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Domandona... Cos'è il Cammino di Santiago?

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Membro cancellato 98

A luglio, come alcuni sanno, partirò per Santiago ripercorrendo il Camino Francès con un'amica... Trovo bellissimo riuscire a vedere una cosa che ormai ti sembra di conoscere osì bene sempre da un altro punto di vista e la preparazione di questo secondo cammino con questa ragazza mi sta riservando sempre nuove sorprese! Quando ho sentito per la prima volta la voglia vera e impellente di partire ho iniziato a informarmi - per lo più su internet - di quel che era il Cammino, chi lo percorre, le sensazioni che dà, le motivazioni... Ma, si sa, non tutti siamo uguali e oggi lei mi ha chiesto se le potevo prestare qualche libro che parlasse della storia del Cammino, di quel che significa e di un sacco di altre cose. La prima cosa che ho pensato è stata grosso modo quello che ha scritto Luciano nella pagina "Cos'è il Cammino", ossia che non esiste una definizione, per ciascuno è una cosa diversa. Ma ho pensato che fosse un'ottima domanda... quindi per la parte storica non ho problemi, anzi ho una ampia bibliografia, ma per la seconda parte, mi affido a voi, se volete/potete aiutarmi:
Cos'è il Cammino di Santiago?
Io non ho ancora trovato una risposta soddisfacente, ma prometto di lavorarci e di farvi sapere.
 
Re: Domandona...

Ci provo io, ma è solo un abbozzo, perchè non ho ancora mai pensato di mettere giù due righe serie di quello che è stato per me il cammino. Ora a distanza di un anno ti posso dire che è stato l'inizo del nostro cammino di vita insieme (l'ho fatto con mio marito in viaggio di nozze), che è stata un'esperienza toccante e che ancora oggi mi emoziona il pensiero di esserci stata. Sul cammino ho lasciato un po' di sofferenza e lacrime, ma ho anche trovato delle persone splendide. Poi ho fatto delle promesse che spero di mantenere!
Per ora questo, se mi viene in mente altro te lo dico!
 
Re: Domandona...

Sonica60 ha scritto:
Sul cammino ho lasciato un po' di sofferenza e lacrime, ma ho anche trovato delle persone splendide. Poi ho fatto delle promesse che spero di mantenere!
Ho fatto solo una parte del cammino. Il cammino, per me, è la metafora della vita.
Anch'io ho fatto delle promesse e non le ho mantenute! Col prossimo cammino spero, no, devo mantenerle.
Ciao Ezio
 
Re: Domandona...

Sì, credo anch'io che, almeno in un certo senso, il Cammino di Santiago sia la ricerca di se stessi, di Dio, del senso della vita. Credo sia anche una metafora della vita...
Mi dici che dovrei sapere perché ho fatto il Cammino... in realtà, quando sono partita non lo sapevo per nulla: sapevo invece che volevo farlo, quasi che dovevo farlo, ma il perché non mi era chiaro. Quando, prima della partenza mi chiedevano perché volessi andare e che cosa mi aspettassi, non sapevo dare una vera risposta. In realtà, forse, volevo vedere cosa fosse, volevo capire cosa significasse camminare sulla strada di Dio, con i tempi e le fatiche dell'uomo, dimenticando per qualche giorno che siamo nel XXI secolo, che ho tante cose da fare e da organizzare... lasciando da una parte le cose inutili e cercando l'essenziale.
Ecco cosa credo sia stato per me il cammino: la ricerca di ciò che nella mia vita è essenziale, dimenticare l'orologio, gli impegni e il calendario, abbandonandomi - con tutti i miei limiti, che a volte mi hanno impedito un abbandono vero e totale - nelle mani di Dio.
Tuttavia, credo che per ognuno il Cammino sia un po' diverso e che sia vero: la risposta è così multiforme da non essere quasi più una risposta! Però quello che mi ha affascinato della domanda è proprio le mille sfaccettature che ognuno di noi può percepire di questa risposta. Perché il modo in cui vedi il Cammino dice del modo in cui vedi la vita: ad esempio, dicendo che ho scoperto la bellezza dell'abbandono nelle mani di Dio, non riesco a fare altro che non sia sottolineare come, nella vita di tutti i giorni io non riesco ad abbandonarmi, ma sia, invece, quasi ossessionata dagli impegni, dall'orologio e dal calendario. Una crono-dipendente, insomma, a cui costa moltissimo dire parto il giorno, quando arriverò non lo so :) !
 
Re: Domandona...

