Partenza mercoledì 10 febbraio.
La volta precedente avevamo deciso di non arrivare ad Aulla e tornare a casa da Pomtremoli, visto il tempo! Quindi si riparte da Pontremoli.
Arriviamo alle 20 e 13. Avevamo preso accordi telefonici e l’addetto al castello ci aspetta puntuale per consegnarci le chiavi, proprio le chiavi del castello! Sono passati due mesi e solo un pellegrino ha dormito dopo di noi. La stanza è riscaldata, pulita e l’atmosfera è surreale. Si pagano 18 euro con la biancheria. Silenzio assoluto e posizione splendida. E' tutto nostro!
Giovedì 11 febbraio 2010
Pontremoli - Aulla
Sveglia alle 7 e suona il cellulare: è Franco che è arrivato in macchina. Il gruppo si ricompone: siamo in quattro perché non c’è Renzo ma un altro alpino ha preso il suo posto, è Bruno. Avere due alpini col motto “ tasi e tira” mi dà la sensazione del plotone militare! Scendiamo in città, faccio delle foto in piazza, non piove e la temperatura è accettabile. Ci incamminiamo sulla S.S.62 ma è molto trafficata e tenendoci a vista camminiamo su strade laterali nei campi fino a Scorcetoli, da qui torniamo sulla S.S.62 fino alla Pieve di Sorano, molto bella e nel cui ingresso troviamo il sello. Franco fotografa, noi facciamo sosta e decidiamo di continuare a camminare su strade laterali sino a Filattiera e, sempre su strade laterali, sino a Villafranca in Lunigiana. Qui la mancanza della cartina della zona e la voglia di camminare in posti tranquille ci porta a non attraversare il fiume Magra ma a camminare verso Bagnone, Licciana Nardi e a Monti. Da qui sotto la neve scendiamo a Malacosta, dove ritroviamo la statale. E’ ormai buio, sono le 19 e ancora non siamo a Aulla dove arriviamo alle 20, dopo ben 12 ore di cammino e sicuramente 45 kilometri nelle gambe. Siamo in Lunigiana e Aulla ha avuto un notevole sviluppo proprio perché ci passa la via Francigena.
Sicuramente potevamo seguire la guida, attraversare il Magra ma ci sono tanti di quei cartelle, da quelli dei “cammini d’Europa” a quelli del “Cai”, a quelli del “cammino del volto Santo”: insomma troppa confusione e tanta nostalgia della nostra semplice e chiara freccia gialla. Eppure la via Francigena non è sentita dalla gente, o perlomeno ho questa impressione, sembra quasi di essere degli zombi in cammino, tutti ci danno distanze a caso, tipo lotteria. Fortunatamente non ci si può perdere perché la zona è circoscritta da fiume Magra e statale della Cisa.
Dopo aver telefonato per avvisare, arriviamo alla chiesa di San Caprasio dove ci aspetta una volontaria incaricata dal prete che ci conduce in un aula scolastica attrezzata a dormitorio, pulita e con servizi. La fame si fa sentire per cui andiamo in pizzeria e dopo avere mangiato un antipasto e una pizza ci rendiamo conto davvero di essere in Italia: arriva un conto di 107 euro in 4! Alla faccia dei pellegrini da spennare con coperto e bevande, ma accontentiamoci, siamo italiani……….. rimpiango il menu del dia!
Venerdì 12 febbraio 2010
Aulla – Sarzana
Ci è piaciuta la sistemazione (con donativo); il prete, don Giovanni Perini al mattino ci aspetta per farci visitare il museo adiacente alla chiesa di S.Caprasio, museo con la ricostruzione delle figure dei pellegrini. Ci fermiamo per le foto di rito e sento che oggi la giornata comincia bene . Attraversiamo il fiume Aulella e seguiamo solo le indicazioni del CAI bianche e rosse, per fortuna le uniche e perfette. Arriviamo e passiamo sotto Bibola, bel borgo su un cocuzzolo. Si arriva a Vecchietto, quattro case e basta, non c’è niente ma regna un’atmosfera d’altri tempi. Sembra quasi di essere in Trentino e respirare aria di casa! Ci incamminiamo fra prati e olivi su un sentiero in salita e poi in discesa che ci fa arrivare a Ponzano Superiore. Sono le 13 e cerchiamo qualcosa per poter mangiare. Ci indicano un negozietto che rifornisce i residenti solo su prenotazione e infatti non troviamo pane ma solo poche cose confezionate. Per la prima volta ci sentiamo pellegrini, quando un signore si avvicina e ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa. Accettiamo e ci offre pane arance vino e ci invita a casa sua per farci il caffè. Scopriamo che è un ingegnere aeronautico che si gode la pensione in questo borgo. Parliamo, facciamo fotografie, stiamo bene, il paesaggio è bellissimo, ci sono già anche le mimose fiorite. Salutiamo e ci incamminiamo in discesa e dopo 2 ore siamo in quel di Sarzana, cittadina con un bel centro storico monumentale, ancora ci sono le Porte di accesso e i Torrioni. Troviamo il centro di recupero “La Missione” dove ci mettono a disposizione solo il pavimento di un aula. Nessun problema, ambiente riscaldato e con servizi. Telefono a Luciano Callegari (referente per Sarzana) per ringraziarlo di avermi informato sulla possibilità di dormire in questo posto. Lo invito a cena ma ha degli impegni. Parliamo un po’ e mi dà informazioni sulla tappa di domani. Anche qui basta il donativo e la sistemazione è di emergenza, ma eravamo preparati e avevamo portato il materassino.
Sabato 13 febbraio 2010
Sarzana – Pietrasanta
Su consiglio di Luciano Callegari non seguiamo la via Aurelia ma camminiamo lungo la via che conduce al mare e che segue il fiume Magra. Arriviamo al mare e camminiamo lungo la costa passando da Marina di Massa, Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta, un lungomare che non finisce mai e i Km sono tanti. Sembriamo 4 astronauti in completa solitudine, la gente ti guarda come dopo uno sbarco dall’astronave. Chiediamo informazioni sui luoghi e tutti ci danno numeri e indicazioni senza nessuna logica. Penso che ci prendano in giro ma è la mancanza totale di cultura pellegrina e di cammino. Arriviamo a Pietrasanta, una bella cittadina, capitale della Versilia, con un bel centro storico e una bellissima piazza dove c’è il Duomo . Troviamo subito la casa Diocesana, un posto splendido. La suora che ci accoglie è molto gentile e ci conduce alla camera con 4 posti letto, pulita e riscaldata e con ottimi servizi per 10 euro a testa. La sera la fame si fa sentire ma iniziano le sorprese: solo nel terzo ristorante troviamo posto, tutto è prenotato… per noi pellegrini. Anche se non c’è nessuno ai tavoli, sembra che sia un disturbo farci mangiare un secondo anche se a prezzo decisamente da turisti. Finalmente ci riusciamo nell ‘Antica Macelleria Braceria, garantendo che facciamo presto e che alle 21 leviamo le ancore…sono le 20 e 30. Paghiamo i soliti 100 euro e mangiamo, e grazie comunque. La serata prosegue al bar “Gatto Nero” e lì dopo 4 giri da 15 euro a volta facciamo amicizia con dei giovani del luogo. Tutto va bene, rientriamo allegri e facciamo un riassunto di questi giorni. Qui si sta bene ma occorre entrare nell’ottica che non siamo in Spagna, con 60- 70 euro al giorno si vivacchia e chi affronta questa esperienza deve partire già sapendo questo.
Alla prossima partenza da Pietrasanta.