(per la spiegazione di queste foto, vedi l'ultima domanda in fondo al messaggio)
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Ciao a tutti!
Nome:
cristina, ma per tutti sono la cri
Guido
Data di nascita:
29.09.1977 (seduto in quel caffè, io non pensavo a te...)
5 maggio. Ei fu siccome immobile… Ma non è il 1821, sono un po' più giovane… diciamo di 152 anni… e si arriva al 1973
Dove vivi:
a Milano, da sempre.
ora un po' anche in franciacorta.
In franciacorta da sempre. Poi il lavoro mi ha portato a spasso. E ora anche Milano…
Pellegrini nel
maggio 2007
Agosto 2004 e giugno-luglio 2005. Peccato aver spezzato (ad Astorga) ma era l'unico modo per fare il cammino a piedi da St.Jean Pied de Port con sole 3 settimane di ferie all'anno
Cosa hai portato a casa da Santiago
delle conchiglie.
e la consapevolezza che il mio cammino è qui,
dentro la mia vita di sempre.
Oggetti, pochi ma significativi: sassi raccolti poco prima di Calzadilla de la Cueza, conchiglie di Fisterre, un formaggio gallego. Ricordi tanti, condensati fra l'altro in circa 900 foto
Il rifugio in cui di più ti sei sentito a casa
grañon.
alla fine di un temporale.
un tazza calda di caffè bollente e un sorriso.
fuoco nel cammino e vita compartida.
Per fortuna ce ne sono vari. Ma dovendo scegliere direi il Parroquial di Hospital de Órbigo e l'Albergue de Jesus a Villar de Mazarife. Peccato siano così vicini… (entrambi tra León ed Astorga). Comunque per fortuna ce ne sono stati altri e solo un'esperienza veramente negativa E poi ci sono i tanti albergues de las estrellas…
Scarpette o scarponi
scarponi, rigorosamente.
Scarpette, rigorosamente. Per lo meno in estate, quando il cammino è poco fangoso. Ma anche sulle nostre montagne gli scarponi li evito il più possibile…
Peso zaino
il più leggero possibile.
peso in aereoporto: 6,5 con mezzo litro d'acqua.
Non lo appesantisco apposta, ovvio, ma il peso non mi fa paura. Credo che avessi uno degli zaini più pesanti, intorno ai 14 kg, ma c'era un motivo ben preciso e ne è valsa la pena (v. sotto)
Il momento più bello del cammino, quello che è stata una svolta
l'ultimo passo a finisterre.
quando dopo più di un mese di passi verso ovest, ti rendi conto che l'unico passo che ti resta da fare è il primo passo
verso ovest. verso la tua casa. verso la tua vita.
Ovviamente sono stati tanti. Posso citare San Juan de Ortega, quando ho finalmente capito cosa ci stavo a fare sul cammino. O il desvio di Pradela (dopo Villafranca del Bierzo) quando il cammino mi ha nuovamente parlato. Ma dovendo sceglierne uno, direi il tratto tra Carrión de los Condes e Calzadilla de la Cueza. Da St. Jean a Santiago è circa metà cammino 17 km senza nulla. Piatti. Ma con un paesaggio al tempo stesso monotono e grandioso. E sapere che sei più vicino alla meta che alla partenza. Che sei davvero in cammino. Non solo fisicamente, ma anche nella vita.
E poi ancora.
l'ultima notte spagnola.
io da sola a santiago.
a dormire sotto i portici della cattedrale.
a salutare quella cattedrale che per anni,
mesi,
settimane,
giorni
è stata vita,
sogno,
desiderio,
meta.
a raccontare nella notte i miei passi a franz, pellegrino tedesco con la chitarra, incontrato un'unica volta ad azofra.
cuori aperti ancora una volta nel buio della notte e nella luce di quei lampioni che illuminano quella piazza.