Io non so COSA E' il cammino...mi aspetto di scoprirlo facendolo ma so PERCHE' lo voglio fare anzi..perchè HO BISOGNO di farlo...perchè voglio conoscere me stessa al di fuori dei ruoli..sono o sono stata tante cose....io figlia..io moglie....io mamma....io maestra...io la vicina di casa.....io l'amica....spendiamo la vita in funzione dei ruoli che via via siamo chiamati a ricoprire, condizionati da ciò che il ruolo del momento richiede, da ciò che gli altri si aspettano da noi e in questa ansia di rispondere alle diverse richieste perdiamo il senso di noi stessi, di ciò che siamo a prescindere dagli altri...questo spero di scoprire nel cammino...l'avevo già scritto nel vecchio forum...cerco la Gianfranca che forse non conosco o conosco poco..quella che sarà capace di vivere per tutto il periodo che sarà nel cammino soddisfando poche e semplici esigenze materiali, ma con i sensi, il cuore e l'anima pronti a recepire tutto intorno e dentro se'.....
 
Re: Domandona...

Scusate, ma quando dite che il cammino è una metafora della vita, cosa intendete?

Perchè allora la domanda si capovolge: che cos'è la vita?

Cosa rispondiamo? che è una metafora del cammino?

E che cosa intendiamo veramente per metafora?
 
Re: Domandona...

Uh! Cara Dona, ho posto la domanda a voi per non lasciare troppo spazio al mio male incurabile che è la prolissità... ma qui mi si tenta, mi si tenta :D !
Cercherò di non dilungarmi troppo... ma non sgridatemi se poi finirò per farlo :oops:!
Parto dal fondo: cosa intendiamo per metafora? In questo caso io intendo una cosa più facile da comprendere che ci aiuta a comprenderne una più difficile... una sorta di dito che indica la luna (ops! Ho fatto una metafora :D)


In questo senso, non potrei rispondere alla domanda "che cos'è la vita?" con "una metafora del cammino", perché non servirebbe a nulla, in quanto io stessa non riuscirei a comprendere totalmente che cosa sia la vita.


Quando dico che il Cammino è una metafora della vita intendo però molte cose perché molte cose formano il Cammino. Ti racconto un aneddoto: in tanti anni di oratorio, all'inizio di ogni anno mi è sempre arrivata una mail, un messaggio o un invito che mi chiedeva di partecipare a qualche riunione per decidere insieme il cammino dell'anno. Dopodiché, al primo incontro, ci dilunghiamo nello spiegare ai ragazzi che quello che vivremo con loro durante l'anno sarà una tappa di un cammino spirituale che dura tutta la loro e la nostra vita.
Cammino, tappa, ... tutte parole che hanno attinenza col nostro problema. Il succo di quello che intendo dire è che, per come la vedo io, la vita è un cammino, un viaggio, semplice o difficile, lugno o breve che ci porta da un inizio ad una fine. In particolare, riesco a visualizzare meglio la forma del cammino perché, spesso, quando si viaggia non lo si fa in prima persona, ma ci si fa portare (da un pullman, da un treno, da un aereo, da una nave o anche solo da una guida), mentre quando si cammina siamo sempre noi a dover scegliere attivamente quali passi fare, dove mettere i piedi, quando fermarci a riposare, come affrontare una salita. E così, nella vita, mi piace pensare che non ci si può "fare portare", ma bisogna scegliere, decidere, prendersi la responsabilità di ciò che si fa.
Mi sa che sto fondendo troppo metafora e spiegazione rischiando di non spiegare bene quello che intendo... Vediamo... In pratica, quando dico che anche secondo me il Cammino è la metfora della vita, voglio dire che, lungo il Cammino di Santiago (o qualunque cammino e, soprattutto, pellegrinaggio a piedi), come nel corso della nostra vita, incontriamo salite (=fatiche), guadi e pantani (=momenti in cui ci troviamo ad affrontare un problema che ci blocca, una situazione da cui non vediamo una via d'uscita), perdiamo la freccia gialla e ci tocca tornare indietro e fare km in più (=prendiamo la decisione sbagliata e ci tocca ricominciare), arriviamo alla fine di una tappa (=raggiungiamo un obiettivo, che però non è altro che l'inizio di una nuova ricerca, di una nuova tappa), ci fermiamo a riposare o a bere alla fontana, aiutiamo un altro pellegrino in difficoltà, .... Esistono milioni di altri parallelismi che potrei fare, ma penso che mi arriverebbero tutti i vostri bordoni in testa...
Forse il paragone cade all'arrivo a Santiago: nella vita, l'arrivo alla meta è l'apertura di una porta verso l'infinita gioia di aver davvero finito questo cammino sulla Terra, sul Cammino, invece, è solo una nuova tappa, che ci riporta coi piedi per terra e alla vita di tutti i giorni, la tappa più dura da affrontare.

