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un sussurro

E dopo il testo, anche il video di The Irish Blessing, cantato da The Priests in una splendida cattedrale, la Cattedrale di St. Patrick ad Armagh.
Buon cammino Emmeti
Patrizia
 
Emmeti mi invia una foto per ringraziare gli amici Bretoni che l'hanno accolta in casa :

Ecco il messaggio e la foto :

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La foto fa schifino ma non ho l'età x selfies. Ma vorrei ringraziare su pps l'ospitalità degli amici bretoni del Cammino di Santiago e in particolare quello di Renee che mi ha spalancato a Nantes le porte di casa sua.
 
Un 'esperienza diversa, che sto metabolizzando lentamente. Il cammino di Beauport muove da un'abbazia nel nord della Bretagna e l'attraversa da nw verso sud/est. Io sono arrivata fino a Nantes ma la segnaletica curata dagli amici bretoni arriva fino a Clisson. 15 tappe tra i 20 ed i 30 km l'una.
Paesisticamente un po' monotono,altezza massima raggiunta 300 metri!molta pianura , molto mais e frumento e tanta acqua. Fiumi e canali, dighe laghetti. Pescatori con le canne, biciclette lungo i canali. I primi giorni 5 giorni in totale solitudine, poi raggiunge un primo canale che alimentava quello da Nantes a Brest. E si torna alla civiltà, cioè si trova da dormire e mangiare più facilmente. E un bancomat, specie se si confidava sull'uso della carta di credito, questa sconosciuta.
Lungo la strada segni del Cammino. Nei nomi , in una serie di chiese dedicate in antiche statue lignee del santo pellegrino. Tutte aperte e visitabili.
Il gioco delle chiuse è geniale. Non so chi lo abbia inventato ma ogni volta mi soffermo a vedere il saliscendi della barca tra le chiuse. E romanzi di Simenon , con i suoi battellieri e le loro famiglie che traportano merci lungo la Francia, a costo e impatto ambientale zero, mi tornano alla mente.
Ma di questo cammino, o pezzo di cammino, la cosa più bella sono stati gli incontri. Pochissimi ma importanti. La signora di 78 anni che fa ogni giorno dieci km per tenersi in esercizio, on cui ho camminato per un paio d'ore.
Il signore anzianotto che attacca bottone lungo il cansle, mentre la moglie cerca di trascinarlo via e, scoperta la mia provenienza, mi racconta del padre scappato dal vicentino durante il fascisomo perchè comunista; dei suoi inutili tentativi di riavere le cittadinanza italiana anche quando la guerra era finita da tempo. Dell'odio/amore verso le origini, con uno spontaneo ritorno alla lingua italiana cheil padre voleva imparasse mentre la madre bergamasca no, arrabbiata con il suo paese abbandonato malamente.
L'ebanista bretone che mi spiegava gli alberi e i pregi dei loro legni e mi ha fatto ben capire come i bretoni si sentano diversi dagli altri francesi.
La coppia che mi ha ospitato in una meravigliosa casa antica persanella campagna e ei mi ha offerto un tuffo nella loro piscina, prestandomi un suo costume perché tra pellegrini si fa così. Loro si erano chiusi la porta di casa alle spalle ed erano andati a Santiago.
Della coppia che girava da tre settimane per canali , mi ha preso a bordo in un giorno di pioggia e non sono scesa che quando abbiamo raggiunto casa loro, dove mi hanno invitato a dormire da loro e ho cucinato una pasta scotta (sfuggita alla mia vigile attenzione causa scarsità digrando duro) non sapendocome ringraziarli per l'occasione unica che mi offrivano.
Della pellegrina bretone che ha vissuto a lungo in Italia emiha pescato c9n una mail, invitandomi a casa sua a Nantes, con la quale ho trovatto affinità immediata.
Sì, è stato un bel cammino.
È valso il caldo pazzesco he mi ha afflitto per tutto il cammino!
 
