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Sanabres

  • Creatore Discussione Creatore Discussione liam
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liam

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Se non capitano altri inconvenienti, esattamente tra 2 settimane, a quest'ora, sarò a dormire sul pavimento dell'aeroporto di Bergamo.
Mattina successiva volo per Valladolid, bus per Salamanca e il giorno successivo si inizia a camminare.

Per fortuna ho comprato i biglietti aerei un paio di mesi fa, perché nell'ultimo mese e mezzo mi sono capitate un po' di "cose", soprattutto a livello lavorativo, e se non avessi già avuto i biglietti... beh... non so se avrei deciso di partire.
Ma a questo punto i biglietti ci sono e tanto vale usarli! Tanto non è che risparmiando quel po' di soldi, ci possa essere un gran cambiamento.

Nel giro di un mese mi sono ritrovata ad entrare nel fantastico mondo dei precari. Che già non è proprio il massimo di suo, ma per chi (purtroppo :( ) si avvicina ai 50 anni offre ancora meno sicurezze
La mia ditta ha chiuso e ho anche la sensazione che non vedrò mai i miei stipendi arretrati.
Mi è ancora andata bene, perchè dalle ceneri della vecchia ditta è nata una ...boh, non saprei come definirla... "cosa" per portare avanti il progetto su cui stavamo lavorando e visto che, per ora, gli servo ancora, mi hanno offerto un contratto a progetto di un anno. E poi si vedrà.

Finite le lamentele lavorative, torniamo al cammino.

L'anno scorso sono partita da SJPP e sono arrivata a Leon.
Sono partita per... curiosità... Mi piace camminare, avevo sentito racconti di persone che avevano fatto il cammino, avevo letto qualcosa e sono partita con lo spirito di "vediamo cos'è".
Beh, mi è piaciuto! :D

A Granon c'era una cartina appesa e guardandola ho pensato che l'anno successivo mi sarebbe piaciuto arrivare a Santiago partendo da Salamanca.
Non so bene perché...
Durante l'inverno ho cambiato idea più volte, finire il Francese, Primitivo, un pezzo del Norte, Aragonese, un pezzo del Portoghese... ogni volta che leggevo un vostro diario cambiavo idea.
Ma alla fine sono ritornata all'idea avuta a Granon.

Però... sono più preoccupata dell'anno scorso. L'anno scorso non sapevo bene cosa aspettarmi, per cui non mi aspettavo niente, sapevo che al massimo avrei camminato facendo la figura di quella un po' scema, che non parla con nessuno e non dice niente di interessante, cosa a cui sono abituata e non mi crea più molti problemi ;) .
Ma quest'anno... ho l'anno scorso come paragone. E se l'anno scorso sono solo stata fortunata? e se non è come l'anno scorso? e se non sono capace di farlo ricapitare? e se... ma forse tutto ciò è normale. Ho letto che anche altri hanno avuto i "dubbi da secondo cammino" ;)

Mi fermo qui (è tardissimo! :o non me n'ero accorta!). Scusate per le banalità, ma forse il fatto stesso di scriverle me le fa sembrare scemenze e quindi è utile.

Nei prossimi giorni, quando sarò un po' sveglia :roll: farò un paio di domande un po' più sensate (mah...) o forse solo un po' più pratiche

:Ciao:
lia
 
non si può ripetere la stessa esperianza.... ogni cammino è diverso, non migliore o peggiore, solo diverso. il cammino lo fai tu, lo fanno le persone che incontri, gli imprevisti e le "coicidenze " che ti capiteranno.... il tempo, il fisico.....
ma come spesso si dice tra pellegrini.... è il cammino che ti fa .

Caminante son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar...
 
Sono in partenza...

Adesso spengo il pc, saluto tutti (ehm... no, non c'è più nessuno in giro, i pochi rimasti sono già andati a casa e li ho già salutati), recupero lo zaino e vado a dormire all'aeroporto di Bergamo. Se tutto va bene domani sarò a Salamanca e domenica inizio a camminare.

