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Leon - Oviedo - Santiago

  • Creatore Discussione Creatore Discussione liam
  • Data di inizio Data di inizio
Anche questo cammino è giunto al termine...Brava Liam!
Buon ultimo giorno a Santiago e buon rientro tra i sognatori...
:bacibaci: Claudia
 
Eccomi qua.
Sono tornata, beh, non proprio del tutto, ma almeno fisicamente sono al secondo giorno di lavoro.

Forse poi proverò a scrivere qualcosa in più del mio cammino. Come sempre ho riempito il mio quadernetto con tutta una serie di frasi un po' sconclusionate, vedrò se tirarci fuori qualcosa, ma devo ancora lasciare sedimentare un po'.

Oggi ho scaricato le foto sul pc e... non mi ero accorta di aver fotografato così tante mucche! Ma ci sono anche parecchi cani, gatti, cavalli e anche un asinello.

E a proposito dell'asinello, un po' di messaggi:

@Fly: ho incontrato un asinello con gli occhi tristi, legato in un campo. Non era il tuo amico, però gli ho dato un pezzo di banana da parte tua (non avevo mele sottomano). Mi ha detto che conosce il tuo amico e lo informerà immediatamente (sembra che abbiano una rete di comunicazione molto efficiente tra asinelli), nel frattempo mi ha chiesto di ringraziarti e salutarti da parte di entrambi.

@Julo: sono passata davanti alla Capilla del Cristo de los Afligidos, con tanto di ortensie fiorite (tutte blu però). Non ci pensavo più e quando me la sono vista davanti ho iniziato a dire: "Eccola! E' lei! E' lei!". Per fortuna ero da sola.

@Cinzia: il cammino del Salvador mi è piaciuto davvero tanto, per il paesaggio, per la montagna, per la solitudine, per le persone. Io invece sto pensando ad un prossimo (chissà quando...) cammino di Madrid. Potremmo fare uno scambio di info.

@Vittoria, Freespirit e tutti quelli che hanno lasciato un po' di pezzi di cuore su quei cammini: stanno tutti benissimo e ne aspettano altri!

@Claudia, @EMMETI e tutti quelli che per un motivo o per l'altro non sono riusciti a partire: a Santiago eravate con me. Lo so, non è proprio la stessa cosa che esserci davvero...

@tutti quelli che sono in cammino (e in particolare ad Ermetismo, che sta sudando sulla Plata e che mi ha "guidato" sull'Inglese con il suo diario): Buon Cammino, godetevelo tutto!

@tutti: grazie. E' bello questo forum.

ciao
lia (non ancora scesa del tutto dalla nuvoletta post-cammino)
 
Ciao lia,
ma perché.. si scende dalla nuvoletta post-cammino? :-o Non lo sapevo.... io sono sette anni che sto quassù. ?-)
Bentornata, comunque.

:bacibaci:


free
 
Bentornata Lia,

Mi sarebbe piaciuto vedere la tua faccia davanti alla Capilla del Cristo de los Afligidos ... Le hai fatto una foto vero?

Un abbraccio.

Edo
 
Stanno cercando di tirarmi giù dalla nuvoletta, ma non mi hanno ancora acchiappato! B-)

Sicuro che ho fatto la foto alla Capilla del Cristo de los Afligidos, con tanto di ortensie (ovviamente ho fotografato la cappella, non la mia faccia :-P ), che poi è davvero bella (sto sempre parlando della cappella eh...).

Nel "bestiario" delle mie foto ho dimenticato di citare i ragni, sono riuscita a fotografare anche dei ragni, mah...

Inizio con qualche foto. Poi un po' di racconti, le foto per la gallery, ma poco per volta, così dura di più ?-)
 

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Dolcissima Lia! :sun:
Ho parlato con quel mio amico asinello che anche tu hai conosciuto (è lo stesso tenerello "orecchielunghe"): ti ringrazia per quel pezzetto di frutta donato col cuore e con la leggerezza dell'animo sereno.
Gli asinelli adorano le persone come te! :si:

Bentornata a casa.

Quando vorrai,scartabella il tuo quadernino degli appunti e raccontaci ancora un po' del tuo viaggio: si percepisce dai tuoi post un "mood" di positività che fa benissimo al morale.
:bacibaci:

Fly
 
Carissima Liam,
grazie del pensiero. Rimango in attesa delle foto della Capilla.

Qui sul Carso triestino i cardi blu sono comunissimi.
Ecco delle foto fatte il 4 agosto

Pace e benedizione
Julo d.
 

