Appare opportuno fare una premessa. Il documento principale riguardante il Cammino è la "Compostela" che, precisa la Cattedrale di Santiago, "viene concessa solo a chi abbia compiuto il pellegrinaggio con un atteggiamento cristiano, devotionis affectu, voti vel pietatis causa".
Naturalmente dopo aver percorso un minimo stabilito di chilometri.
Ciò detto, cos'è la credenziale? E' una dichiarazione scritta, un'affermazione solenne che l'Arcivescovado rilascia a quanti dichiarano di recarsi a Santiago per gli anzidetti motivi.
La Cattedrale va oltre: "La credenziale del pellegrino può dunque essere rilasciata soltanto dalla Chiesa, attraverso una sua istituzione religiosa (Vescovado, parrocchia, confraternita ecc.), o comunque tramite una istituzione da essa autorizzata. Solo così verrà concessa la Compostela nella Cattedrale di Santiago".
Tutto ciò lo si rileva facilmente sul sito ufficiale dell'Arcidiocesi.
La Confraternita di Perugia è stata espressamente autorizzata al rilascio della credenziale.
L'Arcidiocesi, finora, ha sempre certificato il Cammino effettuato per motivi diversi da quelli elencati, tramite un "attestato" che è pur sempre un documento, una testimonianza, ma non è la Compostela.
Già da tempo, però, l'autorità religiosa di Santiago, ha deciso di riordinare la materia nella considerazione che il Cammino sta trasformandosi in un fenomeno turistico con un corollario di episodi che nulla hanno a che vedere con la pietà religiosa.
Per porre un argine a questo, l'Arcidiocesi ha stabilito che le attuali credenziali rimarranno in vigore ancora per poco, dopodiché sarà ritenuta valida soltanto quella rilasciata dalla Cattedrale.
Se lo stesso riconoscimento verrà esteso eccezionalmente a qualche altra istituzione religiosa, appare ancora prematuro parlarne. Anche da qui discende il rigoroso rispetto delle norme da parte della Confraternita.
Durante il XX Incontro annuale, tenutosi a Perugia dal 23 al 25 maggio scorso, si è ampiamente discusso della credenziale e dei problemi di coscienza che i priori si pongono, priori che - non dimentichiamolo - non sono impiegati del Comune di Perugia o della Valtur - ma uomini e donne che all'interno di una comunità religiosa si sono posti al servizio dei pellegrini e che cercano di promuovere il Cammino.
Occorre aggiungere che la scorsa estate, chiusi gli uffici di Perugia per ferie, si verificò la circostanza che molti priori non ebbero più a disposizione credenziali da distribuire. Alcuni di essi suggerirono di rivolgersi al proprio parroco nel tentativo di farsi rilasciare una lettera che fungesse da credenziale; altri invitarono i pellegrini a richiedere il documento durante il Cammino.
Dopo gli interventi sul forum ho voluto interpellare una priora che così ha risposto: "Vorrei che si comprendesse che noi non siamo giudici, siamo fratelli in cammino con tutti i difetti di ciascuno e tutti i pregi di ciascuno, e sono 27 anni che ci interroghiamo su tutto questo e cerchiamo di crescere nel confronto. La difficoltà che vive il Cammino con l'attacco del turismo prepotente la conoscono tutti. Noi non abbiamo ricette sicure ma amiamo molto il "malato" perché siamo pellegrini".