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santiago luglio agoso 2009

  • Creatore Discussione Creatore Discussione mario
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M

mario

Pace e bene. Ho iniziato a scrivere qualche pensiero giornaliero del cammino fatto quest'anno, dal 25 luglio al 20 agosto...lo condivido volentieri con voi...che di cammino ve ne intendete.

1° giorno, 25 luglio, Senigallia - Parigi

Esco di casa, zaino in spalla, alle ore 4.30 del 25 luglio, festa di san Giacomo; un’insieme di ansia, gioia, trepidazione abita il mio cuore: da adesso e per i prossimi 30 giorni andrò dove mi porteranno i miei piedi, unico mezzo di locomozione, il pellegrino guarda i suoi piedi quasi con venerazione, li cura, li coccola, li ascolta, al minimo sentore di malessere cerca di porre rimedio, non ha altro per muoversi. Zaino in spalla prendo il treno per Bologna, poi aereo per Parigi, alle 14 sono alla stazione ferroviaria di Parigi per fare il biglietto per Bayonne-Saint Jean Piè de Port. Mi dirigo, a piedi, verso Notre Dame, il pellegrinaggio è iniziato. In chiesa mi accoglie il parroco che parla italiano, c’è sempre qualcuno che ha studiato a Roma, e mi indica un monumento dedicato ai pellegrini di Santiago poco distante da Notre Dame, non lo sapevo; dopo la Messa metto il sello (timbro sulla credenziale) della cattedrale di Parigi sulla mia credenziale, è il primo, e mi dirigo al monumento. Un’alta colonna con al centro la statua di san Giacomo: quanti pellegrini sono passati lì per iniziare il loro pellegrinaggio, dice l’iscrizione, ora anch’io! Aspetto il treno che nella notte mi porterà al punto di partenza.

2° giorno, 26 luglio, Parigi – Roncisvalle

Ore 6.53, il treno arriva alla stazione di Bayonne, è un’emozione: Bayonne per chi va a Santiago è una tappa quasi obbligata, da lì parte il treno per Saint Jean Piè de Port, partenza del cammino francese. Un po’ di gente ala stazione, alcuni con lo zaino, segno distintivo di chi sta per iniziare il suo cammino. Siamo un po’ sperduti, ancora, girando per la stazione, colazione, attesa, sguardi attorno. Sui binari resto solo, per la prima volta, i pensieri vanno, avanti e indietro. Finalmente il treno, via verso SJPdP. Il paesaggio è campagna, colline, verde, fiume, montagna, gli occhi si stanno abituando a ciò che il cammino ci riserverà. E’ una linea locale, stazioni piccolissime e deserte, sul treno quasi solo pellegrini…siamo già in cammino.
Alle 9.00 sono a SJPdP, stazione che evoca emozione e pensieri, stazione tanto attesa, si parte. Cerco il rifugio dei pellegrini, al centro del paese, un piccolo paese, bello, caratteristico, tipico. Al rifugio ti accolgono con gioia e disponibilità, sanno quello che stai per fare…prendo tutto ciò mi occorre, cartine, avvisi vari di rifugi, mappe, orari, e la concha, che non può mancare appesa allo zaino. Parto, verso le 10.00, non è proprio l’orario dei pellegrini, ma tant’è, attraverso l’arco e il ponte che segnano l’inizio del cammino, e via su per la salita, alla scalata dei pirenei, ormai davanti a me. A mezzogiorno sono all’unico rifugio che troverò in questa tappa, dopo 8 km, e mangio. Sono in compagnia di alcuni pellegrini a piedi e turisti in macchina, questo tratto si può fare anche in auto dato che è asfaltato. Riparto alle 13, mancano, solo, 20 km a Roncisvalle. La salita non dà tregua in questa prima tappa, il paesaggio aiuta, a perdita d’occhio prati, boschi, campagna, i pirenei. Il sole non è un buon alleato, ma non disturba, anzi, si sale e l’aria si fa più pura. Non incontro nessuno per ore…verso la fine della salita due colombiani, fidanzati, fanno una sosta, facciamo un po’ di cammino insieme, ma vanno ‘troppo’ piano e fanno troppe soste, li saluto: non li rivedrò più! In cima alla salita una coppia di Rovereto, scambiamo qualche parola, un saluto…li ritroverò il giorno dopo. Alle 19 sono a Roncisvalle, sfinito, dopo la lunga salita una discesa che spezza le gambe, ma la vista di Roncisvalle dalla cima dei Pirenei valeva lo sforzo. Vado a Messa ma non ho la forza di concelebrare, è domenica. Alla fine la grande benedizione sui pellegrini, in tutte le lingue…emozione. A cena parlo un po’ con una famiglia francese, così alleno un po’ il ‘mio’ francese, faranno un po’ di cammino, una settimana, la cosa strana è che lui porta due zaini, il suo e parte di quello della moglie: un bello sforzo! Al rifugio, famoso, di Roncisvalle siamo in molti, ma la stanchezza è tanta e il sonno non tarda ad arrivare.
 
