Ed eccomi qui, da una triste scrivania con il corpo che soffre per il caldo africano e la mente ancora in Grotta o sulla via di Bayona o sul Camino Vasco Interior che dir si voglia e con tutto il contorno....
Con un pò di calma metterò le poche bellissime tappe che Ivana e io abbiamo fatto su "il mio cammino", ma per ora qui vi racconto qualcosina.
Il primo cammino è stato quello del servizio a Lourdes e di questo non posso descrivervi granchè perchè si tratta di cuore: mentre sul cammino verso Santiago ci si mette non solo il cuore ma si sente anche il fisico e la fatica, a Lourdes la priorità è il cuore e il fisico se anche si stanca passa in secondo piano.
Facendo il servizio non ci si accorge più di stanchezza, di sonno perso, di lividi da carrozzina o lettiga: salta tutto fuori dopo, al rientro, quando ti senti svuotato e ascolti solo i muscoli indolenziti.
Ma sul momento sono giorni in cui apri le mani all'accoglienza e ti senti povero perchè vorresti dare di più, vorresti anche solo per un momento prendere su di te le croci e far sentire le persone che accompagni sane e libere di correre come hai fatto tu sotto la pioggia.
E invece continui a spingere la carrozzina cercando di trasformare il temporale che ti sta bagnando sino alle ossa in un gioco, raccogliendo a piene mani la serenità che "loro" ti stanno regalando, sentendoti una stupida inerme perchè certe volte piangi su te stessa per delle stupidaggini e "loro" invece ti donano sorrisi e consolazione e accettazione della vita per come è.
Lourdes è casa, la Grotta è rifugio, guardare quella statua nella nicchia che con il vibrare dell'aria smossa dai ceri sembra muoversi e scendere verso te è balsamo. Lourdes è tenerezza. Sì, è casa.
Quest'anno il dopo Lourdes è stato diverso: invece di riprendere la via di casa con la sottile malinconia che sempre accompagna tutto il treno bianco, quest'anno è stato cammino.
Stranissimo cambiare completamente da Sorella d'Assistenza, con abito bianco e velo in testa, a pellegrina con zaino sulle spalle. Stranissimo andare alla stazione con tutto il resto del personale che aveva la divisa blu da viaggio e noi gli scarponcini da trekking, zaino, maglietta vivace e gli occhi brillanti.
E poi treno e la ridarella addosso, e arrivare a Irun e già si sente aria di cammino: le persone che ti fermano perchè vogliono aiutarti a trovare l'albergue. La polizia locale che si avvicina per istruirti sulla strada.
Albergue pieno di pellegrini che vanno sul Norte: saranno gli ultimi pellegrini che vedremo, dopo ci saranno solo Patrizia e Ivana e Ivana e Patrizia.
Che dire di questi quattro giorni di cammino? La prima cosa che mi viene in mente sono le risate. Pare che ovunque vada, con chiunque vada io abbia la capacità di far ridere le persone, di renderle allegre....E' un pregio? O sono una buffona? Non so, so che ho riso e fatto ridere Ivana sino alle lacrime.
So che mi sono divertita e ho sudato e sbuffato e arrancato su salite infinite e discese ardite.
So che ho bevuto più
clare in quattro giorni che non in un anno a casa.
So che Ivana è ancora sconvolta da una mia colazione con un pincho di frittata di baccalà alle otto del mattino.
So che il caldo ci stava dando alla testa e abbiamo rischiato l'insolazione.
So che abbiamo dovuto interrompere per il troppo caldo.
So che abbiamo macinato km su una pista pedonale che correva lungo la strada e la ferrovia.
So che su questo cammino si può perdere solo uno che cammini all'indietro e con gli occhi bendati: ci sono almeno tre volte tanto di frecce gialle rispetto al francese. Forse hanno paura che davvero uno si perda e allora giù frecce gialle ogni tre/quattro metri.
So che abbiamo bevuto come cammelli, ad ogni fonte, ad ogni bar si riempiva la borraccia e si mandava giù, tanto sudavi che dopo mezz'ora avevi già eliminato tutta l'acqua.
Tre solo gli albergue trovati: Irun all'inizio, Beasain l'ultimo giorno e un Albergue/Gite a Hendaye sulla via del ritorno, dove abbiamo conosciuto un pellegrino spagnolo di Cadice, Josè Antonio Calvo Garcia, che per un voto è in cammino ormai da almeno dieci anni, famoso anche in Italia (anche se l'Italia in certi posti - come nelle Marche - non l'ha trattato bene quando ha chiesto alloggio). Guardate qui:
https://www.larena.it/stories/383_in_pia ... sul_garda/ .
Altre due notti le abbiamo passate in pensioni (carucce, 42/45,00 euro a notte senza cena nè colazione...).
Torneremo al punto in cui abbiamo interrotto ma sicuramente non in luglio o agosto! Si riprenderà in un periodo un pò più decente, magari primavera o settembre per arrivare alla naturale conclusione di questo cammino a Burgos o, se è possibile, proseguire sino a Santiago.
Vi metto qui solo poche foto, tutte le altre andranno nella Gallery e qualcuna su "il mio cammino" insieme al resoconto. Ma abbiate pazienza, mi ci vuole un pochino di tempo.
Sardina