Bentornata Madame! Felice che tu abbia sperimentato la spontanea accoglienza che questi bretoni, discendenti dei gallesi scozzesi e irlandesi e con un forte senso di appartenenza alla comunità, hanno saputo dimostrarti.
Sono sicura che la tua pasta scotta è stata comunque molto apprezzata. :si:
La Bretagna è terra da scoprire, da nord a sud, dalla Costa di Granito Rosa alle zone rurali e il suo fascino non si discute.
Selfies a parte, hai anche qualche foto per farci sognare?

free
 
Dal prologo si preannuncia un racconto interessante e denso di incontri di spessore: tempo permettendo e se vorrai,sarebbe bello saperne di più ... ;-)
Ci contiamo?
Abbraccio. :bacibaci:
 
Racconti?mi piacerebbe avere la penna lieve di Lia... non ho neppure tenuto un diario, qualche appunto sulla guida... mentre i nomi dei luoghi se ne stanno andando dal disco fisso della miamente troppo piena.
Le foto le ho fatte con il telefonino, pernon portare peso. Devo ancora guardarle sullo schermo del p.c.. Se ci sarà qualche immagine che "rende l'idea" ve lamando senz"'altro, ma non sono una brava fotografa, scatto solo per ancorare i miei ricordi.
Ho riletto quanto avevo scritto. Scusate gli strafalcioni. Scrivere con il tablet è un delirio.
 
Il ritorno è sempre così duro! rincorro la testa mentre lavoro; questa estate infinita offre un sonno leggero, e di notte rincorro quella "consapevolezza" che il camminare soli regala, così bene descritta da Ermetismo.
Non riuscivo a organizzarle queste ferie forzate, perchè me ne hanno imposte più di quano volessi, "bruciandomele" mentre io volevo tenermi qualcosa per l'inverno.
Ho detto: faccio di necessità virtù. La Bretagna mi era rimasta negli occhi da un viaggio con miei figli, costa ma molto interno; dai racconti di Free; da quelli di una signora bretone che da anni vive a Udine ma dei bretone mantiene la trasparenza del diamante; da alcuni incontri fatti sul Camino Podiense e poi Frances.
Un poì di giri sul sito degli amici bretoni del camino di Santiago , semplice e chiaro come la loro risposta. Noi credenziali le diamo solo ai nostri soci. Grazie a Zena e alle sue indicazioni sono riuscita a procurarmi una credenziale in tempo record. L'ultimo posto a prezzo ragionevole ( dopo che avevo studiato come arrivare in tempo breve fino lassù senza spendere un patrimonio) mi ha portato a Brest. Sapevo di un treno per arrivare a Paimpol e, da là, avevo in mano solo le indicazioni degli amici bretoni.
Perchè scegliere la via di Beauport piuttosto che quella di di Le Conquet o quella di Saint Leon/Loquirec percorsa da Free? Boh. Sapevo solo di volermi immergere in quel polmone verde il più a fondo possibile. Mi piacciono le abazie e l'dea di partire da una abazia mi piaceva. Cammino spesso in prossimità del mare, siapure diverso, volevo entrare dentro la campagna.
Non avevo "studiato" prima di partire, neppure la carta geografica, e infatti... i primi giorni ho fatto fatica ad adattarmi ad una realtà assai diversa da quello che avevo, chissà sulla base di cosa, immaginato.
Paimpol è un porticciolo nella parte nord della Bretagna. Pioveva quando sono arrivata e i turisti erano ammassati nei ristoranti sul porto. Molti tedeschi e inglesi.
A piedi sono arrivata all'abazia. Per la prima volta, in tanti anni di studio, mi sono resa conto dei "danni" della Rivoluzione francese. Non mi ero mai fermata a riflettere sul fatto che rivoluzione è stata a tutti gli effetti e molte cose sono andate distrutte. L'abazia di Beuaport è tra queste. Oggi è un rudere, affascinante , ma un rudere.