Mia mamma si prenderà cura del gatto, il gatto si prenderà cura di mia mamma (beh, devo ringraziarla, la "belva", con mia mamma sta facendo un buon lavoro ;) ), almeno uno dei miei cugini sarà a Torino in questo periodo, così in caso di necessità avrà anche un riferimento "umano".

Spero di riuscire a non pensare ai problemi lavorativi per 20 giorni, tanto non è che possa fare molto altro che "aspettare gli eventi" (in quest'ultima settimana la situazione è riuscita ulteriormente a peggiorare... boh... non so se sono più preoccupata o più delusa... :( ).

Come ha detto Antonia è il Cammino che decide come essere e allora lasciamo decidere a lui... io mi limito a partire e vediamo cosa capiterà.

Ogni tanto mi farò sentire...
:Ciao: e buon cammino a chi è o sarà in cammino e anche a chi vorrebbe esserci... :)

ps: ho uno zaino da "bagaglio a mano" con materassino annesso, il tutto sotto gli 8 kg! ...cosa avrò dimenticato????
 
Anche se non so quando leggerai:

BUON CAMMINO!!!!!!

Pace e benedizione
Julo d.
 
In questo momento sarai all'aeroporto e ti starai domandando...ma che ci faccio qui? Ti sarà chiaro non appena muoverai i primi passi...Buon Cammino!
 
Ciao
grazie Julo e Zena!
Sono a Calzadilla e "stn bene".
Direi che questo per ora riassume tutto!
Ciao
lia
 
Buon Cammino Liam!Calzadilla non è il massimo e nonostante ti sento "carica",ottimo segno! ;) .Raccontaci tutto, se ti va e...(consiglio pratico) evita ACCURATAMENTE l'albergue di Mombuey!!!!! :bacibaci: :bacibaci: :bacibaci: Fly
 
Acc... Fly, letto troppo tardi...
Comunque sono sopravvissuta, oggi sono a Puebla de Sanabria, altro tipo di albergue...
Le tappe stanno diuentando sempre più belle.
Racconterò di più al mio ritorno, con questo coso è troppo faticoso e non voglio andare in un internet point per non vedere la posta...
Ciao
lia
 
liam ha scritto:
Acc... Fly, letto troppo tardi...
Comunque sono sopravvissuta, oggi sono a Puebla de Sanabria, altro tipo di albergue...
Le tappe stanno diuentando sempre più belle.
Racconterò di più al mio ritorno, con questo coso è troppo faticoso e non voglio andare in un internet point per non vedere la posta...
Ciao
lia
Mannaggia...me lo sentivo! Quell'albergue è la vergogna del Cammino (non sono parole mie, ma della farmacista di Mombuey)! Adesso da Puebla in poi vai alla grande: grandi paesaggi, miglior organizzazione ma soprattutto...ritroverai "quello spirito del Cammino" che è caratteristico della Galizia. Buen viaje! Fly
 
si Lia, ogni cammino è diverso, te lo posso assicurare, ne migliore ne peggiore, soltanto diverso.....
ma da ogni cammino possono arrivare cose buone.
buen camino!
valerio
 
Ciao!

Tornata Venerdì notte dal mio secondo cammino.
Tornata fisicamente, perché con la testa sono ancora lì. Anche se oggi, primo giorno di lavoro, le notizie che avevo tenuto a distanza per 3 settimane, hanno fatto di tutto e di più per farmi ritornare anche con la testa, per il momento non ci sono ancora del tutto riuscite.

Cammino sicuramente diverso dal Francese dell'anno scorso, dove tutto era nuovo e tutto era da scoprire.
Cammino più solitario, sul Sanabres raramente più di 7/8 persone la sera negli albergues, alcune volte eravamo solo in 3.
Cammino bello però, che in qualche modo ho sentito "mio", non ho mai avuto la sensazione di essere "fuori posto" (beh, quasi mai... giusto un pochino, un paio di volte da Santiago a Finisterre...).
Ho condiviso tutte le tappe del Sanabres con 2 tedeschi, all'inizio per caso, poi pianificando insieme la sera la tappa del giorno successivo.
Abbiamo camminato raramente insieme, ma sapere che li avrei ritrovati all'albergue (e spesso incrociati al primo bar aperto per la colazione!) era un punto di riferimento.
Li ho persi all'arrivo a Santiago e ritrovarli per caso, prima al faro di Finisterre, poi mentre andavo a prendere il bus per l'aeroporto a Santiago, è stato un bel regalo di fine cammino!

