(Martha Medeiros, 2000)
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità
---------------------------------------
Il tempo passa, il Cammino resta dentro ma la vita di sempre ritorna, le difficoltà quotidiane non attendono, si affastellano, si ammucchiano sull’uscio dell’anima e perdi il contatto con quello che hai scoperto sulla via per Santiago
Ci sono scelte difficili, alcune le fai altre le posticipi non sai nemmeno tu fino a quando, affronti le nuove sfide, all’inizio sicuro, determinato, poi i fantasmi del passato, quelli che sono una parte indissolubile di te, quelli che non puoi schiantare o scacciare perché anche loro contribuiscono a fare di te quello che sei, ritornano, a volte riesci a combatterli altre soccombi e cedi, e loro si imbaldanziscono, riprendono coraggio e forza, tornano a ripetere i soliti mantra di distruzione
Cerchi alternative, provi a resistere, ti inventi di provare a fare le cose in modo diverso ma difficilmente il risultato cambia, in qualsiasi ordine tu li metta 2+2+2+ fa sempre 6
Ho scritto l’ultima tappa del mio Primitivo quattro anni esatti dopo la sua conclusione, i ricordi che pensavo fossero affievoliti erano invece sempre lì, sotto la superficie pronti a riemergere a restituirmi la memoria di quello che ho fatto e di chi sono o dovrei essere, una memoria che troppo spesso sto dimenticando, una memoria che sarebbe delittuoso lasciar svanire
Ho scritto l’ultima tappa, dopo aver deciso di partire per un altro Cammino ma prima di iniziare a pensare alla nuova esperienza, qualcuno che mi vuole bene mi ha ricordato che dovevo finire quel che avevo iniziato, non potevo lasciare nuovamente non finito un altro aeromodello …
Scrivere dell’ultima tappa mi ha portato a rileggere tutto fin dall’inizio ed è stata l’opportunità di capire quanto mi sia allontanato da me stesso e da quello che così faticosamente avevo recuperato dall’abisso tra Berducedo e Grandas
Non importa su quale tracciato, tornerò in Cammino perché il momento è giunto per fare un altro passo in avanti lungo l’interminabile percorso della crescita, è il momento per scardinare qualche altra porta a protezione di sepolcri imbiancati, per rispedire al mittente un po di sofferenze, per mettere alcuni nuovi punti sulle i della mia vita, per rispettare me stesso e chi intorno a me mi vuole bene
Grazie per esserci a chiunque abbia voglia di esserci
Grazie ad Alfie e non c’è bisogno di perché …
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità
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Il tempo passa, il Cammino resta dentro ma la vita di sempre ritorna, le difficoltà quotidiane non attendono, si affastellano, si ammucchiano sull’uscio dell’anima e perdi il contatto con quello che hai scoperto sulla via per Santiago
Ci sono scelte difficili, alcune le fai altre le posticipi non sai nemmeno tu fino a quando, affronti le nuove sfide, all’inizio sicuro, determinato, poi i fantasmi del passato, quelli che sono una parte indissolubile di te, quelli che non puoi schiantare o scacciare perché anche loro contribuiscono a fare di te quello che sei, ritornano, a volte riesci a combatterli altre soccombi e cedi, e loro si imbaldanziscono, riprendono coraggio e forza, tornano a ripetere i soliti mantra di distruzione
Cerchi alternative, provi a resistere, ti inventi di provare a fare le cose in modo diverso ma difficilmente il risultato cambia, in qualsiasi ordine tu li metta 2+2+2+ fa sempre 6
Ho scritto l’ultima tappa del mio Primitivo quattro anni esatti dopo la sua conclusione, i ricordi che pensavo fossero affievoliti erano invece sempre lì, sotto la superficie pronti a riemergere a restituirmi la memoria di quello che ho fatto e di chi sono o dovrei essere, una memoria che troppo spesso sto dimenticando, una memoria che sarebbe delittuoso lasciar svanire
Ho scritto l’ultima tappa, dopo aver deciso di partire per un altro Cammino ma prima di iniziare a pensare alla nuova esperienza, qualcuno che mi vuole bene mi ha ricordato che dovevo finire quel che avevo iniziato, non potevo lasciare nuovamente non finito un altro aeromodello …
Scrivere dell’ultima tappa mi ha portato a rileggere tutto fin dall’inizio ed è stata l’opportunità di capire quanto mi sia allontanato da me stesso e da quello che così faticosamente avevo recuperato dall’abisso tra Berducedo e Grandas
Non importa su quale tracciato, tornerò in Cammino perché il momento è giunto per fare un altro passo in avanti lungo l’interminabile percorso della crescita, è il momento per scardinare qualche altra porta a protezione di sepolcri imbiancati, per rispedire al mittente un po di sofferenze, per mettere alcuni nuovi punti sulle i della mia vita, per rispettare me stesso e chi intorno a me mi vuole bene
Grazie per esserci a chiunque abbia voglia di esserci
Grazie ad Alfie e non c’è bisogno di perché …



cmq si l'idea è esattamente quella, ho visto da poco "Francescogiullare di Dio" ed ho avuto una ispirazione ...



