• La pubblicità che compare nel forum lo sostiene con una piccola entrata, se usi AdBlock bloccando la visualizzazione delle pubblicità non aiuti il forum. Se vuoi dare una mano disabilitalo quando navighi in queste pagine. Grazie

Laredo - Leon

08/09 Cistierna – Gradefes

Esco da Cistierna con qualche nuvola e un po’ di foschia.
Un errore alla partenza ci sta sempre bene. Questa volta mi ritrovo davanti al cancello del cimitero. Torno sui miei passi e trovo la deviazione che avevo saltato.
Ritrovo l’Esla, che da ieri mattina si è fatto grande.
Lo attraverso e inizio a camminare tra campi e canali.
Già, i canali. Penso siano loro la causa.
Mi ritrovo in una nuvola di insetti.
Mi illudo siano solo moscerini, fastidiosi ma innocui.
Sul mio braccio sta crescendo una cosa con la forma di una nazione su una carta geografica. Puntura di zanzara, senza dubbio.
Rimetto velocemente la camicia con le maniche lunghe che avevo appena tolto.
Le gambe le sacrifico, se devo fermarmi a tirare fuori i pantaloni lunghi queste mi mangiano.
Intanto inizio ad agitare in modo scomposto la braccia davanti alla faccia. Faticoso e pericoloso: mi do una botta agli occhiali che rimangono su per pura fortuna.
Una piccola frazione e una signora che cammina agitando una frasca. Ecco la soluzione.
Ne cambio 3 prima di trovare quella perfetta per dimensione foglie e flessibilità. Riesco a trovare una buona tecnica, con movimento di polso a tergicristallo, coordinato con il passo.
Sembra funzionare.
Se non guardo il mio polpaccio sinistro, dove 3 nazioni si stanno riunendo in un continente, e il ginocchio, dove c’è un’isola che mi ricorda un po’ la Corsica, il resto va bene.
Ma che noia.
Un paese un po’ più grande e una chiesa su in alto.
Spero che i mostri non mi seguano fin lassù, provo.
Le bestie rimangono giù. Finalmente riesco a rilassarmi.
Mi accampo sul sagrato, sugli scalini della croce.
Ho una buona vista su tutto il paese. E’ cambiato il materiale con cui sono costruite le case, dalle pietre si è passati ad argilla e paglia.
La tiro un po’ per le lunghe. Mangio il mio platano di mezza mattina ancora in attesa e, mentre ci sono, faccio anche pranzo con pane e formaggio.
Ma adesso devo armarmi di santa pazienza e frasca e tornare giù.
Dopo un po’ che cammino mi rendo conto che sto sventagliando a vuoto. Non so se per il sole ormai a picco, perché è cambiato un po’ l’ambiente o per qualche magia, ma le zanzare sono scomparse. Per sicurezza non butto la frasca ma la fisso allo zaino e vado. Molto più leggera.
Iniziano i nidi di cicogna sui campanili.
Iniziano i campi di girasoli
Iniziano i campi di mais.
Ormai è pianura.
Ma la prendo bene. Forse devo ringraziare le zanzare sparite, ma sono allegra.
Ci sono delle piccole edicole con la effige della Virgen Peregrina. Vicino a una delle prime c’era anche un cartello che spiegava, ma le bestie non mi hanno consentito di stare ferma abbastanza per leggere.
Attraverso ancora qualche piccola frazione semi deserta e, senza grossa fatica, sono a Gradefes.
Chiedo a dei ragazzi fuori dal bar dov’è l’albergue: prima bisogna telefonare. Uno mi accompagna addirittura fin davanti all’ayuntamiento dove c’è un foglio con il numero da chiamare. Quasi controlla che telefoni davvero.
L’hospitalero mi dice che è già all’albergue perché è appena arrivato un altro pellegrino, mi aspetta lì. Carlos era davanti a me.
Mi incammino e mi ferma un vecchietto. Stai andando all’albergue? Sì. Prima devi telefonare. Gli dico che ho già fatto. Non è tanto convinto. Devo spiegargli dell’ayuntamiento, di cosa mi han detto al telefono. Alla fine si convince e mi lascia andare.
Devono aver detto a tutto il paese che se vedono pellegrini devono dire di telefonare e devono aver preso il compito molto sul serio. Anche a Carlos è successa la stessa cosa.
L’albergue è un alloggio al secondo piano di un piccolo condominio. Un alloggio perfettamente arredato e con tutto quello che serve. 2 camere, cucina, bagno, salottino e balcone.
E’ dell’associazione degli amici del cammino Vadiniense. C’è una attenzione ai particolari che fa pensare che ci tengano davvero tanto.
L’hospitalero ci spiega tutto, ci chiede del cammino, ci racconta che stanno cercando una soluzione per il tratto di strada di Riaño, ma non è semplice.
Fa bene arrivare in posti così.
Con Carlos decidiamo di andare a fare la spesa e mangiare “a casa”.
Prima però vado a vedere il Monastero Cistercense di Santa Maria la Real.
Oggi ospitano un coro. Stanno iniziando i Vespri cantati e li trovo bravissimi.
Poco per volta mi infondono una pace e una serenità che non mi aspettavo.
Bello, una fortuna trovarsi qui in questo momento.
Per cena Carlos propone Fideos con Pollo de La Gallina Blanca che mangiava quando era bambino. Non riesce a credere che in Italia non abbiamo questa Gallina Blanca, le altre marche sembrano non essere la stessa cosa. Probabile, infatti non essendoci la Gallina Blanca da piccola non mi facevano le minestrine in busta. Per bilanciare, l’insalata mista che segue è parecchio sostanziosa.
Un gelato al bar e poi a dormire.
Domani sera sarà Francese. Sarà diverso.

