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Il segreto del Cammino

Robe

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Hola Pellegrini, si certo il titolo è pretenzioso ma volevo condividere con Voi ciò che più mi ha colpito dell'incredibile esperienza che ho vissuto nel mio primo (ma non credo unico ) Cammino. Ho notato che ogni giorno ho trovato dopo pochi passi ciò di cui avevo più bisogno in quel preciso momento, che fosse compagnia, solidarietà, un sorriso...una freccia o anche una semplice coca cola (anche in posti molto improbabili). Ho vissuto uno splendido incontro con una persona (Maria) che mi ha rincuorato in un momento di forte tristezza e abbatimento dopo Burgos e in cambio mi ha chiesto solo di entrare nella prima chiesa del prossimo paese e pregare per Maria e per il bene di tutto il mondo,...cari...vi giuro, solo il ricordo di quel momento mi riempie di emozione. Ho raccontato solo alle persone più care questo incontro, ma mi rendo conto che non hanno capito appieno le sensazioni che ho provato...adesso, lo racconto a voi che avete fatto il Cammino, perchè anche se non vi conosco eravate tutti i volti che ho incontrato le parole che ho scambiato eravate anche Maria. Vi abbraccio forte e attendo con ansia il prossimo Settembre per rifare questa meravigliosa esperienza.
 
E' difficile riuscire a spiegarecos'è il cammino per chi non lo ha fatto.

Ci abbiamo provato con Franco l'altro giorno invitati a tenere una "lezione" a diverse classi di un istituto superiore a Rovereto. E' stato bello ma ... spiegare le emozioni è difficile... ci provi ma non riesci a trasmetterle.

Da parte nostra è stata una bella esperienza, perchè parlare di cammino è sempre bello... e speriamo di non aver annoiato i ragazzi che ci ascoltavano ... chissà ... abbiamo gettato dei semi che forse in primavera daranno vita a una piantina.

Edo
 
Ciò che affermi,Robe,è straordinariamente vero! Esiste qualcosa di magico sui Sentieri,che ci fa trovare inaspettatamente ciò di cui abbiamo bisogno e ci offre le parole di Maria proprio quando (non?) te le aspetti.

Ricordo nel mio secondo Cammino,di un quesito che mi arrovellava la mente e per quanto ci ragionassi sopra,non riuscivo a trovare una risposta adeguata. Portavo la mia domanda in tutte le chiese oppure ne parlavo con Maria (c'è sempre Maria nel Cammino!) ma non ne venivamo a capo.

Riposi i miei dubbi nello zaino in attesa di un'illuminazione che non arrivava. Un pomeriggio,facendo il bucato alla fine della tappa,mi trovo a fischiettare una vecchia canzone: mi blocco come impietrito sul ritornello e con le mani nella bacinella,torno mentalmente indietro sulla strofa precedente. La ripeto nella mia testa,poi la recito scandendo le parole ed infine la canto ad alta voce che manco fossi a Sanremo: la risposta al mio quesito era lì, in quella sestina,in una canzone che conoscevo da sempre e che cantavo distrattamente sotto la doccia. La risposta l'avevo in tasca e non me n'ero accorto mai! Miracolo del Cammino!

Sai cosa penso? Che sui Sentieri abbiamo una predisposizione diversa all'ascolto: in realtà, Maria è anche in città, nella vita quotidiana,sui marciapiede,in fabbrica,in ufficio e in coda all'ufficio postale;solo che,presi dall'ingranaggio del quotidiano, non la sappiamo vedere.

Se solo usassimo lo stesso orecchio e lo stesso occhio che usiamo sul Cammino anche "qui e adesso",se solo camminassimo col cuore aperto anche in città,saremmo le persone più felici della Terra,perchè quei piccoli miracoli li avremmo quotidianamente. Ecco perchè è difficile spiegare a chi non ha fatto il Cammino le nostre sensazioni: noi abbiamo ricordi o reminescenze di una predisposizione all'ascolto che "loro" non hanno mai avuto,poi riponiamo lo zaino giù in cantina...e amen,torniamo a essere come loro ma con una sensazione tatuata sulla pelle: bella,coreografica ma inutile alla vita di tutti i giorni.

Si, in Cammino accadono piccoli miracoli e quei miracoli siamo noi che sintonizzati sulla frequenza giusta, riusciamo a metterci in contatto con Maria,o troviamo la risposta ad un quesito in una canzone che abbiamo cantato distrattamente per anni.

