Qualcuno mi sa spiegare cosa succede quando si prende in una mezza giornata la decisione di non intraprendere (o meglio posticipare) un cammino studiato, preparato e preteso da un anno??
Da settembre 2010 ho studiato valutato e progettato quello che doveva essere il cammino della mia vita!! Raggiungere Santiago partendo da casa (Bergamo) e passando per Lourdes.. Ho mobilitato tutto l’ente per il quale lavoro per poter ottenere 70 giorni di ferie.. Ho convinto mia figlia che non avrebbe sofferto non vedendomi per due mesi e mezzo e che comunque ci saremmo sentiti ogni giorno.. Ho contattato centinaia di persone per chiedere consigli e suggerimenti.. Ho trovato gente disposta ad ospitarmi ed altra pronta a congratularsi per il coraggio di affrontare un così lungo cammino.. Mi è stato chiesto perché non fai solo il cammino di Santiago e te ne stai a casa dal lavoro solo un mese.. La mia risposta veniva da dentro e secca diceva “se vado a Santiago ci vado da casa!!”.. Per un anno ho sentito una forza interiore che mi spingeva a fare questo cammino, non fatto di soli passi e chilometri.. Una specie di richiamo misto a bisogno che mi diceva vai è il tuo momento.. Uso i verbi al passato anche se in realtà il richiamo a partire da dentro viene quotidianamente.. Qualche giorno fa mi sono fermato a riflettere.. Guardando il mondo girare mi sono fermato e ho pensato che non era giusto partire.. Non era giusto per i colleghi che dovevano sacrificarsi per coprire la mia assenza tanto lunga, non era giusto per la famiglia perché avrei compromesso tutte le possibili ferie fino al 31/12/2012.. E quindi il vuoto.. Quel profondo richiamo alla partenza, al brivido del calzare i sandali, alla paura dello sconosciuto, alla sete di suolo da calpestare, alla fame della sofferenza che può dare un tale cammino, quel profondo richiamo a tutto questo, ha lasciato lo spazio alla ragione, al pensare che prima di quel cammino fatto non solo di passi, serve fare un altro cammino, meno chilometrico, meno splendido.. Il cammino della vita.. Io so da cosa nasce la mia voglia di partire.. Quel desiderio incontenibile di calpestare suoli, attraversare confini, infrangere confini, cogliere piccoli attimi e scorci dimenticati di mondo, facendomi passare tra i piedi e le mani l’aria che da casa tua può portare prima a Lourdes e poi a Santiago.. Ma la voglia di partire ha perso, o forse ha vinto, perché ha lasciato morendo lo spazio alla ragione e coerenza di dire che questo importantissimo cammino lo potrei fare si, ed anche da solo, ma ora non è possibile.. Vincerebbe l’egoismo personale di voler soddisfare quell’immenso desiderio di pellegrinare!! Quindi sarà comunque un cammino, ma per il momento niente chilometri e credenziali!!
Guardo il materiale preparato ed ormai pronto alla partenza, indosso i sandali, e cerco di colmare il vuoto che ora sento dicendomi che la scelta giusta è stata questa.. Tra una settimana sarò al mare con mia figlia seduto sotto un ombrellone come tutti i comuni mortali, sicuramente penserò a dove invece potrei essere stato, cercherò di convincermi che anche quello è un cammino, o meglio il mio cammino..
Quel richiamo alla partenza anche se ora si sente tradito e abbandonato vivrà lo stesso dentro di me.. se non è settembre di quest’anno sarà maggio dell’anno prossimo, l’importante è che sarà!! Proprio il giorno in cui il cammino diventava vero possibile materiale e fattibile ho deciso di accantonarlo.. Mi sento tremendamente vuoto e in difetto.. Ma sono consapevole che tutto questo è come un momento di sofferenza in una tappa piena di insidie.. è tutto un cammino, anche nella vita comune di tutti i giorni..
Spero di non essermi dilungato troppo.. Vorrei scrivere chilometri di pagine.. Forse per tentar di riempire il vuoto che cerca di abbracciarmi..
È tutto pronto alla partenza.. Ma significherebbe confinare il cammino al numero di 70 giorni.. Il cammino è tutta la vita!! Andare da casa a Santiago è una tappa.. Una tappa che per il momento ha voluto lasciare il posto ad altre..
Un abbraccio pellegrino..
Grazie e buon cammino a tutti..