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Allora prima o poi dovrò proprio venire a fare due passi da quelle parti.
Qui ci sono i cardi grossi, piatti, rasoterra (manco un po' di terminologia corretta...), quelli un po' "argentati", i classici con il fiore violetto, ma quelli blu non li avevo mai visti.
Beh, però abbiamo il cardo gobbo da mangiare con la bagna cauda, ma quella è un'altra storia.

E allora, visto che sono qui, asinello (grazie Fly :-) ) e Capilla:
 

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liam ha scritto:
Beh, però abbiamo il cardo gobbo da mangiare con la bagna cauda, ma quella è un'altra storia.

Quindi sei piemontese!

liam ha scritto:
E allora, visto che sono qui, asinello e Capilla

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Grazie e "cerea"

Pace e benedizione
Julo d.
 
Ultima modifica di un moderatore:
Ciao Liam bentornata e benvenuta sulla nostra "nuvoletta".Il prossimo 15 settembre da Leon inizierò il mio quinto camino che passando per Oviedo mi porterà a Santiago.Il primitivo già lo conosco avendolo fatto tre anni fa scendendo dal Camino del Nord.Mi interesserebbe sapere come sei arrivata sull'Inglese, in una tua mail parli di Sigueiro...Se poi vuoi darmi dei consigli sul Salvador ti ringrazio fin da ora.
ciao Sergio
 
Ciao Sergio,

consigli penso di non essere in grado di darne, posso raccontarti qualcosa del Salvador, in attesa di sistemare un po' i miei appunti.

Beh, la prima cosa è che mi è piaciuto molto. Ho anche avuto la fortuna di trovare delle belle giornate di sole e ti auguro altrettanto.
Io l'ho fatto in 5 giorni, si può fare anche in 4. Ho cercato di spezzare in 2 la parte più "montana", più che altro per prendermela con calma, fermarmi dove mi piaceva, fare un po' di foto, fare qualche piccola deviazione per vedere il panorama, starmene un po' seduta su una pietra a guardare giù.

Ho fatto queste tappe:
León – La Robla
La Robla - Poladura
Poladura - Pajares
Pajares – Pola de Lena
Pola de Lena - Oviedo

Il sentiero è segnato abbastanza bene, anche se in alcuni tratti più che le frecce, che possono essere coperte dalla vegetazione, bisogna guardare avanti e cercare il successivo tondino di ferro giallo con in cima la conchiglia o la freccia. Senza farsi confondere dai paletti per del gasdotto, gialli anche loro, che sono presenti in alcuni tratti.
In questi tratti, in caso di nebbia o brutto tempo, potrebbe esserci qualche problema in più.

Io ho sbagliato 2 volte, sempre per la stessa ragione (persevero nei miei errori!), in entrambi i casi la freccia c'era, ma al di là di un recinto per le mucche, io non l'ho vista e ho continuato senza scavalcare. Comunque dopo aver proseguito per un po' dal lato sbagliato, non vedendo più frecce sono tornata all'ultima che avevo visto, facendo più attenzione. Quindi non un grosso problema.

La cosa più difficile è stata trovare l'albergue a Pola de Lena, perché, appena entrati in questo lungo paese a lato dell'autostrada, le frecce scompaiono completamente. Ho dovuto chiedere un po' di volte. Alla fine l'albergue è proprio di fronte alla stazione, che può quindi essere usata come punto di riferimento.

A Poladura e Pajares non ci sono negozi. A Pajares c'è un bar dove si può mangiare. Mentre a Poladura mi sembra ci sia una casa Rural dove, avvisando, penso si possa mangiare. Quando sono arrivata io c'era, proprio davanti all'albergue, un furgoncino che vendeva di tutto: pane, frutta, verdura, pasta, scatolame vario. Per cui con le altre 2 persone che erano nell'albergue abbiamo comprato qualcosa e ci siamo fatti da mangiare.

A Pajares c'è wifi e un pc con collegamento internet e a Pola de Lena wifi.

A Poladura si può salire alle campane della chiesa (ehm... lo so che questa non è una informazione di vitale importanza, ma io quando vedo una scaletta non riesco a trattenermi...).

Albergues piccolini ma con tutto quello che serve e hospitaleros gentili e disponibili. Ottimo ricordo dell'albergue di Poladura, ma tutto il paesino mi è piaciuto molto.

Cammino sicuramente non molto affollato, negli albergue siamo stati da un massimo di 4 a un minimo di 2. Ma un signore che camminava un giorno prima di me e che ho incontrato a Oviedo, ha detto di essere stato quasi sempre da solo.

