forse sarà perchè non abito in città e mentre al mattino il sole disegna tagli obliqui sulla parete bianca di fronte al letto, su cui campeggia la riproduzione di "Rain" di Steve Walker, un quadro dalla struggente malinconia e al contempo la più grande speranza nel futuro, e il canto degli uccelli è l'unico rumore percepibile nelle prime ore del giorno, io continuo a svegliarmi sognando Cammino, stamattina ero di nuovo a Borres, ieri in uno degli innumerevoli boschi attraversati, domani non so ...
forse sarà perchè ho accumulato tanta di quella energia positiva, di adrenalina e di benessere da tracimarne, ma non ho ancora percepito un accenno del Camino-blue, quel senso di smarrimento misto a tristezza e un po di "depressione" di cui molti raccontano prenda al ritorno, sicuramente aiutato dalla flecha marchiata per sempre sul mio braccio, atto conclusivo di una sofferenza cercata, voluta, agognata e quindi donatami come unico mezzo affinché io capissi, che mi basta guardare perchè io ritorni in Asturia
forse perchè il Cammino con me ha fatto un altro miracolo e la gente che mi incontra mi dice "ti trovo bene", "hai gli occhi luminosi", "sembri diverso, felice", e mi rendo conto che, come avevo già percepito, il Cammino di uno non è un affare puramente suo ma si espande, contagia, stimola anche coloro che gli stanno intorno, che pur se non consapevoli di tutto quanto ci sia dietro di profondo, "sentono", "vedono" qualcosa che li stupisce e questo contribuisce ad alimentare il senso di compiutezza che si prova
forse semplicemente perchè sono di nuovo me stesso, quell'altro lasciato su quei monti sputato fuori con il sudore e la fatica, e questo sorprende anche chi mi conosceva da tanto tempo ma soprattutto me che mi ritrovo ad osservare un amico perso di vista da troppo
forse, forse, forse ...
ma in definitiva, chi se ne frega dei forse, dei semmai, dei perchè psicanalitici, qui e ora, questo in questo preciso istante, ecco ciò che mi ha regalato il Cammino, la consapevolezza che la vita è ora, non ieri non domani, ora e per tale va vissuta, pena che la morte non ci trovi vivi (cit.)
Roberto
forse sarà perchè ho accumulato tanta di quella energia positiva, di adrenalina e di benessere da tracimarne, ma non ho ancora percepito un accenno del Camino-blue, quel senso di smarrimento misto a tristezza e un po di "depressione" di cui molti raccontano prenda al ritorno, sicuramente aiutato dalla flecha marchiata per sempre sul mio braccio, atto conclusivo di una sofferenza cercata, voluta, agognata e quindi donatami come unico mezzo affinché io capissi, che mi basta guardare perchè io ritorni in Asturia
forse perchè il Cammino con me ha fatto un altro miracolo e la gente che mi incontra mi dice "ti trovo bene", "hai gli occhi luminosi", "sembri diverso, felice", e mi rendo conto che, come avevo già percepito, il Cammino di uno non è un affare puramente suo ma si espande, contagia, stimola anche coloro che gli stanno intorno, che pur se non consapevoli di tutto quanto ci sia dietro di profondo, "sentono", "vedono" qualcosa che li stupisce e questo contribuisce ad alimentare il senso di compiutezza che si prova
forse semplicemente perchè sono di nuovo me stesso, quell'altro lasciato su quei monti sputato fuori con il sudore e la fatica, e questo sorprende anche chi mi conosceva da tanto tempo ma soprattutto me che mi ritrovo ad osservare un amico perso di vista da troppo
forse, forse, forse ...
ma in definitiva, chi se ne frega dei forse, dei semmai, dei perchè psicanalitici, qui e ora, questo in questo preciso istante, ecco ciò che mi ha regalato il Cammino, la consapevolezza che la vita è ora, non ieri non domani, ora e per tale va vissuta, pena che la morte non ci trovi vivi (cit.)
Roberto
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