Parto col dire che è stata una delle esperienze più positive della mia vita, ma questo chi è già stato in cammino lo sa.
Ho incontrato persone fantastiche, tanto che l'ultimo giorno, al momento dei saluti, mi sono commossa profondamente. Sento un forte dispiacere al pensiero di non essere riuscita a salutare un ragazzo Croato che era veramente un gioiellino. Purtroppo quella mattina lui è partito per la sua camminata quotidiana prima che io mi svegliassi.
Ho avuto la fortuna di attraversare i Pirenei in una giornata di sole e fresco che ha reso i panorami splendenti.
(sorvolo sul fatto che il venticello piacevole che non mi faceva sentire il caldo, non mi ha nemmeno permesso di accorgermi che mi stavo ustionando!

Praticamente in tutte le foto ho il naso viola

)
Vedere gli animali liberi al pascolo e camminare all'ombra dei boschi è veramente emozionante.
Ogni giorno in un luogo diverso, attraversare i paesini (disabitati?!?! :roll: ) che si incontrano i primi giorni e poter ascoltare solo il rumore dei propri passi, permette veramente di ritrovarsi.
Non mi dilungo oltre perchè praticamente tutti voi già saperte di cosa sto parlando, per coloro che passano di qui in cerca di informazioni su cosa si vive lungo il cammino non posso fare altro che consigliare di partire.
Vorrei però soffermarmi sugli aspetti "negativi" di questo viaggio.
Nei giorni immediatamente prima della partenza e anche una volta rientrata, mi sono spesso sentita ripetere che intraprendere il Cammino di Santiago ormai è una moda.
Io, ovviamente, non l'ho vissuta in questo spirito, ma mi sono resa conto che molti dei miei compagni di avventura hanno fatto scelte diciamo...
convenienti.
Credo che chi parte con l'idea del pellegrinaggio (perchè di questo principalmente si tratta!) non si pone nè il problema della fatica, nè quello della stanchezza e nemmeno quello del dolore. Mette semplicemente tutto in conto, come se aggiungesse questi tre oggetti al suo zaino.
Spesso invece ho notato persone che per favorire il loro arrivo alla tappa successiva con un buon margine di vantaggio, non solo si facevano portare lo zaino da altri (di questo ero al corrente), ma per gli ultimi km prendevano l'autobus!
Fortunatamente io ho sempre trovato posto per dormire, ma una volta arrivata a Puente La Reina (dove si uniscono il Cammino Fancese a quello Aragonese) siamo praticamente triplicati e a Los Arcos ho dovuto proseguire fino a Sansol (28 km totali

) per essere sicura di trovare un letto (anche lì comunque è stata solo questione di fortuna perchè i 10 posti letto disponibili si sono occupati nel giro di un'ora!!!).
Forse ingenuamente, ma certi trucchetti non me li aspettavo. Che sia veramente diventata una moda e si sia perso un po' del vero spirito che caratterizzava questo Cammino?