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freespirit

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Ho sempre sostenuto che l'Italia è un museo a cielo aperto e che la ricchezza e la bellezza dei suoi paesaggi non hanno nulla da invidiare a quelle di altri paesi.
Le foto e le descrizioni dei luoghi attraversati da Renzo e Ivana ce lo confermano, ma mi chiedo se c'è differenza tra l'andare in pellegrinaggio verso Santiago de Compostela e fare il cammino di San Benedetto.
Si prova la stessa emozione? Ci sono aspettative? E poi, quanto conta camminare tra la propria gente o invece conoscere altri modi, altre culture?
Oppure... si cammina e basta. Dove, non conta.
Questa cosa io la devo ancora capire, per quanto mi riguarda di certo non c'entra il fatto di camminare "all'estero" piuttosto che nel mio paese, che io, ci tengo a dirlo, amo molto.
Mi piacerebbe conoscere altri pareri in proposito, insomma cosa ne pensate?


free
 
Quel giorno che sentirò che i sentieri d'Italia mi chiamano metterò lo zaino e andrò ... ma ora come ora c'è un cammino che mi chiama e sta al di là dei Pirenei :-)

Edo
 
Secondo il mio modesto parere un pellegrino si limita a rispondere ad una chiamata, che sia dall'italia o dall'estero poco importa.
Staccare dalla routine quotidiana per ritrovare se stessi o semplicemente per ricaricare la "spina" sono solo alcuni dei motivi che ci spingono a metterci in cammino. Poi ognuno ha il suo personale motivo per mettersi in marcia.
Si puó anche staccare rimanendo in "zona". Indubbiamente arrivare in luoghi storici, impregnati di speranza e sudore ha senza dubbio il suo fascino e il suo perchè, impregnato da fede e devozione.
Poi quello che salta all'occhio tra il cammino di santiago e i vari percorsi in italia è senza dubbio l'accoglienza intesa come ricettività. Devi appoggiarti a b&b, agriturismi, pensioni, ecc... Anche se, piano piano qualcosa si muove anche da noi. Ma in fondo in fondo se guardiamo in profondità lo spirito del pellegrino lo portiamo dentro noi stessi. È a conti fatti è sicuramenente quello che più conta. Che sia in spagna, in italia, o in qualunque parte del mondo.

Saro.
 
Essere pellegrini è una vocazione!
Rispondere alla chiamata é una fortuna, anche se a volte comporta dolore e sofferenza. Non importa dove siamo o dove andiamo ció che conta è la consapevolezza di ció che cerchiamo, di cosa desideriamo, di quello che vogliamo raggiungere.

Saro.
 
Ciao
per me le cose stanno così:il piacere di camminare con uno zaino sulle spalle,al ritmo dei miei passi, vedere posti e chiacchierare con chi si incontra è l'autentico motivo per cui ho camminato in Spagna Francia e Italia,e considero l'Italia il paese che più mi è piaciuto.In altre parole, camminare a Santiago, sulla francigena o la GR 65,per come la penso, sono state esperienze simili,in posti diversi più o meno interessanti.Cammino per piacere, semplicemente.Date queste premesse,la distinzione fra trekking , pellegrinaggio, turista,pellegrino, con tutti i luoghi comuni associati,semplicemente non hanno valore,ma rispetto chi la pensa diversamente, e magari ci offriamo una birra quando ci incontriamo.
amb
 
io credo che debba essere fatta una distinzione, fra chi segue un cammino per motivi del tutto naturalistici e paesaggistici, oppure chi lo fa per motivi religiosi. L'Italia è meravigliosa e merita, io a tratti ho percorso il cammino di San Benedetto e sulle vie di Francesco, la francigena nella parte della Toscana, e conservo dei ricordi bellissimi, forse legati all'età e a quello che stavo facendo. Quando riuscirò a completare il francese forse riprenderò in Italia. Confermo quello che molti dicono sulla recettività delle strutture in Italia. Ancora non siamo pronti, ma molto si sta facendo. Con gli scout avevamo dei canali preferenziali in strutture religiose o sedi scout di altre cittadine e da dormire si trovava sempre. Il tempo libero, da impegni di lavoro , in questo non ci aiuta in quanto si è limitati e si deve sempre cercare di organizzare al meglio. Un consiglio per potenziare la francigena potrebbe essere quella di appoggiarsi a chiese e conventi ...e ce ne sono moltissimi. Comunque freespirit l'Italia merita di essere percorsa e visitata e noi italiani non sappiamo apprezzare e valorizzare quello che abbiamo. ciao Sandro
 
