A
Anonymous
Un saluto a tutti i PPS. Pur essendo iscritto da poco a questo sito volevo lanciare una provocazione, e precisamente: quale autorità morale permette di dare la qualifica di pellegrino o turigrino?
Leggo nei vari post che i turigrinos sono quelli che fanno con o senza zaino gli ultimi 100 Km; e quelli che pur partendo da SJPDP si alzano prima che albeggi e quasi di corsa percorrono il tragitto per poter arrivare prima degli altri negli albergues cosa sono? Queste persone possono essere definite pellegrini o cosa?
Ritengo che il pellegrinaggio sia un’esperienza assolutamente personale ed in quanto tale deve essere rispettata. Inoltre, a mio avviso, pellegrino è colui che, raggiunta la meta (se mai la meta possa essere raggiunta), trasporta poi nella vita quotidiana il vissuto pellegrino.
Il pellegrinaggio è a mio parere apertura verso gli altri e condivisione. Ed allora, quando lo scorso anno ho pulito con l’acqua che avevo nella bottiglia delle escoriazioni che una pellegrina di Torino si era procurata scivolando sulla ghiaia imbrattandosi di m…. di vacca, mi sono sentito dire che era la prima volta che qualcuno condivideva l’acqua con lei si può parlare ancora di pellegrinaggio?
Scusate lo sfogo, ma questo per dire che non è opportuno dare giudizi senza conoscere le motivazioni che spingono una persona ad intraprendere un pellegrinaggio (senza scomodare il Vangelo per travi negli occhi e pietre da lanciare).
Buon Cammino nella vita
Maurizio
Leggo nei vari post che i turigrinos sono quelli che fanno con o senza zaino gli ultimi 100 Km; e quelli che pur partendo da SJPDP si alzano prima che albeggi e quasi di corsa percorrono il tragitto per poter arrivare prima degli altri negli albergues cosa sono? Queste persone possono essere definite pellegrini o cosa?
Ritengo che il pellegrinaggio sia un’esperienza assolutamente personale ed in quanto tale deve essere rispettata. Inoltre, a mio avviso, pellegrino è colui che, raggiunta la meta (se mai la meta possa essere raggiunta), trasporta poi nella vita quotidiana il vissuto pellegrino.
Il pellegrinaggio è a mio parere apertura verso gli altri e condivisione. Ed allora, quando lo scorso anno ho pulito con l’acqua che avevo nella bottiglia delle escoriazioni che una pellegrina di Torino si era procurata scivolando sulla ghiaia imbrattandosi di m…. di vacca, mi sono sentito dire che era la prima volta che qualcuno condivideva l’acqua con lei si può parlare ancora di pellegrinaggio?
Scusate lo sfogo, ma questo per dire che non è opportuno dare giudizi senza conoscere le motivazioni che spingono una persona ad intraprendere un pellegrinaggio (senza scomodare il Vangelo per travi negli occhi e pietre da lanciare).
Buon Cammino nella vita
Maurizio