Poi torniamo a casa e dopo un po' semplicemente, spegnamo la radio. Maria ci urta distrattamente per strada: "Ma guarda dove metti i piedi,befana!"

La differenza è tutta qui.

Fly.
 
Dopo 12 anni e molti cammini, ancora non riesco a spiegarmi ( ed a spiegare) cosa ci succede ....
Ma quando torniamo non siamo piu' quelli di "prima"....
Un abbraccio
Giorgio
 
Cara Robe,
come capisco le tue parole! Mentre camminavo accadevano questi "MIracoli", una pesca quando avevo fame, un fisioterapista quando provavo dolore, un albero quando il sole era troppo forte nella meseta.
Il Cammino ti da ciò di cui hai bisogno, è il suo segreto e il suo modo per farci percorrere solo la giusta strada.

Grazie per aver condiviso con noi questa esperienza, la Speranza e la Gioia non sono mai troppe :)

P.S. il fisioterapista che ho incontrato "per caso" si chiamava MARIANO...
 
....e il segno che mi è arrivato sulla strada per Calzadilla de la Cueza, quando, stremata, vedendo un paese in lontananza sulla destra, ho imboccato la strada sbagliata rivolgendo nel contempo una preghiera al cielo perchè mi facesse capire quale strada dovevo seguire:...... un alito di vento ha sollevato il cappellino che mi riparava dal sole e lo ha deposto sulla strada giusta......
 
Il segreto del Cammino è segreto...lo so è una frase fatta ma io lo vivo così, grazie a tutti voi, vi capita di voler abbandonare tutto e scappare nel Cammino ? A me tutti i giorni ... :arrow:
 
giacomo ha scritto:
Il segreto del Cammino è segreto...lo so è una frase fatta ma io lo vivo così, grazie a tutti voi, vi capita di voler abbandonare tutto e scappare nel Cammino ? A me tutti i giorni ... :arrow:

A volte mi capita anche di notte ...non solo di giorno :-)

Mollare tutto e mettere uno zaino in spalla e andare ... ma purtroppo il sogno è ancora lontanto al momento.

Edo
 
flyover ha scritto:
Se solo usassimo lo stesso orecchio e lo stesso occhio che usiamo sul Cammino anche "qui e adesso",se solo camminassimo col cuore aperto anche in città,saremmo le persone più felici della Terra,perchè quei piccoli miracoli li avremmo quotidianamente. Ecco perchè è difficile spiegare a chi non ha fatto il Cammino le nostre sensazioni: noi abbiamo ricordi o reminescenze di una predisposizione all'ascolto che "loro" non hanno mai avuto,poi riponiamo lo zaino giù in cantina...e amen,torniamo a essere come loro ma con una sensazione tatuata sulla pelle: bella,coreografica ma inutile alla vita di tutti i giorni.

La differenza è tutta qui.

Fly.

Come non essere d'accordo con tutto il post, ma questa parte che Fly ha raccontato mi pare di averla fatta mia.

Vi siete mai trovati con uno o più amici pellegrini e una persona che non ha mai fatto o sentito parlare di cammini? Ebbene la persona che non sa di cammini certe volte si mette li nell'angolino e ascolta, ma più che ascoltare pare che stia a guardare uno spettacolo teatrale, lo guarda e non capisce benissimo l'enfasi di questi attori, l'unica cosa che capisce è che questa cosa è dentro nell'anima dei camminanti, e non osa intrufolarsi nel discorso per paura quasi di rompere questa cupola di cristallo che circonda i camminanti, quasi un limbo....

Comunque è verissimo che il cammino ti da ciò di cui hai bisogno...a me per esempio una volta, ma non l'unica, ha dato, attraverso un cane maremmano nemmeno troppo simpatico, da bere per arrivare alla fine di una tappa da 32 km....e meno male che c'era il cane...
 
No Fly,
...poi riponiamo lo zaino giù in cantina...e amen,torniamo a essere come loro ma con una sensazione tatuata sulla pelle: bella,coreografica ma inutile alla vita di tutti i giorni.

non sono d'accordo.
Come saremmo senza aver fatto l'asperienza del Cammino?
Forse non migliori...senz'altro diversi da prima.
Io mi accontento, ad esempio, di aver imparato ad essere più tollerante (con me stesso e verso gli altri). Oppure di aver preso consapevolezza di possibilità che prima mi negavo, o ancora, che è possibile sforzarsi per uscire da "schemi precostituiti" e dare spazio alla propria esistenza.