Cara freespirit , il tuo post arriva proprio alla vigilia del mio prossimo cammino ,
camminerò in Spagna ma per la prima volta i miei passi non andranno verso
Santiago De Compostela.
Non so cosa proverò , non so se avrò la stessa spinta , se ancora una
volta sarà la mente a farmi andare o se dovrò contare solo sulle mie gambe !!
Lo saprò al ritorno .
Per me arrivare in quella piazza è magia, proseguire per l'oceano è sognare !!
L'accoglienza è sempre garantita, non prenoto, quando è sera so che troverò
una branda, troverò amici, calore, sorelle, fratelli Pellegrini !:)
Ho camminato anche in Italia e son sempre stata felice , luoghi meravigliosi,
anche l'ospitalità sta migliorando moltissimo.
Ancora non so cosa preferire e perchè cammino, forse non lo voglio nemmeno
sapere, perchè sino ad allora camminerò ;):D
Ho nel cestino dei desideri altri cammini, ma quello che sento verso Santiago
è speciale è lo " Spirito del Cammino "
:flecha:
Cetty
 
L’argomento che ha toccato Free è molto vasto; Spagna, Italia? Diverse, simili?
Sappiamo come ogni esperienza sia unica e anche le emozioni e le aspettative che vi riversiamo, perché anche noi siamo sempre un po’ diversi, emotivamente fisicamente spiritualmente.
Eppure, qualcosa ci fa scegliere il Cammino, verso Santiago, verso Assisi, verso Montecassino…
La scelta è molto personale, davvero c’è una chiamata, qualcosa che risuona dentro, in un modo o nell’altro.
Ma appunto, perché la chiamata arriva da là, oltre i Pirenei magari, e non da qui, Roma per esempio?
La chiamata in fondo può essere vista come una nostra vibrazione interiore, una vibrazione che ci fa sentire in armonia con il posto che abbiamo preso nell’universo, una voce della nostra anima a cui siamo pronti a rispondere.
Va bene, ma dunque? Perché la mia anima mi chiama verso Santiago e non verso le mie terre, davvero così belle?
Ci sarà forse una componente più egoica, chiamiamola così, che ci fa scegliere la meta?
Qualcosa che si unisce al nostro bisogno dell’anima di partire verso noi stessi, verso un sentire più profondo?
Forse la nostra Anima semplicemente ci esorta a metterci in Cammino, per ritrovare noi stessi e una dimensione più profonda e poi il nostro Io/Ego sceglie il percorso: “vicino” a casa, con la propria lingua ma con poca ospitalità pellegrina? Lontano da casa, con più incognite, ma più avventura e apertura e grandi disponibilità di accoglienza?
Ogni Io fa la sua scelta, dovuta a tanti motivi interiori; quando ho scelto Francesco, era per camminare nella natura di casa (comunque a diverse centinaia di km da casa mia…) che era la stessa natura che lui amava; e ho scoperto posti e cittadine splendide, mai viste prima; e ho sentito la sua presenza e ho amato il percorso; tutto è stato diverso da Santiago, ma nell’essenza forse non molto…
però ero più vicina a casa, e forse al mio cuore? Questo me lo chiedo sinceramente.

E ora che vedo questo cammino di Benedetto dei nostri amici…i piedi scalpitano, gli occhi sognano; quel verde, quei posti mai visti, sono esotici come la Spagna, mi riempirebbero di avventura e libertà come il valicare i Pirenei, e potrei incontrare persone ospitali e sincere con cui fare lunghe chiacchierate come mi è capitato sul Francese, e anche qualche pellegrino d’oltralpe con cui rimestare nelle lingue arrugginite dal tempo per la mancanza di esercizio…come è capitato su Francigena e sentieri di Francesco.

