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sto andando verso ovest, vagamente verso Santiago

Ma guarda, guarda come è piccolo il mondo.

Mi ricordo benissimo di te, ci siamo conosciuti fra Puente la Reina e Estella su una bella salitona lunga, lunga.

Sì, sono quello con il cappellino dei lou dalfin e tu avevi sulle spalle uno zaino che è più grande della mia cantina.
Come spesso avviene sul Cammino, ci siamo salutati con il solito "Buen Camino", solo che alla fine della salita ci siamo fermati tutti e due, io per bere e tu per smoccolare e sbuffare in mandrogno stretto. Lì, finalmente, dopo aver visto il mio cappellino col tricolore, il logo dei lou dalfin e la croce occitana hai cominciato a pensare che forse ero italiano, anzi piemontese, anzi.....un ragazzo che era con te è arrivato a chiedermi se ero di Savigliano.

Da un estremo all'altro!

Quando leggerai questo post, mandami un messaggio privato così, se vuoi, ci scambiamo i cd con le fotografie. Lo sto facendo con un sacco di persone e sto mettendo su una raccolta super dalla quale tirerò fuori le foto più emozionanti per creare un video con musiche varie altrettanto suggestive. Ci conto.

Ciao, piemontesone a due ante!

Paolo
 
"Quando leggerai questo post, mandami un messaggio privato così, se vuoi, ci scambiamo i cd con le fotografie. Lo sto facendo con un sacco di persone e sto mettendo su una raccolta super dalla quale tirerò fuori le foto più emozionanti per creare un video con musiche varie altrettanto suggestive."



Chissà che bel DVD... Spero poi se ne possa avere una copia( ovviamente pagando!).

Ciao,
Gianni

P.S. Bellissima la foto con la neve.
 
Caro Gianni,

certo che te ne farò avere una copia, ma dovrai aspettare ancora un po'. Adesso fa troppo caldo per lavorarci su e ci metterò le mani ad ottobre perchè a settembre andrò in vacanza anch' io.
Ad ottobre subirò un piccolo intervento in artroscopia al menisco del ginocchio sinistro, quello che ha rovinato il mio Cammino, e durante la convalescenza metterò giù il dvd.
Ovviamente ti contatterò a progetto ultimato.
Grazie per i complimenti.

Un abbraccio pellegrino,

Paolo
 
Grazie mille per la disponibilità! Resto in attesa...
In bocca al lupo per l'intervento e buone vacanze!
Gianni
 
Era da tempo che aspettavo questo momento, il momento di ridestare questo post da un lungo sonno. Per farlo ho aspettato il momento giusto e adesso ci siamo. Vi sto scrivendo da un internet point di Santiago de Compostela.
Si`, avete capito bene, ci sono arrivato questa mattina presto. SONO ARRIVATO A SANTIAGO.
Anche questa volta c'e`stato qualche problema ma non tale da fermarmi.

Adesso ho il cervello troppo sottosopra e per il momento mi fermo qui.
Domani sera ho un volo diretto Santiago - Bergamo e sabato mattina rientro a Torino.
Fra qualche giorno vi faro` un raccontino del mio cammino ma nel frattempo, per chi non ne fosse a conoscenza, vi do un paio di anticipazioni:
- Esiste un albergue, e io ci sono capitato per caso, dove nel prezzo di 8 euro non vi danno neanche la doccia. Vi danno direttamente la cabina con l'idromassaggio.
- San Nicolas non e` piu`, come io credevo, l'unico albergue tutto italiano sul Cammino.

Lo so, i racconti di noi pellegrini sembrano tutti uguali, ma non lo sono ed io non mi stufo mai di leggerli. E voi?

Ci risentiamo tra qualche giorno, promesso.