Oltre alla parte più "montana", anche gli altri tratti non sono male, tra boschi, pascoli, piccole frazioni. Forse il tratto che mi è piaciuto di meno è stato quello tra Pola de Lena e Mieres, con il rumore dell'autostrada in sottofondo.

Insomma un bel cammino.

Mentre per il passaggio dal Primitivo all'Inglese, ebbene sì, ho barato. Nel senso che arrivata Lugo ho preso un treno per Ferrol e sono ripartita di lì. Un po' per una questione di numero di giorni che avevo ancora a disposizione (in abbondanza per arrivare a Santiago da Lugo ma non abbastanza per continuare fino a Finisterre) e un po', probabilmente, per "paura" del Francese.
Comunque sono contenta della mia scelta.

Se hai qualche curiosità o domanda particolare (e se sono in grado di rispondere...), vai pure.

Ciao
lia
 
Ciao Lia grazie per la tua esauriente risposta.Quasi quasi la tua idea di andare sull'inglese la prendo in considerazione,così potrò fare a meno di andare sul francese...anch'io preferisco percorsi solitari.Infatti quando feci il primitivo,per evitare appunto,di fare le ultime tappe sul francese,da Lugo andai a Friol quindi a Sobrado poi dovetti fare per forza Arzua e O Pino.Quindi la tua idea la prenderò in considerazione e se con i giorni ci rientro chissà.....?La cosa che vorrei sapere riguarda Sigueiro,ho visto che non ci sono albergue per pellegrini,tu dove hai dormito?
Grazie di nuovo Sergio
PS Ho molto apprezzato la tua voglia di salire le scale, staccarsi da terra , salire in alto.....
 
Sì a Sigueiro non c'è albergue.
Ho dormito all'Hostal Miras (prezzi dai 15 ai 18 euro a seconda della stanza), un po' triste, soprattutto dopo una piacevole serata all'albergue di Bruma.
Fino all'anno scorso si poteva dormire al polideportivo, ma sembra che per problemi di mancanza fondi il sindaco non abbia dato più il permesso. Almeno così mi hanno detto.

Il problema della mancanza di fondi è stato uno degli argomenti che ho sentito più spesso dagli hospitaleros quest'anno.

A proposito, sui fogli che mi hanno dato all'ufficio del turismo di Ferrol e sembra anche su alcune guide, la distanza tra Bruma e Sigueiro è di 30 km, secondo l'hospitalero di Bruma sono invece 25. Le mie gambe e il tempo che ci ho messo ad arrivare hanno dato ragione all'hospitalero.

Le mie tappe sull'inglese sono state:
Ferrol - Neda
Neda - Mino
Mino - Bruma
Bruma - Sigueiro
Sigueiro - Santiago
L'unico posto senza albergue è stato Sigueiro.
Fino a Bruma si sale e si scende abbastanza, ma bello.

Ciao
 
Ciao, Lia. avrei voluto complimentarmi con te per la buona riuscita del cammino ma un fulmine ha mandato in tilt lla linea telefonica e non ho potuto collegarmi a internet. Accettali in ritardo . Grazie per l'attenzione che hai dedicato al mio pezzetto di cuore e resta tranquillamente sulla tua nuvoletta fino al tuo prossimo cammino: scommetto che ci stai già pensando! Bacioni. Vittoria
 
Grazie Vittoria!
ehm... sì, ci sto già pensando al prossimo cammino e ne ho di tempo per pensarci...

Ma per per mantenere fresco (fresco? Dov'è il fresco? Lo voglio!), ehm scusate, ricomincio: allora, per mantenere vivo quello appena finito ho iniziato a rileggere i miei appunti e a scrivere qualcosa.
E' strano perché normalmente non "esterno" molto, però l'anno scorso mi è piaciuto scrivere del mio cammino e... vorrei riprovarci.
Tanto nessuno è obbligato a leggere.
Allora perché non lo scrivo e lo tengo per me? Non lo so, perché non sono coerente o forse, come mi è stato detto sul cammino quest'anno, un po' di "protagonismo" ogni tanto viene fuori a tutti...
 
