Ho ricevuto questo messaggio via mail e lo pubblico :
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Ciao Peppe,
quando ti ho visto vestito da pellegrino, nella tua bara col bordon al fianco e la conchiglia sul petto, ho pensato che tu ti alzassi e mi invitassi a non poltrire, come tante volte accaduto nelle soste del nostro Cammino dell'anno scorso. Stavolta no, fratello pellegrino, continuo da solo lungo la nostra Via per Santiago: tu mi seguirai per un po', fino a quando ci ricongiungeremo più avanti, in qualche albergue de peregrinos.
Forse ci rivedremo nella nostra "Casa dei pellegrini" a Portos, dove abbiamo faticato insieme sotto la pioggia di Galizia, con te che ti incantavi al tramonto del sole dietro l'Alto del Rosario o quando di notte camminavamo sul Cammino, con la paura che il firmamento ci cadesse addosso. Tu amavi quel posto, come tanti che l'hanno conosciuto. Come me e Claudio ci hai messo sudore e cuore, passione e sentimento. Perché tu eri così, fratello pellegrino, pulito dentro, coerente e sincero in ogni cosa, un uomo esemplare per l'amore che ha saputo dare alla famiglia e a Fiorella, di cui parlavi sempre con dolcezza.
Vedi Giuseppe, m'hai dato ancora una lezione, come sempre è stato nelle nostre lunghe conversazioni sulla vita e sulla morte che ti aspettava. Ora vuoi che parte delle tue ceneri siano sepolte lì, nella nostra "Casa dei pellegrini". E'un ultimo immenso gesto d'affetto per i tuoi amici, per i pellegrini che hai conosciuto e per quelli che verranno e si riposeranno lì anche grazie alla tua opera ed alla tua volontà.
Grazie, fratello pellegrino, per avermi insegnato che l'odio non paga mai e che esiste qualcosa di più importante per cui valga la pena sacrificarsi. Grazie, fratello pellegrino, per avermi indicato la strada giusta in un momento buio della mia vita e per avermi fatto vedere che l'amore vero non pone condizioni, ma si dona come tu facevi con il tuo prossimo.
Io non so dove ci rivedremo sul Cammino, Peppe, non so se il prossimo albergue sarà proprio quello giusto e ti vedrò entrare con il tuo bordon e salutare tutti. Aspetterò, come feci sul ponte di Logrono l'anno scorso, perché avevo bisogno di un amico e tu c'eri, non mancasti, non mi lasciasti solo. So che ci abbracceremo, come quella volta, perché ci saremo ritrovati sulla nostra Via per Santiago.
Allora, solo allora ti potrò dire: "Ce l'abbiamo fatta, Peppe!"
La Casa dei pellegrini esisterà, te lo prometto fratello pellegrino e se non potrò io Freespirit ed altri finiranno il lavoro. A tutti parlerò del tuo animo pellegrino, della tua voglia di dare accoglienza a quelli che la chiedono. Ad ognuno mostrerò la tua foto sorridente mentre aggiustavi qualcosa, mentre giocavi con la salamandra trovata vicino al pozzo, mentre smontavi e rimontavi qualche guarnizione parlandomi di pollici e di resistenze, cose che non capivo ma che mostravo di comprendere per stare in allegria, con te.
A tutti dirò che persona straordinaria mi è stato concesso di avere come amico e del vuoto sconfinato che ora lasci.
Ultreya, Peppe!
Alfredo