio cuore è pieno d’amore e che Il MIO CAMMINO STA ANCORA CAMMINANDO…tornerò a Santiago de Compostela e lì troverò le risposte.
 
Ciao Anna, che dire non ho parole, sono così tante le emozioni che sto provando in questo momento....
sono commossa, quello che hai scritto è bellissimo, rispecchia in pieno i sentimenti che ognuno di noi
ha provato in Cammino, ma...aver trovato l'amore!! E' stupendo, penso sia il "premio" che il Cammino ha voluto
farti/vi, lo spirito del Cammino è anche questo, far incontrare le persone e creare dei legami che possono durare per tutta la vita.
Per il prossimo cammino, Anna, perchè non provate, a fare delle tappe da soli e delle tappe
insieme arrivando però a Santiago mano nella mano. Questo perlomeno, è quello che abbiamo pensato di fare io e mio marito.
Un abbraccio a tutti.
 
Ciao Jackie,scusa per l'assenza,ma impegni di lavoro.....Sai,il tuo consiglio è giusto quello che già avevamo pensato di fare. Io sento ,a volte,l'esigenza di stare sola con me stessa perchè ho la certezza di non avere buttato"fuori tutto quello che ancora giace nel più profondo del mio "io"...i cammini non hanno mai una fine...ognuno è un percorso a se stante. Questo è quanto sento,poi...Abbiamo trovato l'amore con tutti i suoi colori,chiari...scuri..non siamo dello stesso paese..io italiana,lui francese..la distanza. Un fine settimana "volo"io da lui,l'altro "vola "lui da me ,ma l'emozione e la felicità ripagano questi tour de force!
Grazie dell'attenzione. Un abbraccio
 
Ti avevo scritto che conviviamo. Lo abbiamo fatto per ben 3 mesi,ma .....è stato richiamato al lavoro,non hanno accettato la richiesta di aspettativa per un anno!!! Ed ora,come ti ho scritto,fine settimana volando...
 
Ciao Anna, è bella la vostra storia d'amore, è un po' tribolata ma del resto poteva nascere una storia d'amore
"normale" sul Cammino? ... l'amore e la felicità vanno conquistati giorno dopo giorno e voi mi sembra
che state facendo esattamente questo.
Vola Anna!!!
Un abbraccio
Laura
 

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