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incidente ferroviario Santiago de Compostela

Io non sono triste. Sono incazzata per quei piccoli uomini che si credono Dio e dispongono delle vite altrui.
MT
 
EMMETI ha scritto:
Io non sono triste. Sono incazzata per quei piccoli uomini che si credono Dio e dispongono delle vite altrui.
MT

Pensi veramente che si credano D o? A mio parere sono dei poveracci che non si rendono conto della loro responsabilità e non pensano alle conseguenze dei loro gesti ... oltre a non avere professionalità.
Detto questo andrebbero puniti severamente, spero che la giustizia spagnola sia più seria e responsabile di quella italiana.

Questa mattina mi son svegliata, proprio pensando al macchinista e non alle vittime ... dovrei vedere uno psichiatra serio ... e pensando a questa canzone https://www.youtube.com/watch?v=QCQTr8ZYdhg&hd=1

Ieri notte ho sentito mio marito ed era sconvolto dalla notizia.
 
Dopo aver 'provocato' questo post non sono più intervenuto perché mi ha un po' spaventato.
Mi ha spaventato la vastità del tema, tutte le implicazioni che mi venivano in mente e quelle che sono emerse dai vostri interessanti interventi.

Il tema è molto delicato, e proprio per questo ritengo e ripeto che non ci sono domande stupide. Il fatto è che, a mio avviso, non ci sono risposte certe e definitive. Ognuno di noi deve cercare e trovare la sua risposta, nella certezza che non è la risposta ultima, ma solo un passo avanti. Perché un conto è confrontarsi con la morte in astratto, un conto con la morte in concreto, un conto con la morte che ci coinvolge emotivamente ma non direttamente, un conto con la morte di persone a noi vicine e care, e infine un conto ancora diverso è confrontarsi con la propria morte. E poi ci sono le morti che non sono nella naturalità delle cose: che ti muoia un genitore ti crea dolore, ma in fondo sai che prima o poi dovrà succedere, ma che ti muoia un figlio, magari già grande, non è naturale, è una cosa a cui non puoi né sai prepararti, va al di la delle nostre capacità.

Il tema inoltre è molto delicato nella cultura odierna. Oggi abbiamo esorcizzato la morte. Avendola relegata in strutture apposite abbiamo ritenuto di averla eliminata. Non la facciamo comparire neanche negli annunci funebri (nessuno è mai morto, ma 'tornato alla casa del padre', 'mancato', 'ci ha lasciato' e via così). Nessuno più muore in casa, non si fa più la veglia funebre nella casa, con i vicini, parenti e amici e la salma in mezzo. E così, a furia di relegare la morte sempre più in un angolo, sempre più nascosto, ci troviamo a non saperla più 'gestire'. Alla naturale paura che fa, si è aggiunta la paura dell'incognito. Ed è assurdo: l'unica certezza che c'è nella vita è la morte.

La morte, toccanoci nel profondo del nostro essere ci interroga ed esige una risposta. E questa risposta l'uomo la sta cercando da quando è su questa terra. Tutti noi siamo colpiti dal grido "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato". Siamo colpiti perché è il nostro grido, è il grido che ogni uomo ha lanciato al cielo.
È un grido così straziante e così forte che tante volte ci impedisce di sentire l'altro richiamo, meno urlato ma altrettanto straziante (per chi lo ha emesso) e che ecceggia da più tempo: "Adamo, dove sei"
È molto facile e comodo prendersela con Dio laddove siamo noi responsabili: se treno andava al doppio della velocità consentita non c'entra Dio ma l'uomo, se la scuola piena di bambini crolla per il terremoto non c'entra Dio ma l'uomo che per risparmiare non l'ha fatta in maniera antisismica, se migliaia di bambini muoiono ogni giorno di fame non c'entra Dio ma l'uomo che per egoismo e per sete di guadagno pensa solo ad accapparrare e che gli altri si arrangino.
Non possiamo tirare in ballo Dio per correggere le nostre cavolate, e poi dirgli di non rompere più quando non ci fa più comodo.