Paolo
 
Paolo,
è bello sapere che "tutto si compie" quando la volontà l'ha vinta sugli imprevisti ed il fato avverso.
Sono contento per te!
Sull'aereo di domani sera guardati attorno: se vedi un sessantenne basso, piuttosto in carne e pelato è mio cognato, giunto come te oggi a Santiago dopo essere partito un mese fa da SJPP. E' un'altra "vittima" dei miei racconti per cui non dirgli che mi conosci: potrebbe picchiare Te al mio posto :lol:
Dopo tanta fatica (e suppongo qualche maledizione nei miei riguardi), domenica, un pranzo "comunitario" riporterà il sereno in famiglia.
Chissà che invece dopo, satollo e riposato, non mi ringrazi ;) e mi chieda venire con me fra un paio di mesi.

L'albergue "italiano" che citi è forse l'Hospital San Bruno a Moratinos, poco prima di Sahagun. Chi lo gestisce è un bresciano:Bruno Bernoni.

Scrivi, scrivi, ..che neppure io mi stanco mai di leggere.

Ermanno
 
ho letto tutto e mi sono divertita,hai saputo trasmettere allegria dall'inizio alla fine,grazie,hei bugia nen, si dice cosi dei torinesi guarda che siamo quasi vicini di casa, io abito a Biella ai piedi del S.DI OROPA,se non ci sei ancora stato fammi un fischio che ti accompagno,naturalmente a piedi sono 13 km di dura salita,ampolle permettendo, ciao
 
Trovato il cognato di Ermanno, Pierangelo. Lo avevo già incrociato a Triacastela e ha un accento lumbard che fa cascare dalle risate.
L'albergue è proprio quello di Moratinos. Sembra una beffa ma adesso che si è tirato su l'albergue ne stanno costruendo un altro molto grande 300 metri prima del suo. Prima a Moratinos non c'era nulla, adesso rischia di esserci troppo. Del resto, di albergues in costruzione ne ho visto parecchi lungo il Cammino.
Ok Lea, mi piace l'idea della camminata ad Oropa. Adesso rientro nella realtà, poi ci mettiamo d'accordo, promesso.

Paolo
 
E così ce l'hai fatta, compagno per un pezzo di cammino, proprio nelle mesetas desolate... Sono proprio felice che tu sia arrivato alla méta: chissà se ora appare tutto ancora importante come quando sembrava irraggiungibile... Ma si sa: il viaggio è una ricerca e un'esperienza in sè, se poi si arriva tanto meglio! Un abbraccio. Antonella
 
Complimenti Paolo, adesso potrai completare quel magnifico DVD che avevi iniziato( diciamo 1° tempo...)!
Nel caso lo farai mi prenoto sin d'ora...

Buon Cammino nella Vita,
Gianni
 
Be dai Paolo hai visto che ce l'hai fatta.
La prima parte di DVD è veramente bella a quanto ricordo, solo che a me dopo un po di volte che l'ho guardata non mi si legge più.... :x queste diavoleria moderne....
 
Uno dei motivi per i quali ci tenevo a completare il cammino, sicuramente non il più importante,era proprio il progetto legato al DVD. Da tempo avevo già trovato le musiche giuste ed avevo delle idee circa il tipo di presentazione, solo per autentica scaramanzia non ne ho mai parlato con nessuno.
Adesso sto elaborando questo ultimo mese della mia vita, sto raccogliendo le idee, sto rivivendo i momenti passati con le persone conosciute lì (Antonella e soci sono state tra le più piacevoli) e fra qualche giorno comincerò a condividere con voi la mia esperienza.
Per il DVD ci vorrà un po' di tempo perchè lo voglio fare bene e, visto che sono un po' cansado, fra qualche settimana andrò a farmi una vacanzina in Friuli con mia moglie, per cui se ne riparlerà più avanti.
Alla prossima,
Paolo
 
Ciao Paolo, son contento che ce l'hai fatta!
Ora non ti resta che programmare il Santiago Fisterra se già non l'hai fatta !!
Aspettiamo anche qualche altra foto :abbraccio:
Claudio/cor
 
