La via teutonica. L'alternativa germanica alla via Francigena detta anche Via Romea di Stade o Via Germanica.
Questo il libro
e questa la via
La grande fortuna che ha arriso alla via Francigena a seguito della recente sua riscoperta, ha fatto dimenticare altre importanti vie di comunicazione del medioevo. Vie più importanti forse della Francigena a detta dell'autore. Per quanto attiene ai pellegrinaggi, è risaputo che, almeno dai secoli XII e XIII, era usato un altro itinerario dai pellegrini che si recavano a Roma, il cui flusso all'epoca era alimentato soprattutto dai "tedeschi e ungari" (coloro che provenivano dai paesi dell'Europa centro-settentrionale e dell'area danubiana). Se pensiamo che vastità avevano al tempo i regni di Ungheria e di Germania si può immaginare il flusso di pellegrini che percorrevano questa via. Questa strada, nei documenti "via di Alemagna" o "via Teutonica", utilizzava principalmente il passo del Brennero e, digradando per la valle Tridentina, raggiungeva la pianura padana, dove una serie di percorsi acquatici e terrestri si indirizzavano verso la via Emilia, grande collettore dei transiti per Roma. Attraverso la vallata casentinese, la strada arrivava poi ad Arezzo, proseguendo per la val di Chiana sino a cortona, al lago Trasimeno e a Orvieto, da dove si portava a Montefiascone per raccordarsi alla via Francigena e giungere a Roma.
Come ho scoperto questo libro? Da un messaggio di Lupo che me ne ha parlato. Conoscevo l'autore per sentito dire ma non avevo letto nulla di lui.
Su questa via vorrei aprire o aprirà freespirit un nuovo argomento per parlarne più a fondo cercando anche notizie recenti e sopratutto sentire se è ben segnata e chiaramente dotata di accoglienze pellegrine.
Edo
Questo il libro
e questa la via
La grande fortuna che ha arriso alla via Francigena a seguito della recente sua riscoperta, ha fatto dimenticare altre importanti vie di comunicazione del medioevo. Vie più importanti forse della Francigena a detta dell'autore. Per quanto attiene ai pellegrinaggi, è risaputo che, almeno dai secoli XII e XIII, era usato un altro itinerario dai pellegrini che si recavano a Roma, il cui flusso all'epoca era alimentato soprattutto dai "tedeschi e ungari" (coloro che provenivano dai paesi dell'Europa centro-settentrionale e dell'area danubiana). Se pensiamo che vastità avevano al tempo i regni di Ungheria e di Germania si può immaginare il flusso di pellegrini che percorrevano questa via. Questa strada, nei documenti "via di Alemagna" o "via Teutonica", utilizzava principalmente il passo del Brennero e, digradando per la valle Tridentina, raggiungeva la pianura padana, dove una serie di percorsi acquatici e terrestri si indirizzavano verso la via Emilia, grande collettore dei transiti per Roma. Attraverso la vallata casentinese, la strada arrivava poi ad Arezzo, proseguendo per la val di Chiana sino a cortona, al lago Trasimeno e a Orvieto, da dove si portava a Montefiascone per raccordarsi alla via Francigena e giungere a Roma.
Come ho scoperto questo libro? Da un messaggio di Lupo che me ne ha parlato. Conoscevo l'autore per sentito dire ma non avevo letto nulla di lui.
Su questa via vorrei aprire o aprirà freespirit un nuovo argomento per parlarne più a fondo cercando anche notizie recenti e sopratutto sentire se è ben segnata e chiaramente dotata di accoglienze pellegrine.
Edo