Le tue domande, Dona, mi sono state molto utili perché mi hanno aiutato ad andare a fondo di un'etichetta, di un luogo comune, troppo spesso pronunciato senza una coscienza vera di quello che comporta. Dovrebbe essere proprio il Cammino ad insegnarci a non cadere in luoghi comuni ma ad andare sempre a cercare la verità e l'essenziale in ciò che facciamo, ma anche in ciò che diciamo. Grazie per la correzione :geek: !
 
Re: Domandona...

ok per stavolta te la sei cavata... anche se non sono del tutto convinta. Concedimi una provocazione banale: dato che la sola cosa che sappiamo della vita è che comincia e che finisce, allora qualsiasi altra attività umana caratterizzata dall'iniziare, svolgersi e terminare può essere una metafora più o meno valida della vita. Un pasto, ad esempio, una partita di calcio, ad esempio. Un libro, un cruciverba.
Perchè un cammino? e soprattutto, perchè il Cammino?
 
Re: Domandona...

dona ha scritto:
Concedimi una provocazione banale: dato che la sola cosa che sappiamo della vita è che comincia e che finisce, allora qualsiasi altra attività umana caratterizzata dall'iniziare, svolgersi e terminare può essere una metafora più o meno valida della vita. Un pasto, ad esempio, una partita di calcio, ad esempio. Un libro, un cruciverba.
Perchè un cammino? e soprattutto, perchè il Cammino?

Eccomi! per dare il mio piccolo contributo alla discussione.

Perchè il Camino è una metafora della vita, e una cena con gli amici no? Credo perchè il Camino ti mette in situazioni estreme.

Comunque il Camino per me ha significato soprattutto libertà, anche se io stessa non capivo che libertà ci fosse a fare un percorso segnato da una freccia, dovere rientrare all'albergue ad una certa ora e cose del genere. Ma un senso di libertà come quello, soprattutto quando camminavo da sola, non l'avevo mai provato prima in tutta la mia vita.
 
Re: Domandona...

Perche il "CAMINO" e non una partita di calcio? Perchè San Giacomo chiama,alcuni rispondono subito altri ci mettono un po a capire.Sono più di mille anni che i pellegrini vanno a Santiago per fede e devozione,il "CAMINO" è un pellegrinaggio di fede i più duri non lo vogliono amettere forse si vergognano un po ad amettere che si puo amare Dio al di sopra di tutto, ma percorrendo il "CAMINO" alla fine non si è più come prima,perchè? Meditiamo su questo.
Un abbraccio a tutti ULTREYA SEMPRE
 
Re: Domandona...

Il cammino è conversione, il mezzo la fede, la metà Cristo.
Ultreya
 
Re: Domandona...

Sono molto belle le cose che avete scritto sulla fede... in effetti a volte sembra un motore nascosto che ci spinge a fare cose che non ci sarebbero mai venute in mente... ma la cosa che forse ancora più mi ha sorpresa è che a volte non mi rendiamo neppure conto di averla e la riscopro come quella cosa preziosa che era scivolata in fondo allo zaino e che riesco a trovare solo quando ne ho veramente bisogno.
Ultreya
 
Re: Domandona...

Ci sono domande che non hanno risposte facili; o meglio, le risposte vengono quasi subito, spontanene. Ma dopo averne dato una, ne viene subito un'altra, e poi un'altra ancora. così, a queste domande che, a dire il vero sembrano quasi scontate, retoriche, "che cosa è la vita" o "che cosa è il cammino" o anche "perchè si fa" ecc, viene spontaneo rispondere...tutte le risposte già date che sono sicuramente anche la mie.
Ma poi, ecco che l'interrogativo posto, entra nel cervello, lo rode...diventa un pensiero fisso "perchè...perchè"...perchè questo desiderio di tornare a togliere scarponi da piedi dolenti, o vestiti sudati e impolverati da corpi stanchi e affamati!
perchè, e ancora perchè...
C'è proprio bisogno di farsi 850 km a piedi per ritrovare se stessi o un mondo che vorremmo fosse quelo di tutti i giorni?
...e sempre quella "freccina" che ti spinge ad andare oltre, lungo il giusto sentiero, e...non puoi sbagliare!
E il cammino ricomincia così nella tua mente, passo dopo passo; e il desiderio è ancora più forte della prima volta, visto che sai già cosa puoi ritrovare...e il tuo cuore gioisce solo al pensiero di rivederti al più presto con quei scrponi, con quello zaino in spalla aprire la porta della tua casa e fare il primo passo verso la "Via Lattea"!
Forse è solo una struggente nostalgia di una casa, la Casa del Padre, alla quale sentiamo di appartenere da sempre e per sempre, e che posriamo nel cuore.
forse è solo un camminare liberi fuori da ogni condizionamento...
Forse è solo sentirsi pienamente se stessi, rivelandosi a se stessi con le proprie fragilità, i propri limiti, la propria umanità, la propria forza e determinazione...
forse è un cammino per imparare a prendersi cura di se stessi, per imparare a perdonarsi e per imparare ad amarsi di più, per amare di più gli altri, per amare di più Dio.
forse è questo e sicuramente è altro ancora...ad ognuno di noi scoprirlo e ...stupirsi ancora una volta!
buon camino, ultreya! :arrow: :arrow: :arrow:
 
