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Provocazione

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Anonymous

Un saluto a tutti i PPS. Pur essendo iscritto da poco a questo sito volevo lanciare una provocazione, e precisamente: quale autorità morale permette di dare la qualifica di pellegrino o turigrino?
Leggo nei vari post che i turigrinos sono quelli che fanno con o senza zaino gli ultimi 100 Km; e quelli che pur partendo da SJPDP si alzano prima che albeggi e quasi di corsa percorrono il tragitto per poter arrivare prima degli altri negli albergues cosa sono? Queste persone possono essere definite pellegrini o cosa?
Ritengo che il pellegrinaggio sia un’esperienza assolutamente personale ed in quanto tale deve essere rispettata. Inoltre, a mio avviso, pellegrino è colui che, raggiunta la meta (se mai la meta possa essere raggiunta), trasporta poi nella vita quotidiana il vissuto pellegrino.
Il pellegrinaggio è a mio parere apertura verso gli altri e condivisione. Ed allora, quando lo scorso anno ho pulito con l’acqua che avevo nella bottiglia delle escoriazioni che una pellegrina di Torino si era procurata scivolando sulla ghiaia imbrattandosi di m…. di vacca, mi sono sentito dire che era la prima volta che qualcuno condivideva l’acqua con lei si può parlare ancora di pellegrinaggio?
Scusate lo sfogo, ma questo per dire che non è opportuno dare giudizi senza conoscere le motivazioni che spingono una persona ad intraprendere un pellegrinaggio (senza scomodare il Vangelo per travi negli occhi e pietre da lanciare).
Buon Cammino nella vita
Maurizio
 
Annosa questione quella di stabilire se è pellegrino quello che fa tutto il cammino o solo gli ultimi 100 km; se lo è di più chi arranca sotto il peso dello zaino o chi per motivi suoi personali lo zaino lo manda con il taxi; se è pellegrino o turista chi dei 25 km ne fa 20 in bus e gli ultimi 5 a piedi per arrivare prima ad occupare un letto; se è meno pellegrino chi va in bici rispetto a chi si annienta caviglie, ginocchia e piedi.......
E' nella natura umana ripetere "io non giudico nessuno" però si giudica lo stesso, è umano inc.....si dopo aver fatto 24/25/30 o 32 km sotto il sole e con lo zaino in spalla e trovare tutti i letti occupati da persone che hai visto scendere dall'autobus fresche e pulite. E' umano.
Io, nove anni fa, mi sono sentita un verme perchè ho fatto ben 3, dico 3, km con un taxi per arrivare a Melide perchè non riuscivo più a farli sotto una grandinata spaventosa con la febbre, ma arrivando quei due minuti prima di un altro pellegrino ho occupato l'ultimo posto libero. E mi sono sentita un verme, forse quel pellegrino che ha preso la grandine anche gli ultimi tre km ne aveva più bisogno di me di quel letto.
Certo, ognuno fa il cammino come meglio crede, come si sente di farlo, con le sue motivazioni e con i suoi malanni, con i suoi dolori interiori o esteriori, ma permetti che ci sia un pò di differenza tra chi se lo fa tutto in autobus e chi partendo all'alba consuma le scarpe sullo sterrato?
Ti racconto una storiella: nel 2003 a Villafranca do Bierzo ho parlato con una signora (che vedevo già da giorni), incinta di 8 mesi, che arrivava da un albergue all'altro con la macchina mentre il marito invece faceva tutto il cammino a piedi per un voto da sciogliere. La signora, con il suo pancione, dormiva in macchina ed entrava in albergue solo per utilizzare il bagno. A Villafranca l'ospitalera le ha detto di entrare a dormire su un letto, visto che almeno una decina erano liberi, ma lei ha rifiutato dicendo che potevano sempre arrivare altri pellegrini a piedi e i letti erano per loro. Praticamente passava la giornata seduta in macchina a leggere o passeggiando nei dintorni per aspettare che arrivasse il marito, cenare con lui e poi andare a dormire in macchina. Non ha fatto il cammino a piedi ma secondo me forse è più pellegrina di tanti altri. Non sei d'accordo?
 
