Iniziata in un modo e finita al capo opposto
Stamattina, neanche avevo aperto gli occhi che già pensavo che non mi andava di camminare di nuovo, che il ginocchio mi faceva male, che tanto la parte tanto attesa era passata e quindi che senso aveva continuare, dai che sei stanco, ti si rotto, ti fa male tutto, fa caldo, ti scotterai, soffrirai la sete, ti supereranno tutti, arriverai tardi e non ci sarà posto, e blah blah blah ....
Sono partito da Fonsagrada alle 7 dopo una colazione veloce e frugale perché non mi andava neanche di mangiare, con il morale sotto i piedi e la voglia una lontana reminiscenza
Ho camminato senza vedere anima viva, come se gli altri pellegrini o gli altri esseri umani si fosssero volatilizzati lasciandomi unico sopravvissuto melanconico al mondo
Ho attraversato un bosco accompagnato soltanto dal canto degli uccelli, che sembravano ciarlare tra loro di questo intruso che proditoriamente si trascinava attraversando il loro regno
Poi è arrivato l'Alto di Montouto, con la sua ascesa impervia e sassosa, altra forca caudina a ricordarmi che non importa quante salite hai fatto, ce ne sarà sempre un'altra da affrontare per rinfrescarti, nel caso te ne fossi dimenticato, quali sono i tuoi limiti, e in quei chilometri mi sono reso conto che prima chi parlava era l'altro me, quello che da anni e anni, troppi, non fa che minare e demolire in un massacrante giochino mordi e fuggi che con un perfetto tempismo piazza il colpo quando credo di aver raggiunto qualcosa.
Roberto vs. otreboR, un conflitto che non so nemmeno da quanto va avanti e al quale ero ormai talmente abituato da non farci più nemmeno caso.
Ma si vive per imparare e io sono più intelligente dell'altro me.
Mi sono ricordato di tutti pensieri fatti tra Borres e Grandas, di quanto quella sofferenza mi abbia portato a sentirmi non solo vivo ma finalmente in controllo di me stesso, in pace con l'accettazione di non essere un superman sempre perfetto e irreprensibile, quello che deve arrivare primo per non essere criticato, per cui il fallimento è la peggiore delle sconfitte, e, come crede chi pratica il buddhismo del Sutra del Loto di Nichiren, ho cambiato il karma della giornata che si è trasformata in un Cammino diverso.
Ho camminato al ritmo di Roberto, ho aperto gli occhi, le orecchie, il naso,la pelle, tirandomi fuori dal buco in cui l'altro tramava per confinarmi e mi sono fermato tutte le volte che mi andava.
Tanto fino ad ora questo Cammino era stato una esperienza confinata al mio io, quanto oggi, pur camminando sempre solo, è stata una esperienza di apertura agli altri e nelle soste ho conosciuto persone con cui non avevo ancora scambiato neanche una parola e ho scoperto cose, individui, visioni, vite e anche quelli che erano stati i miei compagni di viaggio finora sono tornati ad essermi simpatici dopo che ieri non li sopportavo più.
Hugs (dal Municipal di Cadavo dove sono arrivato tra i primi e mi sono scelta la cama)
Rob