Insomma: il Cammino AIUTA.
Ecco, magari è proprio questo il segreto del Cammino: parla al cuore e guida la mente.
Ermanno
 
Ermetismo ha scritto:
No Fly,
...poi riponiamo lo zaino giù in cantina...e amen,torniamo a essere come loro ma con una sensazione tatuata sulla pelle: bella,coreografica ma inutile alla vita di tutti i giorni.

non sono d'accordo.
Come saremmo senza aver fatto l'asperienza del Cammino?
Forse non migliori...senz'altro diversi da prima.
Io mi accontento, ad esempio, di aver imparato ad essere più tollerante (con me stesso e verso gli altri). Oppure di aver preso consapevolezza di possibilità che prima mi negavo, o ancora, che è possibile sforzarsi per uscire da "schemi precostituiti" e dare spazio alla propria esistenza.

Insomma: il Cammino AIUTA.
Ecco, magari è proprio questo il segreto del Cammino: parla al cuore e guida la mente.
Ermanno

Non so Ermanno...può darsi che tu abbia ragione ma in fin dei conti,quello che è vero sui Sentieri è vero in ogni luogo e quindi non è detto che serva il Cammino per scoprire la tolleranza e la compassione.

Forse è questione di sensibilità, molte persone non hanno bisogno di vedere un documentario sulla vivisezione per evitare di prendere a calci un gatto; d'altronde,molti altri potrebbero vedere tutti i documentari del mondo sull'argomento e non turbarsi minimamente. Ecco...è molto più probabile trovare i primi,sul Cammino che non i secondi.

Quello che intendo dire è che chi un certo modo di essere lo ha già acquisito,non ha certo bisogno della "sgambata" per comportarsi con tolleranza e gentilezza,casomai il Viaggio è una diretta conseguenza del loro modo di essere; coloro,invece, che non hanno questa caratteristica è più facile trovarli ad Ibiza che a Santiago,e ciò non è necessariamente meglio o peggio. Con questo non intendo comunque generalizzare.

Il Buddha,giusto per fare un nome,che io sappia non ha mai intrapreso un pellegrinaggio, però inquanto a compassione e tolleranza,non era secondo a nessuno.

Vero è che se nella vita di tutti i giorni usi la stessa gentilezza che usi sul Cammino,rischi di venire schiacciato. Se non ci credi,prova a cercare un parcheggio a Roma centro nell'ora di punta! :D

Fly.
 
flyover ha scritto:
Vero è che se nella vita di tutti i giorni usi la stessa gentilezza che usi sul Cammino,rischi di venire schiacciato. Se non ci credi,prova a cercare un parcheggio a Roma centro nell'ora di punta! :D

Fly.

Quello che dici è vero. Però tutto dipende da cosa sei disposto a fare (e a pagare, non in termini di denaro) perché le cose cambino. Si tratta di rompere una catena. E rompere una catena costa fatica. Ma se nessuno inizia a limare qualche anello, questa catena diventerà sempre più resistente.

Per cambiare il mondo bisogna iniziare a cambiare sé stessi. È l'unico modo. Ogni altro modo sarebbe sostituire ad una violenza un'altra violenza, il che alla fin fine non cambia niente.

Pace e benedizione
Julo d.
 
Ehi ragazzi,chi mi conosce sa che il Fly è il lupo più buonino del mondo :angel e lo era ancora prima di intraprendere i suoi Cammini. Non è mica che mi metto lo scolapasta in testa e vado a far guerra contro il mondo!
Però se vedo un'ingiustizia piccola o grande che sia (e per me ingiustizia è sempre e soltanto prendersela con i più deboli) se è nelle mie facoltà,non abbasso lo sguardo.

Esempio accaduto proprio sul Cammino: Seduto fuori ad un bar dividevo i miei biscotti e l'acqua della mia borraccia con un cagnetto randagio che sarà pesato mezzo chilo. Esce il barista urlando e sacramentando che lui i cani davanti al suo bar non li voleva ed ha iniziato a pigliarlo a calci.

Cosa avrei dovuto fare? Dargli una mano? far finta di nulla? Pensate che per avergli fatto educatamente notare che non si prende a calci un soldo di cacio di cane mi abbia offerto il pranzo ringraziandomi di averglielo fatto notare?

Qualcun altro ha preso le difese di un essere innocente che tentava di fare colazione? Eppure eravamo in molti seduti fuori da quel bar.

No, non sarò mai "buono" a tutti i costi ed ogni volta che vedrò un "forte" che se la prende con un inerme,non volterò mai la testa dall'altra parte.

