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La Credenzial della Confraternita

  • Creatore Discussione Creatore Discussione Edo
  • Data di inizio Data di inizio
Chi vi scrive non è credente, perlomeno non in senso cristiano, ma segue sempre i tuoi interventi, senza avere sfoghi di orticaria. Io sono uno dei partecipanti dell’ormai famosissima buffonata in costume, eppure non manco mai di leggere con attenzione quanto Primo scrive sul forum. Il fatto è che io frequento questo luogo anche per cercare di crescere umanamente e spiritualmente, e per farlo ho bisogno di ascoltare anche parole diverse da quelle a me note; io ho desiderio di leggere anche le vostre, di parole. Senza di voi, dal mio punto di vista, il forum sarebbe come monco di una parte importante. Per questo vi chiedo di non tacere e spero non vi passi mai la voglia di esprimere, con la passione e la forza che vi caratterizzano, quello in cui credete.

Quello della credenziale è un problema importante, e temo che le speranze di Primo andranno deluse, su questo si discuterà ancora a lungo, non solo sul forum, ma in tutto il “mondo” del Cammino. Perché qui si va a toccare il nocciolo dell’eterno dilemma, quello della legittimità dell’affrontare il Cammino senza motivazioni religiose. Io non mi voglio nascondere dietro a un dito e riconosco pienamente che il Cammino è, innanzitutto e soprattutto, un pellegrinaggio cristiano; però vorrei rivendicarne il diritto a percorrerlo anche per chi cristiano non è, e proprio in nome di valori che mi paiono molto cristiani. Spero di riuscire prima o poi ad esprimermi efficacemente al proposito, adesso però non voglio buttare giù qualche parola a vanvera solo perché spinto dal desiderio di scrivere, così mi fermo qui.

Con affetto, Sempre Ultreya
Stefano
 
scusate, non volevo entrare nel dibattito, però vorrei raccontare cosa mi è capitato a luglio sul primitivo.

Quando sono arrivata a Lugo, all'albergue ho incontrato un tipo di Milano - anzi di segrate - tale Rodolfo, insegnante, che candidamente mi ha detto che lui il cammino lo stava facendo in autobus, non so se da Roncisvalle o da Somport (comunque era passato per Jaca e l'aragonese), che si era rivolto all'ufficio del turismo spagnolo spiegando la sua intenzione di fare il cammino in autobus e gli avevano dato un po' di indirizzi ivi compreso quello della confraternita, aveva scritto a Perugia ed aveva ricevuto la credenziale (l'ho vista).

E ha fatto tutto il cammino, saltabeccando qua e la, fino a Lugo e alla volta di santiago, senza camminare un solo giorno.
Lui sosteneva di non aver mai nascosto il fatto di andare in autobus e di aver ugualmente sempre dormito negli albergues, e mi ha detto candidamente, però io non riesco a capire tutto sto rigore, perchè mai bisognerebbe andare per forza a piedi?

Non conosceva terre di mezzo, non aveva nessuna guida, non conosceva pellegrinando, aveva solo il materiale dell'ufficio del turismo spagnolo. Non aveva la più pallida idea dell'etica del cammino, del senso del pellegrinaggio, per lui era solo un sistema economico per percorrere la via di santiago e vedere tanti bei posti e monumenti.

Ho tentato di spiegargli qualcosa, ho tentato di convincerlo a fare almeno il tratto di finisterre a piedi, giusto per "provare" il senso dell'essere pellegrini, del camminare. Lui mi dava retta come si da retta ad una deficiente o ad una fanatica.

Ecco.
 
uh..che bella discussione, le persone inizi a conoscerle sentendo i loro pareri magari proprio nelle questioni più 'scottanti', e in effetti questa mi sembra una di quelle.

Il problema della 'certificazione'...già....

Un flash...l'accoglienza chiesta, con la credenziale (e il cuore) in mano ad una suora di una (importante) città ligure. La risposta fu, senza degnare di uno sguardo la credenziale (perugina chiesta via email ed ottenuta a Roma nel corso di una bell'incontro in una antica chiesa romana), dicevo la risposta fu un beffardo 'e se ospitassimo tutti così...sarebbe bello...farsi le vacanze in questo modo', chiedendo nel frattempo un' contributo' di soli 35 euro per la notte (ricordo che il mio cammino iniziò da Roma il 29 aprile, e si sarebbe 'concluso' il 28 maggio a Santiago).

Un senso di frustrazione e di inquieto rifiuto mi spinse a ringraziare, e a riprendere la strada.
Non mi abbandonai ad una facile rancore, ma certo ero triste, stanco e molto perplesso. Il pensiero andava a Lucca, al Convento delle suore di clausura si S.Gemma in cui trovai generosissima ospitalità, il pomeriggio stava diventando sera e l'umore, complice anche una certa pioggerellina, non tendeva al bello...

Solo che, come spesso (sempre) si sarebbe poi verificato, a un GRAN rifiuto è sempre seguita una situazione di piacevole accettazione! Incontrai da lì a breve il Rifugio del Pellegrino presso il Santuario della Madonna di Roverano: fui accolto come ognuno di noi sogna di essere accolto, e come spero di aver accolto nella mia esperienza di quest'anno a Grañon. La credenziale mi fu gentilmente richiesta, e fu il lasciapassare per un bell'incontro, quello con i generosi e cordiali gestori della piccola comunità.

La credenziale quindi come documento pronto ad essere valutato come carta straccia, o come prezioso attestato di 'benemerenza' e di religiosa e (o) spirituale motivazione...

Al solito..dipende sempre dallo sguardo con cui si guardano le cose, no?!

Grañon 2008.

Tra gli incarichi dati a noi hospitaleri, la spinosa questione del 'sello', il benedetto timbro.
Bene, a Grañon semplicemente..la questione non esiste, il timbro non viene apposto, non c'è..non esiste.
Chi lo desidera ha un bar poco distante.

Lascio ad ognuno darsi una risposta, la mia è stata nel vedere l'ospitalità concessa a chi, semplicemente, la chiedeva (a chi chiedeva solo il timbro - molti - si invitavano a fare qualche metro in più nel paese).

Ecco...ospitalità semplicemente a tutti.

Niente precedenze se non quelle di arrivo, non posti occupati per gli amici con un berretto poggiato sul materassino (motivo di discussione con i meno 'sensibili' ma poi, ovviamente, la logica della cammino aveva la meglio, non stavamo mica al cinema...e anche lì ci sarebbe da discutere) , né lo sguardo a scandagliare motivazioni, percorsi e aspirazioni.

Per assurdo, se qualcuno arriva con l'elicottero a Grañon troverebbe posto (magari dormirebbe in chiesa come è capitato a molti) ma non si manderebbe indietro nessuno: a tutti si apre, a tutti si dà da mangiare la sera, e la colazione la mattina.

Certificazione?! No grazie.

A pensarci bene, nella mia credenziale, il più bell'attestato, è la firma di due signori, moglie e marito, France e Gerard, di Cagnes s/m tra Nizza e Cannes..che mi ospitarono nella loro casa...condivisero con uno straniero e sconosciuto la loro cena, la loro casa, dopo avermi visto chiedere ospitalità nei pressi di una piccola chiesa.

La loro firma onora la mia credenziale...è una storia lunga, la storia di un cammino tra milioni...

...è il mio, è il nostro ;)



S.
 

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