E a proposito di incontri sul cammino, a Olveiroa ho parlato con i primi italiani del mio cammino (sul Sanabres non ho incontrato nessun italiano, a parte i 2 hospitaleros di Zamora e a Santiago e Negreira... beh, meglio non fare confusione, questo lo racconto dopo...), comunque i 2 primi pellegrini incontrati sono i 2 sullo sfondo della foto qui sotto. Penso che molti di voi li riconosceranno ;)

Contentissima di averli conosciuti :D

Come sempre ogni sera ho messo giù appunti di vario tipo, con le mie frasi un po' sconclusionate.
Forse nei prossimi giorni proverò a scrivere qualcosa recuperato dai miei foglietti.
Non aspettatevi un granché, soprattutto dopo i racconti di Angelo e Fly sullo stesso percorso.
A proposito, in alcuni registri degli Albergues ho trovato le tracce dei recenti passaggi di Angelo, Fly e Gix!

Per ora grazie a chi mi ha dato informazioni e incoraggiamenti qui sul sito e a chi ha diviso con me un pezzo più o meno lungo di cammino e in particolare:
Martin e Rafael, Adheen, Stano e Zuzanne, Nora e Alberto, Federico, Andrea
Anche se non tutti lo leggeranno, spero che il mio GRAZIE! gli arrivi comunque.
:Ciao:
lia
 

Allegati

  • P9060374.JPG
    P9060374.JPG
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Bentornata,Liam! Felice di "averti fatto blink",e magari strappato un sorriso con le tracce del mio passaggio sul librone degli albergues. Dai, raccontaci le tue impressioni: Angelo ed io abbiamo camminato su "due percorsi distinti"...un terzo parere sarebbe molto interessante. PS: Osservando meglio la foto che hai allegato,è vero... i due pellegrini sullo sfondo, sembrano vagamente Alberto e Nora...quando si dice le somiglianze..... :D Un abbraccio. Fly
 
In fervente attesa dei tuoi racconti!
E non ti preoccupare se sono pensieri sparsi e apparentemente sconclusionati: sono i più veri e comunicativi

Pace e benedizione
Julo d.
 
E allora vado con un po' di pensieri e ricordi recuperati di miei fogli, così come vengono... non aspettatevi niente di molto interessante o profondo... ;)

20/08 Arrivo a Salamanca.
Fa caldo e ho un sonno tremendo (treno+notte in aeroporto+volo+bus).
Ma riesco comunque a trovare l'Albergue.
Adesso ho la credenziale e un letto per la notte, sì adesso ho tutto per partire!
Dopo una doccia e un'oretta di sonno mi riprendo e faccio un giro (ancora da turista) per la bella Salamanca.

