(...)
Qui varrebbe la pena soffermarsi sui danni del Gps,
marchingegno a mio parere utile soltanto nelle
metropoli devastate dalle rotonde e dai sensi unici. Il
mini-schermo fluorescente agganciato ai satelliti non
si limita a liquidare le carte geografiche come
anticaglie fuori moda, azzerando tutto ciò che esiste
fra partenza e arrivo, come dire l’essenza stessa del
viaggio. Fa di peggio: riempie il mondo di gente che
farebbe assai meglio a starsene a casa.
...
Ma il navigatore non ha ucciso solo l’orientamento. Ha
inibito anche la nostra capacità di spiegare,
specialmente al telefono, la strada a chi ci chiede
un’informazione. A destra, ti dicono, ma a destra
rispetto a che cosa? Duecento metri, d’accordo: ma in
che direzione? I punti di riferimento si sono inabissati
nel nulla. Il declivio in cui scorre il fiume, l’est e
l’ovest, il monte e la pianura.
(...)
Cancellate, cancellate pure la geografia dalle
scuole. Consegnerete la terra ai predoni delle ultime
risorse.
Non vi basta aver clonato una specie umana
che ha ripreso a camminare curva in avanti stile
Neanderthal e in più non alza mai gli occhi né verso i
suoi simili né verso il paesaggio? La percezione del
territorio muore così, con la fine delle immagini che
lo raffigurano.
(...)
Rumiz Appia, Feltrinelli, 2016 - pagg. 242, 243, 244.
Non sono contrario alla modernità e ai nuovi strumenti che possono semplificare la vita, ma come detto anche altrove I Cammini di Santiago on necessitano di gps, di indicazioni e segni ce ne sono fin troppe per aiutare anche il più sprovveduto dei camminanti.
Spesso mi sono trovato in situazioni difficili, soprattutto lungo Cammini storici ma non ancora massificati dalla moda "di fare i Cammini", ma da vecchio geografo ho sempre trovato la giusta via ... con una carta (e se il gps è scarico o ci si trova in un bosco fitto, ecc. è solo un strumento inutile)
Io ho un gps da anni, ma non lo porto mai con me quando sono lungo le Antiche Vie.
(perdonate se non andato fuori OT)