Da lì comincia il cammino segnalato.
Attraversa paesi sconosciuti, che dire paesi è troppo. Frazioni, località, case sparse... Il primo giorno mi sono resa conto che dovevo attrezzarmi se volevo avere un tetto sulla testa. Infatti i luoghi dove sostare sono pochi . B&b , agriturismo e rifugi municipali. Salvo quest' ultimi, gli altri hanno poca disponibilità e , in prossimità del mare, in agosto erano occupati , sebbene mi riuscisse difficile capire cosa facessero questi vacanzieri... Il mare non era propriamente invitante!
Telefonare era d'obbligo, visto che la mail restavano senza risposta. Internet e wifi poco più di zero.
La prima tappa è stata Lanvollon, dove sono stata recuperata dalla famiglia Cadorel. Pellegrino lui, lei Penelope del patchowork, con i quali ha decorato la loro splendida casa a Guincamp, che così ho potuto visitare Tra l'altro c'è un bellissimo ospitale per i pellegrini, segno tangibile dei passaggi che si incrociavano su questa penisola che sporge nel mare.
Il secondo giorno la mia meta è Boqueho. Mi perdo più volte, passo da un paese vero , Chatellaudren, proprio a ora di pranzo e mi regalo una sosta provvidenziale. Incrocio una chiesa a pianta rotonda e una capella di San Giacomo con staute ligne del Santo e fonte; arrivo dopo le sei in questo piccolo borgo di tre case e un municipio, dove c'è un gite municipal dove avevo preannunciato l'arrivo, se no poi come ci entravo? perfetto il gite, non c'è modo di trovare qualcosa per cena ( per fortuna ho pranzato!). Il negozietto è chiuso per turno, il ristorantino per ferie. Mi salva la panetteria dove mi vendono due uova e una briosche per la colazione.
La notte nella mia casetta dei sette nani è perfetta.
Il terzo giorno ho raggiunto Lanfains, passando dalla fortezza di Quintin.
A Lanfains di nuovo mi ha recuperato una ragazza che mi ha portato al suo agriturismo perso nella campagna. Suo è termine improprio. Vive con i genitori e i suoi tre figli; gestiscono questa "cosa" con 350 capi di bestiame ma anche campo estivo per bambini: sei ragazzini tra i 6 ed i 12 anni, oltre ai suoi tre e a quelli di sua sorella,allo stato semibrado, con giri a cavallo e tende da indiani nel prato. Era il compleanno del padre. Tutti a tavola e i ragazzini non si sono sentiti mentre ci sbafavamo il pate fatti in casa dalla signora e l'arrosto di vitello più saporito che abbia mai assaggiato. Già, là i vitelli pascolavano nel prato....
L'ambiente si fa un po' più selvaggio e i campi lasciano il posto alla foresta. Il paesaggio è più ondulato (poco più ondulato...) , attraversato da fiumi , laghi e canali. Pescatori al risvegli si prendono cura delle lunghe canne penzolanti .
Raggiungo qui la rigole d'Hinvern un canale che alimenta il canale Brest-Nantes. O meglio alimentava perchè è stato abbandonato e solo recentemente recuperato per farne una ciclovia. In alcun punti pannelli illustrativi spiegano l'importanza di questa via acquea nell''800. Ha consentito l'uso di acqua potabile corrente ai contadini della zona e modificato le abitudini di vita. Al camminatore consente lunghi percorso nel verde. Qui incrocio un vero gioiello, perfettamente restaurato. E' la cappella di San Giacomo del Leon Pape, fondata dai templari ma in perfette forme gotiche. Dormirò a Sain Cardec, da una vecchia, triste signora.
 

