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E' tempo di andare...

bellissimo

leggo incantata
facci ancora meravigliare di come i tuoi occhi incontrano il mondo

buon cammino, caro pellegrino
un abbraccio

Fede

:littleangel
 
16 aprile 2011
Guillena - Castilblanco
Guardo l'ora sul telefono, 5,30!! La stanza è già un formicaio di pellegrini al lavoro. Ho dormito poco. Come al solito. Non resta che prepararsi e andare. Alle 6 ritorna il silenzio nell'Albergue. Sono l'ultimo lo chiudo dietro di me e m'incammino tra le strade del paese ancora dormiente. Meglio evitare l'attraversamento del rio; troppa acqua, troppo buio. Devio per il ponte e percorro una strada già trafficata che porta all'area industriale. La pila frontale mi presenta ai camionisti nel desiderio di non venire investito. Mi infilo tra i capannoni; le uscite dai paesi non li fanno mai rimpiangere. Finalmente la strada sterrata e, con essa, le prime luci dell'alba.
La giornata si schiude alla bellezza. Un concerto di canti d'uccelli esplode come se avesse atteso il suo direttore d'orchestra. Saluto anch'io l'astro nascente, chiedendogli di essere clemente con noi pellegrini. La pista si inoltra tra boschi d'ulivi e campi di girasoli che si stendono in dolci colline. Su una di queste una masserizia fortificata sta fiera della sua solitudine.
E' piacevole il cammino, aiuta ad “habitare secum”, ad abitare con se stessi, a ri-conoscersi nel silenzio e nella natura. Mi capita poche volte nella quotidianità, con fatica, così esposto agli altri e al loro riflesso. Quando il cammino ti diventa familiare eccolo nuovamente cambiare. Gli ulivi lasciano posto alle querce e ai lecci con ampie radure nelle quali pascolano liberi mucche, tori e cavalli. Sembra di essere entrati in un Parco Botanico, la macchia mediterranea ricopre di profumi e fiori i bordi del sentiero.
Anche questa bellezza ha un confine chesi chiama asfalto per gli ultimi 4 km fino a Castilblanco. Il rifugio è quasi pieno, via via compaiono pellegrini che non c'erano al rifugio di Guillena.
Si sta arricchendo di varia umanità; francesi e tedeschi soprattutto. Alberto, pellegrino spagnolo, ripercorre per la seconda volta la via della Plata. E' arrabbiato!! Troppa gente rispetto a qualche anno fa. Non mi appassionano i suoi lamenti. Il cammino è li per tutti ed è quello che tu lo fai diventare che ti nutre. Un'avventura o un pellegrinaggio, penitenza o resurrezione, turismo o esperienza vitale.
Personalmente sento che ognuno di noi in qualche modo lo alimenta di energia (quella che ha o che da) e finché ci sarà un solo pellegrino o pellegrina in cammino il mondo non avrà fine.
 
17 aprile 2011
Castilblanco de los Arroyos – Almaden de la Plata
Sulla terrazza dell'Albergue nell'ultimo sole della sera scrivo il mio diario. Maria attraversa la porta, capelli lunghi e biondi raccolti a coda di cavallo, riposata dopo la lunga camminata. Il suo viso tradisce un origine nordica. E' danese, al suo secondo cammino, sta preparando la tesi sui pellegrinaggi compostelliani. Sceglie l'angolo più lontano, si scioglie i capelli, respira profondamente come a caricarsi di energia ed esegue lentamente esercizi yoga. Rimango a guardarla nella bellezza dell'insieme. Una danza senza musica e mentre il sole sta facendo capolino dietro le ultime case del paese, eccola eseguire il “saluto al sole”. La luce dorata la investe, gli occhi le brillano illuminandola. Terminato mi ripassa accanto lasciandomi un radioso sorriso sul tavolino Sono felice di aver avuto questo regalo. Grazie Maria.
Questo è il ricordo che mi ha accompagnato stamattina nelle prime ore del cammino. Partito alle sei per levarmi i 16 km di asfalto ed arrivare presto al Parco Forestale del Berrocal e poter fare i restanti 14 Km all'ombra dei suoi alberi di sughero.
La notte si è sfilata lentamente dalla campagna, un lenzuolo di stelle scivolato a terra che ha lasciato pian piano intravedere la bellezza delle sue forme. Colline tondeggianti e morbide, nell'aria ancora il profumo di terre dormienti. Che donna affascinante la Terra e la sua natura. Alcuni vitelli fanno colazione dalla loro madre. So che in fondo sono solo campagne, alberi, animali come ve ne sono ovunque e non dovrebbe meravigliarmi, ma qui l'insieme è maggiore della somma delle parti. Rimarrei per ore incantato e nel camminare è come se anch'io facessi parte di questo dipinto, anch'io fossi parte della bellezza nonostante che madre natura abbia distribuito in modo diseguale tale ricchezza nella mia famiglia lasciandomi i ritagli.
Sosto all'ingresso del parco. Si è alzato un vento freddo che gioca con le fronde degli alberi. Sdraiato, occhi all'insù guardo gli uccelli farsi trasportare immobili. Chiudo gli occhi lentamente per lasciare alle orecchie tutto il piacere di ascoltare il vento tra le foglie. E' un gesto che faccio spesso quello di chiudere gli occhi quando gusto un cibo che mi delizia o del buon vino, lasciarne al palato tutto il piacere o quando ascolto della musica che mi rapisce e mi porta lontano.
Il suono che produce questo vento non mi è sconosciuto. Probabilmente arriva dal mare perché sa di piccoli sassolini che rotolano avanti e indietro sulla riva e mi rivedo a piedi scalzi giocare con la spuma bianca e frizzante. Ma forse è solo la stanchezza e il desiderio di refrigerio.
La sterrata procede dolcemente tra asfodeli e fiori somiglianti alla lavanda dal profumo di erboristeria. Lasciato dopo alcune ore il parco ecco cambiare il paesaggio; schegge di pietra metallifera rivestono il terreno sul quale crescono pini marittimi che mi accompagnano fino alla cima del Cerro del Calvario. La salita è faticosa sotto il sole a picco ma come in altri casi mi regalo perle di saggezza “Il segreto per arrivare in cima è semplicemente e costantemente mettere un passo davanti all'altro”. Così avviene e come per magia, dopo una sconnessa discesa eccomi all'albergue di Almaden.
 