20/07 León – La Robla

Volo Bergamo-Madrid.
Arrivo all’aeroporto alle 23:30.
1:45 sono sul bus per Leon.
Tiro fuori biro e Settimana Enigmistica. Ma questi bus ALSA sono una meraviglia, tiro giù il sedile, tiro su il poggiapiedi e dormo ininterrottamente fino a Leon.
Quando scendo mi dimentico anche di prendere la Settimana Enigmistica. Quando me ne accorgo sono un po’ preoccupata, per me è come la coperta di Linus, sopravviverò?
Non ho ancora deciso cosa fare. Sono le 6:30. Posso fermarmi a Leon e partire domani mattina o fare una cosa un po’ pazza e iniziare a camminare subito.
Leon è stato il punto di arrivo del mio primo cammino. Mi piace l’idea di ripartire da qui.
Vado verso il centro. Attraverso il fiume e vedo un gruppetto di pellegrini. Li seguo fino davanti a San Marcos.
C’è un bar che sta aprendo, faccio colazione.
Esco, mi fermo su una panchina, metto gli scarponcini e parto.
Alla fine non ho deciso, sono partita e basta.
Le frecce del Francese vanno verso sinistra, io verso destra e vedo la prima indicazione del Camino del Salvador. Ci sono. Va bene così.
L’uscita da Leon non è male. Nessuna zona industriale. Un tratto lungo il fiume e poi quartieri residenziali.
Noto che ci sono case in costruzione, anche grandi, dove la “costruzione” si è interrotta e la vegetazione si sta riprendendo gli spazi. Segnale della crisi.
Poco fuori Leon mi supera Paco. Mi racconta che arriva da Roma e sta andando a Santiago, è la terza volta che lo fa, sempre su percorsi diversi.
Va più veloce di me, quindi lo lascio andare, finirà di raccontare stasera a La Robla.
Dopo un po’ lo vedo su una panchina che si fuma una sigaretta e chiacchiera con delle signore.
Si esce dall’asfalto e comincia una stradina in salita.
Si inizia a vedere il fiume e la valle sotto, molto verde, e in lontananza le montagne: sto arrivando!
E’ un bel tratto, tranquillo, un po’ di alberi, un po’ di zone più aperte, un po’ di sali/scendi, sempre con un buon panorama. Cammino bene.
Cielo azzurro, ma non fa troppo caldo.
Sul sentiero ci sono delle impronte di scarpe uguali alle mie, solo più lunghe. Quindi oltre a Paco, che adesso è dietro di me, c’è anche qualcuno davanti con delle NorthFace.
Arrivo a un tavolo tra gli alberi. C’è anche un libro dei pellegrini. In data di oggi ha scritto qualcosa Paco. L’ho lasciato sulla panchina, come fa ad essere già passato qui?
Ci sarà stata una scorciatoia o qualcosa di simile. Che siano sue le impronte? Mi sembra di ricordare che avesse degli scarponi diversi, ma non sono sicurissima. Mah, lo scoprirò.
A Cabanillas c’è un albergue, ma è ancora chiuso. Non sono stanca e stranamente non ho neanche sonno. Continuo. Non prima di essere salita sul primo campanile del cammino. Riprendo le mie buone abitudini.
Un tratto abbastanza vicino al fiume.
Nel paese successivo mi fermo a prendere acqua fresca a una fontana e un ragazzo in bici mi consiglia di non fermarmi a La Robla ma di continuare fino a Buiza: il paese è più bello.
Guardo e sono 15 Km in più, per un totale di 42. Non esageriamo, è solo il primo giorno e arrivo da una notte in bus, posso accontentarmi anche di un paese non tanto bello.
Gli ultimi km sono su strada o vicino alla strada, con centrale termica all’ingresso di La Robla.
Spero che il possessore delle NorthFace non sia andato alla ricerca di un paese più bello e sia già arrivato all’albergue. Così non rischio di dover telefonare per recuperare le chiavi (panico da telefono…).
Arrivo e c’è una persona dentro che sta parlando con l’hospitalero: alè, scampato pericolo!
Non è Paco e non ha le NorthFace. E’ Vasco, portoghese.
La prima cosa che mi dice è che non pensava ci fossero donne sul Salvador, non è un cammino per donne.
E vabbè, cominciamo bene. Gli rispondo che almeno una ci proverà.
La seconda, che, anche se non è più giovane, è un maratoneta, fa ancora almeno una maratona all’anno, quindi si allena molto e cammina veloce. Gli rispondo che io invece cammino lentamente, ma cammino.
Poi decido che è meglio che vada a farmi la doccia.
Quando esco è arrivato Paco, ma non il Paco che ho incontrato stamattina, un altro, ha le NorthFace e si è fermato a mangiare al bar. Adesso tutto quadra.
Subito dopo arriva anche il Paco giusto.
Per non far confusione il Paco con NorthFace diventa Paquito.
Vasco sta facendo il te e me ne offre un tazza.
La tazza di te con Vasco alla fine della tappa diventerà un’abitudine.
Malgrado un inizio non dei migliori, farò con lui il Salvador e gran parte del Primitivo. E ci starò bene.
Parliamo in uno strano ItaloIspanoPortoghese, ma ci si capisce e riusciamo a fare anche dei discorsi non proprio banali.
Andiamo al supermercato e la sera prepariamo la pasta per tutti e 4.
Paco ci racconta che sono più di 2 anni che cammina. Ha perso il lavoro, è partito e non si è più fermato. Non ha una casa e per ora vive così. Ha una tenda e quindi riesce a dormire sempre con poco. Sceglie i percorsi in base alle stagioni. Attacca le credenziali una all’altra, è una fisarmonica lunghissima.
E il primo giorno è andato. Ed è andato bene.
 