21/08 Salamanca - El Cubo de la Tierra del Vino
Parto alle 7. E' ancora buio, ma, nonostante sia domenica, c'è già gente in giro. No... dopo un po' capisco: c'è "ancora" gente in giro!
Dopo l'uscita dalla città, la prima parte è su stradine in mezzo ai campi.
Vado spedita: sto camminando, sto finalmente camminando. Incontro un paio di persone: "Buenos Dias", sì, sono sul cammino!
Ogni tanto intravedo dietro di me altre due persone che camminano: una maglia a strisce bianche e blu e un cappello di paglia. Almeno altri 2 pellegrini a piedi ci sono.
A Calzada del Valdunciel c'è una festa o qualcosa di simile, ci sono cavalli e tori. Quattro ragazzi cercano di spiegarmi cosa capiterà, ma loro non mi sembrano molto sobri, il mio spagnolo fa quel che può e quindi non capisco molto.
Quando arrivo sull'asfalto il mio entusiasmo da primo giorno inizia un po' a scemare.
Il tratto a fianco dell'autostrada e poi sulla nazionale (per fortuna non molto trafficata) è lunghissimo e proprio brutto.
Cerco di capire dai mie fogli volanti stampati da internet a che punto sono e vedo che dovrei essere vicino a una "bascula pesante obligatoria" ...mmm... e che accidenti sarà?
Poi mi viene in mente che pesante in spagnolo si dice "pesado" e quindi "pesante" vorrà dire "che serve per pesare" e quindi "bascula" sarà una bilancia o meglio una di quelle cose che dalle mie parti si chiama "pesa".
Sono contentissima di questa mia intuizione e quando finalmente la vedo esulto. Per fortuna non c'è nessuno che mi vede...
La strada però continua ad essere noiosa e cerco di inventarmi giochi di parole, mi vengono pezzi di rebus talmente assurdi che ogni tanto rido da sola.
Ma tra una scemenza e l'altra finalmente arrivo a El Cubo del Vino.
E qui imparo un'altra nuova parola: "velatorio" o meglio qui la leggo soltanto, scoprirò il significato alcuni giorni dopo...
C'è scritto sulla porta di fianco a quella dell'Albergue e la sera ci sono parecchie persone davanti a questa porta, che entrano e escono, tutte ben vestite. Sul momento penso sia un posto dove si ritrova la gente del paese...
All'albergue ci sono alcuni ciclisti spagnoli e dopo un po' arrivano i 2 pellegrini che vedevo dietro di me la mattina.

22/08 El Cubo de la Tierra del Vino - Zamora
Durante la notte ha piovuto.
Quando parto non piove, ma dopo circa un'ora arriva un altro temporale.
Quando finisce il cielo è bellissimo: completamente nero da una parte e azzurrissimo dall'altra.
Fortunatamente oggi niente più asfalto.
Nella discesa verso Villanueva c'è parecchio fango, all'inizio cerco di evitarlo, poi, visti gli scarsi risultati, vado giù senza preoccuparmene e arrivo con gli scarponi che pesano qualche quintale.
E imparo che fango si dice "barro", perché chi mi vede, guarda i miei scarponi e dice "mucho barro!".
Sommaria pulizia degli scarponi e fantastica colazione con pane olio aceto e pomodoro (era la mia merenda preferita da bambina!)
Adesso il cielo è tutto sereno e strada e panorama sono assolutamente migliori di quelli di ieri.
Sì, inizio a stare bene!
Verso Zamora raggiungo "maglia a strisce bianche e blu" e "cappello di paglia" e questa volta ci rivolgiamo la parola.
Sono Martin e Rafael, tedeschi, hanno fatto la prima parte della Plata 4 anni fa e adesso Sono ripartiti da Salamanca per arrivare a Santiago.
Poco dopo raggiungiamo 4 signore Belghe e arriviamo tutti insieme all'Albergue.
Qui ci accoglie un signore parlando Inglese, ma poi vedo sulla scrivania una cosa a cui sono molto affezionata: La Settimana Enigmistica!
Così scopro che i due hospitaleros sono italiani.
Giro per Zamora: bella.
Tante cicogne con il loro rumore di becchi.

23/08 Zamora - Riego del Camino
Parto con il saluto delle cicogne.
Il cielo è azzurro ma non fa ancora troppo caldo (almeno fino a Montamarta) e si cammina bene.
La testa si sta svuotando dai pensieri e inizia a essere più leggera.
Arrivo a Montamarta che non è neanche mezzogiorno, sto bene e decido di continuare fino a Riego.
Nel pomeriggio il caldo aumenta e anche la stanchezza, comunque arrivo a Riego senza grossi problemi.
All'Albergue non c'è ancora nessuno, così mi tocca andare alla ricerca delle chiavi.
Mobilito mezzo paese per recuperarle, persone che chiedono ad altre persone, che mi accompagnano, che mi danno chiavi che poi si riprendono perché non sono quelle giuste, che mi spiegano le cose e me le fanno ripetere per essere sicuri che le abbia capite.
Tutti molto gentili.
Alla fine entro nell'Albergue e sono contenta di avercela fatta, visto che a me non è che venga poi così facile fermare le persone, chiedere, parlare.
Arrivano anche Martin e Rafael e nessun altro.
Andiamo a mangiare insieme all'unico bar, dove ci consigliano varie deviazioni per arrivare a Tabara.
Soprattutto ci dicono di evitare di salire sulla "montagna" arrivati al ponte perché è solo più faticoso e di continuare par la strada.
Ma chissà perché questa montagna attira sia me che loro... si vedrà domani sul posto.
Dopo cena ci raccontiamo un po' di cammini.

