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Da Sarria a Santiago non è più "il cammino..."

E.baronio

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E' stata purtroppo dura constatarlo.

Già sette anni fa, alla mia prima esperienza da S.J.P.D.P a Santiago e poi Muxia e Finisterre, i cento chilometri da Sarria a Santiago era evidente il cambiamento.

Quest'anno, agosto 2024, questa evidenza si è accentuata e di non poco.

Il mio cammino, le mie sensazioni, si sono fermate a Sarria; da qui a Santiago, è un atto dovuto ma, il vero cammino, la magia di esso ma, anche le sofferenze, la solitudine i pensieri le riflessioni svaniscono alla fine di 700 km.

Quando arrivi a 700 km cominci a pensare che nonostante tutte le fatiche fisiche e mentali, il tutto debba finire a breve, ti dispiace ed invece, come inizi gli ultimi cento, non vedi l'ora che finisca. Sei catapultato nel business , nel merchandising; Sei catapultato in mezzo a "gite fuoriporta", allegre scorribande e scampagnate in compagnia (mentre percorrevo una strada bianca ho dovuto chiedere permesso per proseguire poichè occupavano l'intera sede stradale con tanto di stereo e musica al seguito); banchetti per il timbro ogni angolo, ostelli sempre pieni e prenotati in anticipo, ostelli vuoti ma pieni di zaini consegnati dai corrieri (i turigrini partono tardi e arrivano tardi)...no, questo non è il cammino di Santiago.

tanti penseranno io sia il solito "bacchettone" ma, in realtà questa sensazione a Santiago, l'ho condivisa e sentita da praticamente tutti quelli che ho conosciuto e son partiti prima di Sarria.

Buen camino........
 
Ricordo quel pezzo dal 2007 quando lo ho percorso alla fine del mio primo cammino e prima del 2010 era ancora cammino, dove ci si ritrovava in 8 o 10 nell'albergue. Poi è arrivato il 2010 ed è iniziato il cambiamento. Nel 2013 arrivando dal primitivo era già cambiato in peggio.

Purtroppo tutto cambia, cambia il cammino perché cambiano i pellegrini... L'errore più grosso lo ha fatto la Spagna svendendo il cammino come vacanza a basso costo. Ricordo i paginoni centrali di alcuni settimanali con la pubblicità del cammino svenduto come vacanza a basso costo.

Ma questo ha portato però a far rinascere e attrezzare i cammini "minori" come la Plata, Sanabrese, della Lana o l'Olvidado. Il mio consiglio è di passare sul cammino di Inverno una volta giunti a Ponferrada.

Edo
 
Forse mi avete dato un idea, vorrei fare tutto il francese in due anni, ma sarei un po' tirato con i tempi,
percio' se il secondo anno (saltassi le due tappe "trafficate" Portomarin - Melide e Melide - Perdoruzo, non scomunicatemi con il bus) sarebbe comunque un cammino da oltre 700 km diviso due ( ci starei dentro con i giorni) e approffitando della novità 2025 potrei facendo in conclusione l'ultima tappa a piedi prendere la compostela.
Piano A fare tutto il francese in due anni, se vedo che al primo anno non arrivo a Sahagun, l'anno sucessivo passo al piano B, quello elencato sopra
 
Oppure, piano C: lo fai in più di due anni. Il primo anno parti da SJPdP e dove arrivi...arrivi, il secondo riprendi da dove avevi lasciato e dove arrivi...arrivi, e così via
 
Si in teoria si, ma farei circa 330/370 km all’anno, se lo faccio in tre anni il terzo anno sarebbe circa 100 km
 
Così ti rimane il tempo per fare il giro per Fisterra-Muxia
 
E' stata purtroppo dura constatarlo.

Già sette anni fa, alla mia prima esperienza da S.J.P.D.P a Santiago e poi Muxia e Finisterre, i cento chilometri da Sarria a Santiago era evidente il cambiamento.

Quest'anno, agosto 2024, questa evidenza si è accentuata e di non poco.

Il mio cammino, le mie sensazioni, si sono fermate a Sarria; da qui a Santiago, è un atto dovuto ma, il vero cammino, la magia di esso ma, anche le sofferenze, la solitudine i pensieri le riflessioni svaniscono alla fine di 700 km.

Quando arrivi a 700 km cominci a pensare che nonostante tutte le fatiche fisiche e mentali, il tutto debba finire a breve, ti dispiace ed invece, come inizi gli ultimi cento, non vedi l'ora che finisca. Sei catapultato nel business , nel merchandising; Sei catapultato in mezzo a "gite fuoriporta", allegre scorribande e scampagnate in compagnia (mentre percorrevo una strada bianca ho dovuto chiedere permesso per proseguire poichè occupavano l'intera sede stradale con tanto di stereo e musica al seguito); banchetti per il timbro ogni angolo, ostelli sempre pieni e prenotati in anticipo, ostelli vuoti ma pieni di zaini consegnati dai corrieri (i turigrini partono tardi e arrivano tardi)...no, questo non è il cammino di Santiago.

tanti penseranno io sia il solito "bacchettone" ma, in realtà questa sensazione a Santiago, l'ho condivisa e sentita da praticamente tutti quelli che ho conosciuto e son partiti prima di Sarria.

Buen camino........
Ti capisco, e ho visto la stessa cosa: ho fatto il Francese nell'agosto del 2019 e la differenza dopo Sarria si sente eccome.
Però col tempo mi sono convinto che il problema non siano quelli che partono da Sarria. Quasi tutti lo fanno per un motivo solo: hanno una settimana di ferie e non un mese. Non è cattiva volontà, è il calendario.
Per questo a chi mi chiede consiglio dico sempre la stessa cosa, ed è l'unica che secondo me risolve davvero il problema. Parti da Saint-Jean, dall'inizio vero, e cammina finché il tempo che hai te lo permette. Poi fermati dove sei arrivato e torna a casa. L'anno dopo riprendi esattamente da lì. Ci vuole più pazienza, ma cambia tutto: fai le tappe dei Pirenei, che sono le più belle di tutte, entri nel cammino nei giorni in cui si formano i gruppi, e soprattutto non ti giochi l'arrivo. Perché chi parte da Sarria per arrivare subito a Santiago si spende l'emozione più grande in cinque giorni, e quando poi tornerà a fare tutto il resto, e tornerà, perché il cammino chiama, quell'arrivo lì non potrà più viverlo per la prima volta.
Che gli ultimi cento chilometri siano quello che hai descritto non te lo discuto. Ma se ci arrivi dopo settecento chilometri fatti in una volta o in tre, quel tratto è l'ultimo pezzo di una cosa tua, e il rumore intorno pesa molto meno.
 

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