Angelo,
ti si preannuncia un Cammino fantastico, ed a noi serate a fantasticare su "la luce dorata la investe, gli occhi le brillano illuminandola" e "la notte si è sfilata lentamente dalla campagna" ed ancora "una doccia di bellezza nel caldo del pomeriggio".
Anche noi, pellegrinistanzialiperforza (ma ancora per poco), abbiamo ora di che viaggiare.
Grazie...e continua così.
Ermanno
 
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Reazioni: Edo
Semplicemente grazie, caro Angelo, di condividere con noi questa tua nuova meravigliosa esperienza.
Buon cammino.
Claudia :)
 
grazie Angelo

...seguo il tuo cammino ed è come camminare osservare sentire il vento e respirare i profumi della terra...

per quanto ti sarà possibile spero tu voglia condividere con noi il tuo cammino

sarà un piacere leggere ogni sera le sensazioni che il cammino regala

Rina
 
"Ma l'architetto più stupefacente resta sempre Madre Natura, che all'uscita dalla chiesa ci dispiega un tramonto davvero mozzafiato: mentre noi cercavamo un letto per dormire o un piatto per mangiare, il cielo ha infatti continuato ad essere in pieno movimento con i suoi giochi di vento, nubi e sole ormai calante, per realizzare questo capolavoro che ora ci regala."
da Il cammino di Santiago de Compostela - di Paolo Indemini


grazie caro Angelo del dono che ci fai con i tuoi racconti, pieni di poesia, dolcezza, libertà del Cammino...
quanta voglia di partire!!! :D

un abbraccio
Fede

:littleangel
 
Angelo nel leggerti ritrovo la poesia di quelle ore passate a raccontarci..grazie!
Buen Camino
 
