Non puoi lanciare il sasso e poi nascondere la mano, indi percui avanti con la storia del ciuco

Okkei...
Allora, dopo aver lavato i piatti e rassettato la cucina, l'hospitalera ed io ci siamo messi a ripitturare la figura del pellegrino che campeggia sulla facciata dell'albergue, perchè si stava sbiadendo.
Mi sentivo talmente in colpa per aver fatto mangiare Blas e le due babbione americane un po' tardi a causa della gita al prontosoccorso,che ormai dipendevo psicologicamente dall'hospitalera ed avrei fatto di tutto per farla sentire in pace col mondo e soprattutto col Blas.
Lei decide di "rinfrescare" la figura del pellegrino?
"Ok, dammi un pennellino che ti aiuto"!
Ovviamente gli altri tre hospitaleri fancazzisti, facevano la siesta.
Mentre arrampicato sulla scaletta, cerco di non fare i baffi alla figura del viandante, sento di là dalla strada ragliare un ciuchino.
Disperatamente.
Guardava verso l'albergue e ragliava come se volesse chiamare qualcuno.
Chiedo:
"Ma che ha quel ciuchino?"
Risposta:
"Niente, perchè?"
"Non senti che raglia disperato?"
"Ah, si: fa
sempre così perchè si sente solo e vuole compagnia."
"Sembra che lo conosci bene..."
"Oh si"
Dice lei con gli occhi luminosi (li illuminava ogni volta che parlava di Blas)
"E' il somaro di Blas: è quello che
usa una volta all'anno per andare in Cammino".
"Ah... ed il resto dell'anno?"
"Sta lì"
"Come... sta lì: non lo portano mai a fare una sgambata? Nessuno gli fa compagnia?"
"Ma è solo un ciuco!"
"Ma raglia perchè è solo!"
"ma che t'importa? E' un ciuco!"
"E mica è l'unico ad esserlo!"
Chioso un po' seccato.
Lei mi guarda male, io butto il pennello per terra, vado nel magazzino di derrate che se scoppia la guerra quelli di fame mica muoiono e piglio un mazzo di carote.
"Dove vai?"
"Tra la figura del pellegrino sulla facciata ed il ciuco, scelgo il ciuco, la ragione secondaria è che la figura del pellegrino non piange disperata che vuole compagnia"!
"La ragione... secondaria?"
Chiede.
"Si, la principale è che son tutti capaci a fare i fighi e presentarsi in Vaticano con l'asino per far vedere che sono devoti: se il Papa sapesse che poi il ciuco è abbandonato per tutto il resto dell'anno, credo che avrebbe qualcosa da ridire!"
(mi riferivo al fatto che hanno fatto un Cammino fino in Vaticano col ciuco che trainava un carro con dentro non so cosa e mi pare di aver capito, che siano stati ricevuti dal Papa in persona)
"Non ti sembra di essere un po' insolente?"
"No, a me non sembra. Posso portargli anche le pesche?"
"No! Le pesche sono per i pellegrini!"
"Perchè? Lui cos'è? Non ha fatto il Cammino trainando il carro?"
"........ ma"
L'ho mollata ai suoi pennelli ed ho passato il resto del pomeriggio con il mio nuovo amico a mangiar carote ed a parlare di Cammini: che volete ... io e gli asini ci intendiamo a meraviglia!
La mattina dopo, quando tiro fuori la colazione e con essa la cassetta delle pesche, mi torna in mente questo dialogo con l'hospitalera:
"No! le pesche no!"
Ho preso tutte quelle che rimanevano dopo che i pellegrini si erano serviti e dopo averle spaccate a metà e disossate, le ho date tutte al mio amico!
Mi ha riconosciuto (sapete... tra asini...) ed ha gradito il mio dono.
Sono stato con lui ancora un po' e poi me ne sono andato.