tappa corta quella di oggi.
e anche quella di domani.
oggi caceres.
e visto che i km macinati erano e saranno pochi in questi due giorni, non lo vogliamo fare un giro per la città?
dice: "ho fatto un bel giro in città. saranno stati altri quattro o cinque chilometri."
e certo, chi - una volta arrivato a fine tappa - non si fa ancora quattro o cinque chilometri.?
così, giusto per sciogliere un po' i muscoli.
gli chiedo: ma avevi il contapassi?
dice: no, ma ormai li so valutare abbastanza bene, i chilometri che faccio. e poi il contapassi io lo uso solo sul naviglio martesana, e qui il naviglio non c'è. e io non l'ho usato.
poi.
di caceres.
ci stanno girando un film.
mezza città è occupata dai camion della troupe e dai set per le riprese.
io vado con la mente a quell'agosto di otto anni fa.
io e guido lì.
ci avevano detto: caceres ha la più bella piazza di spagna.
noi l'abbiamo vita, la piazza di caceres.
bella.
ma dove la mettiamo la piazza di saragozza?
e quella di salamanca?
e la nostra piazza dell'obradoiro?
caceres, mi spiace.
ma sei giù dal podio.
poi.
dormono in un albergue privato.
camera da due.
lenzuola pulite.
due asciugamani puliti a testa.
15 euro per notte.
al municipale ne volevano 16.
poi.
gli dico: zanardi ha vinto l'oro.
dice: "davvero? qui non si vede niente in tv se non calcio, calcio, calcio. sono fuori dal mondo."
e mi fa tenerezza, questo papà vecchietto che viene proprio da un'altra epoca.
chi di noi, oggi, anche in vacanza, è fuori dal mondo?
siamo sempre connessi.
sempre online.
sempre dentro il mondo che passa via velocissimo su nostri schermi portatili.
e mi chiedo se forse, con questa connessione - pur guadagnandoci moltissimo - forse non abbiamo perso qualcosa per strada.
e poi penso a me.
[e nel pensarlo mi dico da sola: sei come una vecchia che dice: ahhh..., ai miei tempi"]
quando lavoravo al rifugio.
e arrivava qualcuno con il corriere della sera nello zaino.
e noi a contendercelo nelle poche pause che avevamo.
e a leggercelo, seduti fuori al sole dei 2.000 metri.
e ancora.
io sul cammino.
o in viaggio di nozze con guido.
come ci bevevamo la possibilità di connetterci.
di raccontare, una volta ogni tre/quattro/cinque giorni qualcosa di noi.
di leggere la prima pagina dell'ansa dalla computadora in biblioteca, giusto per sapere almeno vagamente che aria tirasse nel mondo.
oggi no.
oggi per tutti noi il mondo e gli altri e la nostra casa e i nostri amici e i nostri affetti casa sono sempre lì, nella tasca dei pantaloni, nello zaino, nel marsupiale.
per tutti noi è così.
per il nonno no.
lui è sul cammino.
e dentro il suo mondo.
e gli basta.
che bellezza.
che lezione.
alla prossima.
ciao.
cri