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Un'esperienza del tutto diversa dai Cammini che siamo abituati a frequentare ... e quindi preziosa.
Grazie per il tuo racconto.
Fly
 
Molto interessante questo spaccato di cammino e anche le foto rendono l idea della Bretagna come me l'ero immaginata molto orgogliosa del proprio territorio, silenziosa, verde e austera
 
Che bello scoprire nuovi Cammini! ma da quanto ho capito anche tu hai scoperto questo Cammino andandoci... grazie per il racconto interessante.
 
Racconti? Mi piacerebbe avere la penna lieve di Lia... (EMMETI)
Oh si che anche la tua è una penna (o tastiera) lieve.
Continua, se puoi, a raccontare di questo Cammino ... che di storie belle di Cammini non ci si sazia mai.
 
Bello. Bello. Bello..... il racconto, le foto, la nostalgia.
Grazie MT, la Bretagna mi è entrata nel cuore per sempre e ripercorrerla insieme a te mi ha dato momenti di gioia.

free
 
Mentre nel fine settimana mi affaccendo per casa, tenendo fede per ora al mio impegno di non lavorare, i miei occhi vedono il verde che mi manca, il verde e il profumo del Cammino; il verde e il silenzio del Cammino; il verde e il cielo sulla testa.
Questo Cammino, che non mi piaceva mentre lo percorrevo, troppo piatto; troppo caldo; troppo solitario, riaffiora per vie che non so.
St Caradec è stata la tappa del "cosa ci sto a fare qui, chi me la fa fare, non posso farcela" tappa che sto imparando a riconoscere. Dà segnali fisici, è quel terzo o quarto giorno che conosce la stanchezza prima dell'adattamento.
Nella stanza triste come la mia ospite non riesco a dormire a causa del trillare ripetuto di una campanella; ma la campanella è dentro di me, un acufene (da stanchezza? da una telefonata troppo lunga al cellulare con mio fratello in movimento da Vezelay?) mi spaventa, io sono un insofferente come posso resistere con il big ben nell'orecchio? Allora capisco che è la mia piccola svolta. Calma M. Teresa, dormici sopra (devi dormirci sopra): domani, "se il disturbo persiste" ,ti porrai il problema (mi parlo proprio così...faccio la mamma di me stessa).
Il mattino successivo ovviamente il trillo era molto sfumato e l'andare nell'aria fresca, come sempre in Cammino, mi ha riconciliato con me stessa.
E' questa la tappa nella quale la rigole d'Hivern, il canale di alimentazione, raggiunge il canale Brest Nantes, 350 km di via acquea di cui solo alla fine ho capito che non ha una direzione, ma , rispetto al mio andare, va un po' in un senso e un'po in un altro, alimentato da tre fiumi e un infinità di canalini.
Menoso assai camminare lungo il canale, sebbene i ciclisti , numerosissimi, siano molto rispettosi dei pochi pedoni. Il tracciato, per fortuna, devia talvolta per piccoli paesi.
Pure mi affascina: questa rete viaria antica ha popolato molti dei romanzi di Simenon, che uso come ansiolitici naturali; in uso fino agli anni '60, permetteva di muovere merci a impatto ambientale ridotto. Ormai dismesso a questo scopo, è aperto da maggio a ottobre per fini turistici. Il canale è tenuto perfettamente; le chiuse danno lavoro estivo agli studenti; gli edifici, un po' come i nostri caselli ferroviari o le case cantoniere, sono stati ceduti a privati o trasformati in rifugi. Nulla è dovuto per il transito dalla chiusa ma è evidente che il passaggio delle barche porta turisti in luoghi dove altrimenti non andrebbero.
Uno dove non vanno certamente è l'abazia di Timadeuc. Non è niente di che: costruita alla fine dell''800, non ha nulla di rilevante sotto l'aspetto artistico. E' un po' in alto, discosta dal canale, in un bosco, ma là tutto più o meno è in un bel bosco. Avvicinandomi scopro che Pere Guenal ha ricevuto la medaglia al valore della Resistenza ai nazisti nel 1946 . Questo semplice posto è evidentemente un fermento di idee. Ci va chi vuole trascorrere un po' di tempi con i frati benedettini trappisti. Tutto è silenzio, ma c'è un fratello che ti accoglie, se desideri parlare. Silenzio durante i pasti, che creano un legame di gesti, sguardi e mani che si toccano tra commensali tra loro sconosciuti.
Inaspettato il canto: all'ingresso in chiesa mi danno un cartoncino con delle parole "per capire". Capisco cosa, mi domando? Vespri e lodi sono tutte cantate in Gregoriano; le campane , suonate dalla navata, fanno meraviglie. Capire le parole, che posso seguire sulla carta, mi trasporta in quella dimensione fuori dal tempo che solo questi luoghi sanno dare. Vorrei registrare, ma non oso neppure tirare fuori il cellulare per posarlo sul banco, tanto tutto è semplice e composto qui.

(edit by admin
link sostituito perchè l'autore non permette la visione del video da altri siti - cliccare sul link Guarda questo video sul sito di youtube per vederlo )

Lascio il monastero un po tardi, il mattino successivo, tutto è un po' rarefatto e non riesco neppure a capire come fare a pagare la mia quota...
La tappa successiva scorre lungo il canale, tra il mio primo porto fluviale, e qualche chiesa con Calvario di fronte. Fa caldo e camminare lungo il canale, un po' incassato, non aiuta. Arrivo a Josselin, splendida con il suo castello lungo il fiume, bollita. Così bollita che non riesco neppure a godermi la bellezza del paesino (mi sembra sempre che Belle debba uscire di queste casine per andare al castello della Bestia) e tanto meno per fermarmi a bere una birra. Voglio solo fare una doccia, ma il gite non aprirà che alle cinque. Sono passata dall'essere sola al casino agostano, e non mi piace.
 
Ultima modifica di un moderatore:
Che magia EMMETI É piacevole ascoltarti.... continua

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Che deliziose descrizioni...mancano solo i profumi altrimenti sembra di essere lì con te.
Grazie
 

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