Che storia quella di Paco:mi ha colpito perchè qualcuno nella stessa sua situazione s'è dato fuoco; e non cent'anni fa, ma la scorsa settimana e nell'indifferenza generale!

Forse la vostra solidarietà,Lia e quella degli altri pellegrini che lo hanno sostenuto in questi due anni,ha magari evitato gesti estremi.
Anche questa è "magia del Cammino".

Manda un abbraccio di solidarietà a Paco da parte del Fly,se avrai la possibilità di sentirlo.

Ultreya,Peregrina!
 
flyover ha scritto:
Che storia quella di Paco:mi ha colpito perchè qualcuno nella stessa sua situazione s'è dato fuoco; e non cent'anni fa, ma la scorsa settimana e nell'indifferenza generale!

Ci ho pensato anch'io mentre scrivevo, difficile non pensarci.
Oltretutto questa cosa del lavoro che oggi c'è e domani chissà, mi sta "girando intorno" parecchio nell'ultimo periodo.
 
21/07 La Robla – Poladura

Ci svegliamo tutti intorno alle 6:30. Dormito abbondantemente e bene.
Paco deve aspettare che apra l’ufficio postale e fare un po’ di cose, per cui non sa fin dove arriverà oggi, ci dà appuntamento per domani a Pajares.
Colazione, poi Paquito, io e Vasco, nell’ordine, partiamo.
Un po’ su stradine e strade asfaltate, dove però non passa assolutamente nessuno.
Un tratto di antico acquedotto e la ermita del Buen Suceso, speriamo.
Arrivo a Pola de Gordon e perdo le frecce 2 volte in 10 metri.
Le indicazioni ci sono e sono perfettamente visibili. Sono io che sono un po’ rimbambita.
Prima non vedo l’indicazione per il sottopasso ferroviario e seguo la ferrovia. Mi accorgo che non ci sono più frecce e torno indietro.
Quando esco dal sottopasso non vedo la freccia che indica di andare diritto. Seguo di nuovo la ferrovia. E di nuovo mi accorgo che non ci sono frecce.
Chissà perché volevo seguire a tutti i costi questa ferrovia.
Fino a Buiza per strada asfaltata, piccola, non passa nessuno, in leggera salita.
Alcuni tratti vicino al versante delle montagna. Bello.
Aveva ragione il ciclista: Buiza è un bel paesino, piccolino.
Però ho fatto bene a fermarmi a La Robla.
Finisce la strada e si inizia a salire sul sentiero.
Probabilmente ci sono 2 possibilità di prendere il sentiero da Buiza, perché a un bivio io arrivo da una parte e vedo Vasco arrivare dall’altra. Questa volta non ho perso le frecce e anche lui dice di averle seguite.
Il sentiero è bello e ben segnato. La prima parte è abbastanza ripida, ma basta andare con calma.
Guardando indietro si vede Buiza e la valle in basso. Si vede anche Paquito, che sta salendo da dove son salita io... e lui il Salvador lo conosce perché l’ha già fatto 2 anni fa.
Gli è piaciuto talmente che, per rifarlo, ha trovato la scusa che la prima volta non aveva la macchina fotografica.
Ci sono delle mucche in cresta che si stagliano sul cielo azzurro (è una bellissima giornata anche oggi).
Guardando un po’ il panorama e facendo qualche foto, arrivo tranquillamente a Las Forcadas de San Anton.
E’ un “passo” a tutti gli effetti. E’ montagna, dall’altro lato si scende, si può vedere su entrambi i versanti. Sì, sono soddisfatta.
Mi fermo a mangiare un platano.
Vasco prosegue. L’avrei comunque perso subito, se in salita riesco a stargli dietro, in discesa e pianura va almeno al doppio della mia velocità.
Il tratto in discesa arriva in un boschetto con dei cavalli che stanno pascolando.
Altro pezzo molto bello. Un sentiero a mezza costa con un’ottima vista.
Una curva: uno spigolo con una roccia da cui si vede ovunque.
Mi rifermo e mi allungo sulla roccia.