La risposta Dio ce l'ha data sulla croce. Ad un altro internato in un lager che gli chiedeva, di fronte ad un ragazzo torturato e impiccato, "dov'è il tuo dio?" un credente rispondeva "appeso a quella forca".
 
Akentos ha scritto:
spero che la giustizia spagnola sia più seria e responsabile di quella italiana.

Ce n'è un'altra di Giustizia. E a quella non si sfugge.

free
 
Non ho volutamente inserito un post in questo argomento, da parte mia ho modificato il nostro logo in segno di lutto e partecipazione alla tragedia che ha colpito la Galizia e la città che noi pellegrini abbiamo nel cuore: Santiago de Compostela.

Il governo regionale della Galizia ha dichiarato sette giorni di lutto mentre a livello nazionale ce ne saranno tre. Mi sembra giusto lasciare quel nastrino sul logo sino a domani sera.

Ultreya

Edo
 
Io sto calpestando questa terra, a piedi Santiago è ancora lontana, ma nel nostro tempo 200 km sono un paio d'ore.

Stamattina c'è una pietra sotto la Cruz de Hierro per ogni cuore che ha smesso di battere, mi sono permessa di pensare che fossero le mie mani a poggiarla, ma il cuore di ogni pellegrino a posarla lì.
 
Ghirettina ha scritto:
... ma il cuore di ogni pellegrino a posarla lì.

Grazie Patrizia

Un abbraccio

Edo
 
...Scusatemi...non sono d'accordo sull'altra giustizia. Non provo piacere o soddisfazione che il macchinista del treno o il capitano Schettino e tanti altri soggetti di questo tipo stiano all'inferno a dannarsi....i miei sentimenti/sensazioni sono dolore, sbigottimento, incredulità...no, certamente ogni responsabile dovrà pagare le sue colpe ma non gioisco affatto che queste persone saranno dannate. ho detto la mia
 
Rubon, credo di capire cosa intendi.
Inoltre solo Dio ha l'ultima parola su chi sara' dannato, e come si dice meglio non prendere rischi a giudicare, tanto piu che non si conoscono i dettagli.
Non farei troppo affidamento sulla giustizia umana, qualcuno paghera' ma non e' detto che siano i veri colpevoli, che in genere sanno tutelarsi bene.
San Giacomo, intercedi per l'anima di coloro che sono stati pesantementw toccati da questa vicenda.
 
Caro Bruno, credere in un'altra giustizia non significa godere dell'eventuale dannazione eterna dei colpevoli. E non diminuisce la rabbia per questa giustizia inefficace e molte volte ingiusta,

Anzi, deve essere di sprone per battersi per una giustizia che sia più giusta. Qui e adesso.

Ma che sia giustizia, non vendetta né verdetto sommario.

Adesso sono tutti che danno addosso al macchinista. Ma io mi domando: in Italia è possibile che i treni vadano senza gli automatismi, ma in sala controllo questo risulta. E se la sala controllo non è a conoscenza dei motivi del procedere in manuale invece che in automatico, si mette in contatto con i macchinisti. È lo stesso in Spagna? Se così fosse anche la sala controllo sarebbe corresponsabile. Non è che forse il treno aveva ritardo e quindi per non dover effettuare rimborsi era stato dato l'ordine vocale e non registrato di staccare l'automatico e di andare più veloci per recuperare?

Non vorrei che come tante altre volte il pesce più piccolo viene sacrificato per non dover condannare i capi, ma soprattutto il sistema.

Pace e benedizione
Julo d.
 
rubon ha scritto:
...Scusatemi...non sono d'accordo sull'altra giustizia. Non provo piacere o soddisfazione che il macchinista del treno o il capitano Schettino e tanti altri soggetti di questo tipo stiano all'inferno a dannarsi....i miei sentimenti/sensazioni sono dolore, sbigottimento, incredulità...no, certamente ogni responsabile dovrà pagare le sue colpe ma non gioisco affatto che queste persone saranno dannate. ho detto la mia

Hai ragione Bruno. Non credo che qualcuno gioisca se certi soggetti siano dannati in eterno. perchè purtroppo quello che hanno compiuto è irreparabile. Io dico solo che ho poca fiducia nella giustizia umana italiana, spagnola, francese, inglese ecc. Preferisco confidare nella giustizia divina che è, quella si, equa e giusta.
 