PREMESSA - LA PARTENZA (9 maggio)
Rieccomi qui sul forum per parlare di Cammino.
Un cammino iniziato nel 2009, come avrete letto, ed interrotto per un bel problema al ginocchio.
Sono passati due anni prima della ripartenza; due anni con un'operazione alla rotula (forse evitabile), mesi passati in palestra per la rieducazione e tante ma tante camminate preparatorie.
Tuttavia ho tratto un utile dal cammino interrotto, ho cercato di analizzare le concause del mio guaio ed ho rivisto sia le calzature che l'attrezzatura. Per la camminata ho utilizzato scarpe basse da running in montagna di marca a me sconosciuta, Montrail, rivelatesi ottime, molto confortevoli nella calzata e nella tenuta del piede. Ho abbandonato il mio zaino Deuter molto tecnico e ben bilanciato da 50 l. ma che pesava 2,5 kg e ho comprato anch'io, come stanno facendo altri PPS, il Forclaz ultralight da 36 l. Decathlon, 900 grammi che non li senti neppure addosso.
Inoltre ho cercato di limitare il peso complessivo in maniera maniacale e mi sono attaccato a tutto; niente più mantellina/poncho, niente pile pesante sostituito con uno più leggero antivento, niente guida delle Terre di Mezzo sostituita dall'agilissima guida Michelin (sul Cammino ce l'hanno ormai quasi tutti), niente asciugamanino per il mattino, niente schiuma da barba (Edo, per la miseria. Questa è colpa tua, mi hai convinto a fare Rambo per 3 settimane ma alla fine non ne potevo più di farmi la barba col sapone e a Triacastela mi sono comprato una mini schiuma...). Risultato finale: sono sceso dai 12 kg a pieno carico del 2009 agli 8 kg di quest'anno.
E' tutta un'altra cosa. Non c'è mai stato un momento nel quale io mi sia accorto di avere lo zaino addosso, zaino sul quale, lo confesso, avevo qualche riserva. Sembra fragile, inconsistente, eppure si è rivelato decisamente adatto e 36 litri sono più che sufficienti.
Durante la marcia non ho mai portato cibo con me, solo le indispensabile 2 bottigliette d'acqua. Sul Francese non si muore di fame ed in ogni momento c'è la possibilità di fare colazione o di mangiare un bocadillo con una bella cerveza fresca.

Finalmente, il 9 maggio parto di nuovo e riprendo quel discorso mai interrotto dentro di me.
Inutile nasconderlo, interrompere così la prima volta mi ha lasciato un senso di vuoto. Adesso penso di essere pronto per ripartire anche se questa volta metto in preventivo tutto, anche di doverlo interrompere di nuovo per un qualsiasi problema. La prima volta ero partito pieno di certezze e lo stop mi ha trovato del tutto impreparato, adesso no, mi aspetto di tutto, nel bene e nel male.
MI ritrovo a Malpensa con Pino, uno dei due amici conosciuti sul Cammino nel 2009 e alla sera siamo già a Burgos.
Abbiamo un albergo vicino alla stazione dei bus perchè il giorno dopo ci spostiamo indietro, a Villafranca Montes de Oca, dove cominceremo davvero a camminare.
Cominciamo nel lusso, in un hotel a 4 stelle, ma la camera doppia costa solo 55 euro e in fondo 27,50 a testa si possono anche spendere.

continua.
 
Sarà un cammino muy especial, questo ri-cammino.... E bienvenido nel Forclaz-ultralight club, Paolo! 900gr che fanno spazio ad un sacco di cose, questo zaino mi ha accompagnata fedelmente negli ultimi anni in tre Santiago-Finisterre, due francés, una via Podiensis, una via Turonensis, un inglés, un Norte, una Plata....e non so piu' in quante camminate di allenamento-fiato sul monte Soratte, e ancora non sa quello che lo aspetta quest'anno... ;) Trattalo bene e non ti tradirà.
Buen Camino!