E la meta?
La meta…Montecassino non so bene nemmeno dove sia, non se ne sente parlare come il mantra “Santiago, Santiago…” (ma anche Santiago, prima del Cammino francese, non è che sapessi esattamente dove fosse…)
il che dona però anche un fascino misterioso al luogo: dove sarà questo paese, perché si parte da Norcia e si arriva lì?
Ecco, iniziano ad accendersi delle luci…

Noi pellegrini di tutto il mondo, con qualunque fede o spiritualità, con i nostri più vari intenti per cui ci mettiamo in cammino, creiamo i percorsi, diamo luce a queste vie, a questi paesi, a questi sentieri, come frecce gialle che si accendono per splendere a lungo, più a lungo di quello che immaginiamo…
E più siamo, più si accendono per splendere…

Ben vengano i Cammini in Italia, ha così tanto da dare, la sua natura, la sua storia, i suoi abitanti, così come noi italiani abbiamo tanto da riscoprire e valorizzare.
E’ come tuffarsi dentro noi stessi e ri-conoscere la Bellezza che ci tenevamo nascosta.

Bisogna affidarsi e ad avere fiducia, anche un cammino in Italia non delude, se si apre il cuore.

Uhu quante parole ho fatto, cari amici! questa la mia riflessione personale sull’argomento. Potrei starci su delle ore, assieme agli amici PPS.

E poi penso, tante parole ...ma ora andiamo! tutto si completerà nel suo viaggio.
 
Quoto una frase di amb perché penso riassuma quello che avrei scritto usando molte più parole.
Cammino per piacere, semplicemente.
Ormai lo sapete, non riesco a definirmi "pellegrina", penso sia qualcosa al di là, al di sopra, del mio modo di camminare.
(cosa ci faccio qui? Beh... ogni tanto la mia coerenza va a farsi dei lunghi cammini per conto suo. E per fortuna).
Ma non mi sento neanche di dire che cammino solo per motivi naturalistici/paesaggistici (anche se ovviamente preferisco la vista che spazia alla periferia di una città).
Per me il "dove" non fa una grossa differenza.
Sto pensando a camini che mi sono rimasti nel cuore più di altri e i primi 2 che mi vengono in mente sono il Cammino di Madrid e il Glorioso Rimpatrio.
Pensando a cosa possono avere in comune mi viene in mente la solitudine, camminare per ore, a volte anche tutto il giorno, senza incrociare nessuno. Per poi riuscire ad apprezzare gli incontri che mi capitano (cammini solitari per non sentirsi soli). O la sfida con me stessa, per motivi molto diversi, entrambi non erano così scontati per me.
La meta: non essenziale, ma ogni tanto mi piace averla. Però può essere anche una meta che mi definisco io. Bobbio Pellice è stata una meta significativa, perché per me era un posto importante. O fare il pezzo di Francigena al contrario per arrivare al Gran San Bernardo.
Ma alla fine non so (ma va'!) cosa davvero mi fa scegliere un percorso invece di un altro.

Chissà che questo argomento non mi dia una scossa: non ho ancora deciso cosa fare della mia settimana di luglio (e sarà il caso che mi svegli, prima di giocarmela). Per le 2 fine agosto/inizio settembre diciamo che almeno una idea c'è (anche se è quella che c'era già l'anno scorso e poi è cambiata totalmente da un giorno all'altro)
 
Noi pellegrini di tutto il mondo, con qualunque fede o spiritualità, con i nostri più vari intenti per cui ci mettiamo in cammino, creiamo i percorsi, diamo luce a queste vie, a questi paesi, a questi sentieri, come frecce gialle che si accendono per splendere a lungo, più a lungo di quello che immaginiamo…...

sono perfettamente d'accordo Fede in volo .. siamo noi pellegrini a fare un cammino. ciao Sandro
 
Noi pellegrini di tutto il mondo, con qualunque fede o spiritualità, con i nostri più vari intenti per cui ci mettiamo in cammino, creiamo i percorsi, diamo luce a queste vie, a questi paesi, a questi sentieri, come frecce gialle che si accendono per splendere a lungo, più a lungo di quello che immaginiamo…
E più siamo, più si accendono per splendere…
Sono d'accordo anche io con Fede in volo.. Più siamo più luce illumina il nostro Cammino. Senza niente togliere al Cammino di Santiago che con le sue freccie ha fatto meglio di Cupido!:)
 

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