Sulla signora con il pancione senz'altro sì.
Per il resto rimango della idea che sono le motivazioni che fanno il pellegrino e non solo il mezzo che si usa per compiere il pellegrinaggio.
 
Tema molto complesso e dibattuto quello sollevato da te, caro Mizio (piccola curiosità: è per caso il diminutivo di Maurizio? non sentirti obbligato a rispondere).
Sono d'accordo con Sardina, che è istintivo giudicare. Però penso che bisogna sforzarsi almeno un po' di andare oltre all'istinto.
Chiaramente quando si è stanchi le nostre facoltà sono molto 'ridotte', affiora la parte più 'animale' di noi. E allora si giudica. E in genere partendo dal punto di vista "io sono nel giusto e chi non fa/pensa come me è nel torto". Dimenticando che anche l'altro la pensa allo stesso modo (lui è nel giusto e chi sbaglia sono io). Irrigidirsi in questa posizione significa erigere un muro se non scatenare una guerra.

Personalmente cerco di partire da un altro punto di vista. Non sono io che devo qualificarmi come 'pellegrino'. Quello che posso fare io è cercare di esserlo, conscio sempre dei miei limiti, dei miei errori, delle mie antipatie, delle mie piccinerie ed egoismi, ma anche della mia volontà, dei miei pregi, delle mie simpatie, della mia capacità di amare e di aprirmi all'accoglienza dell'altro come lui è e non come io vorrei che fosse. Come io non sono né totalmente 'buono' né totalmente 'cattivo', così è per tutti gli altri esseri umani. Allora, proprio a partire da questa comune umanità, si può cercare un punto di incontro piuttosto che di scontro.

Ma per incontrarsi bisogna essere in due a volerlo. E se l'altro non vuole purtroppo non c'è niente da fare.

Comunque non è una cosa facile. È una cosa che richiede molta attenzione a sé stessi e molta apertura agli altri. E non sempre ci si riesce. L'importante è non smettere mai di tentare e di ricominciare. Senza lasciarsi abbattere dalle cadute, né esaltarsi per i successi.

Essere pellegrini è una meta che si sposta ogni giorno, una meta che è sempre davanti a noi, una meta che non si raggiunge mai una volta per tutte ma che va inseguita ogni giorno della propria vita.

Pace e benedizione
Julo d.
 
Non so bene che cosa sia un "pellegrino" e non penso di esserlo.
Mi piace camminare, camminare mi fa bene, il cammino è una delle poche occasioni dove non mi sono quasi mai sentita "fuori posto".
So che sul cammino di Santiago sono "ospite", perché si tratta di un cammino religioso e, alla fine dei conti, non è il motivo religioso che mi fa partire.
Sia ben chiaro, ho una stima enorme per chi lo fa per motivi religiosi, solo che non posso considerarmi tale.
Io parto perché mi piace, è questa la molla che mi fa partire. Poi tutto quello che arriva durante il cammino lo prendo.
In quanto "ospite" cerco di comportarmi bene, ma... cerco di farlo in generale (con risultati non sempre soddisfacenti).
Poi, se arrivo stanca e bagnata in un albergue e non trovo più posto perchè un allegro gruppo è arrivato in autobus, un po' mi scoccia, ma non perché sono più "pellegrina" di loro, ma perché sono più stanca.
Per cui, boh, questa cosa di pellegrini/non pellegrini non la capisco tanto.
Forse ci vuole solo un po' di buon senso, sia nel giudicare che nel comportarsi da parte di tutti, ma non solo sul cammino (dove per altro è molto più facile...)