free
 
I GIORNI DEL CAMMINO RITROVATO (Villafranca Montes de Oca - Terradillos de los Templarios 10/16 maggio)
Sono le 8,15 e tra un po' arriverà l'autobus.
Questa volta sono partito a fari spenti ma la notizia, inevitabilmente, si è diffusa tra gli amici e i conoscenti. Mi fanno tutti gli auguri; qualcuno mi dice di non preoccuparmi, al massimo ripartirò per la terza volta, e la cosa mi innervosisce un po'. Terrò un profilo basso anche nei confronti del forum; l'altra volta mi sono divertito a tenere il diario del viaggio ma mi è pesato molto in termini di stress e di mancato riposo, quindi niente caccia agli internet point. Se arriverò a Santiago allora mi rifarò vivo, l'altra volta ho creato euforia intorno a me e poi è finita come sappiamo. Questa volta sarà diverso.
Ci siamo, il bus parte in orario e poco dopo le 9 scendiamo a Villafranca. Sono decisamente emozionato, ho visto decine di volte su google earth quella salita vicino alla chiesa dove riparte il mio cammino ed ecco che mi arriva subito il primo "buen camino" ed in un attimo due anni di attesa vengono buttati via. IO STO DI NUOVO FACENDO IL CAMMINO, questo pensiero mi stordisce e faccio i primi passi come se mi stessi muovendo nella Cappella Sistina.
Il cuore batte forte e sto sorridendo a tutti. C'è la solita nebbiolina ma dopo poco sparisce e sono su quei Montes de Oca che avevo visto l'ultima volta da un finestrino del bus che mi portava a Burgos con il ginocchio bloccato.
L'aria è frizzante, c'è un buon profumo di alberi e a poco a poco riaffiorano tante sensazioni già provate. Pino è indietro, cammino già solo e c'è un sole splendido. Ed ecco laggiù la chiesa di San Juan de Ortega; inizio a rivedere i fotogrammi di un film che conosco a memoria anche se li vedo per la prima volta, e sarà così fino a Santiago. E' il momento giusto per il primo bocadillo e scopriamo che il concetto di "piccolo" applicato ai panini qui non esiste; inutile avanzare la richiesta, ti verrà servita comunque mezza baguette imbottita, che ti piaccia o meno.Poi la prima tappa a Agés, il primo albergue, i primi russatori e quelli che se non vanno in bagno 2/3 volte per notte non resistono. Tutto previsto, va bene così.
Il giorno dopo siamo alla Casa Cubo, il municipale di Burgos. Bel posto, bello camminare per la città, farsi una scorpacciata di tapas e comprare la prima conchiglia da mettere sul cappellino, il bracciale di gomma blu pieno di frecce gialle da esibire con orgoglio.
Ed ecco le MESETAS. Ci ho riflettuto su un sacco di tempo. Le guide tendono a fare subito le 2 tappe Burgos/Hontanas e Hontanas/Fromista ma io sono appena partito, sono condizionato mentalmente dall'esperienza precedente e sto cercando di gestirmi al meglio, non sapendo ancora come verrò fuori alla distanza. Quindi opto per le tappe Hornillos del Camino/Castrojeriz/Fròmista, già un giorno in più ma con distanze che sento di poter fare tranquillamente. E' stata una scelta sofferta perchè così taglio fuori l'albergue a cui tenevo di più, San Nicolàs.
Mi dispiace moltissimo, Maria/Zena me lo ha fatto amare ma se facessi Hornillos/San Nicolàs sarebbero 30 km e per ora temo di pagarne lo sforzo.
Le Mesetas, dunque. Pino mi chiede di farle da solo. Proprio come le avevo sognate: solo il rumore del vento che non cessa mai e quello delle mie scarpe. Intorno ci sono solo campi coltivati, verdissimi. Sto aspettando
che arrivi un pianto liberatorio, come so che succede spesso, ma non succede niente. Sono solo al terzo giorno ma mi sento già così sereno e in armonia con la natura e ho dentro una gran pace. Ginocchia, gambe e piedi vanno benissimo e forse comincio ad allentare il freno a mano, sto trovando il ritmo giusto. Poi, di colpo, Hornillos.
