allora.
rieccomi.
sono stata sul lago con i bimbi e odio scrivere dal cellulare.
mi viene il nervoso ai ditini.
scusate il silenzio.
il nonno, dicevamo.
partenza in salita, per questo suo sesto cammino.
lo sento la sera del suo arrivo a siviglia.
era ancora in aeroporto.
stava aspettando che arrivassero i bagagli.
gli chiedo come va l'inguine.
dice: ma sì, adesso almeno riesco a camminare.
come adesso almeno riesci a camminare?
e prima?
e i prossimi 1.000 chilometri?
cosa pensi di fare?
il mattino dopo.
dice: vado in caccia della fibbia.
caccia.
caccia.
caccia.
ma la caccia alla fibbia non dà alcun esito.
a siviglia la fibbia nuova che possa sostituire quella vecchia non si trova.
decide di prendersi uno zaino nuovo.
che insomma.
non è neanche un'idea cattiva.
senza fibbia ventrale quello vecchio è decisamente inutilizzabile sulle lunghe distanze.
ma quando mi dice: "pensavo di lasciare qui lo zaino che mi sono portato dietro", mi permetto di dirgli che non mi pare una buona idea.
lo zaino che aveva dietro, che per cinque volte l'ha accompagnato a santiago, è LO zaino di guido [e sapete bene che io non uso maiuscole mai]
quello che lo ha accompagnato in giro per tante strade.
quello che gli calza come un guantino.
dico: mah. forse senti guido. non credo che lui sarebbe d'accordo a sapere che il suo zaino finisca la sua vita in una discarica andalusa.
ed essendo l'amore di mio papà per il suo unico genero grande e sconfinato, il nonno saggiamente decide di lasciare perdere.
niente discarica andalusa per lo zaino rosso.
ora lo zaino di guido abita in un pacchetto che sta viaggiando attraverso la penisola iberica alla volta della provincia bresciana.
operazione zaino nuovo.
io in campeggio con i tre nani.
guido in ufficio a tentare di lavorare.
una chat di pps sparsi per l'italia.
il nonno a siviglia.
triangolazioni di messaggi e telefonate.
un catalogo decathlon online.
delle domande fatte.
dei consigli ricevuti.
a sera il nonno ha uno zaino nuovo.
pare vada bene.
fino a ieri l'unico problema pareva essere che avesse troppe poche tasche [che insomma, tra tutti i problemi che potrebbe avere uno zaino, questo mi pare il meno].
oggi mi ha parlato di uno schienale troppo poco rigido, quindi - mi è venuto da pensare - forse è uno zaino non troppo strutturato.
non so.
io non ho ben capito che zaino si sia comprato.
ma tre tappe le ha fatte.
e non ci sono stati troppi problemi.
per cui va bene così.
dell'inguine.
che era l'altra cosa che non funzionava bene.
alla decathlon non vendevano inguini.
strano.
e le gambe di ricambio che avevamo visto a milano il giorno che avevamo salutato il nonno in pizzeria alla fine non se le era portate dietro.
alla fine della terza tappa pare che l'inguine vada bene mentre cammina e faccia male quando è a riposo.
che insomma.
basterebbe non fermarsi mai.
o no?
per il resto abbiamo:
- una crociera sul fiume
- un giro sulla torre dell'oro
- tapas e cerveza, credo più volte
- l'incontro con p.
- tre tappe camminate
- quindici km in taxi stamattina, che la terza tappa, quella da trenta km, non se l'è sentita di farla [sono dei geni del marketing, 'sti spagnoli. c'è una tappa dura e loro cosa fanno? ti organizzano un taxi che ti evita i quindici chilometri di carrettera e ti lascia da cammianre gli ultimi quindici km. il nonno mi ha parlato di un parco e di una salita ammazzagambe che ha davvero fatto quello che prometteva: ha ammazzato le gambe]
- un caldo che ci si scioglie
- la sensazione di camminare in un nulla secco, assolato e bollente [le sue testuali parole sono state: in confronto le mesetas in agosto sono il paradiso terreste].
alla prossima.
abbracci a tutti, gargamella-fans.
ciao.
cri