Grazie Don Mario!!
Ho ricordato con piacere questa parte di inizio cammino......
Lo ricordo con nostalgia e terrore..... :lol:
Nostalgia perchè è stato il primo giorno di cammino....quindi puoi immaginare l'emozione e la gioia....
terrore.... perchè,arrivvata al famoso varco, il tempo è cambianto precipitosamente.... cielo nero/viola ( mai visto na' roba del genere )....e con i fulmini praticamente addosso :lol:
 
per muovere un pò le acque dei ricordi...buon cammino a tutti!

3° giorno, 27 luglio, Roncisvalle – Trinidad de Arre

In questo pellegrinaggio mi sono dato alcune regole: andare piano, cioè tenere la media oraria abbastanza bassa (aiuta a non entrare in un atteggiamento a volte tipico del pellegrino, una tentazione di arrivare presto!), cercare rifugi piccoli, il più possibile rifugi in cui poter fraternizzare con gli altri pellegrini, poter cenare insieme, vivere alcuni momenti in comune (bisogna sapere che ci sono tre tipi di rifugi-ostelli, albegue in spagnolo per pellegrini: municipali, privati e parrocchiali), stare il più possibile da solo durante il cammino lasciando gli incontri e gli scambi per la sera al rifugio…
La tappa di questo giorno ha risposto a quasi tutti i miei desideri e regole del cammino.
Il paesaggio è quello dei bassi pirenei, boschi, campagna, qualche campo appena arato…
Praticamente ho camminato 8 ore da solo, bellissimo. Il ritmo del cammino, come da regola, è stato lento per permettere di pensare, pregare, guardarsi intorno. Tappa molto lunga, 38 km, gli ultimi 12 duri, fortunatamente in compagnia di un rio (fiume) che con la sua acqua e il suo suono accompagnava i miei passi. Volevo arrivare a Trinidad de Arre, piccolo paese tipico della Navarra, con un ponte che ricorda il passaggio dei pellegrini. Il rifugio è tenuto dai padri maristi, in un antico monastero, ancora in uso per le celebrazioni. Poca gente al rifugio, ognuno sta un po’ sulle sue, sono i primi km…ci si riposa, vado a mangiare ad un centro ricreativo per anziani e famiglie, partecipo alla Messa come pellegrino, ci sono molti scout e donne anziane in chiesa. Nella piazza e nelle strade la vita estiva di un tipico paese di montagna, bambini che giocano…Alle 22 circa il sonno prende il sopravvento.

4° giorno, 28 luglio, Trinidad de Arre – Obanos

Mi prefiggo, come da regola, di non arrivare a Puente la Reina, città grande, con grande rifugio, famosa per il suo ponte, città in cui si incontrano il cammino francese (il mio) e il cammino aragonese, che scende dal passo del Somport. Anche in questa tappa la solitudine è totale, incontro solo una madre con figlio di Barcellona, stiamo insieme per qualche km, ma fanno troppe soste, li saluto. Sono praticamente 3 giorni che non parlo con un italiano! Arrivo ad Obanos, piccolo paese a 3 km da Puente la Reina, verso le 14 (altra regola che mi sono dato è di non arrivare ai rifugi più tardi delle 15, per poter fare le cose con calma: doccia, lavaggio panni, riposo e massaggio piedi, ricerca di una chiesa, cena). Il paese è immerso nella famosa siesta spagnola, nessuno per strada, un sole forte e cocente. Mi riposo e svolge le pratiche giornaliere. Alle 17 vado verso la chiesa parrocchiale per cercare una Messa, incontro una signora anziana, tipo le nostre perpetue di altri tempi, parlo uno spagnolo un po’ dialettale e veloce, capisco poco, cerca di raccontarmi un po’ della vita della parrocchia e dei pellegrini che passano: la ascolto volentieri, ha modi affabili e gentili, disponibile verso chi arriva.
Poi un uomo francese con cane nero si avvicina, chiede qualcosa alla signora che non capisce il francese, così io posso ‘sfoggiare’ il mio francese imparato a scuola. E’ un pellegrino vero! Ci capiamo subito, cerca posto all’albergo ma non sono ammessi i cani. Viene a Messa. Ci salutiamo, non ci vedremo più. A cena nel bar del paese, gente che va e viene, pochi pellegrini, solo 3 spagnole un giovanotto australiano….
 
Grazie Don Mario,
ma non muoverle troppo quelle acque dei ricordi perchè poi ti prende il magone e vorresti ripartire ....

Un abbraccio
Edo
 
Grazie Don Mario, continua a deliziarci con il tuo racconto: per me, come te fresco di Cammino, e' una specie di gradito "ripasso"! Un abbraccio. Fly
 
"3° giorno, 27 luglio, Roncisvalle – Trinidad de Arre 38 km
In questo pellegrinaggio mi sono dato alcune regole: andare piano..."

Alla faccia...
Buen Camino nella vita!
Gianni
 
grazie don Mario ... se riusciamo veniamo a trovarti nel we .... che ne dici?
Un abbraccio dany, Betto e Very
 
...non riesco ad essere molto presente nel forum per impegni 'di lavoro' ma vi condivido le mie esperienze...grazie dei commenti e riflessioni...