Sarebbe valsa la pena di fare il cammino anche solo per questo momento.
Non si può stare qui in eterno e allora riparto.
E… i cardi blu! Non solo il fiore blu, sono tutti blu, anche i gambi, anche le foglie. Non li avevo mai visti.
Il sentiero scende di nuovo e io di nuovo perdo le frecce.
Questa volta forse ho una attenuante. Anche Vasco ha sbagliato e Paquito aveva sbagliato 2 anni fa.
Il sentiero segue un recinto per le mucche e arrivati ad un certo punto lo abbandona, davanti c’è una piccola scarpata, e gira a destra. A destra, in fondo alla valle, si vede anche un paese in lontananza.
Ma non bisogna girare a destra, bisogna scavalcare il filo e girare a sinistra e il paese non è Poladura.
La freccia c’è, è all’interno del recinto, ma non mi è proprio venuto di guardare da quel lato.
Il sentiero comunque dopo poco si perde tra erica e arbusti, quindi si capisce che c’è qualcosa che non va.
Mentre torno indietro mi sento chiamare dall’alto, è Paquito, ha visto che ho preso la direzione sbagliata.
Il sentiero scende poi tranquillamente fino a Poladura. Ancora un po' di cardi blu, un po’ di mucche, qualche altro cavallo.
Arrivo alle prime case di Poladura e 2 signore mi salutano.
Presa da un rarissimo attacco di “socialità” (il cammino mi fa brutti scherzi!) chiedo dov’è l’albergue: “No hay un albergue aquì” e iniziano a spiegarmi che devo seguire la strada per una decina di km fino a un paese che non mi ricordo e forse lì potrebbe esserci.
Dove sono finita? Chiedo se siamo a Poladura e, con mio grande sollievo, la risposta è affermativa, il paese è lì davanti e me lo indicano.
Dico che l’albergue c’è. Sono molto scettiche e mi consigliano di chiedere alla Casa Rural.
Però iniziano a incuriosirsi e incominciano le domande. Di dove sono? Da dove sono partita? Dove voglio arrivare? Ma sono da sola? Voglio un bicchiere di acqua fresca?
Sfoggio il mio spagnolo (che comunque un po’ è migliorato rispetto all’anno scorso) e rispondo.
L’albergue c’è e lo trovo facilmente. E’ nel vecchio alloggio del maestro, sopra la scuola.
C’è anche un furgoncino supermercato parcheggiato proprio nel piazzale davanti.
Vasco sta uscendo a fare la spesa. Abbandono lo zaino e lo raggiungo, prima che il supermercato se ne vada.
All’albergue non c’è olio, chiediamo se ne ha una bottiglietta piccola.
Una signora ci sente e mi “ordina” di andare a prendere un bicchiere, ce ne dà lei un po’.
Arriva Paquito e prende qualcosa anche lui.
Mettiamo insieme una cena forse un po’ strana, ma mangiabile e divertente.
Ho superato l’esame. Vasco dice che, non ci credeva, ma cammino. Anzi in salita sembra che me la cavi abbastanza bene. E imita il mio passo ciondolante con le mani in tasca (Puf… non ho SEMPRE le mani in tasca! Ogni tanto sono appoggiate alla cintura dello zaino…). Mi tocca imitare il suo passo “marziale” con tanto di bastoncini.
L’albergue è piccolino, ma molto accogliente. Viene l’hospitalero e ci racconta di come il piccolo paese sta cercando di mantenerlo, chi dando una mano per la manutenzione, chi portando qualche piatto, una pentola, una sedia. Ultimamente non hanno più visto fondi. Questo è un discorso che sentirò spesso.
Dopo cena ci sediamo a chiacchierare sulla panchina. Granada, Porto, l’Italia, la crisi, i cammini, la tappa di domani, i gatti, i cani, il cibo… beh, anche per questi momenti vale la pena fare il cammino.
Prima di andare a dormire salgo sul campanile. Si vedono le montagne intorno. Adesso sono qui e basta.
 

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