Almadén de la Plata – Monesterio

Dove sono le piogge di aprile??
Le piogge di aprile che facevano uscire di corsa mia madre sul ballatoio e, mentre ritirava di corsa la roba stesa, le facevano gridare “Angelo, vieni a casa… piove!!”. Quell'accenno di sospensione le serviva a dare più importanza all'evento e a darmi il tempo di preparare la solita risposta. Io, in cortile, alzavo lo sguardo mentre le gocce mi lavavano il viso “adesso arrivo, mica bagna. Segniamo l'ultimo e salgo.”. Naturalmente era una bugia che ci rendeva entrambi complici nei rispettivi ruoli.
Dove sono le piogge di aprile??
Quelle che aspettavamo da adolescenti per rifugiarci, sotto la giacca alzata sopra la testa, costretti così vicini ad abbracciarci tremanti. Di trepidazione e non di freddo. Il desiderio di un amore da cartolina francese, da poesia di Prevert..
Dove sono le piogge di aprile??
Adesso che ho quasi 50 anni e cammino solo, da ore sotto il sole cocente. Adesso che non servon bugie, né giacche sotto cui nascondersi. Ma solo nuvole da tenere con le mani sopra la testa per farci ombra.
Alcune gocce scivolano sul viso ma il loro sapore sa di stanchezza.
Oggi sono entrato nell'Eden e dopo poche ore ne sono stato cacciato. Nessuna donna al mio fianco, a confermare per sempre che quella della cacciata per colpa della golosità di Eva è una invenzione maschile. Ma andiamo con ordine.
Da Almaden a El real de la Jara il cammino percorre 15 km di paradiso terreno. Boschi di querce sotto cui pascolano liberi maiali, pecore, mucche; specchi d'acqua che rendono i prati di un verde cangiante. Ti viene voglia di camminare in punta di scarpone per non disturbare il canto degli uccelli e la perfezione che ti sembra, con la sola presenza lì, di disturbare. L'arrivo al paese è preannunciato da un Castello medioevale ed e' lì che mi raggiunge Alberto, il pellegrino spagnolo. E' partito un'ora e mezza dopo di me. Va come un treno. Passo spedito ritmato dal bordone. Ha fame e mi invita a seguirlo; come se fosse semplice. Mi porta al ”Logar del Pensionista”, un locale fuori dal cammino ed ordina per due. Ha 67 anni e vive a Cordoba. Altro non mi è dato di sapere. Ma sul cammino forse un po' tutti prendiamo le distanze da quello che siamo e facciamo nell'altra vita. Sul piatto un bocadillo aperto a metà con sopra spalmata una crema arancione. Si accorge della mia titubanza e sorridendo mi dice :” Mangia! Te da mas fuerza. es cachuela extremena”. Certo, come ho fatto a non capirlo subito. E' cachuela!! ma quella extremena!!! E così addento quello che scoprirò poi essere un paté di fegato di maiale in salsa piccante!!! Grazie Alberto, ti stimo troppo...
Riprendo il cammino dopo aver bevuto un litro d'acqua nel tentativo di abbassare la temperatura interna. Poche centinaia di metri e Alberto è solo più una sagoma in lontananza. La sterrata verso Monesterio si presenta all'inizio bella ma tutta al sole. 20 Km di fuoco, di cui gli ultimi 10 schiacciati tra l'autostrada e la statale, e capannoni in cui credo, dall'odore, allevino polli in batteria.
Dove sono finito oggi sfinito e soprattutto, dove sono finite le piogge di aprile?
 
19 aprile 2011
Monesterio – Fuentes de Cantos

I desideri se arrivano dal cuore hanno una loro forza e ciò che deve avvenire avviene. Oggi piove e il percorso lungo una antica via di transumanza è spettacolare. So di avere già usato tutti gli aggettivi e diventa sempre più difficile descrivere le emozioni che provo al punto di temere di diventare vittima della Sindrome di Stendhal. Non so come sarà negli altri mesi, ma in questo periodo la campagna appare come una tavolazza di colori dove Dio, mescolando i verdi, pennella dolci colline di infinite tonalità pastello, lasciandomi senza parole per descriverle. Dalle nuvole che si rincorrono, a tratti lame di luce tagliano il cielo proiettando arcobaleni così vicini che potresti accarezzarli. Il vento fa onde delle spighe appena spuntate. L'aria è satura di profumi che inebriano i sensi. Scatto foto nel tentativo di fermare tutto ciò. Ho paura di perdere questa bellezza, vorrei condividerla con altri, farne regalo alle persone a cui voglio bene e che in questo momento vorrei fossero qui. Ma forse in qualche modo lo sono. Sento anche la sua presenza, ne vedo le orme lasciate dai suoi passi in un precedente cammino. Provo ad immaginare il suo sguardo che accarezza il paesaggio e ne ha nutrito la bellezza perché arrivasse accresciuta fino a me.
Mi sembra così tanta per me solo e sento crescere il desiderio di piangere.
24 km di magia, che vorresti non finissero mai, e quando all'orizzonte appare Fuente de Cantos sei dispiaciuto che sia già finito. Solo al bellissimo Albergue del convento Los Frailes de Zubaran mi rendo conto che sono fradicio di pioggia e meraviglia. E che sotto l'acqua calda della doccia sto, infine, di nascosto, piangendo.
 
grazie per le tue lacrime di bellezza che oggi ci hai regalato.
sono un dono prezioso.
buen camino.

cri
 
Sicuramente stai scrivendo il più bel "libro"sul Cammino!!!
Con i tuoi racconti ci rapisci e ci riporti sulla strada colmi di emozione.
Buen Camino
Gianni
 
Caro angelo sei un narratore di superba bellezza ti prego raccontaci tutti i giorni i tuoi passi ....facci dono delle tue emozioni....grazieeee ....buen camino ...denise
 
Hai un dono straordinario, Angelo: i tuoi scritti sono poetiche fotografie! Oltre alla bellezza delle tue descrizioni,il mio interesse è legato al fatto che tra 12 giorni seguirò le tue orme. Dopo aver letto la tua prosa, la mia curiosità è a mille!!!! Grazie,amico.Fly
 
....che piacere leggerti..angelo

p.s. sei stato la prima persona che ho conosciuto nel forum e ...nulla è per caso...sei un grande
 
flyover ha scritto:
Hai un dono straordinario, Angelo: i tuoi scritti sono poetiche fotografie! ......

Grazie,amico.Fly

..........sono senza parole ed uso quelle dell'amico Fly
Donato
 

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