M
mario
Pace e bene. Ho iniziato a scrivere qualche pensiero giornaliero del cammino fatto quest'anno, dal 25 luglio al 20 agosto...lo condivido volentieri con voi...che di cammino ve ne intendete.
1° giorno, 25 luglio, Senigallia - Parigi
Esco di casa, zaino in spalla, alle ore 4.30 del 25 luglio, festa di san Giacomo; un’insieme di ansia, gioia, trepidazione abita il mio cuore: da adesso e per i prossimi 30 giorni andrò dove mi porteranno i miei piedi, unico mezzo di locomozione, il pellegrino guarda i suoi piedi quasi con venerazione, li cura, li coccola, li ascolta, al minimo sentore di malessere cerca di porre rimedio, non ha altro per muoversi. Zaino in spalla prendo il treno per Bologna, poi aereo per Parigi, alle 14 sono alla stazione ferroviaria di Parigi per fare il biglietto per Bayonne-Saint Jean Piè de Port. Mi dirigo, a piedi, verso Notre Dame, il pellegrinaggio è iniziato. In chiesa mi accoglie il parroco che parla italiano, c’è sempre qualcuno che ha studiato a Roma, e mi indica un monumento dedicato ai pellegrini di Santiago poco distante da Notre Dame, non lo sapevo; dopo la Messa metto il sello (timbro sulla credenziale) della cattedrale di Parigi sulla mia credenziale, è il primo, e mi dirigo al monumento. Un’alta colonna con al centro la statua di san Giacomo: quanti pellegrini sono passati lì per iniziare il loro pellegrinaggio, dice l’iscrizione, ora anch’io! Aspetto il treno che nella notte mi porterà al punto di partenza.
2° giorno, 26 luglio, Parigi – Roncisvalle
Ore 6.53, il treno arriva alla stazione di Bayonne, è un’emozione: Bayonne per chi va a Santiago è una tappa quasi obbligata, da lì parte il treno per Saint Jean Piè de Port, partenza del cammino francese. Un po’ di gente ala stazione, alcuni con lo zaino, segno distintivo di chi sta per iniziare il suo cammino. Siamo un po’ sperduti, ancora, girando per la stazione, colazione, attesa, sguardi attorno. Sui binari resto solo, per la prima volta, i pensieri vanno, avanti e indietro. Finalmente il treno, via verso SJPdP. Il paesaggio è campagna, colline, verde, fiume, montagna, gli occhi si stanno abituando a ciò che il cammino ci riserverà. E’ una linea locale, stazioni piccolissime e deserte, sul treno quasi solo pellegrini…siamo già in cammino.
Alle 9.00 sono a SJPdP, stazione che evoca emozione e pensieri, stazione tanto attesa, si parte. Cerco il rifugio dei pellegrini, al centro del paese, un piccolo paese, bello, caratteristico, tipico. Al rifugio ti accolgono con gioia e disponibilità, sanno quello che stai per fare…prendo tutto ciò mi occorre, cartine, avvisi vari di rifugi, mappe, orari, e la concha, che non può mancare appesa allo zaino. Parto, verso le 10.00, non è proprio l’orario dei pellegrini, ma tant’è, attraverso l’arco e il ponte che segnano l’inizio del cammino, e via su per la salita, alla scalata dei pirenei, ormai davanti a me. A mezzogiorno sono all’unico rifugio che troverò in questa tappa, dopo 8 km, e mangio. Sono in compagnia di alcuni pellegrini a piedi e turisti in macchina, questo tratto si può fare anche in auto dato che è asfaltato. Riparto alle 13, mancano, solo, 20 km a Roncisvalle. La salita non dà tregua in questa prima tappa, il paesaggio aiuta, a perdita d’occhio prati, boschi, campagna, i pirenei. Il sole non è un buon alleato, ma non disturba, anzi, si sale e l’aria si fa più pura. Non incontro nessuno per ore…verso la fine della salita due colombiani, fidanzati, fanno una sosta, facciamo un po’ di cammino insieme, ma vanno ‘troppo’ piano e fanno troppe soste, li saluto: non li rivedrò più! In cima alla salita una coppia di Rovereto, scambiamo qualche parola, un saluto…li ritroverò il giorno dopo. Alle 19 sono a Roncisvalle, sfinito, dopo la lunga salita una discesa che spezza le gambe, ma la vista di Roncisvalle dalla cima dei Pirenei valeva lo sforzo. Vado a Messa ma non ho la forza di concelebrare, è domenica. Alla fine la grande benedizione sui pellegrini, in tutte le lingue…emozione. A cena parlo un po’ con una famiglia francese, così alleno un po’ il ‘mio’ francese, faranno un po’ di cammino, una settimana, la cosa strana è che lui porta due zaini, il suo e parte di quello della moglie: un bello sforzo! Al rifugio, famoso, di Roncisvalle siamo in molti, ma la stanchezza è tanta e il sonno non tarda ad arrivare.