Ho solo due guance,mica settecento!

Quindi Nicolas,non sei nel torto se vieni schiacciato tu, perchè "tu" non sei il centro del mondo,come non lo è nessuno di noi (anche se per molti è difficile da credere); però sei nel torto se vedi un'ingiustizia e ti giri dalla parte opposta,e sarebbe nel torto chiunque ti vedesse in difficoltà e non corresse in tuo aiuto solo perchè la cosa non lo riguarda.

Per il resto sono daccordissimo con Julo: la violenza chiama altra violenza e la catena va spezzata sempre. Qui nessuno fa l'apologia della violenza,se ho dato quest'impressione è evidente che mi sono espresso male,ma difendere un bambino dalle vessazioni di un adulto,con tutto ciò che a cascata potrebbe comportare,è forse violenza?

PS: quella del parcheggio doveva essere una battuta,io in centro ci vado sempre in metropolitana. ;)

Fly
 
...ed io a Roma ci sono stato una volta sola...ed a piedi. :)
Ermanno
 
flyover ha scritto:
.....
Però se vedo un'ingiustizia piccola o grande che sia (e per me ingiustizia è sempre e soltanto prendersela con i più deboli) se è nelle mie facoltà,non abbasso lo sguardo.
......
Fly


Vedere un'ingiustizia e tacere (o comunque non intervenire) non è interrompere la catena di violenza, ma farsene complici e aiutare a rafforzarla.

Essere contro la violenza è esattamente il contrario di essere ignavi.

Pace e benedizione
Julo d.

PS: anch'io ti avevo capito male, caro Fly.

PS 2: io per evitare liti su parcheggi e/o precedenze prima (anni fa) ho iniziato ad usare i bus, e da un anno vado a lavorare a piedi. Ne ho guadagnato in salute ma soprattutto in serenità :)
 
Julo ha scritto:
Per cambiare il mondo bisogna iniziare a cambiare sé stessi. È l'unico modo. Ogni altro modo sarebbe sostituire ad una violenza un'altra violenza, il che alla fin fine non cambia niente.

Pace e benedizione
Julo d.

Di tutto quello che avete scritto, questa frasa è quella a cui in assoluto più credo.
Ma non è semplice, e non è un minuto... è un lungo cammino, cammino verso il quale nessuno può spingerci... come quello verso Santigo, lo senti che è il momento...dal cuore... e inevitabilmente qualcosa cambia.
C'è molta più gente ad Ibiza, verissimo.. ma ogni anno sono sempre di più anche le persone che si mettono in cammino....ovunque esso li porti.... e ogni piccola goccia contribuirà un giorno a fare un grande mare.

Poi quello che ognuno di noi può fare nell'attesa che anche alle altre persona accada la magia che ha colpito noi, è fare del nostro meglio, qualunque cosa questo voglia dire...
 
ilaramba ha scritto:
Julo ha scritto:
Per cambiare il mondo bisogna iniziare a cambiare sé stessi. È l'unico modo. Ogni altro modo sarebbe sostituire ad una violenza un'altra violenza, il che alla fin fine non cambia niente.

Pace e benedizione
Julo d.

Di tutto quello che avete scritto, questa frasa è quella a cui in assoluto più credo.
Ma non è semplice, e non è un minuto... è un lungo cammino, cammino verso il quale nessuno può spingerci... come quello verso Santigo, lo senti che è il momento...dal cuore... e inevitabilmente qualcosa cambia.
C'è molta più gente ad Ibiza, verissimo.. ma ogni anno sono sempre di più anche le persone che si mettono in cammino....ovunque esso li porti.... e ogni piccola goccia contribuirà un giorno a fare un grande mare.

Poi quello che ognuno di noi può fare nell'attesa che anche alle altre persona accada la magia che ha colpito noi, è fare del nostro meglio, qualunque cosa questo voglia dire...


Mi viene in mente una frase letta su un libro di di Terzani tratta dal Vedanta,uno dei libri sacri Hindu,cito a braccio sperando che la memoria non mi inganni: "Ciò che è fuori è anche dentro e ciò che non è dentro non è da nessuna parte. Per questo viaggiare è relativo:se non si ha niente dentro non si troverà niente fuori. E' inutile andare a cercare in giro per il mondo ciò che non si riesce a trovare dentro di se".

Secondo me è degna di riflessione...
 
Vero... ma anche questo è relativo... magari non c'è ora... ma ci potrà essere un giorno....
altrimenti non v'è speranza.........

:Ciao:
 

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