Re: Domandona...

Che cos'è il Cammino di Santiago?

è sudore
è fatica
è condividere pane e confidenze
è provare a pregare
è piangere di dolore fisico
è piangere di dolore mentale
è ricordare
è cercare di dimenticare
è allontanarsi
è cercarsi e a volte trovarsi
è dormire sereni
è mangiare quello che capita
è aver voglia di non tornare più a casa
è aver voglia di tornare a casa per raccontare
è scoprire di essere forti fuori
è scoprire di essere fragili dentro
è mettersi alla prova ogni giorno
è svegliarsi all'alba
è sentire la Fede e averne paura
è riprovare a pregare
è trovare amici
è portare un sasso alla Cruz de herro
è lasciarsi prendere per mano
è avere paura del dopo cammino
è lasciare una traccia del passaggio
è pensare, pensare, pensare
è reimparare a pregare
è rendersi conto che non si sarà più gli stessi
è cantare
è non sentirsi mai solo
è guardare dall'alto delle mesetas
è farsi avvolgere dalla gioia
è sentire amore verso tutti
è parlare tante lingue senza conoscerle
è capirsi a gesti
è dividere le sigarette con gli altri
è ridere, ridere, ridere
è bere vino tinto
è andare a dormire soddisfatti
è pregare, finalmente pregare.
 
Re: Domandona...

...ma quello che il Cammino ti insegna, o almeno quello che ha insegnato a me in questa prima settimana, è che non puoi programmare il tuo domani. E quindi a non aspettarti nulla dal giorno che verrà. Devi solo camminare, affrontando ora le salite (che procurano fatica), ora le discese (che procurano dolore) ora le pianure (che danno il senso, almeno a me, della solitudine). Il giorno che verrà porterà sorprese, e qui impari ad apprezzarle nella loro semplicità...
 
Re: Domandona...

Il cammino è voler calcare le orme degli antichi pellegrini medievali, è cercare, cercarsi, rimettersi in gioco, accettare la fatica, è accettare tutto ciò che ne deriva, è fermarsi a riflettere sulla propria vita e su cos'è l'essenziale per ognuno di noi.
 
Re: Domandona...

Certi di porre al tuo cospetto la parte più bassa dei nostri corpi per ricevere
una dolorosa gratificazione...attendiamo la tua prolusione sull'argomento
con affetto pellegrino...solo pellegrino
Ultreya Franco
 
Re: Domandona...

Quando ho scelto di fare il Cammino è stato per pura e semplice curiosità e voglia di mettermi alla prova. Quello che non mi aspettavo è che il Cammino mi cambiasse molto, già cominciando a sopportare chi sul Cammino non mi era molto simpatico e poi, scavando meglio dentro di me, cercare di cambiare quello che non mi piaceva di me stessa. Un pochino ci sono riuscita ma spero ancora di migliorare. Questo è stato per me il Cammino.
 
Re: Domandona...

Hai presente un gioco per bambini, quello dove ci sono tanti chiodini di tutti i colori ed una specie di tabella bianca dove si inseriscono. Considera il Cammino questa tabella ed i chiodini che inserisci dentro, in base ai colori ed al tragitto, quello che scegli te. Ovvero, non esiste una definizione del cammino, ma ognuno ne sceglie il colore e la direzione
 
Re: Domandona...

Non ho risposte alla tua domanda, certamente anche perchè non ho ancora messo un piede in spagna, ma da stamane una cosa mi frulla per la testa ed è che il cammino forse è un volto nuovo, una visione diversa delle cose, nel mio caso un autoconfronto che per la prima volta nella vita mi fa vincere le battaglie contro me stessa in modo diverso da come ho creduto di vincere fino ad ora o forse semplicemente una speranza che contrasta la mia rassegnazione alle cose della vita, chissà ma da quando ho saputo del cammino mi sembra quasi di stare già a camminare verso santiago anche senza aver fatto ancora un passo fuori dalle mura della mia città.
 

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