Scusate ma non è questo che intendevo. non mi sono espressa in quel modo perché gioisco che qualcuno sia dannato in eterno.
La giustizia umana purtroppo non sempre funziona.


free
 
EMMETI ha scritto:
Io non sono triste. Sono incazzata per quei piccoli uomini che si credono Dio e dispongono delle vite altrui.
MT
E ti incazzi solo adesso?
Basta aprire un qualsiasi giornale,in un giorno qualsiasi su una qualsiasi pagina di economia,cronaca nera o politica e di questi piccoli omini che credendosi Dio mettono mano alle altrui esistenze ce n'è uno per ogni articolo.
PS: di solito la fanno sempre franca.

Fly
 
Siamo senza parole e addolorati, una preghiera alle famiglie delle vittime.

Ivana e Renzo
 
Julo ha scritto:
È molto facile e comodo prendersela con Dio laddove siamo noi responsabili: se treno andava al doppio della velocità consentita non c'entra Dio ma l'uomo, se la scuola piena di bambini crolla per il terremoto non c'entra Dio ma l'uomo che per risparmiare non l'ha fatta in maniera antisismica, se migliaia di bambini muoiono ogni giorno di fame non c'entra Dio ma l'uomo che per egoismo e per sete di guadagno pensa solo ad accapparrare e che gli altri si arrangino.
Non possiamo tirare in ballo Dio per correggere le nostre cavolate, e poi dirgli di non rompere più quando non ci fa più comodo.

La risposta Dio ce l'ha data sulla croce. Ad un altro internato in un lager che gli chiedeva, di fronte ad un ragazzo torturato e impiccato, "dov'è il tuo dio?" un credente rispondeva "appeso a quella forca".

Condivido totalmente.
 
paolo_botta ha scritto:
freespirit ha scritto:
Akentos ha scritto:
spero che la giustizia spagnola sia più seria e responsabile di quella italiana.

Ce n'è un'altra di Giustizia. E a quella non si sfugge.

free

Parole Sante!
Io come Rubon penso che si debba pagare in questa vita, dell'altra non sono certa. In tutti i casi, non vorrei essere nella persona responsabile, giustizia o non giustizia, terrestre o divina.
 
Ho letto i vostri post, ho capito male.
Concordi che nessuno può gioire sul dannamento eterno di questi soggetti. Spero davvero che a queste persone scatti il pentimento/il desiderio/la voglia del riscatto e nel proseguio della loro vita e si adoprino per fare qualcosa di concreto/utile/positivo per gli altri. Per il tema giustizia umana, Julo, sono veramente d'accordo con te, ma il mio fatalismo mi dice che è difficile che le cose cambino. E' stato sempre così e sarà sempre così. Per dirne una il trattamento dei "Pentiti". Sicuramente, meglio pregare/sperare. Per uno che, come me, non è schierato ufficialmente è difficile...già scritto ma quando vado in cammino sono quasi convinto che vado in una realtà che non esiste. Abbraccio
 
rubon ha scritto:
Per il tema giustizia umana,.......ma il mio fatalismo mi dice che è difficile che le cose cambino.

È vero, però se non iniziamo a cercare di cambiarle non cambieranno.

Pace e benedizione
Julo d.
 
Volevo avvisare che questa sera nella Cattedrale di Santiago ci saranno i funerali delle vittime di questa tragico incidente.

Vi riporto la nota emessa dal sito della Cattedrale :

El próximo lunes, 29 de julio, en la Catedral de Santiago, a las 19:00h., tendrá lugar el funeral por las víctimas del accidente ferroviario ocurrido el pasado día 24, en Santiago.

Presidirá el funeral nuestro Arzobispo D. Julián Barrio.

Edo
 

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