4° giorno, 28 luglio, Trinidad de Arre – Obanos

Mi prefiggo, come da regola, di non arrivare a Puente la Reina, città grande, con grande rifugio, famosa per il suo ponte, città in cui si incontrano il cammino francese (il mio) e il cammino aragonese, che scende dal passo del Somport. Anche in questa tappa la solitudine è totale, incontro solo una madre con figlio di Barcellona, stiamo insieme per qualche km, ma fanno troppe soste, li saluto. Sono praticamente 3 giorni che non parlo con un italiano! Arrivo ad Obanos, piccolo paese a 3 km da Puente la Reina, verso le 14 (altra regola che mi sono dato è di non arrivare ai rifugi più tardi delle 15, per poter fare le cose con calma: doccia, lavaggio panni, riposo e massaggio piedi, ricerca di una chiesa, cena). Il paese è immerso nella famosa siesta spagnola, nessuno per strada, un sole forte e cocente. Mi riposo e svolge le pratiche giornaliere. Alle 17 vado verso la chiesa parrocchiale per cercare una Messa, incontro una signora anziana, tipo le nostre perpetue di altri tempi, parlo uno spagnolo un po’ dialettale e veloce, capisco poco, cerca di raccontarmi un po’ della vita della parrocchia e dei pellegrini che passano: la ascolto volentieri, ha modi affabili e gentili, disponibile verso chi arriva.
Poi un uomo francese con cane nero si avvicina, chiede qualcosa alla signora che non capisce il francese, così io posso ‘sfoggiare’ il mio francese imparato a scuola. E’ un pellegrino vero! Ci capiamo subito, cerca posto all’albergo ma non sono ammessi i cani. Viene a Messa. Ci salutiamo, non ci vedremo più. A cena nel bar del paese, gente che va e viene, pochi pellegrini, solo 3 spagnole un giovanotto australiano….

5° giorno, 29 luglio, Obanos – Villamayor de monjardin

La tappa di oggi mi porta in un rifugio già visto 5 anni fa, un rifugio doc sul cammino, un rifugio parrocchiale. Cammino solo anche in questo giorno, il rosario scandisce i passi e il tempo che passa…è la preghiera del camminante. Una cosa mi colpisce: non ho l’orologio, ma ad ogni paese trovo le campane che suonano e mi dicono l’ora! Mi salutano al mio arrivo. Lungo la strada parlo un po’ con Emili, ragazza canadese, viso sorridente, ma va troppo piano…la saluto. Villamajor è come lo ricordavo. In cima ad un piccolo promontorio, con una bella chiesa vicino, il rifugio piccolo e ospitale. Un castello e un’azienda vinicola ti accolgono alla periferia del paese…si sta avvicinando la Rioja, terra votata al vino. C’è un ‘grande’ hospitalero (sono coloro che volontariamente danno del tempo, alcune settimane, per dirigere i rifugi ed accogliere i pellegrini: la qualità del pellegrinaggio dipende anche da loro) si chiama Josè Manuel, uno di quelli innamorati del cammino che prima lo fanno e poi si mettono al servizio di chi lo fa. Dico che devo celebrare la Messa, subito mi invita a dirla alla chiesa, e invita tutti i pellegrini a venire…alla fine la chiesa si riempe, dico Messa in spagnolo, per quello che posso, poi faccio recitare la benedizione del pellegrino in diverse lingue alle persone che sono venute: un bellissimo momento. Tra i pellegrini un uomo di Barcellona con due figlie e nipote, ha studiato teologia, mi racconta un po’ della chiesa in spagna, del separatismo spagnolo ecc….Ritrovo anche la coppia di Rovereto incontrata in cima ai Pirenei prima di Roncisvalle, Sabrina e fidanzato. Fanno il cammino per capire un po’ cosa fare nella loro vita, lei in particolare deve scegliere fra un lavoro di impiegata o massaggiatrice a tempo pieno…sono molto diversi: lui parla molto, mi racconta, lei più silenziosa e pensierosa. A cena tutti insieme nell’unico bar della zona, si fraternizza, ci si racconta…alla fine choupito de orujo! (bicchierino di grappa).
 
Gianni 7 ha scritto:
"3° giorno, 27 luglio, Roncisvalle – Trinidad de Arre 38 km
In questo pellegrinaggio mi sono dato alcune regole: andare piano..."

Alla faccia...
Buen Camino nella vita!
Gianni

...nella mia esperienza andare piano è voluto dire fare pochi km all'ora...trovare un passo che mi permettese di pensare, pregare, guardarmi intorno...ma per arrivare ad un albergue a cui tenevo ero disposto a fare TANTI km...buon cammino
 
flyover ha scritto:
Grazie Don Mario, continua a deliziarci con il tuo racconto: per me, come te fresco di Cammino, e' una specie di gradito "ripasso"! Un abbraccio. Fly

salute fly, ho seguito con piacere i tuoi racconti in diretta anche se non ho molto tempo per collegarmi...la 'ferita' fresca del camino tarda a chiudersi...ma continua a portare i suoi frutti, spero anche nella tua vita, buon cammino!
 

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