L'albergue municipale è modesto ma molto pulito ma nel primo pomeriggio è già completo e devono aprire la palestra perchè continuano ad arrrivare pellegrini. Alla sera facciamo i turni per mangiare nell'unico bar/trattoria del pueblo. Paese molto povero ma che conforto rifugiarcisi dentro!
Il giorno dopo io e Pino ci separiamo. Lui è giovane, a Leòn tornerà a casa e ha voglia di sfogarsi, quindi tirerà dritto fino a San Nicolàs mentre io mi fermerò a Castrojeriz. Di nuovo sulle mesetas, stesse bellissime sensazioni del giorno prima, primo pellegrino che sta camminando all'inverso da Santiago a Lourdes; poi eccoci a Hontanas dove facciamo una gan bella colazione a El Puntido. Poi via ed eccomi ad un altro dei miei miti, le rovine di San Antòn: ragazzi che emozione. Ci perdo 10 minuti per godermele, poi ci separiamo. Pino accelera e sparisce ed io arrivo a Castrojeriz e mi fermo al municipale San Esteban. L'albergue è molto bello e pulitissimo. Fanno appena in tempo ad arrivare 4 veronesi conosciuti la sera prima (Antonella/Lorenzo/Nicoletta e Mario) che l'hospitalero attacca il cartello "completo". Pare che tutti quelli che l'anno scorso hanno evitato il cammino per via dell'anno santo abbiano deciso di farlo quest'anno.
Sabato mattina, parto prestissimo ma alle 6 lì è ancora buio. All'altura di Mostelares mi fermo un sacco di tempo per ammirare uno dei paesaggi più famosi del Cammino, le mesetas laggiù in basso sembrano un mare senza fine ed in fondo a quella stradina che ci si perde c'è San Nicolàs. Poi fa troppo freddo e scappo giù per la discesa.
San Nicolàs trabocca di calore e, perchè no?, di sana accoglienza all'italiana. Il racconto di Pino conferma che la sera prima mi sono perso delle emozioni irripetibili e questo aumenta il mio rammarico. Tuttavia sento di aver fatto la scelta giusta per me in questa fase dl cammino. Ed arriviamo a Fròmista, siamo al Municipale e conosciamo un pellegrino italiano al quale le cose non sono andate per il verso giusto. E' già coricato e sta male;
qualche giorno prima,a Najera, è saltato giù da un muretto per fare una fotografia e ha sentito un dolore terribile a un ginocchio. Purtroppo per lui aveva uno zaino da 17 chili (!) e nella caduta deve essersi fatto qualcosa di serio.
Temo che per lui sia ora di tornare a casa; la conferma viene quando andiamo a cena, non riesce quasi a camminare.
Domenica è monotonia allo stato puro. I 19 km per Carrion de los Condes non finiscono mai, ma io sto benissimo e il corpo risponde proprio bene. A Carrion dormiami dalle suore, all'ESpiritu Santu, e finalmente i letti non sono a castello. Io dormo sempre sotto ma continuo a battere zuccate e qui mi sembra di rivivere.
Siamo a lunedì e oggi abbiamo i famosi, stracitati 17 km di nulla fra Carrion e Calzadilla de la Cueza. Sono curiosissimo di affrontarli e a furia di sentirne parlare, a volte anche troppo, mi faccio contagiare come se dovessi attraversare il Sahara. Anche qui, mi dicono, potrebbe scapparci qualche lacrima di emozione ma anche qui non mi succede. Mi piace moltissimo camminare sul rettifilo di strada polverosa e, per distrarmi, cerco di raggiungere il pellegrino che mi precede ma senza modificare il mio passo. Saranno sì e no 40 i metri che ci separano ma ci metto quasi un'ora. I rettilinei sul Cammino fanno di questi scherzi. A Calzadilla, tutti a fare il desayuno, poi via verso la meta di oggi: Terradillos de los Templarios.
Adesso fa caldo gli ultimi chilometri non finiscono mai. Finalmente arriviamo a Terradillos, saltiamo il grande brutto Municipale e troviamo posto al piccolo, delizioso albergue privato Jacques de Molay. Un'oasi in mezzo al nulla che, anche qui, poco dopo espone il cartello "completo".
Sto riposandomi nel minuscolo giardino ma adesso, senza preavviso, comincia a farmi male il collo del piede destro.
Così di colpo. Ma cosa sta succedendo?

