L’argomento che ha toccato Free è molto vasto; Spagna, Italia? Diverse, simili?
Sappiamo come ogni esperienza sia unica e anche le emozioni e le aspettative che vi riversiamo, perché anche noi siamo sempre un po’ diversi, emotivamente fisicamente spiritualmente.
Eppure, qualcosa ci fa scegliere il Cammino, verso Santiago, verso Assisi, verso Montecassino…
La scelta è molto personale, davvero c’è una chiamata, qualcosa che risuona dentro, in un modo o nell’altro.
Ma appunto, perché la chiamata arriva da là, oltre i Pirenei magari, e non da qui, Roma per esempio?
La chiamata in fondo può essere vista come una nostra vibrazione interiore, una vibrazione che ci fa sentire in armonia con il posto che abbiamo preso nell’universo, una voce della nostra anima a cui siamo pronti a rispondere.
Va bene, ma dunque? Perché la mia anima mi chiama verso Santiago e non verso le mie terre, davvero così belle?
Ci sarà forse una componente più egoica, chiamiamola così, che ci fa scegliere la meta?
Qualcosa che si unisce al nostro bisogno dell’anima di partire verso noi stessi, verso un sentire più profondo?
Forse la nostra Anima semplicemente ci esorta a metterci in Cammino, per ritrovare noi stessi e una dimensione più profonda e poi il nostro Io/Ego sceglie il percorso: “vicino” a casa, con la propria lingua ma con poca ospitalità pellegrina? Lontano da casa, con più incognite, ma più avventura e apertura e grandi disponibilità di accoglienza?
Ogni Io fa la sua scelta, dovuta a tanti motivi interiori; quando ho scelto Francesco, era per camminare nella natura di casa (comunque a diverse centinaia di km da casa mia…) che era la stessa natura che lui amava; e ho scoperto posti e cittadine splendide, mai viste prima; e ho sentito la sua presenza e ho amato il percorso; tutto è stato diverso da Santiago, ma nell’essenza forse non molto…
però ero più vicina a casa, e forse al mio cuore? Questo me lo chiedo sinceramente.
E ora che vedo questo cammino di Benedetto dei nostri amici…i piedi scalpitano, gli occhi sognano; quel verde, quei posti mai visti, sono esotici come la Spagna, mi riempirebbero di avventura e libertà come il valicare i Pirenei, e potrei incontrare persone ospitali e sincere con cui fare lunghe chiacchierate come mi è capitato sul Francese, e anche qualche pellegrino d’oltralpe con cui rimestare nelle lingue arrugginite dal tempo per la mancanza di esercizio…come è capitato su Francigena e sentieri di Francesco.
E la meta?
La meta…Montecassino non so bene nemmeno dove sia, non se ne sente parlare come il mantra “Santiago, Santiago…” (ma anche Santiago, prima del Cammino francese, non è che sapessi esattamente dove fosse…)
il che dona però anche un fascino misterioso al luogo: dove sarà questo paese, perché si parte da Norcia e si arriva lì?
Ecco, iniziano ad accendersi delle luci…
Noi pellegrini di tutto il mondo, con qualunque fede o spiritualità, con i nostri più vari intenti per cui ci mettiamo in cammino, creiamo i percorsi, diamo luce a queste vie, a questi paesi, a questi sentieri, come frecce gialle che si accendono per splendere a lungo, più a lungo di quello che immaginiamo…
E più siamo, più si accendono per splendere…
Ben vengano i Cammini in Italia, ha così tanto da dare, la sua natura, la sua storia, i suoi abitanti, così come noi italiani abbiamo tanto da riscoprire e valorizzare.
E’ come tuffarsi dentro noi stessi e ri-conoscere la Bellezza che ci tenevamo nascosta.
Bisogna affidarsi e ad avere fiducia, anche un cammino in Italia non delude, se si apre il cuore.
Uhu quante parole ho fatto, cari amici! questa la mia riflessione personale sull’argomento. Potrei starci su delle ore, assieme agli amici PPS.
E poi penso, tante parole ...ma ora andiamo! tutto si completerà nel suo viaggio.