...continua...
 
Grazie del tuo bellissimo racconto.

Rimango in attesa del seguito (e del significato di 'velatorio': google-translate non mi ha aiutato :( )

Pace e benedizione
Julo d.
 
Ehi, ma 'velatorio' non significa per caso 'veglia funebre'? :o

Pace e benedizione
Julo d.
 
Edo ha scritto:
Julo ha scritto:
Ehi, ma 'velatorio' non significa per caso 'veglia funebre'? :o

E' proprio così Julo...



Edo
E sì...
Io l'ho scoperto solo alcuni giorni dopo e ci sono rimasta anche un po' male.
Non ho proprio pensato potesse essere la camera ardente, ho tranquillamente continuato a entrare e uscire ridendo e parlando e gli altri come me.
L'albergue è in vecchio edificio ristrutturato, bello, che ha nella prima parte le scuole, nella successiva l'albergue e nell'ultima porta il "Velatorio".
 
24/08 Riego del Camino - Tabara
Partenza un po' prima delle sette.
Mi piace iniziare a camminare con il buio, cerco di accendere la pila solo se incontro un bivio e devo cercare le frecce. Nelle stradine in mezzo alla campagna gli occhi si abituano abbastanza in fretta.
Martin e Rafael sono un quarto d'ora davanti a me.
A Granja de Moruela c'è il bivio: Sanabres o Francese. Sanabres!
Il terreno diventa subito più ondulato. Si sale tra cespugli e qualche albero e iniziano le more!
Faccio meno fatica se ci sono un po' di curve, un po' di salite e discese. Forse perché sono curiosa di vedere cosa ci sarà dopo.
Ho scelto il giorno giusto per pensare a questa cosa!
Poi la discesa al famoso Ponte sull'Esla.
Il cielo è azzurro e il fiume e il ponte sono davvero molto belli.
Mi fermo un po' a guardarli.
L'idea di seguire la strada asfaltata non la prendo neanche in considerazione, a sinistra del ponte e su per il sentiero!
Non è poi così faticoso come dicevano ieri sera e la vista a picco sul fiume vale sicuramente la fatica.
Rimango su parecchio, si sta proprio bene e non ho voglia di scendere.
Poi però mi tocca ripartire...
Scopro che Martin e Rafael sono anche loro lì, a una ventina di metri da me, non li avevo visti.
Ancora un tratto tra gli alberi, fanno ombra, non si sente il caldo, si cammina bene.
Poi gli alberi finiscono e inizia una stradina in mezzo ai campi e anche il caldo.
Un bivio a sinistra, uno a destra e poi una lunghissima, lunghissima stradina bianca, perfettamente diritta, senza un filo di ombra.
Al fondo si vedono le case di Faramontanos, piccole piccole.
All'inizio è suggestivo.
Inizio a pensare che ci sia qualcuno che tira indietro le case alla stessa velocità dei miei passi, malgrado cammini sono sempre lontanissime.
Provo a contare 100 passi senza guardare avanti, quando guardo non è cambiato niente, troppo pochi. Provo con 1000, ma mi distraggo e faccio confusione con le centinaia, lascio perdere, tanto non si avvicinano!
Mi giro e vedo Martin e Rafael piccoli piccoli, dietro di me. Penso di fermarmi e aspettarli, forse se dico due parole Faramontanos si avvicina. Ma l'idea di stare ferma sotto il sole mi fa cambiare idea e vado avanti.
Penso al fantastico gelato che mi mangerò a Faramontanos, me lo immagino in tutti i minimi particolari, non so neanche se esiste un gelato così (crema alla menta all'interno e ricoperto da uno spesso strato di buon cioccolato fondente).
Però la cosa funziona perché alla fine Faramontanos si ferma e io riesco a raggiungerla.
Un po' cotta, con la borraccia ormai vuota, ma sono arrivata.
Appena arrivo mi viene il dubbio che non ci sia neanche un bar, invece c'è, anche se mi devo accontentare di un banale Magnum alla vaniglia e cioccolato al latte.
Ci sono anche delle fantastiche panchine all'ombra, ne occupo una e mi ci addormento. Le altre 2 verranno occupate da Martin e Rafael.
Aspettiamo che il sole cali un po' prima di fare l'ultimo tratto fino a Tabara.
Giornata piena. Bellissima la mattina e faticoso e caldo il pomeriggio.