Nei rifugi: conoscere grandi amici che non sai quasi come si chiamano, tanto il nome non è poi così importante. E parlare non solo con chi si ha una lingua in comune, ma anche con gli altri Le tante notti negli albergues de las estrellas, così vicini alla natura tanto da sentirsi parte di essa e non un semplice estraneo viaggiatore. L'ultima notte spagnola, con amici pellegrini sulla spiaggia di Fisterre guardando l'oceano. E svegliarsi la mattina un po' insabbiati e umidi, ma felici. e tanto altro ancora…
Albergue o albergue de las estrellas (= dormire all'addiaccio)
albergue. cedendo al lusso e alla non-voglia di dover correre, verso la fine anche qualche albergue privado prenotato
per telefono.
Come scegliere: sono due cose diversissime! Il bello degli albergues è la vita condivisa con gli altri pellegrini. Amicizie nate un po' in cammino, un po' con le gambe sotto un tavolo e che durano ancora oggi a distanza di anni. Ma bello anche dormire nell'albergue de las estrellas. Imparare a essere parte della natura. A scegliersi un posto comodo in mezzo al nulla Perché natura non significa per forza scomodità, anzi. Imparare ad usare le stelle come orologio. A non temere gli animali più del dovuto. A sapersela sbrigare. Credo che sia difficile capire per chi non l'ha mai provato. È vero, l'albergue de las estrellas nello zaino pesa, e anche molto, ma ne vale veramente la pena!
Km al giorno, minimo e massimo.
minimo mi sa Villafranca del Bierzo-Vega de Valcarce (18,6). i colori della panaderia e il profumo dolce di torte, di
pane e di casa ci hanno conquistati. massimo da rabanal del camino a Ponferrada (32,7). senza un motivo particolare.
mattina pensierosa e solitaria, pomeriggio in allegria, con i miei hermani peregrini.
In Navarra se non ne facevo oltre 30 al giorno ci rimanevo male. Poi ho capito. Non importano i km, non è una gara. E ho iniziato ad oscillare paurosamente. Ad occhio il minimo dovrebbe essere i 13 km da Villar de Mazarife a Hospital de Órbigo e i 16 da Tardajos ad Arroyo San Bol; il massimo le tappe da oltre 40 km per arrivare a León e a Santiago. Ma non era una corsa… era la gioia di camminare!
Bordon o racchette
partita con le racchette, dopo un giorno le avevo date a michael causa suo ginocchio dolorante.
dalla casa di pablito, sempre con il bordon, che ora è a casa, appoggiato al muro del corridoio.
il fondo mangiato dai tanti passi, all'altezza della mano il legno lucido di tanta vita e tanto sudore.
Racchette sempre e comunque (tranne una manciata di km senza per averle prestate ad una pellegrina sginocchiata). Comprate per scommessa due ore prima di partire. A Santiago una si è rotta, ma sono riuscito ad aggiustarla alla meglio con un pezzo di legno. Senza di loro non sarebbe stato così indolore arrivare…
Quando Guido era sul cammino, io
non sapevo neanche che esistesse.
ero a fare la stagione al rifugio laghi gemelli.
ero dentro molto dolore e molta vita.
Quando la Cri era sul cammino, io.
leggevo le sue mail incuriosito. Non ci conoscevamo, ci eravamo solo scritti un paio di volte prima che partisse. Ma le sue mail mi colpivano, perché mi facevano rivivere il mio cammino, mi sembravano delle diapositive di parole. E mi stupivo che questa sconosciuta raccontasse il suo cammino in questo modo così simile al mio…
Per quanto tempo hai sognato Santiago, prima di camminarci
per 5 anni.
dopo una settimana di cammino con gli amici di sempre partendo da Vega de Valcarce
non lo so. Era un vecchissimo sogno di almeno 10 anni prima, ma ormai completamente dimenticato. Nel marzo 2004 una ragazza vista solo in quell'occasione ha detto semplicemente: l'anno scorso ho fatto il Cammino di Santiago. Bello". Non ha detto altro. Non l'ho più rivista, né so come si chiama. Ma in quel momento già sapevo che l'estate sarei partito
Gufo / Allodola sul cammino
(gufo è chi si alza tardi e va a letto tardi, allodola chi si alza presto e va a letto presto)
rispetto a guido allodola.
in generale gufo.
svegliarsi alle 4.00 del mattino non fa per me.
l'unica volta che mi sono svegliata presto a Hontanas per godermi lo spettacolo dell'alba, era nuvolo.
uff.
