quello di ieri avrebbe potuto essere un pomeriggio interessante.
con un bel po' di battibecchi/attriti/scintille/fuochi d'artificio tra nonno gargamella, piuttosto testardo, e me, altrettanto zuccona.
e guido, sant'uomo, a fare da casco blu dell'onu casalinga.
avremo potuto begare sul peso delle singole mollette, o su un paio di calzini in più o in meno, o sul numero di spille da balia da portare dietro.
e invece.
invece ieri mattina il nonno è arrivato a casa nostra da casa sua a milano.
e si è presentato con uno zaino praticamente esploso tra un sacchetto di plastica e uno scatolone in cui nel corso delle ultime settimane aveva accumulato cose che avrebbero potuto servirgli.
e mentre io riposavo mezz'ora insieme a michi, lui e guido hanno preparato lo zaino.
e io sono arrivata lì.
e lo zaino era pronto-prontissimo.
il nonno, al quinto cammino, era stato saggio-saggissimo.
[e un po' furbetto. si era portato dietro dei copriwater che già sapeva che non avrebbe portato, solo perchè io avessi la soddisfazione di impedirgli di portarli con sè. poi ditemi se il nonno, a 83 anni, non è ancora lucido e diabolico come un adolescente che deve ingannare la mamma].
per cui in un'oretta scarsa l'operazione zaino per il quinto cammino del nonno era finita e archiviata.
sono seguite una passeggiata fino al gelataio del paese.
un gelato per tutti.
mezz'ora in piscina con i bimbi.
una pizza d'asporto arrivata in motorino e mangiata in giardino.
delle chiacchiere mentre i bimbi dormivano.
un paio d'ore al fresco della notte, mentre io e guido eravamo al lago a mangiare un gelato [dovevamo pur festeggiare i sette anni di matrimonio, no???].
una notte sul nostro divano.
una foto fatta stamattina, ai bimbi ancora addormentati nei loro lettini.
una mattina in cui io ero in giro per commissioni e lui a casa a prendere appunti su questi ultimi giorni prima del suo cammino.
poi, dalle 13.50, un po' di cose emozionanti.
infila la cintura [comprata dai cinesi, ndr], e la cintura si rompe.
mette al collo il portaocchiali e si scuce il cordino.
arriviamo in aereoporto, e dimentica il cappello in macchina.
finalmente un po' di adrenalina.
eccolo, il nonno.
eccolo, il mio papà, pronto a partire.
l'ho sentito alle 18.00.
era appena atterrato a lourdes.
ha detto: il volo è stato bello. avevo il posto vicino al finestrino. era sopra l'ala. ma se giravo la testa un po' indietro, si vedeva tutta la francia.
vi racconteremo.
ciao.
cri