037 ha scritto:
Una notizia tremenda. Io parto martedì e avvenimenti come questi tirano un pò giu il morale...
Rispondo a te ma colgo anche il suggerimento di Julo in chat di parlare un po' di questa cosa nel forum, perché inutile nasconderselo: siamo pellegrini e siamo scossi che una disgrazia così sia successa proprio nel giorno della festa di san giacomo.
"Perché" non ce ne sono. Non generici, almeno: bisognerebbe andare in qualcuna delle storie individuali coinvolte non tanto per capire, quanto per meditare sul dolore concreto e non su un'idea, per quanto già l'idea di ottanta morti sia sconvolgente. C'è il mistero della vita che non decidiamo noi di cominciare e che può finire in qualsiasi momento.
Se può aiutare voglio ricordare una cosa: la morte è un "fattore" del pellegrinaggio. Il pellegrino un tempo partiva e metteva in conto come una cosa normale che avrebbe potuto non tornare. Molti si mettevano in viaggio quando avevano già una certa età, quando non potevano essere più di grande aiuto alla famiglia lavorando, quando i figli potevano pensare a se stessi. Prima di partire facevano testamento. Il pellegrinaggio era pericoloso ma si affrontava lo stesso, senza una stretta necessità pratica, non era soltanto una questione di "penitenza", sappiamo tutti che questa è una semplificazione. Il tratto da Santiago a Fisterra inoltre era simbolicamente connesso alla "fine", in tutti i sensi: dopo aver sciolto il voto a Santiago si continuava a camminare ma già in un'altra vita, per così dire, verso la "fine del mondo" e verso un'altra dimensione.
Oggi il rischio per la vita non è più un fattore normale o normalmente accettato per un pellegrino quali che siano le sue motivazioni, ed è bene e logico che sia così. Ma credo che sia utile anche per noi considerare la connessione tra "destino" del cammino e "destino" individuale. Penso che la grazia specifica del pellegrinaggio non sia la "protezione" di Giacomo ma il suo aiuto a trovare una direzione nel cammino come nella vita, e un senso anche alla sua fine.
Non toglie il dolore, non anestetizza. Ma forse aiuta. Giacomo non tradisce il pellegrino nella sua domanda più profonda, che comunque è racchiusa nel mistero del cuore di ognuno. Non tradisce mai, ne sono certo.
Ultreya, Suseya, buona festa di San Giacomo a tutti.