A quel libro manca totalmente (a mio modesto avviso, sempre!) lo "spirito del Cammino".
Vi racconto un aneddoto: mentre percorrevo il mio primo Francese, uno dei miei migliori amici,aveva deciso,a suo modo, di "seguire" in contemporanea a me, i miei passi. Entrò in una libreria e chiese qualcosa sul Cammino di Santiago. Gli diedero il libro di Hans Peter Kierkeling.
Dagli sms che ci scambiavamo,capivo che c'era qualcosa di "stonato" nella sua idea di Cammino:tipo che si stupiva che dopo una settimana non fossi già a Leon o cose del genere.
Era convinto che fosse normale accettare passaggi da chiunque passasse sulla strada,era normale alzarsi alle 11 di mattina ed andare a dormire negli hotel o fare cento chilometri in bus se sopraggiungeva una vescica.
"Ma non era meglio se andavi a Cuba e ti mettevi sotto ad una palma con una señorita ed un daiquiri"? Mi scrisse una sera.
Al mio ritorno parlammo a lungo di... "due cose diverse" e per curiosità volli comprare il libro sul quale si era documentato.
Beh...quando leggo un libro lo porto infondo "per contratto",ma poi mi riservo uno dei maggiori diritti di cui gode un lettore secondo Pennac: "buttarlo nel bidone della carta da riciclare".
E' proprio la fine che hanno fatto il libro di Hans Peter ed il suo faccione in copertina!
Tendo a pensare che se non fosse stato "uno famoso" non glielo avrebbe pubblicato nessun editore.
Fly