P9070985.JPG
Ponte su un Esla ormai fiume

P9070987.JPG
Gialla Santiago. Rossa Santo Toribio

P9070990.JPG
Sole tra le nuvole

P9080996.JPG
Quassù niente zanzare, stanno tutte là sotto

P9081001.JPG
Virgen Peregrina

P9081004.JPG
Nidi

P9081010.JPG
Santa Maria la Real
 
Ultima modifica:
A parte le bestiacce per il resto tutto bello, non so se è per come descrivi o per le foto ma credo per entrambe le cose è proprio come essere al tuo fianco.....forse l'ho già detto? :imbarazzo::no::si:
 
zanzare fastidiosissime... io per gli insetti uso cappello fascia larga bene calzato e un piccolo asciugamano a mo' di coda di mucca che spazzola via le mosche e insetti. Non avevo mai visto l'immagine della Virgen Pellegrina!
 
Tra zanzare e "galinas blancas",alla fine mi pare che sia stata una tappa movimentata ma interessante.
A proposito: hai telefonato in albergue, prima di arrivare? No sai...perchè ci tengono molto e si adirano se non lo fai. :rofl:
 
09/09 Gradefes – Mansilla de las Mulas

Chiudiamo casa. Chiavi nella buca. Carlos va a prendersi ancora un caffè al bar. Io parto.
Non c’è una nuvola. Il sole basso fa divertenti giochi di luce tra gli alberi e sul mais.
Stradine di terra rossastra tra campi e canali di irrigazione in cemento.
Una lunga collina argillosa mi accompagna sulla destra. Qualche paese sopra.
Le frecce continuano in basso.
Incrocio solo un ciclista e un ragazzo in motorino che va ad aprire chiuse.
Un paio di piccole frazioni con un paio di case, una chiesa e nessuno in giro.
L’indicazione per El Monasterio de San Miguel de Escalada. Dovrebbe essere una decina di minuti fuori percorso. Vado.
E faccio bene.
Hanno appena aperto, ci sono solo io dentro.
Bello l’esterno, ma molto particolare l’interno. Spoglio, con una luce bianca, le colonne con gli archi tondi e i 3 semplici altari. Semplice, ma elegante e raccolto.
Nella mia ignoranza di arte e ancor più di arte Mozarabica, mi piace molto.
Il paese delle petunie, coloratissimo. Dovevano essere in offerta. Ogni casa ha almeno una decina di vasi: appesi, sui davanzali, sui balconi, sul marciapiede, anche le biciclette sono diventate porta-petunie.
Bivio. Posso arrivare sul Francese a Mansilla o a Puente Villarente.
Mansilla. Me lo ricordo come un paese più paese e poi posso salutare Carlos che domani viene recuperato lì dalla moglie e torna a casa.
Ancora campi e paesini, campi e paesini. E non più frecce. Non so dove le ho perse.
Sono tutte stradine che tagliano i campi perpendicolarmente una con l’altra, decido di mantenere la direzione e prima o poi il francese lo incrocerò.
Una grossa strada mi ostacola e mi impedisce di procedere diritto. Destra o sinistra? Ma sì, fuori il telefonino e guardiamo la mappa. Un centinaio di metri a sinistra si può passare sotto la strada.
Quando sbuco di là sono a Mansilla. Ottimo. Vedo le mura e la punta del campanile. Ci sono.
La piazza, l’albergue.
Aspetto il mio turno. L’hospitalera quando vede la mia credenziale mi dice in italiano: Benvenuta nel casino!
Non è che ci sia poi tutto sto casino. Sì, c’è tanta gente, ma la maggior parte, finite le incombenze quotidiane, si mette a dormire. Tranne qualche gruppetto ai tavoli nel cortile, il resto è tutto molto silenzioso.
Mi piazzo anch’io in cortile. Non socializzo molto, anzi non socializzo per niente. Ma a questo punto del cammino le persone si conoscono, infilarmi all’interno di un gruppo che chiacchiera non mi viene tanto bene e non ho niente per cui le persone dovrebbero interessarsi a me. Mi cerco una posizione fornita di vie di fuga e me ne sto tranquillamente lì.
Arriva Carlos. Anche lui ha perso le frecce nel finale, ma ha avuto meno fortuna di me, non ha trovato il sottopasso.
Ha sentito che su una delle torri lungo le mura si può salire. Posso mica lasciarmi sfuggire un’occasione così. Andiamo a cercarla.
La vista non è eccezionale, ma le scale mi piacciono molto.
Mangiamo con “menu del peregrino”, il primo di questo cammino. E probabilmente anche l’ultimo.
Un gruppo di una quindicina di persone, malgrado il gestore non sia per niente d’accordo e si arrabbi anche parecchio, riescono a spostare tutti i tavoli come vogliono loro. Utilizzano bene il “non capire”. O il far finta di non capire.
A Mansilla è festa. O meglio inizia stasera. Ma più tardi, quando andiamo a dormire ci sono solo preparativi, un po’ di ragazzini e un po’ di birra in giro.