1° giorno, 25 luglio, Senigallia - Parigi
Esco di casa, zaino in spalla, alle ore 4.30 del 25 luglio, festa di san Giacomo; un’insieme di ansia, gioia, trepidazione abita il mio cuore: da adesso e per i prossimi 30 giorni andrò dove mi porteranno i miei piedi, unico mezzo di locomozione, il pellegrino guarda i suoi piedi quasi con venerazione, li cura, li coccola, li ascolta, al minimo sentore di malessere cerca di porre rimedio, non ha altro per muoversi. Zaino in spalla prendo il treno per Bologna, poi aereo per Parigi, alle 14 sono alla stazione ferroviaria di Parigi per fare il biglietto per Bayonne-Saint Jean Piè de Port. Mi dirigo, a piedi, verso Notre Dame, il pellegrinaggio è iniziato. In chiesa mi accoglie il parroco che parla italiano, c’è sempre qualcuno che ha studiato a Roma, e mi indica un monumento dedicato ai pellegrini di Santiago poco distante da Notre Dame, non lo sapevo; dopo la Messa metto il sello (timbro sulla credenziale) della cattedrale di Parigi sulla mia credenziale, è il primo, e mi dirigo al monumento. Un’alta colonna con al centro la statua di san Giacomo: quanti pellegrini sono passati lì per iniziare il loro pellegrinaggio, dice l’iscrizione, ora anch’io! Aspetto il treno che nella notte mi porterà al punto di partenza.
2° giorno, 26 luglio, Parigi – Roncisvalle
Ore 6.53, il treno arriva alla stazione di Bayonne, è un’emozione: Bayonne per chi va a Santiago è una tappa quasi obbligata, da lì parte il treno per Saint Jean Piè de Port, partenza del cammino francese. Un po’ di gente ala stazione, alcuni con lo zaino, segno distintivo di chi sta per iniziare il suo cammino. Siamo un po’ sperduti, ancora, girando per la stazione, colazione, attesa, sguardi attorno. Sui binari resto solo, per la prima volta, i pensieri vanno, avanti e indietro. Finalmente il treno, via verso SJPdP. Il paesaggio è campagna, colline, verde, fiume, montagna, gli occhi si stanno abituando a ciò che il cammino ci riserverà. E’ una linea locale, stazioni piccolissime e deserte, sul treno quasi solo pellegrini…siamo già in cammino.
Alle 9.00 sono a SJPdP, stazione che evoca emozione e pensieri, stazione tanto attesa, si parte. Cerco il rifugio dei pellegrini, al centro del paese, un piccolo paese, bello, caratteristico, tipico. Al rifugio ti accolgono con gioia e disponibilità, sanno quello che stai per fare…prendo tutto ciò mi occorre, cartine, avvisi vari di rifugi, mappe, orari, e la concha, che non può mancare appesa allo zaino. Parto, verso le 10.00, non è proprio l’orario dei pellegrini, ma tant’è, attraverso l’arco e il ponte che segnano l’inizio del cammino, e via su per la salita, alla scalata dei pirenei, ormai davanti a me. A mezzogiorno sono all’unico rifugio che troverò in questa tappa, dopo 8 km, e mangio. Sono in compagnia di alcuni pellegrini a piedi e turisti in macchina, questo tratto si può fare anche in auto dato che è asfaltato. Riparto alle 13, mancano, solo, 20 km a Roncisvalle. La salita non dà tregua in questa prima tappa, il paesaggio aiuta, a perdita d’occhio prati, boschi, campagna, i pirenei. Il sole non è un buon alleato, ma non disturba, anzi, si sale e l’aria si fa più pura. Non incontro nessuno per ore…verso la fine della salita due colombiani, fidanzati, fanno una sosta, facciamo un po’ di cammino insieme, ma vanno ‘troppo’ piano e fanno troppe soste, li saluto: non li rivedrò più! In cima alla salita una coppia di Rovereto, scambiamo qualche parola, un saluto…li ritroverò il giorno dopo. Alle 19 sono a Roncisvalle, sfinito, dopo la lunga salita una discesa che spezza le gambe, ma la vista di Roncisvalle dalla cima dei Pirenei valeva lo sforzo. Vado a Messa ma non ho la forza di concelebrare, è domenica. Alla fine la grande benedizione sui pellegrini, in tutte le lingue…emozione. A cena parlo un po’ con una famiglia francese, così alleno un po’ il ‘mio’ francese, faranno un po’ di cammino, una settimana, la cosa strana è che lui porta due zaini, il suo e parte di quello della moglie: un bello sforzo! Al rifugio, famoso, di Roncisvalle siamo in molti, ma la stanchezza è tanta e il sonno non tarda ad arrivare.