Da settembre 2010 ho studiato valutato e progettato quello che doveva essere il cammino della mia vita!! Raggiungere Santiago partendo da casa (Bergamo) e passando per Lourdes.. Ho mobilitato tutto l’ente per il quale lavoro per poter ottenere 70 giorni di ferie.. Ho convinto mia figlia che non avrebbe sofferto non vedendomi per due mesi e mezzo e che comunque ci saremmo sentiti ogni giorno.. Ho contattato centinaia di persone per chiedere consigli e suggerimenti.. Ho trovato gente disposta ad ospitarmi ed altra pronta a congratularsi per il coraggio di affrontare un così lungo cammino.. Mi è stato chiesto perché non fai solo il cammino di Santiago e te ne stai a casa dal lavoro solo un mese.. La mia risposta veniva da dentro e secca diceva “se vado a Santiago ci vado da casa!!”.. Per un anno ho sentito una forza interiore che mi spingeva a fare questo cammino, non fatto di soli passi e chilometri.. Una specie di richiamo misto a bisogno che mi diceva vai è il tuo momento.. Uso i verbi al passato anche se in realtà il richiamo a partire da dentro viene quotidianamente.. Qualche giorno fa mi sono fermato a riflettere.. Guardando il mondo girare mi sono fermato e ho pensato che non era giusto partire.. Non era giusto per i colleghi che dovevano sacrificarsi per coprire la mia assenza tanto lunga, non era giusto per la famiglia perché avrei compromesso tutte le possibili ferie fino al 31/12/2012.. E quindi il vuoto.. Quel profondo richiamo alla partenza, al brivido del calzare i sandali, alla paura dello sconosciuto, alla sete di suolo da calpestare, alla fame della sofferenza che può dare un tale cammino, quel profondo richiamo a tutto questo, ha lasciato lo spazio alla ragione, al pensare che prima di quel cammino fatto non solo di passi, serve fare un altro cammino, meno chilometrico, meno splendido.. Il cammino della vita.. Io so da cosa nasce la mia voglia di partire.. Quel desiderio incontenibile di calpestare suoli, attraversare confini, infrangere confini, cogliere piccoli attimi e scorci dimenticati di mondo, facendomi passare tra i piedi e le mani l’aria che da casa tua può portare prima a Lourdes e poi a Santiago.. Ma la voglia di partire ha perso, o forse ha vinto, perché ha lasciato morendo lo spazio alla ragione e coerenza di dire che questo importantissimo cammino lo potrei fare si, ed anche da solo, ma ora non è possibile.. Vincerebbe l’egoismo personale di voler soddisfare quell’immenso desiderio di pellegrinare!! Quindi sarà comunque un cammino, ma per il momento niente chilometri e credenziali!!
Guardo il materiale preparato ed ormai pronto alla partenza, indosso i sandali, e cerco di colmare il vuoto che ora sento dicendomi che la scelta giusta è stata questa.. Tra una settimana sarò al mare con mia figlia seduto sotto un ombrellone come tutti i comuni mortali, sicuramente penserò a dove invece potrei essere stato, cercherò di convincermi che anche quello è un cammino, o meglio il mio cammino..
Quel richiamo alla partenza anche se ora si sente tradito e abbandonato vivrà lo stesso dentro di me.. se non è settembre di quest’anno sarà maggio dell’anno prossimo, l’importante è che sarà!! Proprio il giorno in cui il cammino diventava vero possibile materiale e fattibile ho deciso di accantonarlo.. Mi sento tremendamente vuoto e in difetto.. Ma sono consapevole che tutto questo è come un momento di sofferenza in una tappa piena di insidie.. è tutto un cammino, anche nella vita comune di tutti i giorni..
Spero di non essermi dilungato troppo.. Vorrei scrivere chilometri di pagine.. Forse per tentar di riempire il vuoto che cerca di abbracciarmi..
È tutto pronto alla partenza.. Ma significherebbe confinare il cammino al numero di 70 giorni.. Il cammino è tutta la vita!! Andare da casa a Santiago è una tappa.. Una tappa che per il momento ha voluto lasciare il posto ad altre..
Un abbraccio pellegrino..
Grazie e buon cammino a tutti..

grande grande e
per il cammino della tua vita. Lea
Magari la prossima volta cerca solo di mantenere una forma accettabile e quando vedi un buco nei tuoi impegni,biglietto aereo per Bayonne e VAI! Senza programmare nulla,serve solo seguire la freccia gialla.
Claudia