Sto scrivendo un mucchio di scemenze e banalità eh? ... vabbè, è tardi, diamo la colpa a questo (sicuramente da "sveglia" le avrei giustamente considerate tali non le avrei postate)

buonanotte
lia
 
Mizio ha scritto:
Inoltre, a mio avviso, pellegrino è colui che, raggiunta la meta (se mai la meta possa essere raggiunta), trasporta poi nella vita quotidiana il vissuto pellegrino.
Maurizio

Sottoscrivo in pieno :-)
 
Per liam: sono d'accordo con Zena. Ben vengano scemenze e banalità come quelle che hai espresso.
Per Julo: sì, Mizio è la forma contratta di Maurizio; mi chiamava così mia sorella quando ha iniziato a parlare.
 
@liam: se queste sono scemenze ... evviva le scemenze!!!
@mizio: te l'ho chiesto perché mia moglie di chiama Maurizia e alcuni amici la chiamavano Mizia.

Pace e benedizione
Julo d.
 
io pure questa cosa del pellegrino si pellegrino no non la capisco tanto.
ho sempre sostenuto, e lo sapete, che ognuno fa il cammino come gli pare, anche in bus, e se alla fine mi frega il letto, a me che cammino sempre, pazienza, ne troverò un altro.
e sempre ho detto che giudicare è sbagliato, specie se si giudica chi non si conosce.
detto ciò io stesso in qualche post ho parlato dei turigrini, ma non me ne pento, e lo rifarei, non vedo il problema, è una definizione simpatica e divertente, e se qualcuno si sente offeso da questa definizione e la vive male è un problema suo, forse dovrebbe affrontare il cammino con un pò piu' di leggerezza......
e cmq Maurizio nel momento in cui affermi che chi usa il termine turigrino sbaglia, perchè giudica, in quel preciso momento stai giudicando pure tu, o no?
buon cammino
valerio
 
Scrive valmor13: ” io pure questa cosa del pellegrino si pellegrino no non la capisco tanto.
ho sempre sostenuto, e lo sapete, che ognuno fa il cammino come gli pare…….” e poi “detto ciò io stesso in qualche post ho parlato dei turigrini, ma non me ne pento, e lo rifarei, non vedo il problema, è una definizione simpatica e divertente…..”. Scusa Valmor, non ho letto il post in cui davi la definizione di turigrini, ma visto che non capisci pellegrino sì o pellegrino no e quindi presumo la caratterizzazione del pellegrino (correggimi se sbaglio) come fai a distinguere da tale figura quella del turigrino , anche se in modo simpatico e divertente?
Inoltre, è vero che nel mio post affermo che chi usa il termine turigrino sbaglia ma specificando che sbaglia chi dà giudizi senza conoscere le motivazioni che spingono una persona a mettersi in cammino; quindi contrariamente alla tua impressione non giudico una persona solo perché usa il termine turigrino.
Ultreya
 
mi sa che abbiamo qualche problema con l'italiano, senza offesa, eh! ?-)
Maurizio, guarda cosa scrivevo:

valmor13 ha scritto:
io pure questa cosa del pellegrino si pellegrino no non la capisco tanto.

che secondo me voleva chiaramente dire solo una cosa: che non capisco la discussione sul fatto di essere pellegrino o meno, nel senso che è una discussione senza senso, a mio modesto avviso, e le cose che scrivevo dopo avvaloravano questa mia idea:

valmor13 ha scritto:
ho sempre sostenuto, e lo sapete, che ognuno fa il cammino come gli pare, anche in bus, e se alla fine mi frega il letto, a me che cammino sempre, pazienza, ne troverò un altro.
e sempre ho detto che giudicare è sbagliato, specie se si giudica chi non si conosce.

a me pareva chiarissima l'esposizione del mio pensiero, no? Siamo dalla stessa parte!!! :applausi:

detto ciò, e visto che presumi che io non capisca la caratterizzazione del pellegrino, come scrivi testualmente nel tuo ultimo post, mi rimane la curiosità su questa caratterizzazione, e ti sarei grato se me la spiegassi, e credo che farà piacere a tutto il forum saperlo, l'apporto intellettuale di gente colta è sempre benvoluto.
ultreya a te
 

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