25/08 Tabara - Calzadilla de Tera
Dopo l'esperienza di ieri, si parte mezz'ora prima, sperando di non prendere tanto caldo.
Ma arrivata in fondo al paese mi rendo conto di avere ancora in tasca la chiave dell'Albergue. Torno indietro a lasciarla e così la mezz'ora è andata.
Si abbandonano i campi per una zona più verde, con alberi e colline, in lontananza si vedono le montagne.
Attraverso alcune piccole frazioni, con la chiesa, poche case, tanti gatti e alcuni cani.
L'ultima parte è tutta lungo il fiume, all'ombra, il panorama non è sempre bellissimo, ma è fresco e si cammina bene.
Mi fermo a mettere i piedi a bagno.
Questa sera siamo in 4, c'è anche Adheen, un ragazzo inglese di origine araba che è partito da Siviglia e ci racconta del caldo della prima parte e delle differenze che sta trovando nel paesaggio, nei paesi , nelle persone man mano che va avanti.

26/08 Calzadilla de Tera - Mombuey
E' fresco! Finché il sole non è un po' alto cammino con il pile.
Arrivo a una chiesa in mezzo alla campagna (chiusa, come quasi tutte quelle che ho incontrato finora), mi fermo a mangiare 2 biscotti al sole, c'è una tranquillità che ti entra dentro.
Poi la diga e il lago.
Ieri non ho letto la descrizione della tappa, il lago è stato una sorpresa.
Cielo azzurro, lago blu, arietta fresca.
Silenzio e pace, rimango un po' seduta su una pietra in riva al lago.
Inizia qualche castagno e i muretti a secco.
A Rionegro del Puente il Santuario è aperto e una signora mi fa vedere l'interno e mi spiega un po' di cose. Mi sembra addirittura di capire quello che dice.
Riconosco subito la statua di San Rocco con il cagnolino. Ricordi d'infanzia, di cadute in bici, di ginocchia sbucciate e di mia zia che diceva che mi mancava solo il cagnolino di San Rocco a leccarmi le ferite.
L'ultimo tratto non sarebbe male, se non ci fosse il rumore dell'autostrada. Stona un po' con la pace e la tranquillità che ci sono state fino a qui, ma è solo l'ultimo pezzetto e poi oggi c'è un po' d'aria, non fa troppo caldo.
L'albergue di Mombuey... mi siedo su un letto e la rete arriva più o meno a livello pavimento (e peso solo 48 kg!), gli altri non sono molto meglio.
Rafael ha scelto il letto da ospedale che c'è al centro, dice che è abbastanza comodo, a me fa un po' effetto.
Il messaggio di Fly l'ho letto troppo tardi.
Comunque dormo.

...continua...
 
liam ha scritto:
L'albergue è in vecchio edificio ristrutturato, bello, che ha nella prima parte le scuole, nella successiva l'albergue e nell'ultima porta il "Velatorio".

Cioè è un edificio che copre tutto l'arco della vita: dagli esordi fino agli ultimi istanti.

Pace e benedizione
Julo d.
 

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