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Anonymous
Siamo partiti io e mia moglie a metà maggio da SJPP e arrivati a fisterra 40 giorni dopo. Siamo due buoni camminatori con nessun spirito agonistico:avevamo però tempo e nessuna fretta o scadenza di ritorno. Avevamo però rispetto per le nostre età (tra i 55 e i60) per i nostri limiti fisici (ho una SM da 13 anni) e psicologici : ci intimoriva la continuità dell'impegno quotidiano del Cammino. In realtà è andata bene il Cammino è un flusso di energia che ti porta avanti mattina dopo mattina; il peso delle medicine diminuisce giorno per giorno; lo zaino ti diventa amico, dialoghi con lui attraverso tiranti e spallacci; abbiamo scelto il periodo che pensavamo migliore quando le temperature sono ancora clementi e le mesetas sono un oceano verde; a Fisterra le onde ci hanno schiaffeggiato e si sono confuse con le mie lacrime: erano tiepide e il sole splendeva, al Capo abbiamo assistito all'arrivo di un giovane francese partito da le puy sembrava un eroe, cercava il cippo 0000;c'erano turisti in pullmann ignari e chiassosi. io e mia moglie eravamo commossi e in silenzio. Basta fare una media di 20-25 km al giorno non troppo di più e il Cammino diventa piacevole e ti resta tempo di riposare e visitare posti che non avresti mai visto. Bisogna darsi tempo e fare i conti con se stessi e con la misura delle proprie aspirazioni. Siamo tornati uguali e diversi.nessun miracolo. A Gragnon il parroco ci aveva detto che il Cammino inizia quando finisce: la vita quotidiana può essere vista con gli occhi delle distese mesetiche. in molti mi hanno insegnato a credere alla compostezza interiore pur restando non credente. Si impara tappa dopo tappa a prendere commiato a lasciare passare le cose senza attaccamento. Ami la vita di più e impari a ringraziare sempre.. Maurizio