P9081019.JPG
Campana, martelletto, segnavento. Storti.

P9081034.JPG
Monasterio de San Miguel de Escalada. Esterno

P9081027.JPG
Interno

P9081036.JPG
Archi e archi

P9081037.JPG
Porta-concha o concha-porta

P9081040.JPG
Petunia village

P9091047.JPG
Segnavento natalizio

P9091051.JPG
Segnavento inquietante

P9091048.JPG
Arrivo a Mansilla
 
Mansilla lo ricordo per una festa al paese..... da dimenticare, musica in strada fino alle 3.oo del mattino. Alle 5.00 sveglia per partire alle 6.00, era il 10 settembre ci siamo rincorsi . ciao liam
 

Allegati

  • IMG_0592.JPG
    IMG_0592.JPG
    118,6 KB · Visite: 49
10/09 Mansilla de las Mulas - Leon

Mi sveglio di soprassalto. Stanno passando con tamburi, cantando, urlando sotto la finestra.
Non so che ora è e non lo voglio sapere.
Per fortuna non ho il sonno leggero, quando il rumore si allontana mi riaddormento.
Ma ripassano, non so se ancora una o due volte.
E tutte le volte che mi giro, mi sveglio e si sente ancora la musica in sottofondo, probabilmente dalla piazza.
E quando suonano le prime sveglie la musica è ancora lì.
Ieri con Carlos abbiamo detto ci salutiamo domani a colazione. Non mi piacciono i saluti, ho pensato posso partire presto e poi gli mando un messaggio. Ma il sonno ha la meglio sulla mia scemenza: continuo a dormire e alle 8 sono giù.
Colazione seria alla pasteleria della piazza. Piena di ragazzini e ragazzine post-fiesta tutt’altro che sobri.
Non ho orari da Francese. Cammino con quelli partiti dai paesi precedenti.
Fino a Leon va via tranquillamente. Tra i ricordi di quando sono passata qui la prima volta, nel 2010, e la seconda, camino de Madrid. Differenze? Mie sì, ma anche no.
Albergue. Poco più delle 11, ha appena aperto.
Vengo sgridata da una suora. Entro nel dormitorio ancora quasi vuoto e mi prendo un letto a caso. Viene a pescarmi. No no, qui non si fa così. La seguo con le orecchie basse e una scarpa sì e una no fino al letto giusto.
Plaza Mayor colorata, c’è il mercato.
In cattedrale c’è un matrimonio. Sulla piazza si mescolano scarponi e tacchi a spillo, zaini e cappellini improbabili, magliette scolorite e vestiti da cerimonia. Mi diverto un po’ a guardare.
Nell’attesa che la cattedrale apra, giro un po’ a caso. Vado a salutare Gaudì. Mi fermo un po’ in una tranquilla San Isidoro. Cammino tra la gente.
La cattedrale non mi delude. Continua a piacermi molto. Mi ascolto tutte le spiegazioni dell’audioguida. Rischio, la scelgo in spagnolo, se non capisco mi deprimo. Invece mi va bene, non faccio neanche più caso che è in spagnolo.
Mi siedo e rimango un bel po’ lì, a fare niente. In pace, in pace addirittura con me stessa. Solo questo varrebbe il prezzo del biglietto.
Passeggiata lungo il fiume, soste lungo il fiume, una specie di picnic all’ora di merenda che è pranzo e cena insieme, sempre lungo il fiume.
Albergue. Il gruppo che chiacchiera nell’atrio lo fa in tedesco.
Due parole con una ragazza che inizia a camminare domani, arrivano esperti più affidabili e mi limito ad annuire ogni tanto.
Benedizione del pellegrino. La suora di stamattina ci fa fare le prove fuori, così non facciamo brutta figura. Non so, mi sembra che ci sgridi un po’ anche adesso. Però mi è simpatica.
A dormire.
E’ finita. No, lo sarà domani mattina.

