Almadén de la Plata – Monesterio
Dove sono le piogge di aprile??
Le piogge di aprile che facevano uscire di corsa mia madre sul ballatoio e, mentre ritirava di corsa la roba stesa, le facevano gridare “Angelo, vieni a casa… piove!!”. Quell'accenno di sospensione le serviva a dare più importanza all'evento e a darmi il tempo di preparare la solita risposta. Io, in cortile, alzavo lo sguardo mentre le gocce mi lavavano il viso “adesso arrivo, mica bagna. Segniamo l'ultimo e salgo.”. Naturalmente era una bugia che ci rendeva entrambi complici nei rispettivi ruoli.
Dove sono le piogge di aprile??
Quelle che aspettavamo da adolescenti per rifugiarci, sotto la giacca alzata sopra la testa, costretti così vicini ad abbracciarci tremanti. Di trepidazione e non di freddo. Il desiderio di un amore da cartolina francese, da poesia di Prevert..
Dove sono le piogge di aprile??
Adesso che ho quasi 50 anni e cammino solo, da ore sotto il sole cocente. Adesso che non servon bugie, né giacche sotto cui nascondersi. Ma solo nuvole da tenere con le mani sopra la testa per farci ombra.
Alcune gocce scivolano sul viso ma il loro sapore sa di stanchezza.
Oggi sono entrato nell'Eden e dopo poche ore ne sono stato cacciato. Nessuna donna al mio fianco, a confermare per sempre che quella della cacciata per colpa della golosità di Eva è una invenzione maschile. Ma andiamo con ordine.
Da Almaden a El real de la Jara il cammino percorre 15 km di paradiso terreno. Boschi di querce sotto cui pascolano liberi maiali, pecore, mucche; specchi d'acqua che rendono i prati di un verde cangiante. Ti viene voglia di camminare in punta di scarpone per non disturbare il canto degli uccelli e la perfezione che ti sembra, con la sola presenza lì, di disturbare. L'arrivo al paese è preannunciato da un Castello medioevale ed e' lì che mi raggiunge Alberto, il pellegrino spagnolo. E' partito un'ora e mezza dopo di me. Va come un treno. Passo spedito ritmato dal bordone. Ha fame e mi invita a seguirlo; come se fosse semplice. Mi porta al ”Logar del Pensionista”, un locale fuori dal cammino ed ordina per due. Ha 67 anni e vive a Cordoba. Altro non mi è dato di sapere. Ma sul cammino forse un po' tutti prendiamo le distanze da quello che siamo e facciamo nell'altra vita. Sul piatto un bocadillo aperto a metà con sopra spalmata una crema arancione. Si accorge della mia titubanza e sorridendo mi dice :” Mangia! Te da mas fuerza. es cachuela extremena”. Certo, come ho fatto a non capirlo subito. E' cachuela!! ma quella extremena!!! E così addento quello che scoprirò poi essere un paté di fegato di maiale in salsa piccante!!! Grazie Alberto, ti stimo troppo...
Riprendo il cammino dopo aver bevuto un litro d'acqua nel tentativo di abbassare la temperatura interna. Poche centinaia di metri e Alberto è solo più una sagoma in lontananza. La sterrata verso Monesterio si presenta all'inizio bella ma tutta al sole. 20 Km di fuoco, di cui gli ultimi 10 schiacciati tra l'autostrada e la statale, e capannoni in cui credo, dall'odore, allevino polli in batteria.
Dove sono finito oggi sfinito e soprattutto, dove sono finite le piogge di aprile?