Assolutamente gufo (anche a casa). Punto d'onore era partire per ultimo dai rifugi, sfruttando fino all'ultimo momento per dormire. Il massimo a Samos, verso le 11, grazie alla complicità dell'hospitalero. Ovviamente tardi la mattina, tardi la sera… la volta in cui mi sono fernato più tardi è stato verso mezzanotte (credo, non avevo orologio), ovviamente in un albergue de las estrellas. Partire così tardi mi ha permesso di conoscere il primo e l'ultimo amico del cammino: il primo a Roncisvalle e l'ultimo a Olveiroa, la tappa prima di Fisterre
Esperienza più strana sul cammino
due ore dopo averlo conosciuto, sedad (musulmano in cammino) che regala a juan (argentino che ha attraversato la
patagonia a piedi) un coltellino svizzero che suo padre gli aveva dato quando era bambino.
e poi le mie lacrime a Villamayor de Monjardín.
mi fermo in piazza.
chiedo ad un vecchietto di lì se sa dirmi dov'è il bar.
lui mi prende per mano e mi porta in chiesa.
io in piedi davanti al crocifisso d'argento. mi metto a piangere.
piango inaspettate lacrime di un dolore profondo e sconosciuto.
piango per tutta la vita che riesco a immaginare davanti a quella croce.
per tutti i pellegrini di tutti i secoli che sono stati e che saranno e che sono si sono fermati nel buio di quella chiesa davanti prima di me.
piango per tutta la vita che questi pellegrini hanno offerto a Dio e al mondo.
piango, dentro la consapevolezza di una vita piena e abbandonata nelle mani di Dio.
Non ne ho avute tantissime. Ma la più strana è stata la notte passata a Manjarín. C'è chi lo ama e chi lo ritiene un postaccio. A me è sembrato un posto surreale, forse anche grazie al fatto che sono passato il giorno dopo una gran festa ed erano tutti stanchi. Perché surreale? Per l'atmosfera apparentemente quasi religiosa (anche se in realtà non lo era per niente) Anche l'asino (nel senso di quadrupede che raglia, non di insulto a qualche persona) che è uscito dalla cucina subito dopo cena ha contribuito a dare un tocco niente male.
Esperienze simil-cammino a casa
ogni giorno.
basta guardare la vita di sempre con gli stessi occhi e lo stesso cuore pieni di magia,
stupore,
amore,
voglia
e vita che si avevano sul cammino.
La sfida più grande è portare il cammino a casa nella vita di tutti i giorni. Imparare a vivere con gli altri senza pregiudizi, a saper cogliere quell oche ognuno ha di buono anche nelle situazioni più difficili. E scoprire che provarci è bello e fattibile… Ho perso il conto di quanti ritrovi ho fatto da quando sono tornato. Dalla Svizzera al Centro Italia, penso di aver incontrato più di 50 persone, tra pellegrini e persone che pur non avendo fatto materialmente il Cammino ne hanno comunque lo spirito.
Prossimo cammino: quando e come
ora.
insieme a guido.
dentro la nostra vita.
Nel senso di Cammino di Santiago, non lo so. Credo che il Cammino sia come una scuola e penso che per me non abbia senso ripetere la stessa classe. Ho sempre detto che tornerei volentieri sul cammino quando mi sentirei pronto per un nuovo insegnamento, diverso dal precedente. Perché nel frattempo io sarei cambiato e quindi cambierebbe il modo di vivere il cammino Ad esempio, sarebbe bellissimo e profondamente diverso farlo in coppia. E chissà che prima o poi…
Passioni:
camminare, la montagna, i libri, scrivere, fermare attimi.
stare nella natura, anche (ma non solo) camminando. E poi macchine e computer, cose che c'entrano poco con la vita del pellegrino. Ma mica siamo monoliti, no?!?
La cosa più strana dell'altro che abbiamo scoperto alla fine del suo cammino:
Rendersi conto che a distanza di tre anni avevamo fatto le stesse foto alla stessa fontana di Villambistia e allo stesso albero sui Montes de Oca dopo San Juan de Ortega.
Con tutti le fontane e tutti gli alberi che ci sono sul cammino
Cri e Guido