continua
 
I GIORNI DELL'INCERTEZZA (Terradillos de los Templarios - Leòn 17/20 maggio)
Si sta benissimo all'ombra con una birretta fresca eppure quelle fitte alla caviglia non mi piacciono.
L'hospitalera è molto gentile e quando glielo chiedo mi da un sacchetto con del ghiaccio da metterci su.
Il pomeriggio passa e il clima è dolce. Terradillos è completamente deserta, in giro ci sono solo pellegrini, noi che andiamo a ficcare il naso nell'albergue municipale e loro che vengono a curiosare da noi. La cena è proprio buona e c'è una gran bella atmosfera tra tutti.
Il giorno dopo si riparte presto, putroppo senza poter fare colazione come succede praticamente sempre. Fa freddolino ed arriviamo a Moratinos: un grande albergue in costruzione e poco dopo un locale già aperto con tanto di tricolore al vento. E' il secondo albergue italiano che incontriamo, l'Hospital San Bruno, gestito da Bruno Bernoni innamoratosi delle mesetas dove adesso ci abita e ci ha costruito questo albergue. Sembra molto funzionale ed accogliente. Rapida colazione, poi via nelle mesetas.
Prima di Sahagun sento che il piede non va mica bene, per fortuna ci sono 3 farmacie. Entro nella prima che trovo e il farmacista mi sorride, mi guarda e mi dice subito che ho una tendinite; mi da la solita crema antinfiammatoria e mi consiglia di fermarmi qualche giorno, se me lo posso permettere.
Il piede è gonfio e non so cosa fare, poi decido: saluto Pino e gli amici veronesi e decido di fermarmi al Viatoris anche se sono solo le 10. In qualche modo ci rivedremo, spero. La giornata è lunga e tornano i fantasmi del 2009 eppure, non so perchè, in queste ore per la prima volta ho la netta sensazione che arriverò a Santiago. Non voglio interrompere di nuovo in cammino e qualcosa mi inventerò.
L'idea di stare fermo a Sahagun mi deprime così il giorno dopo vado in treno a Leòn.
Sono in un piccolo hotel dietro la cattedrale e, siccome voglio ripartire senza problemi, decido di fermarmi 3 giorni per eliminare la tendinite. Sono fortunato perchè trovo un ottimo centro di fisioterapia nel quale con 2 tecar e una tens-terapia mi rimettono in condizioni di riprendere a camminare. Il tempo non passa mai, per fortuna mi ricongiungo con gli amici lasciati a Sahagun. Dormono dalle Benedettine ma si trovano male, per la prima volta non hanno neanche il cuscino.
Leòn è bellissima ma non vedo l'ora di andarmene; l'hotel è confortevole ma mi manca moltissimo il contatto con gli altri pellegrini e quando, finalmente, riparto sono quasi più felice del primo giorno a Villafranca.
La caviglia regge ma c'è sempre quel fastidio di fondo che non ti molla mai. Non so come evolverà la situazione nei prossimi giorni quindi, anche se mi dispiace, decido di concentrare tutto su quella che credo sia la parte più bella del Cammino. Vado con l'autobus fino ad Astorga e da lì riprendo a vivere il mio sogno.
La giornata è bellissima e per la prima volta nei 2 cammini marcerò da solo e sarà così fino alla fine.
 
mi stai facendo rivivere il mio primo cammino,quanto male ai piedi avevo, mi dispiace molto x tè,cerca di fare tappe corte, rallenta il passo se puoi, insomma non sforzare,gli antidolorifici li prendi,perchè solo le pomate non servono,vai al pronto soccorsso e fatteli prescrivere, forse ti sto dando consigli inutili,ma in questo momento non mi viene altro,ti faccio tanti auguri x arrivare alla meta ,e poi ricorda che ti aspetto x andare a Oropa :Ciao: :auguri:
 
Cara Lea,

questo è un diario di un Cammino finito bene pochi giorni fa. Il 2 giugno sono arrivato a Santiago felicemente e questa parte di racconto è il fondo, dal punto di vista emotivo. Da qui in poi, come leggerai in seguito, inizia la parte più bella. Ho risolto tutti i problemi e ho vissuto giornate ricche di emozioni.
Oropa non la dimentico. Ti scriverò un MP così ci mettiamo d'accordo.
 

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