P9101060.JPG
Mollare tutto e mettersi a impagliare sedie. Sono cose che si dicono...

P9101064.JPG
Arrivederci

P9101075.JPG
Ricominciare a camminare di qui, prima o poi

P9101077.JPG
Grazie

P9101078.JPG
Geniale come sempre


11/09 El final

Niente epilogo sta volta, non avendo un prologo.
Ultimo colacao. Adesso sì che è finita.
Bus a Madrid. Volo a Torino.
Nell’attesa del volo vedo una email. Devo telefonare all’INPS. E’ una vita che devo telefonare all’INPS e non lo faccio.
Mi arrivano in testa tutte insieme le cose che dovrei fare quando arrivo a casa. Cose che non ho fatto e che non farò.
Com’è possibile che quando sono in giro faccio tutta una serie di cose, ragiono, mantengo la calma, mi tiro fuori dai casini e quando torno non sono in grado di occuparmi né di me, né di altri, né della mia casa. Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde.
Prendiamo sto aereo che è meglio.


E adesso che ho anche finito di raccontare è proprio finita.
Grazie per i vostri commenti e “mi piace” che mi hanno fatto andare avanti a scrivere e quindi a rivivere. Grazie davvero.
E grazie anche alle mie 2 guide onLine Donato e Graziella

Ah, all’INPS non ho ancora telefonato.
 
:'-)Non leggerò più le tue avventure da pellegrina o camminante? Non può essere vero dai!...fai quella telefonata all'Inps :hello:e poi chissà? forse zaino in spalla e via...:flecha:
 
Finito.....e adesso come facciamo senza i tuoi racconti coinvolgenti e appassionati?!?!. Ci hai abituato troppo bene Lia, urge una tua prossima partenza...:hihi::applausi:;-):bacibaci:
 
Quanto tempo è passato dal mio Mansilla de las Mulas-Leon. 13 anni. Dovevo ripiombarci adesso e fare un bagno nei ricordi del mio primo cammino.
E quanto tempo dal mio Santander e Santoña e Güemes e Santillana? 11 anni, il cammino della Costa. Che nostalgia per quei piedi a mollo e per le scogliere...
Sul forum spessissimo mi dimentico che esiste il "mi piace", praticamente quasi sempre. Lo metto quando proprio mi cade l'occhio sui mi piace degli altri.
Stavolta invece...
Ecco, adesso il "mi piace" lo scrivo qui, anzi lo metto proprio in grande: MI PIACE.
Brava Lia, sei pregata di ripartire presto, abbiamo bisogno di sognare camminando con te, anche a distanza.
Grazie di questi regali
Patrizia
 
Se tu vai e racconti, per noi, è come essere lì.
E quando verrà il nostro momento di ricalcare le tue orme sarà bello ricordare "Lia aveva scritto che...."


PS: Lia, anche se siamo prossimi al 2 novembre, ti prego, non prendere il mio messaggio come un necrologio:):).

Sei un bellissimo folletto cantastorie;)
 
.....potrai sempre raccontarci le tue disavventure negli uffici dell'INPS ;-)
lì dentro si arrenderebbe anche il demonio:sarebbe uno spasso veder raccontati quei burocrati ottusi con gli occhi del "folletto".
:rofl:
 
Alla fine di un Cammino c'è sempre un altro Cammino ... di vita (De Gregori adattamento)

Poi se vuoi ti racconto le mie avventure all'INPS ... capisco perché non vuoi telefonare ... ma tentar non nuoce più di tanto ... è come la vita sui Cammini ...
 

Trova un utente

Mappa cammini storici

La mappa è realizzata su carta pesante, misura 500x700 mm ed è spedita in tubo per proteggerla
Il costo comprende anche le spese di spedizione e il costo dell'imballo.
Per vedere la mappa in grande formato, cliccare sull'immagine
Acquistando una mappa avrete in omaggio uno scudetto da cucire sullo zaino

Un bellissimo regalo per chi ama il cammino

Quantità

Libretto "Racconti in cammino"

I libretti di 55 pagine raccolgono i migliori racconti dei 3 concorsi letterari organizzati dal forum

Il costo comprende anche le spese di spedizione.

Un bellissimo regalo per chi ama il cammino

Scudetto PPS

Lo scudetto è realizzato in stoffa e può essere cucito o incollato dove si desidera, non è termoadesivo.

Il costo comprende anche le spese di spedizione che variano a seconda della quantità ordinata.

Scelta oggetto
Alto