Tornata dal primitivo venerdì sera; rientrata oggi al lavoro, ancora un po’ frastornata. Come già per gli altri cammini, sto in quella fase in cui non sai bene se la vita vera sia quella o questa, una parte di me è ancora là e faccio fatica a concentrarmi sulle cose di qui, che mi sembrano un po’ insulse e piene di inutili sovraccarichi.
E’ ancora presto per bilanci e valutazioni, ma così a caldo posso dire che è stato un cammino per noi parecchio faticoso, ma di grande soddisfazione. Siamo stati accompagnati quasi costantemente da una notevole nebbia mattutina, che non ci ha fatto sentire il caldo ma ci ha nascosto per gran parte della giornata il panorama, ed è stata anche il motivo per cui, purtroppo, non abbiamo fatto la ruta degli hospitales.
Rispetto al francese è stato un cammino più solitario, non sono nate grandi amicizie, anche forse perché la maggior parte dei pellegrini era molto più giovane di noi, e tendeva a fare gruppo. Ciononostante, poiché le tappe sono praticamente obbligate, si incontravano più o meno sempre le stesse persone, e qualche momento di condivisione c’è comunque stato (penso in particolare al pomeriggio di diluvio passato tutti chiusi nel rifugio di San Roman de Retorta).
Personalmente, poi, per quegli in perscrutabili regali che ti fa il Cammino, ho avuto un momento di grande emozione e commozione a Santiago, alla messa del pellegrino con tanto di butafumeiro, che invece era stata un po’ deludente a conclusione del francese, che pure tanto mi aveva dato sotto molti altri aspetti.
C’è stata poi la tragedia del treno, che ci ha colpito come una mazzata nello stesso giorno in cui avevamo ricevuto una notizia molto buona per il futuro di nostra figlia, tragedia commentata in ogni incontro e seguita dalla televisione accesa in ogni bar, tienda, ristorante, e la veglia di preghiera per le vittime in cui ci siamo inaspettatamente trovati coinvolti davanti alla Cattedrale la sera del nostro arrivo a Santiago. Tante candele, tanti fiori, tanti foglietti con frasi di affetto e preghiere, e anche qualche Compostela…
Passando a considerazioni più concrete:
le ortensie sono fiorite e come, ma mi dovete credere sulla parola perché la mia imbranatezza tecnologica non mi consente l’invio di foto;
abbiamo avuto caldo solo nelle ore centrali della giornata, la sera c’era quasi sempre vento e faceva anche molto freddo, ma la notte il sacco a pelo leggero (quello verde della Decathlon, per capirsi) è risultato più che sufficiente;
confermo il fango su alcuni tratti, fortunatamente brevi;
confermo anche la squisitezza del pulpo di Ezequiel a Melide, anche se non trascurerei quello di El Candal a Fonsagrada.
Per il momento mi fermo. Se qualcuno in procinto di partire vuole altre informazioni specifiche, sono a disposizione.
Maura